Milano | Porta Garibaldi – Il disastro dell’arredo urbano: via Rosales

Di Via Rosales a Porta Garibaldi, una parallela di Corso Como e una traversa di Viale Monte Grappa, ci siamo già occupati diverse volte, specie per le aiuole violate  da parcheggiatori vergognosi.

Gli abitanti della via, oramai esasperati da questa sosta selvaggia che spesso impedisce persino di uscire di casa, hanno provveduto a fare istallare a loro spese dei dissuasori, presentando regolare richiesta al Comune, il quale esamina la richiesta (in questo caso presentata da alcuni condomini che possono agire solo nell’ambito della parte di suolo pubblico prospiciente il proprio fronte condominiale) e, ove non ci fossero impedimenti particolari, dà il nullaosta.

A seconda della zona, ci sono indicazioni da parte del Comune, che fornisce le specifiche per l’arredo urbano, per la tipologia di dissuasori che il privato deve acquistare. Peccato che queste indicazioni paiano essere parecchio disomogenee, poiché in pochi metri ogni condominio ha il suo bel dissuasore: chi l’archetto, chi il pilone e chi la più elegante parigina.

Ancora una volta dobbiamo chiederci: è possibile non AVERE UN ABACO DELL’ARREDO URBANO? Un manuale che univoco dica cosa istallare per ogni situazione? Solo fornendo indicazioni precise si potrebbe evitare la “creatività” e garantire una gradevole uniformità.

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Aggiungiamo anche che da pochi mesi sono state ultimate le due torri di NoveTredici, e giustamente i costruttori hanno sistemato il loro pezzi di marciapiede con pietra, lasciando il resto in bitume. Proprio a Milano l’arredo urbano è pura anarchia.

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Una piccola postilla in merito alla condizione dell’arredo di via Rosales (che è abbastanza la norma in città, purtroppo).

Da tempo stiamo osservando con particolare attenzione la situazione, con l’intenzione di vedere se sia possibile intervenire per sistemare in maniera decorosa tutta la via. Non solo sollecitando il Comune, come di norma facciamo denunciando quotidianamente queste cose, ma vedendo di coinvolgere anche i privati per una riqualificazione attiva della città.

Pensiamo infatti che non per forza debba essere il pubblico a metterci i soldi (che spesso non ha) per sanare situazioni compromesse di arredo e di decoro urbano, ma che possano essere i cittadini stessi a farlo in molte situazioni. Le leggi per metterlo in pratica esistono già (come anche descritto nell’articolo) anche se spesso hanno procedure farraginose e, come detto, difettano nel coordinamento dei diversi interventi privati.

Noi vorremmo prodigarci perché questo tipo di meccanismo diventi più diffuso, più celere e più coordinato, diventando Urbanfile per primo il motore di questi piccoli e (perché no?) grandi interventi di riqualificazione urbana; con la partecipazione dei cittadini.

A partire da via Rosales

Nel frattempo alcuni abitanti si sono armati di vanga e pianticella e hanno riportato una delle aiuole in vita… quanto rimarrà?

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

5 commenti su “Milano | Porta Garibaldi – Il disastro dell’arredo urbano: via Rosales”

  1. Allelujaaa
    L abaco dell’arredo urbano!
    Bisogna che a livello politico il comune lo capisca che è una priorità di urbanistica.
    Allora adesso c’è maran mi sembra.
    Cosa né pensa l’assessore.

    Tra l’altro a protezione di quelle aiuole forse basterebbe metterci davanti delle belle rastrelliere per bici, così da essere un impedimento a salire sullaiuola con il suv.

    Sui mega ricchi che lasciano il marciapiedi in metà asfalto.
    No comment proprio,
    Ma sei un poveraccio
    Cioccolataio

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  2. Bene in questo caso gli abitanti della via, e come al solito UrbanFile che per fortuna segnala continuamente segnala situazioni penose come questa. Male, come sempre il Comune. Fate bene a sollecitare il Comune e i privati affinché intervengano, dovremmo farlo tutti, chissà che sia la volta buona che si smuove qualcosa.

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  3. L’indotto della bella vita, de “la città che luccica”, i piccoli spacciatori di cocaina, le “accompagnatrici”, il lusso.

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  4. Scusate questa cosa per funzionare deve avere un ritorno non solo estetico ma anche economico, se io sistemo un aiula davanti al mio condominio, vorrei almeno uno sconto sulle spese comunali.
    Cioè in altre zone davanti ad alcuni condomini paga il comune cioè noi e poi quando sistemo l’aiula sotto casa pago solo io e dove sta la convenienza?
    Io pretenderei degli sconti sulle tasse altrimenti il meccanismo non può funzionare.

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  5. sul precedente post dell’8 luglio sul tema aiuola di via Rosales commentavo:

    “A onor del vero bisogna ricordare che proprio all’altezza di quella aiuola è da poco terminato il cantiere per la riqualificazione dell’immobile di via Rosales angolo Monte Grappa (il corpo basso dell’Hotel per intenderci) e quel punto era utilizzato per carico scarico materiale dagli operai addetti al cantiere.
    L’inciviltà è diffusa, ma mi piace pensare che in questo caso, terminati i lavori, la stessa ditta si accolli il costo di ripristino del verde che ha sacrificato per questioni di comodità”.

    Urbanfile siete proprio certi che siano stati gli abitanti ad “armarsi di vanga” a ripiantumare l’aiuola e non semplicemente un intervento di rifinitura (per altro dozzinale) previsto dall’appalto lavori al condominio prospiciente?

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