"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Questioni: pavè si o pavè no?

Bel dilemma, mantenere il pavè nelle vie o sostituirlo con il catrame?

Il pavè, per chi non lo sapesse, è la pavimentazione tipica milanese realizzata in blocchi di pietra abbastanza grandi (circa 50×30 cm) e alti (circa 25 cm) molto resistenti. Pavimentazione entrata in gran uso all’incirca tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento fu posata specialmente lungo le strade con binari dei tram, strade che all’epoca erano ancora percorse da carretti, carrozze e calessi ma che oggi sono solcate da migliaia di automobili che spesso riducono il pavé in un percorso pericoloso.

Noi amiamo il pavè (se ben tenuto): è rassicurante, ordinato, bello a vedersi, soprattutto nei luoghi storici. Purtroppo il limite di questa tipologia di materiale è che questa pavimentazione rende difficile la percorribilità a chi voglia usare le due ruote. Troppi sobbalzi fanno si che spesso i ciclisti siano costretti a salire sui marciapiedi per non avere problemi, rischiando di dar fastidio però a chi passeggia. Insomma, un bel dilemma il doverlo mantenere.

Il nostro pensiero è che il pavè andrebbe eliminato dalle strade di grande traffico, come la Lodovico il Moro, percorsa ogni giorno da autovetture e grandi autobus extra urbani e dove spesso le grosse pietre saltano procurando seri guai agli automobilisti e soprattutto ai motociclisti (oltre ai ciclisti).

Ma il pavè andrebbe invece, secondo noi, assolutamente collocato nelle strade storiche del centro città, come via del Lauro, Bigli, Borromei, Sant’Andrea o Santa Maria alla Porta. Insomma, sistemare le pietre dove il catrame è estemporaneo sarebbe anche un’operazione di abbellimento assicurata.

Vie come Torino o Manzoni, più trafficate, percorse da centinaia di auto, da motorini e biciclette invece potrebbe essere un’occasione anche per ridurre il rumore che in città è sempre dannoso.

Quindi pavè si o pavè no? Meglio il pavè dove sta bene e invece dove questo procura disturbo meglio eliminarlo, magari sostituendolo con un asfalto rosso (più rosso di quello che avevano promesso per piazzale Baracca e che ora è già diventato grigio scuro). Bisogna trovare sempre dei compromessi.

Di seguito abbiamo fatto due esempi di come cambierebbe se posto in alcune vie del centro storico ora asfaltate.

2013-03-26 Pavè 2

2014-10-27 Lodovico il Moro pavè1

 

Un esempio, in piazza Borromeo e in via Borromei, dove farebbe la differenza e anche in bici non sarebbe un problema come invece lo è per via Torino.

Piazza_Borromeo_1A Piazza_Borromeo_1B

Oppure in via del Lauro, dove l’effetto d’antan sarebbe appropriato?

Via–Del–Lauro–1A Via–Del–Lauro–1B

Oppure: Piazza Borromeo, via Borromeo e via Bigli

Piazza_Borromeo_2 Via_Borromei_1 Milano_Via_Bigi_1

 

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Questioni: pavè si o pavè no?

  1. fabio

    Non solo bici. Anche le carrozzine dei bambini o dei disabili hanno il loro bel problema. Per non parlare dei tacchi e più semplicemente delle caviglie.
    Il pavé è bello se messo bene e mantenuto bene.
    Ma se per avere il bello devo sorbirmi il poco pratico, allora preferisco il più liscio ma brutto asfalto.

  2. Claudio K.

    Condivido in pieno la vostra impostazione. Attualmente siamo al non-senso più totale: pavé in tratti stradali che non hanno niente di storico (ad esempio, numerosi incroci sulla circonvallazione esterna!!!) e asfalto in pregiate viette medievali del centro storico.

    Il pavé andrebbe tolto da tutte le vie di transito, e in ogni caso dovunque non abbia senso storicamente, e le lastre riutilizzate per lastricare di nuovo vie storiche attualmente asfaltate.

    Il pavé è bellissimo SOLO quando è tenuto bene, con le lastre in pari e le fessure riempite con sabbia come da tradizione. Le lastre tutte sconnesse e con quegli orribili rabbocchi in catrame, in via Torino come in via Manzoni e in moltissimi punti del centro, non si possono guardare oltre a essere pericolose e scomode per tutta una serie di categorie di mobilità “deboli” (bici, passeggini, carrozzelle, ecc.).

    Capisco che sia anche un problema di budget, ma sono quasi vent’anni che sento parlare di questo problema. se anche avessero lavorato su una sola via all’anno, a quest’ora avremmo già potuto sistemare almeno 20 piazze o strade.

    Non per niente a Milano si dice che “a var püssée un andà che cent andèmm”….

    1. gianluca martinelli

      Condivido la vostra realistica impostazione. Sono favorevole all’eliminazione del pavè e in tal senso ho realizzato una pagina Facebook “Pavè a Milano – No grazie”. Informandosi ci si rende conto che il pavè a Milano non è affatto un lastricato storico, pregiato e caratteristico ma una soluzione provvisoria ed economica realizzata in passato.
      Il pavè è pericolosissimo per tutti: auto, moto, bici, passeggini (pericoloso per il rischio di incidenti e per i danni ai mezzi) e assolutamente brutto, rotto, rappezzato, disordinato e antiestetico dovunque in città. Specialmente nello stato in cui è a Milano di pessima manutenzione dovuta alla difficoltà di posa e finizione (le gomme della autovetture/autobus necessariamente lo smuovono dalla propria sede…) e dall’evidente malaffare di chi lo aggiusta contando che torni in cattivo stato il prima possibile…. L’alternativa non sono “colate di cemento e catrame” ma nuove, moderne e innovative pavimentazioni (come avviene in altre città, anche dal clima rigido…) che garantiscono decoro, ordine e minime manutenzioni. Ma i commenti di questi giorni, di politici, politicanti e cittadini non fanno ben sperare che ci sia lo spazio per informazioni, analisi e soluzioni. La caciara e il “magna magna” sono il più consueto modo di affrontare le cose in questo paese. Con buona pace di chi ha incidenti (anche gravi), difficoltà o danni a se stesso e ai propri automezzi. Senza togliere il pavè dal centro città penso sia impossibile sperare in una mobilità ecologica con le biciclette. Non è opportuno per la propria schiena e pericoloso in mille circostanze. Grazie. gianluca

      1. wf

        L’alternativa non sono “colate di cemento e catrame” ma nuove, moderne e innovative pavimentazioni (come avviene in altre città, anche dal clima rigido…) che garantiscono decoro, ordine e minime manutenzioni.

        @gianluca
        Scusami poichè l’argomento è interessante potresti specificare a quale elenco di “moderne e innovative pavimentazioni” ti riferisci?
        Ne indichi qualcuna in particolare per strade come Via Torino?

        Grazie mi interessa!

      2. Giuseppe Vasta

        perché dici che il pavé non è un lastricato storico? A me risulta che sia stato introdotto dall’amministrazione austriaca a fine ‘700 (non Ottocento o Novecento come si dice nell’articolo), a sostituzione della terra battuta. Il falso storico è invece la rizzada (realizzata con ciottoli di fiume come in via Cornaggia), che è invece la pavimentazione tipica di città di fiume come Pavia o Ferrara, non Milano

  3. papoff

    non so, mi immagino già lo squallido (come qualità) catrame in via torino che dopo poco tempo, a causa della posa binari non ottimale, si increspa e distrugge in pochi mesi.
    se non si fanno le cose bene (posa binari in una certa maniera, catrame di una certa qualità) l’asfaltatura di via torino potrebbe essere l’errore più visibile della storia delle riqualificazioni.
    basta dare un’occhiata alle strade asfaltate battute dai tram, per esempio via farini e il suo ponte.

    inoltre mi chiedo: si pensa a togliere il pavè dalle strade di grande traffico (che per altro non considero via torino come tale) ma a togliere l’asfalto dai marciapiedi no.
    siamo la città con più alto tasso di (orribile) catrame sui marciapiedi (che a 25 gradi già si ammorbidisce, oltre a puzzare) e sono convinto che questo contribuisca in maniera significativa ad alimentare la leggenda di milano grigia. bisogna cambiare tendenza.

  4. Alessandro

    Scusate, ma io non riuscirei minimamente ad immaginare corso di Porta Romana senza Pavé.
    È una zona a cui tengo molto e nonostante penso sia il tratto di Pavè con la peggiore manutenzione, ritengo che una colata di catrame sarebbe una grossa ferita inferta al quartiere e a tutta Milano.
    Il Pavè non va nascosto nelle strettissime vie del centro, ma deve essere il protagonista dei grandi corsi con abbondante affluenza pedonale.

  5. Jules

    Osservazioni ragionate e condivisibili, come sempre, le vostre.
    La scelta avanzata da Maran di asfaltare via Torino, però, continua a lasciarmi perplesso.
    Il pavé sarà pure un falso storico, ma stiamo parlando di una strada in pieno centro storico, un proseguimento di piazza del Duomo: si è fatto tanto (con risultati estetici anche lodevoli) per eliminare il catrame dalle vie Foscolo, San Raffaele e Santa Radegonda e poi la soluzione dovrebbe essere asfaltare via Torino in tutta la sua lunghezza?

  6. Camillo

    Hanno risistemato il pavè in Piazza Leonardo da Vinci poco tempo fa, dopo neanche 1 mese era tutto già da rifare.

    Mi sto convincendo sempre più che forse servirebbe anche eliminare tram e rotaie… sostituiti da autobus elettrici o ibridi.

  7. wf

    innanzitutto diciamo che il PAVE’ salta per causa di camion e auto di stazza pesante e ingombrante.

    Certo Via Torino è bella anche con il pavè, però è anche vero che privare la città di un asse viario di penetrazione CICLABILE verso il centro dalla periferia così importante è un vero DELITTO.

    Questo vale per utti gli assiportanti di afflusso biciclette verso il Duomo (che è una zona pedonale/ciclabile).

    Ad oggi via TOrino è èressochè impossibile da fare in bici.
    Renderla ciclabile de facto aumenterebbe di molto l’appela del centro di Milano per le 2 ruote.

    Asfalto: rosso tutta la vita.
    Non è possibile far convivere una “fettuccia” di asfalto rosso” laterale insime al pavè?

    1. Giuseppe Vasta

      mi sembra che via Torino – pavé o non pavé – sia comunque inadatta ai percorsi ciclabili a causa dei marciapiedi molto ampi e della presenza dei binari tramviari (pericolosi peri ciclisti). Sarebbe meglio a mio parere cercare percorsi alternativi su strade non utilizzate dai tram

      1. wf

        Giuseppe scusa ma comunque è un dato di fatto che vi passano i ciclisti.
        Partiamo da questo. Da un dato di realtà fattuale.

        La mobilità di pedoni e ciclisti va considerata un pò come un flusso d’acqua che sceglie e trova il suo percorso ottimale.
        Obbligare vie alternative a mezzi che vanno a propulsione umana sempicemente funziona poco…
        Non dico che sia bello o brutto semplicemente non funziona.

        Un esempio di ciò lo puoi trovare nei giardini pubblici con i vialetti.
        Se noti bene dive hanno fatto dei vialetti “sbaglaiti”, non tenendo in conto i flussi NATURALI e organici dei pedoni vedrai chiaramente la presenza di percorsi sterrati sull’erba generati dai “tagli” dei pedoni ceh creano il loro percorso ottimale.

        Via Torino è un asse principale perchè è ditretto e lineare.
        Vietare non servirebbe, vi si andrebbe lo stesso.
        E le ciclabili “alternative in vie senza tram” rimarrebbero deserte con pstreco ulteriore di soldi inutili.

        Perlomeno asfaltarla con materiale rosso e curato avrebbe vantaggi pratici per i cilcisti.
        Grazie.

  8. claudio

    io ritengo che il pavè sia diventato ormai qualcosa di troppo importante e caratteristico per la nostra città per nasconderlo tra le piccole se pur splendide vie del centro. io abito in una zona di milano in cui se vuoi andare più o meno ovunque è necessario passare per una strada lastricata col pavè e nonostante ogni volta mi lamento dei sobbalzi, non riuscirei proprio a pensare di percorrere quelle strade nella calma più assoluta dell’orribile grigio catrame, che a mio parere conferisce a milano soltanto un incredibile tristezza. catramare vie come via torino sarebbe un vero e proprio scempio per milano e uno shock per i milanesi e i tanti turisti che si vedrebbero privati di un aspetto di milano che purtroppo non è sempre così valorizzato dalla spesso carente manutenzione. per questo più che sulla sostituzione o eliminazione del pavè punterei ad altri modi per risolvere i problemi che causa ai ciclisti, come la costruzione, dove possibile, di più piste ciclabili.

  9. Renato S.

    Pavè sì, ben mantenuto, ovviamente – soprattuto – ancor meglio posato. Dappertutto in centro. Perché è ovvio che certi cantieri che si vedono in città, con le pietre posate a mano senza l’uso di macchine vibranti, sono destinati a dare risultati disastrosi, dati i pesi di suv e furgoni circolanti.

    E un giorno sarebbe il caso di cominciare a parlare dell’impatto ambientale del peso dei veicoli, a partire dagli esagerati maxiscooter.

    Quanto alle bici, da ciclista convinto ma realista dico no al transito in via Torino. Pavé o asfalto, è troppo stretta e trafficata da tram e veicoli perché possa sussistere una convivenza che non presenti rischi elevati, almeno nelle ore più frequentate. Senza ricorrere a divieti o multe, il passaggio delle bici andrebbe scoraggiato, offrendo invece assi alternativi paralleli a via Torino, come già avviene per le auto.

  10. Nicola

    anche secondo me il pavé può essere ridistribuito meglio, tolto da certe zone, come fatto in ple Baracca e messo in altre (via Foscolo, Pellico, Radegonda).
    Va però risolto il problema principale che affligge le strade milanesi: le solite, odiose, prepotenti auto. Sono troppe, troppo veloci e troppo aggressive.

  11. Giandomenico

    Personalmente lo toglierei dalle vie aperte al traffico, spostandolo però sui marciapiedi. Il risultato estetico sarebbe probabilmente minore, ma ancora accettabile

  12. CM

    il problema non è il pavè, l’asfalto o le rotaie.
    Quello che fa la differenza è ciò che c’è sotto: la convivenza gomma ferro è delicata perchè entità e distribuzioni dei carichi sono molto differenti. Il sistema che può compensare le differenze non è il tipo di pavimentazione (lapidea o bituminosa), ma bensì la sua fondazione, che se armata, allunga notevolmente la vita e riduce le manutenzioni necessarie. Esempio sotto gli occhi di tutti, la corsia preferenziale in via larga (eslusa la zona deviatoi).

  13. wf

    Certo che le auto di grossa stazza e i camioncini distruggono e fanno schizzare fuori sede tutto il PAVE’ e la pavimentazione storica..

    Costituiscono dei costi altissimi epr la manutenzione ripsetto alle auto piccole e leggere, bici, pedoni e ciclomotori leggeri…
    Causano danni economici di manutenzione.

    Perlomeno rendere afalto rosso via TOrino permette di vivere la città meglio ai mezzi LEGGERI…e quindi di preservare le zone dove il pavè viene riposizionato..
    Non si può pretendere il pavè e poi andare in giro con mezzi pesanti a costo di tutti e della collelttività.

  14. Giovanni

    Togliere il pavé secondo me è reato, sono d’accordo però che andrebbe sistemato in molte zone. Avere un pavé con i vari blocchi tutti allo stesso livello (come stanno facendo sul naviglio grande) risolverebbe ogni problema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.