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Milano | Tre Torri – Se si trasferisse il Cavallo di Leonardo a CityLife?

Lo sappiamo, lo abbiamo detto mille volte: il Cavallo di Leonardo, piazzato nel cortile dell’ippodromo è un’icona di Milano completamente sprecata.

Pochi lo fotografano, pochi lo conoscono eppure sarebbe un’immagine potente da affiancare al Duomo, al Castello e alla Scala secondo noi (e non solo).

Ogni tanto ci divertiamo a collocare la scultura in qualche piazza o luogo più accessibile di Milano, sperando di fornire qualche valido suggerimento per la sua valorizzazione.

Uno dei posti appetibili potrebbe essere il lungo boulevard pedonale che si trova tra piazza Giulio Cesare e piazza Elsa Morante in zona Tre Torri. Magari nella grande aiuola che si trova tra la fontana delle Quattro Stagioni e l’area giochi per bambini.

Sicuramente troverebbe finalmente una sistemazione dignitosa e aggiungerebbe un punto in più al costruendo parco delle sculture in fase di realizzazione nel parco di CityLife.

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L’attuale collocazione all’Ippodromo di San Siro

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


60 thoughts on “Milano | Tre Torri – Se si trasferisse il Cavallo di Leonardo a CityLife?

  1. Davide V.

    Io sono per spostare il cavallo al più presto dalla sua assurda collocazione attuale ma credo che andarlo ad inserire in un luogo già bello e ‘completo’ sarebbe altrettanto inutile. Qui in piazza Giulio Cesare c’è già la bella fontana finalmente restaurata e funzionante e sullo sfondo le sagome imponenti dei nuovi grattacieli. C’è bisogno di aggiungere altro di grande impatto qui? Io penso di no. Sarei contrario anche ad un suo spostamento nel parco sempione o intorno al castello.

    Io voto per una collocazione al centro di una grande piazza attualmente priva di carattere ma che dia alla scultura la visibilità che merita.

    Piazzale Loreto, Piazza Firenze, Piazza della Repubblica..

    1. Kamu

      Condivido appieno! ci vorrebbe un bel sondaggio circa le tre proposte da te elaborate: io sarei maggiormente affascinato da P Firenze come nuova locazione.

      1. Kamu

        Non ci vedo nulla di male: per esempio a Madrid il monumento a Colombo, la Fuente de Cibeles e la Fuente de Neptuno sono tutte lungo l’asse Castellana-Colón-Prado, un viale che ha 3 corsie per senso di marcia.

    2. Gaetano COPPOLA

      Anche piazzale Baiamonti, completamente ripensata urbanisticamente, si presterebbe molto bene, sposandosi perfettamente con la nuova sede della Fondazione Feltrinelli nuovo polo della cultura internazionale, interprete delle esigenze della società e dei suoi linguaggi. Un’opera del grande Leonardo consacrerebbe la permanente attualità del suo genio agli occhi del mondo, diventando un simbolo inconfondibile di cultura e genio.

  2. Stefano

    Rimango convinto che il suo posto ideale sarebbe il Monte Stella: con un’adeguata “base” (magari visitabile e contenente la sua “storia” e due informazioni sul Monte Stella) e opportunamente illuminato sarebbe uno spettacolo da vedere anche da lontano.

  3. Gabriel

    Non ritengo valida esteticamente la soluzione proposta.Già nel rendering il cavallo appare posticcio dietro la fontana.Pare un oggetto quale grossa scultura realista un po’ passatella,tipo da mercatino dell’antiquariato messa lì a bella posta.Effettivamente all’ippodromo non è valorizzato ,è sprecato.Non su monte Stella perchè verrebbe subito vandalizzato dai graffitari.Occorrerebbe un posto insolito ,non imponente,non importante ,ma visibile simpaticamente da tutti.Io lo metterei in piazzale Loreto.

  4. Anonimo

    A mio avviso va piazzato in un luogo già fortemente legato a Leonardo in modo da creare un percorso turistico proprio dedicato a questo genio conosciuto in tutto il mondo. Il cavallo dovrebbe quindi essere posizionato nelle vicinanze di zona castello, Santa Maria delle Grazie e la Milano Romana. Posizionarlo in piazza Firenze o sul Monte Stella sarebbe troppo lontano dai flussi turistici. Non si potrebbe quindi valorizzare (ne monetizzare) questa meraviglia.

    1. wf

      Leonardo dovrebbe essere legato a tutta Milano invece.
      Cercare un percorso ad hoc lo ghettizzerebbe come un pittore di provincia.

      L’idea è buona quella di valorizzarlo e mostrarlo, ma coerentemente dovrebbe appunto essere messo lì dove lo immagina urbanfile.
      Sennò ragioniamo da provinciali, senza offesa.

      Oo ooh ooh oh…tutto molto interessante…

  5. Dado

    Sul M.Stella sarebbe un bel landmark soprattutto da lontano. Dato che non gode di simpatie estetiche bisogna metterlo lontano dallo sguardo ravvicinato – come i doccioni delle cattedrali gotiche, quindi in alto, su una collina. O per esempio su una colonna di almeno una trentina di metri. Solo cosi’ tornerebbe a essere un simbolo di Leonardo e non una copia di una scultura di Leonardo. Mi sembra l’unica soluzione per non sprecarlo.

      1. Dado

        Ma è un fake! Come un Rolex da 5 euro. Te lo metteresti un Rolex patacca per andare alla prima alla Scala? magari se hai ceduto al brivido della patacca proverai un gusto unico nello sfoggiarlo al sabato mattina mentre vai a fare footing nel parco…non certo abbinato a un abito formale ecco… senza rancore 😉

        1. wf

          Ogni monumento è un fake da 5euro. Non facciamo i cafonazzi alla briatore che non guardano al segno ma al bilancino dellorafo..
          Quindi non ha senso quello che hai scritto…almeno sul piano dei monumenti….senza rancore.

  6. GArBa

    la verità è che la collocazione attuale si è dimostrata del tutto infelice. è vero che san siro è meta di turismo, ma si tratta di appassionati sportivi che vengono a vedere lo stadio e l’annesso museo e di certo non hanno voglia di trasferirsi all’ippodromo solo per vedere la riproduzione moderna di un monumento leonardesco (incompleto peraltro, c’è il cavallo ma non c’è francesco sforza sopra – ma questo è sempre stato un mio puntiglio).

    per tutte le localizzazioni proposte sia nell’articolo che nei commenti, pur avendosi sia pregi che difetti, i pregi sono in ogni caso superiori alla localizzazione attuale.

  7. Emi

    Ottima idea secondo me! l’ampio spazio intorno e la fontana ne risalterebbero il valore che nonostante sia una riproduzione ha un altissimo valore simbolico.
    Ricordiamo che è un progetto di Leonardo da Vinci del 1490!
    Lo vedrei bene anche davanti al museo della Scienza e della Tecnica!

  8. Marco

    Visto che Milano si sta espandendo ad ovest (city life, portello, nuova area expo) io lo metterei in PIAZZA FIRENZE dopo averla sistemata per bene.
    E’ una piazza importante che collega corso sempione con viale certosa (purtroppo scialbo)…

  9. Luca

    E metterlo in piazza della Borsa al posto del “dito”?
    Valorizzerebbe la piazza, molto più vicina ai flussi turistici e sarebbe fonte di attrazione dalla vicina via Dante. Piazza Firenze è ancora troppo fuori mano. Nessuno ci andrebbe, nemmeno per vedere il Cavallo.
    Molto meglio il Monte Stella, purché con un’illuminazione che lo faccia “brillare” la notte. Sarebbe un bel colpo d’occhio. Oppure San Siro. Non è vero che ci vanno solo gli sportivi. E’ un bellissimo monumento che desta stupore in chiunque lo veda per la prima volta e gli stranieri visitano i musei di Inter e Milan molto più di altri musei della città. Farà storcere il naso, ma è così anche a Barcellona e, comunque per eventi di cartello i turisti stranieri accorrono a migliaia.

    1. wf

      Eccone un altro.
      Cioè il dito è diventato un icona milanese.
      E tu vuoi toglierlo.
      No comment.
      Poi ci si lamenta del capodimonte casalinga ossignura mia che scandalo si metta le pattine…

      1. Claudio K.

        Una volta tanto sono d’accordo con te… il dito di Cattelan sta bene dov’è, la posizione dà senso all’opera e viceversa.

        A me irrita piuttosto quando si vogliono piazzare “cose nuove” a capocchia senza tenere conto del contesto per “essere moderni” (atteggiamento che, come ho detto più volte, trovo provinciale e barocco). Come diceva un mio caro amico architetto e designer, “essere ‘moderni, non è moderno”! (Tra l’altro notare l’etimologia: moderni viene dalla radice di moda, è colui che segue le mode).

        Il grosso malinteso è che molti traducono “tenere conto del contesto” con “fare le cose in stile”, il che è una boiata pazzesca. Tenere conto del contesto significa dialogare con l’esistente, al limite anche in contrasto, ma un contrasto ragionato. Esempio classico è secondo me il Beaubourg, vetta che Piano non ha mai più eguagliato secondo me. Esempi di cose “tanto per fare i moderni”, la Città della Scienza di Calatrava a Valencia o la Piramide del Louvre (brrrr). La Torre Velasca dialoga con il contesto. Il Grattacielo Pirelli dialoga con il contesto. Anche Palazzo Lombardia di Pei e Cobb dialoga (benissimo) con il contesto. Porta Nuova dialoga con il contesto. Citylife, così così.

        Il Cavallo, diciamocelo, andrebbe inteso con grande onestà (e un filino di spregiudicatezza) come un intervento di marketing territoriale e non certo artistico. Come ho già avuto occasione di dire, se ce l’avessero a Barcellona avrebbero già fatto il piedistallo con il museo dentro, la sala cinema con il film del making of, la Sala 3D con la ricostruzione del cavallo nel contesto della Milano del 400, il bookshop e caffetteria, la tazza del cavallo, la maglietta del cavallo, il libro da colorare per i bimbi del cavallo… devo continuare o ci siamo capiti?

        1. wf

          Claudio non ti preoccupare ..poi passa. E’ il natale.
          :)) A parte scherzi comprendo benissimo.
          E’ vero. Sono d’accordo, contrasto ragionato.
          A volte però il limite/livello di questo contrasto “ragionato” io (ovviamente soggettivo) lo sposto anche sul piano della provocazione/perturbante (in dissacrazione verso il contesto).
          Quindi un filino fuori dal discorso contrasto/armonia con il circostante ma in un asse semiotico contrasto/dissacrazione/provocazione verso il contesto.

          Il dito di Cattelan è incredibilmente su entrambi gli assi: da una parte contrasto/armonia da una altra parte contrasto/dissacrazione.
          Perchè armonia? Perchè ormai è gioco facile il segno del medio ormai digerito come evidente messaggio definito e quindi provocazione finta e quindi facilmente digeribile.

          Expo ovviamente (ma non apriamo ti prego polemica, solo coem esempio) era totalmente contrasto/dissacrazione (infatti non è stato digerito), poichè appunto non v’era un messsagio alle spalle all’origine.

          Qui il cavallo mi risulta di difficile collocazione. Forse la seconda essendo una sfida implicita alla città circa Leonardo in un “fuori contesto” piuttosto chè versus il contesto..

          Chiudo dicendo che si, esattamente il discorso sul marketing. E alla fine, ci può anche stare. Le città internazionali sono anceh questo, anceh qualceh sbavatura. Non è il tuo caso ma sono i provinciali quelli ceh non ammettono sbavature ne’ cotnaminazioni nel proprio salotto.
          Una città è fatta anceh di sangue e m.. o palta (se leggi P.K.Dick)

          Bella discussione.
          Ps.
          concordo moderno non vuol dire niente. preferisco la parola contemporaneo
          ; poi il “moderno” è morto negli anni 80, da li si parla di post-modernità,e anche quella come diceva un personaggio dei fumetti …non si sente più tanto bene..
          😉

        2. Dado

          …Ma la piramide del Louvre, che non dialoga con il contesto ( forse non le senso che conosci tu) è bellissima! Chissà perchè la Stazione Centrale di Milano (al netto del degrado) – non dialoga per niente con il contesto – ed è meravigliosa lo stesso. Forse è da rivedere la teoria. Quando al Michelangelo gli avanzava la statua equestre del Marco Aurelio, non credo che abbia pensato al contesto, se l’è creato lui tutt’intorno. Perchè altrimenti tutto è plausibile. Pure il cesso di casa mia, sarebbe un contesto dialogante con il cavallone. E’ vero che non abbiamo i quattrini per creare il contesto questa volta…ecco perchè l’assenza di contesto sarebbe a questo punto la soluzione logica ideale, tipo un parco. Oppure davanti l’aeroporto (di Linate). Non in città insomma!

          1. Dado

            …dove tra l’altro, fatta eccezione per il super citassimo dito di Cattelan – nessun monumento o fontana (dal ‘900 in poi) ha trovato una sistemazione decente, nessuno. Milano-città è allergica ai monumenti, e si vede!

    2. robertoq

      La proposta di metterlo al posto del dito ha il suo fascino, visto che sembra che nessuno sia mai riuscito a capire cosa il dito significasse e trovo triste vedere turisti su turisti che lo fotografano pensando sia semplicemente il dito medio che fa fuck a un edificio dove una volta c’era la borsa.
      A questo punto tanto vale mettere li la replica del cavallo di Leonardo fatta da due simpatici americani qualche decina di anni fa, che si cambia un po’ lo sfondo per farsi i selfie… 🙂

        1. robertoq

          Se lo dici tu, è sicuramente così.
          Peccato che Cattelan stesso per un po’ avesse provato a spiegare a Moratti &Co. (che ovviamente non ne avevan capito un tubo) che non era un dito medio (troppo didascalico per uno come Cattelan) ma quel che resta di un saluto fascista alla prova del tempo. Ossia una cosa oscena (come tutte le dittature)

          1. wf

            …che si trasforma in un dito medio vs la borsa.
            😉
            scusa roberto ma te la sei tirata.
            Senza rancore

          2. robertoq

            Giusto anche se, tecnicamente, il dito medio è rivolto al Palazzo dell’Arch. Lancia di fronte… (immagina di avermi di fronte e farmi il dito medio: non me lo fai certo come è fatto quello della scultura, ma al contrario!)

            Rimango del parere che il dito di Cattelan sia un’opera d’arte che vivrebbe bene anche lontano dalla Borsa, perché ha un significato che trascende il didascalico (e a mio personalissimo parere) vagamente stucchevole significato letterale.

            In ogni caso, la Borsa (che è a Londra), Cattelan (che è ricco sfondato), la Finanza (che prospera e ingrassa più di prima), e i Turisti che van li a farsi il selfie prima dell’aperitivino, credo vivano benissimo senza la mia opinione! 🙂

  10. alessandro

    Io sono d’accordo che li c’è gia tanto. Con un bel piedistallo in piazza Loreto penso sarebbe la sua colloca zione ideale. Bello anche piazza repubblica ma manca un posto centrale dove metterlo. Sconsiglio invece il parco Sempione…li c’è gia il bel monumento equestre a Napoleone III …sprecato e dimenticato.ora lo hanno anche ristrutturato per expo…ma chi se lo fila in mezzo agli alberi? Ecco Napoleone III in mezzo a piazza Firenze ce lo vedrei bene …avrebbe anche senso visto che dall’asse Firenze Sempione entro a Milano con Vittorio Emanuele II .

  11. Luca

    Io però non ho mai detto di voler togliere il dito, nel senso di sopprimerlo, solo ipotizzato di mettere lì il cavallo e spostare il dito in altro luogo. Per una città propositiva e capitale finanziaria il simbolo avrebbe una valenza … diversa. Così come il dito in Piazza Loreto, un’altra ancora.
    In ogni caso, pensandoci meglio, e se il rinnovamento integrale di Piazza Cairoli prevedesse anche il cavallo?

    1. robertoq

      se non erro il dito non si può spostare per 30 o 40 anni (è stato firmato un contratto), quindi il discorso spostamento è puramente accademico.

    2. wf

      Una città capitale (o che vuole esserlo) deve essere in grado di reggere le provocazioni (soprattutto se artistiche)..
      Non facciamo i provinciali, please.

    3. wf

      Il cavallo in piazza Cairoli, il ghetto leonardesco?
      Poi?
      Spostiamo l’ultima cena vicino i ristoranti della darsena?
      Poi?
      Mettiamo Caravaggio ai mercati generali della frutta?
      Poi?
      la città di topolino.

  12. papoff

    io porterei il cavallo al castello, da valutare bene dove (cortile principale, piazza del cannone).
    il progetto nacque al castello ma poi il modello fu distrutto da una guerra.
    il castello, in periodi diversi, anche divenne un rudere.
    sono due falsi storici, due ricostruzioni, ma legate dalla storia comune.
    il cavallo di leonardo deve *tornare* al castello.

    1. -Ale-

      Una meraviglia come questa va sfruttata e non usata per valorizzare altri luoghi (che magari non hanno valore, come una rotatoria)!
      Usarlo per dare valore ad altro sarebbe un fallimento, come appunto all’ippodromo.
      Quindi non farei una gara di originalità ma andrei sul sicuro.
      Il castello (o p,za del cannone o parco sempione) credo che sia la sua collocazione più naturale: c’è spazio, fa parte di quel contesto, ha ampia visibilità… di certo non è originale, ma non si sbaglia. Ritorno di immagine assicurato!
      Sotto 3 Torri secondo me non c’entra nulla e in una pizza\rotatoria (Loreto \ Firenze…) è uno spreco. Zona museo della Scienza (esterno, che accoglie i visitatori) mi affascina, ma non saprei dire se tecnicamente ci sta. Monte Stella bello, ma poi chi ci va, finisce come l’ippodromo?

  13. Anonimo

    Marketing Marketing Marketing !!! Diamo al consumatore quello che il consumatore vuole… I turisti vengo a Milano anche perché attratti dal mito di Leonardo. A nessuno di loro frega che sia un falso ma vogliono semplicemente farsi il selfie di turno e comprarsi il magnete ricordo. Vi prego, non gridate allo scandalo o fatevi paladini di teorie strampalate. Quel monumento serve per generare valore ( finanziario ) e non per valorizzare una rotonda come piazza Firenze. Va inserita all’ interno di un percorso facilmente raggiungibile dal centro coerente con il contesto di Leonardo e quindi Castello, Santa Maria delle Grazie etc.. So che molti non la pensano come me ( massimo rispetto per questo ) ma se dobbiamo spostare questa benedetta statua mettiamola in un posto dove tutti possano goderne facilmente, in un posto che generi un po di indotto finanziario ( e posti di lavoro ) in un posto che sia coerente con chiballa fine dei conti quel cavallo lo ha disegnato e cioè LEONARDO

    1. wf

      Con il marketing sono d’accordo ma funzionerebbe MOLTO meglio in un “fuori contesto”, sennò, sempre per il amrketing, diventerebbe la solita “cadrega nella cucina”, ossia ovvia come un panettone a Milano il 24 dicembre…
      Se vuoi fare marketing devi meravigliare…non banalizzare.

    1. wf

      Ahahahaha… touchè!

      Caro Antonio puoi toglier un uomo dalla provincia
      ma non la provinica da un uomo..

      te saludi!

      Ps.
      Il cavallo di leonardo in mezzo al castello di Leonardo… veramente originale.
      Come la casa con i mobili di lissone… tutto coerente. come un outlet.

      1. papoff

        scusa ma perché mai la scelta dovrebbe essere basata sull’originalità o sulla provocazione e non sulla coerenza artistico storica?
        il cavallo é basato sui disegni di leonardo, realizzati quando viveva al castello al soldo dei signori di milano.
        il castello a sua volta é stato ricostruito utilizzando disegni, documenti e descrizioni dell’epoca.
        il cavallo di leonardo al castello é la scelta più sensata, sia storicamente che turisticamente.

        1. wf

          Perché Leonardo rappresenta Milano tutta e volerlo ghettizzerebbe nel parco Leonardo per bambini gli toglie qualcosa non la aggiunge.

          Mentre i segni di Leonardo dovrebbero essere sparsi in tutta la città, per rendere maggiore onore e servizio sia a Leonardo sia alla Città Di Milano.

          Sennò fai il parchetto tematico tipo topolino e sminuisci la valenza universale di Leonardo da vinci, che rappresentava luniversalismo scientifico e artistico. Non rappresentava mica il provincialismo scientifico.
          Mettere il cavallo a city life come immagine comunica che Leonardo è l’anima tutta di Milano metterlo nel ghetto parco di castello vuol dire che Leonardo è una attrazione minore di un parchetto tematico come ci sono anche a mirabilandia, sarà un pezzo minore da museo e non un simbolo forte della città. Semplice. Poi i parchetti piacciono a molti, intendiamoci,c’è anche l’italia in miniatura e il percorso di harry potter a Londra. Van gogh è il simbolo dell’Olanda intera non un parco giochi con annesso villaggetto.

          1. papoff

            francamente fatico comprendere l’equazione casa = ghetto
            spargere in giro a caso segni di leonardo là dove non é mai stato, questo sì sarebbe inventare un parco giochi.
            non certo portare la realizzazione di un suo disegno lì dove l’ha concepito.

          2. robertoq

            wf, secondo me l’effetto Disneyland ce l’hai se ti convinci che il cavallo è un’opera di Leonardo e non una copia fatta con la tecnologia di 500 anni dopo.

            A quel punto, visto che Leonardo era un grafomane e ci ha lasciato migliaia di disegni, armiamoci di stampante 3D e facciamo di tutta Milano il Parco Diffuso di Leonardo…

            A me piace di più l’idea di mettere la copia del Cavallo nella copia del Castello, che almeno ha quella punta di sottile ironia e sarcasmo che non fa mai male.

          3. wf

            A quel punto, visto che Leonardo era un grafomane e ci ha lasciato migliaia di disegni, armiamoci di stampante 3D e facciamo di tutta Milano il Parco Diffuso di Leonardo…

            Questa è una cosa che mi piace molto. si chiama cracking art.
            Comunque… il progetto del cavallo è originale di Leonardo, anche se viene stampato 1000 anni dopo…

            Però se vi piace nel castello e mettiamola nela castello così passerà inosservata come una fontana a Villa di Tivoli…
            Contenti voi..

            Dovremmo spostare la torre eiffel sotto casa eiffel.
            oppure mezza roma in lombardia vicino a casa del Caravaggio…
            Mi sa tanto di kinder garden questa cosa dell’opera messa vicino a casa dell’artista. In concetto di arte universale dice niente?
            Ciao

  14. francevirga

    Se si vuole svuotare dalle auto piazza San Sepolcro, perché non collocare lì il cavallo di Leonardo, nei pressi dell’Ambrosiana che contiene i codici leonardeschi?

  15. AlexTar

    La questione è il marketing in chiave turistica.
    Spostare il cavallo in piazza firenze avrebbe senso solo con un ammodernamento e riqualificazione di corso sempione (in stile passeig da gracia, champs elisee etc.)
    In loreto o repubblica rimarebbe una semplice rotatoria.
    Davanti alla borsa il cavallo sarebbe stato benissimo (anche per richiamare il toro di wall street).
    La questione è tutta di marketing in chiave turistica.
    Milano si tra sformando in una città sempre più green. Expo-grattacielo unipolsai- bosco verticale- grande parco farini etc etc.
    Quindi se la torre eiffel, dopo l’esposizione universale del 1889, è diventata il simbolo dell’architettura del ferro e della seconda rivoluzione industriale, perchè l’albero della vita è ancora in quel posto lontanissimo! Mi chiedo perchè non metterlo ad esempio in scalo farini con un bel progetto di parco etc.
    Tutta la città in sè ne godrebbe di questi landmark. Il turista soprattutto straniero tende ad identificare una grande città con delle opere principali (si ok il duomo è il duomo, ma perchè non sfruttare questa occasione) .
    Stesso discorso per le tantissime statue che vengono sostituite del duomo e che sono accatastate. Dovrebbero essere messe tutte in fila da castello a piazza duomo. E si crea l’opera d’arte.
    Molti potrebbero criticare questa idea ma diventerebbe un’opera d’arte in sè: una mossa del nostro tempo (e non un semplice riposizionamento di vecchie statue)
    Ok mi son divagato.

  16. antonio

    Rispondo a AlexTar.. la tua idea di mettere le vecchie statue in un percorso da Duomo al Castello è bellissima. L’avevo pensata anche io. Le buone idee sono contagiose, spero che arrivino anche a Palazzo marino.
    Condivido anche l’idea di posizionare l’albero della vita in uno spazio appropriato in Città.. passeranno anni prima che area expo sia di nuovo fruibile. Meglio anticipare.
    Butto lì una altra idea. Ricordate il monumento chiamato fontana di luce che per poco tempo fece mostra di sé davanti la centrale e ora giace accatastata in magazzino?
    Si potrebbe posizionarlo in cima al monte stella. Di notte illuminato da miglia di led sarebbe di sicuro effetto.Siamo in due. Facciamo partire il contagio!

  17. giuliano

    DIREI IN PIAZZA CASTELLO AL POSTO DELLE PIRAMIDI EXPO CHE STANNO TOGLIENDO….
    MEGLIO DEL CAVALLO DI LEONARDO DAVANTI AL SUO CASTELLO COL MUSO RIVOLTO VERSO IL DUOMO

  18. Biagio Scibilia

    Mi pare che a suo tempo l’amministrazione dell città abbia accolto il cavallo di Leonardo come un regalo che non si può rifiutare ma di cui ci si vergogna un po’. Per tale ragione l’ha collocato in un’area un po’ nascosta e poco frequentata. Personalmente non mi dispiacerebbe vederlo collocato in piazza Gino Valle al Portello. In quell’enorme spazio moderno, metafisico e un po’ angosciante porterebbe una traccia di umanità e di storia.

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