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Milano | Il degrado e il rispetto

Recentemente Pao, il noto street-artist milanese, è stato chiamato dal Comune per spiegare, con la sua arte, la storia di Mediolanum e dei primi milanesi.

L’utilizzo di cartelli illustrati era una idea per spiegare la storia in maniera semplice e che arrivasse a chiunque in modo allegro e spensierato, con i suoi personaggi buffi e fantasiosi. Le sagome, posizionate in piazza dei Mercanti sono durate solo tre giorni, poi dei simpatici personaggi si sono presi il diritto di sfasciarle, forse per gioco, per bullismo o per disprezzo. Questo scarso rispetto per il lavoro degli altri è veramente deprimente. Il rispetto per una qualsiasi opera d’arte, per un palazzo e per la proprietà altrui dovrebbe essere fondamentale, ma a quanto pare non lo è.

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Dobbiamo dire che purtroppo come sta sempre più spesso accadendo, ci troviamo in un’epoca dove il rispetto non c’è più, dal ringraziare quando qualcuno ti tiene la porta per farti passare a lasciare uscire le persone dalla metro prima di entrarvi. Insomma la maleducazione in questa società sta dilagando. Maleducazione che vediamo sui muri della città, perché i ragazzini si sentono autorizzati ad imbrattare con le loro stupide sigle (tag) che come scopo hanno solo quello di far rivalere la loro presenza sul territorio, e se la “firma” la riescono a piazzare più in alto sono più fighi.

Stessa cosa di quelli che lasciano bicchieri e bottiglie sparse sui marciapiedi nei pressi dei locali notturni, o quelli che buttano le carte a terra.

Quanti che lanciano le sigarette negli angoli dei marciapiedi o sulla strada? Quanti di quelli che fumano scartando il pacchetto fanno cadere il cellophane a terra?

Che dire anche di quelli che parcheggiano dove non si dovrebbe?

Insomma, stiamo diventando sempre più un popolo di zozzoni egoisti e menefreghisti, oltre che individualisti.

Forse, se si ponesse freno a molti comportamenti come questi la città sarebbe più vivibile e bella, non credete?

Se si punissero veramente gli imbrattamuri, se le autovetture venissero veramente multate e chi sporca a terra venisse multato, qualcosa, siamo convinti, cambierebbe e ci sarebbe anche rispetto per le sagome di Pao.

Per fortuna grazie ad un imprenditore meneghino, le sagome di Pao sono state nuovamente realizzate ma in materiale più solido, a prova di vandali.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Il degrado e il rispetto

  1. Marco

    La soluzione non dev’essere incentrata sulla punizione dei graffittari. Se questi tagger arrivano a sentire soddifsfazione a scrivere il proprio nome su un muro e’ sintomo di insicurezza, mancato senso di affermazione, disagio sociale e instabilita’ psicologica.

    La lotta ai graffiti nasce con lo sviluppo del senso civico e dell’educazione. Arrivare a punire (e alcuni commenti inneggiano alla violenza) e manifestazione del fallimento della societa’ e delle istituzioni. Detto questo chi e’ colto in flagrante deve essere punito ed introdotto in un percorso di recupero.

    In ogni caso penso che i palazzi debbano essere multati per essere in questo stato. Non esiste scusa per non sottoscrivere il servizio AMSA contro i graffiti.

    E’ necessaria una campagna pubblicitaria massiccia e una ridefinizione dei prezzi.

    Ne gioverebbero tutti: senso di sicurezza, bellezza, ordine, e ostacolerebbero i tagger da compiere di nuovo le loro opere..

  2. Fabrizio

    Che palleeee!! Sono TRENTA anni che si dicono le stesse cose-Ma finiamola ! Siamo un popolo di incivili A cominciare con la magistratura che va a considerare il contenuto dei graffiti illegali…Uh ma abbellisce!!!…e allora via l’assoluzione! Ma lo sapete che all’estero vanno in galera senza se e senza ma ?.Sapete che in Australia è vietato vendere ai minorenni pennarelli con punta oltre i 6mm?Qui perchè fanno i pennarelli da 20?Per gli innocui artisti di street art?Ma finiamola! E sapete che è vietato vendere in Italia bombolette ai minori di 18 anni pena ammenda di 1000 Euro? Quanti venditori sono stati multati?Basta.!!Che le Forze dell’ordine chiedano un aumento di organico per sconfiggere questa piaga che fa SCHIFO.Siamo un popolo di PITECHI..Anzi,irrimediabilmente PITECHI.Eppoi andate a disquisire di bellezze architettoniche.MA PRIMA PULITEVI CASA ZOZZONI !!!!!!

    1. Claudio K.

      Si dice “a cominciare da” e non “a cominciare con”, un inutile anglicismo.

      “Perché” si scrive con l’accento acuto e non grave.

      I nomi di valute di scrivono minuscoli (“euro” e non “Euro”) e dopo i punti ci vuole uno spazio.

      Si dice “e poi” e non “eppoi”.

      Prima di dare degli zozzoni agli altri e di pretendere da loro pulizia, ti consiglio caldamente di dare una bella ripulita al tuo sporchissimo italiano da… “pitechi”.

      Come direbbe El sciôr Carera… carere debet omni vitio qui in alterum dicere paratus est (se sei milanese sai a chi e a cosa mi riferisco, se non lo sei, caxxi tuoi).

        1. Anonimo

          Ho fatto il classico, sono laureato in filosofia, e ne vado fiero. La mia laurea mi consente di avere oggi una professione gratificante e remunerativa, oltre ad avermi dato una cultura che lei evidentemente non ha.

          I saputelli sono quelli che pretendono di salire in cattedra e dare lezioni agli altri senza nemmeno essere capaci di mettere insieme quattro righe in un italiano decente.

          Vada a farsi un buon corso di italiano prima di fare il leone da tastiera (il Comune tiene ottimi corsi di italiano per stranieri, potrebbe essere un buon punto di partenza anche per lei).

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