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Milano | Cordusio – Starbucks aprirà il primo Reserve Roastery

Come si sapeva già, la compagnia di caffè americana più famosa al mondo aprirà (tra un anno circa) il suo negozio/bar di lusso proprio al Cordusio, nel palazzo delle ex-poste ora in fase di ristrutturazione grazie a Blackstone.

Sarà l’esclusivo e particolare Starbucks Reserve Roastery e Tasting Rooms, già aperte in varie parti del mondo, come a New York, Shanghai e naturalmente a Setattle. Saranno 1.500 metri quadrati nell’ex sede delle Poste, condivisi con il nuovo partner internazionale che è la Princi Backery, la catena di locali-panetteria con la quale Howard Schulz (il fondatore della catena americana del caffè) ha firmato un’alleanza.

A breva ci sarà la firma del contratto, e per l’occasione nel capoluogo lombardo tornerà anche il manager americano entusiasta di iniziare la nuova avventura: “Non abbiamo l’ambizione di insegnare agli italiani come si fa il caffè, ma vogliamo mostrarvi quello che abbiamo imparato”. I battenti del nuovo negozio dovrebbero aprire a settembre dell’anno prossimo, ma già da gennaio sono attese attività di promozione per sensibilizzare i milanesi e far conoscere il marchio a chi non lo conosce, oltre ad alimentare le attese.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Cordusio – Starbucks aprirà il primo Reserve Roastery

  1. Wf

    Finalmeeeenteeeeeee!

    Ollaaaaa!

    Ps.
    Uno altro sogno personale è vedere aprire anche pizza hut,in centro.
    Ma questo non è all’orizzonte.

  2. Doc

    Ottima notizia!
    A parer mio, un investitore privato e con senso del management sicuramente farà bene a Milano e all’Italia.
    Creerà posti di lavoro (principalmente giovani), pagherà le tasse e darà nuova vita ad una centralissima piazza di Milano.

  3. Gio

    Spero vivamente che non lo facciano! La globalizzazione in questo senso è il male! ( spero di vedere un pizza hut in centro ‘addirittura un sogno’. Che tristezza, ti chiedo di riflettere su quel che dici. ( con tutto il rispetto))

    1. robertoq

      Starbucks tutta la vita… Sarà la globalizzazione ma almeno se ci lavori non ti pagano in nero (se ti pagano) come tanti locali di Milano.
      E poi è decisamente più bello.

      PS Pizza Hut è dello stesso gruppo di KFC, quindi magari apre anche lui. So di essere triste ma piuttosto della pizza di plastica del franchising di Sorbillo o Spontini, trovo Pizza Hut (e Taco Bell…) allegri.

      1. wf

        ???
        Magari aprisse anche pizza hut.
        Che tra l’altro sarebbe aperta fino alle 24, non come la ristorazione Duomo che chiude con il coprifuoco di Carlo Alberto alle 18.00.(iperbole)

          1. wf

            Pret a mangerà!
            Buonissimo e comodo.
            Magari.
            Però poi il cumenda di jerry calà però non troverebbe più nessun riferimento nella sua Milano…
            Come si fa?

  4. Gio

    Veramente non volevo essere offensivo, voglio solo dire che dobbiamo tenerci stretto i nostri bar, certo dovrebbero evolversi un po’ certe volte. E essere tenuti meglio. Ma se nel mondo ci sono gli stessi negozi, che mi muovo a fare? Io sono uno di quelli che pensa che tutti abbiamo un grande cultura alimentare, e non solo gli italiani, senza dubbio noi le abbiamo ancora vivissime, ma giorno dopo giorno le perdiamo, e quando aprirà ‘quello’ ne perderemo ancora e poi ancora… (Veramente preferisci ‘pizza hut’ che una classica pizzeria all’italiana! Perché? Il mondo della gastronomia è immenso e non può limitarsi a un paio di brand..

    1. wf

      Guarda, capisco l’essere contro il nuovo sempre è comunque…però…

      Che tristezza. Ma veramente ti piacciono i cosiddetti nostri bar di Milano che ti guardano storto se stai più di 5sec a bere un caffè pessimo al max bruciato.
      Ok.non mi metto sulla polemica qualità.

      Però.

      Veramente Starbucks farà chiudere i caffè punzoni oppure invece costringerà a migliorare la loro qualità e spazi d’accoglienza per i clienti?

      E pizza hut? Ma la hai mai mangiata pizza hut?
      Mille volte meglio della pizza merdone di gomma fatta in italianissima pizzeria che piace tanto ai milanesi fatta con il rotolare di mozzarellone simili latticino.
      Se dite che a Milano la pizza è pizza vuol dire che vi meritate i ristoranti italiani fatti con Giovanni rana.

      E suuu daii. Ma veramente.
      Comunque credi veramente che farà chiudere le pizzerie e non invece porterà una giustissima competizione sulla qualità?

      Tra l’altro parliamo di 2 dico due negozi.
      Contro centinaia di caffè e pizzerie, le ultime mi guardo bene dal frequentare se non voglio che lo stomaco mi continui a lievitare per i successivi 7 giorni.

      E tutto questo proprio perché il mondo della gastronomia è immenso e non può limitarsi a caffè in piedi e pizzerie di gomma pseudo tipiche.
      Ciao

      1. Lorenzo lamas

        Il barozzo stile Milano da bere effettivamente è anacronistico e spesso pure scarso. D’altronde sovente il caffe si prende per poter andare al bagno.

        Comunque wf hai ragione sostanzialmente su tutto quello che hai scritto, è solo che gio è stato folgorato dal p.s. un poco da 15enne che scopre che abercrombie ce sta’ pure in itali’. Sto’ a scherza’!

        1. wf

          Il barozzo stile craxi anni 80 è veeramente tristezza nel 2016.
          Perlomeno i fanatici di Carlo Alberto, la regina vittoria e cecco peppe capirei chiedessero dei bar liberty o primi novecento ma…
          Difendere i bar cazzovuoi e 5sectroppo no dai.

  5. -Ale-

    Se Sturbucks (o un immaginario Pizza Hut) hanno successo più dei nostri locali è solo demerito italiano. Siamo i re di caffè e dei cappuccini eppure non abbiamo marchi globali di caffetterie! I bar in Italia sono rimasti agli anni ’60… tristi banconi, banali tavolini, locali poco accoglienti. Ti fermi lo stretto necessario. Sono negli ultimi anni a MIlano si inizia a vedere qualcosa di meglio.

    Qui non è questione di globalizzare i prodotti, ma di come li sai presentare e di cosa offri insieme.

  6. Gio

    Non credo sia per colpa dei bar Italiani. Secondo é colpa della cattiva educazione alimentare delle persone e della troppa pubblicità che dispongono questi marchi! Es. i MC donald hanno soltanto inpoverito la nostra cultura alimentare! e il lavora del cameriere, barman, chef. Unica cosa innovativa era lo spazio per i bambini, che solo in pochi posti si poteva trovare es. giardino interno con altalena ecc. Anche se adesso molte pizzeria si stanno adattando e si sa che se si va lì non bisogna lamentarsi se c’è caos o meno. Non capisco il bisogno di avere un forte brand italiano per vendere all’estere? Vuoi vivere l’Italia? Vieni! Oppure assaggia le nostre pietanze nei tanti ristoranti italiani all’estero!

    1. wf

      Stronzate.
      Scusa il neologismo non è per offendere personalmente, ma si
      Stronzate.

      È PROPRIO colpa dei bar italiani.
      Perché hanno incominciato a servire miscele schifose con macchine che non lavano mai e che bruciano il caffèHanno educato gli italiani a piacere un prodotto pessimo.
      E tu oggi ti piace quel prodotto li. Dove confondi un caffè forte con uno bruciato.

      Si sono dati la zappa sui piedi da soli. E poi l’arroganza di pensare che il mondo cambiava e invece loro no. Il cliente incomincia a volere relax e benessere e l’oro sempre max 5sec al bancone con Micro tavoli da anni 80.

      Stesso discorso pizza.
      Le pizzerie per abbassare i costi hanno già completato l’educazione del gusto verso la pizza di merda. Vedi post di cui sopra.
      Cosa c’è da educare alla qualità?

      Con questi interventi autolesionista educativi9come dici tu sia Starbucks che pizza hut come gusto e qualità hanno superato un buon 75% di bar e caffè milanesi.

      Quindi se il loro arrivo costringe bar e pizzerie italiche doc a rimettersi in gioco ne guadagna solo la qualità del prodotto, sennò continueranno a servire mer.. per cioccolato.

      Scusate i termini non per offesa gratuita.
      Ciao

  7. fm

    Io penso sia una buona cosa che un’azienda di livello mondiale voglia investire a Milano. Qualcosa di simile già esiste, si chiama arnold coffee e non mi sembra abbia provocato la crisi dei bar italiani.
    Magari è la volta buona che alcuni locali italiani riescano a eliminare la tristezza che spesso li accompagna.

  8. Fabio Dibitetto

    Pensa che figata quando vai da starbucks a Londra, Berlino, Nyc, ALMENO hai uno standard di prodotto e sai cosa aspettarti, internet ed un posto che non ti mette pressione per uscire e quindi puoi farti i fatti tuoi al caldo.
    Belle sensazioni, nulla da eccepire. Ma il caffè è un’altra cosa e preferisco tenermi il bar all’italiana.

    I bar dovrebbero miglirare, sì. Gli Italiani hanno bisogno di esportare la tradizione?Chiaro che sì. Posti di lavoro? uhmm in definitiva no..la globalizzazione genera meno posti di lavoro ruispetto a quanti ne sottrae, genera economie di scala che favoriscono il divario tra ricchi e poveri.

    Sono d’accordo con Giò, solo viaggiando (qui poi bisogna vedere dove e come) riesci a coltivare quel “senso di visione a lungo periodo” a veder le differenze, sperando poi di non dover dire che ‘si stava meglio quando si stava peggio’.

    Cmq grazie a tutti, discussione molto interessante

  9. frabregs

    Mi riserverò di giudicare il loro caffè quando aprirà. Sicuramente sarà meglio di tanti bar che mischiano il caffè di torrefazione con quello comprato alla lidl…
    Bisogna solo sperare che si dotino di macchine decenti e non le superautomatiche che usano all’estero.

  10. wf

    Gli italiani, a loro insaputa, bevono un caffè di bassa qualità. I torrefattori fanno spesso abuso della robusta: una qualità che costa la metà di quella arabica ed ha aromi legnosi, se proviene dal Vietnam, e di terra se di origine Africana. Durante la puntata interverranno i rappresentanti di grandi aziende, come Lavazza e Kimbo. Bernardo Iovene, insieme con gli assaggiatori autorizzati dell’Associazione europea dei caffè speciali SCAE, ha girato per alcuni bar italiani, anche molto noti, tra cui il Gambrinus a Napoli e il Greco a Roma, per valutare il caffè in tazza. L’inchiesta, dunque, si allarga alle modalità errate con le quali i baristi preparano il caffè ai clienti, con il risultato di servire il nostro rito quotidiano con acqua sporca e piena di residui cotti centinaia di volte. La puntata si conclude con un’analisi delle capsule di caffè. Oltre a inquinare l’ambiente con plastica e alluminio creano anche danno alla salute?

    http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-56d1b2c3-35ab-4dc5-bc6c-f492adf4b3a5.html


    Con questo direi che il discorso qualità caffè bar italiani è chiuso. Con buona pace dell’orgoglio nazionale.

    Quindi rimane l’altra parte dei bar milanesi, l’accoglienza, l’ambiente i tavoli l’atmosfera….

    Non vorrei infierire ma capisco parlassimo di gestione,ambiente, accoglienza, locali del caffè tommaseo di Trieste o della tradizione del caffè degli specchi sempre di Trieste. E tutto questo avendo tolto dal tavolo di discussione il discorso qualità caffè…

    Ps,
    Poi si, avremmo dovuto noi italiani conquistare il mondo con una catena italiana, ma è solo colpa nostra del sistema Italia.

    Così come noi italiani avremmo dovuto inventare ikea, i brianzoli del mobile, invece…
    Mal c’è n’è colga,troppo provincialismo ci avvelena l’economia…

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