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Milano | Porta Genova – Ecco il corridoio sulla ferrovia

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Il grave problema che sta mettendo a dura prova gli abitanti della zona Tortona è l’impossibilità da mesi di utilizzare il ponte Verde in ghisa, chiuso per sicurezza dopo che i tecnici si sono resi conto, durante le operazioni di restauro, che poteva crollare causando anche una strage (specie sotto il periodo del Fuorisalone, quando migliaia di persone lo utilizzavano). Così facendo però il quartiere di via Tortona e via Savona è completamente tagliato fuori dalla vicina stazione di Porta Genova.

La soluzione per il Comune e le Ferrovie dello Stato è quella di realizzare sul selciato ferroviario dello scalo, all’altezza delle vie Bobbio e Voghera, una passerella coperta che unisca le due zone. Il progetto è stato presentato dal Comune e prevede anche un varco nelle mura di cinta dello scalo. Pare strano, ma il muro di cinta che affaccia su via Tortona e via Ventimiglia è sottoposto a vincolo storico per la Sovrintendenza e quindi si è dovuto attendere l’approvazione da parte dell’ente che tutela i monumenti storici per poter operare.

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Un doppio percorso, pedonale e ciclabile, largo quasi 5 metri, delimitato su entrambi i lati da portali e pannellature alte poco più di 2 metri che convogliano il transito da via Tortona a via Ventimiglia e viceversa, in corrispondenza degli incroci con le vie Voghera da un lato e Privata Bobbio dall’altro.

Aprirà entro la settimana il cantiere per la realizzazione del passaggio a raso che attraverserà lo scalo di Porta Genova, ripristinando la connessione con l’asse Savona/Tortona/Solari, frutto della collaborazione tra il Comune, Ferrovie dello Stato e Sistemi Urbani, la società controllata in toto da Fs che si occupa del patrimonio del gruppo. I lavori dureranno un mese circa: il termine, infatti, è previsto per fine gennaio.

Dopo la chiusura del ponte verde che necessita di lavori di manutenzione straordinaria per essere messo in sicurezza, il passaggio poco lontano (a circa 50 metri) costituirà la temporanea alternativa per la ricomposizione del quartiere, dimezzando il percorso oggi obbligato per passare da una parte all’altra dello scalo.

Una passerella provvisoria, ma con un progetto ben strutturato: in corrispondenza dei punti di innesto del percorso verranno aperti dei varchi nella muratura tesi, in particolare nel caso del muro storico sul lato di via Tortona, a rispettarne e valorizzarne le caratteristiche storico-architettoniche. I due punti di innesto sono stati entrambi spostati il più possibile verso la stazione, in modo da garantirne la massima visibilità. Il percorso ciclabile verrà realizzato con un conglomerato, mentre quello pedonale avrà una pavimentazione in lastre di pietra ricomposta che ricorda il basolato di via Tortona sia nei formati che nel colore, in modo da creare una continuità con il tessuto urbano circostante. In corrispondenza del tracciato dei binari si prevede una pavimentazione in lastre stirate di acciaio corten con presa antiscivolo.

Alcuni interventi riguarderanno anche la via Ventimiglia: l’allargamento del marciapiede, la posa di alcuni scivoli e la tracciatura di passaggi pedonali in corrispondenza con i varchi di accesso alla passerella.

La soluzione verrà illustrata ai cittadini dagli assessori alla Mobilità Marco Granelli e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti giovedì 22 dicembre a Base, in via Bergognone, in un’assemblea pubblica che inizierà alle 18.

“Era importante ridare alla città e al quartiere un passaggio che ricongiungesse via Savona, via Tortona e via Solari -dichiarano gli Assessori.- Dovevamo porre fine a un disagio che negli scorsi mesi metteva in difficoltà residenti, lavoratori e attività commerciali della zona. Grazie alla collaborazione con Fs riusciamo a creare una struttura che si integra nel contesto urbano e rispetta i vincoli posti dalla soprintendenza. Siamo felici che il progetto preveda non solo il passaggio dei pedoni ma anche delle biciclette”.

Il ponte verde di porta Genova è chiuso al pubblico da agosto, quando è stato sottoposto a lavori di manutenzione ordinaria che hanno riguardato soprattutto le scale, molto consunte, sostituite con lamiere di acciaio inossidabile. Proprio nel corso di questo intervento è emersa una situazione di forte degrado della struttura portante principale, dovuta soprattutto allo scorrimento dell’acqua piovana che ne pregiudica l’agibilità. Si rendono quindi obbligatorie opere straordinarie di messa in sicurezza per evitare qualsiasi rischio per il transito pedonale.

La struttura poggia su coppie di colonne corinzie in ghisa collegate a travi e tiranti. E’ stata realizzata tra il 1912 e il 1917 dalla ditta Nathan e Uboldi, da tempo sottoposta a vincoli architettonici, dall’aprile di quest’anno è stata dichiarata di particolare interesse storico e artistico per decisione del ministero dei Beni culturali. È stata oggetto di numerosi interventi manutentivi nel corso degli anni (l’ultimo nel 2007), decisi unitamente a Ferrovie dello Stato, ma finora non si era mai reso necessario un intervento così completo.

 

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Porta Genova – Ecco il corridoio sulla ferrovia

  1. Mattia

    Ma a quel punto farci una strada non sarebbe un’idea ancora più interessante? Anche per agevolare il traffico altrettanto difficoltoso in quel quartiere..

    1. Carlo Alberto

      @Mattia. Bravo! Un po’ di deciso coraggio ogni tanto! La strada di connessione compensa il disagio dei lavori metro Solari. E una bella piazza nel restante sedime verso Nord (via Savona), con alberi e panchine. Ma Milano si ferma davanti a un muro di cinta della ferrovia abbandonata?! E poi strabuzza gli occhi per un semplice riordino di via Bergognone. C’è bisogno di un po’ di azione: strada e piazza. Perché i mirabolanti progetti per il recupero di tutto lo scalo ferroviario vedranno la luce fra decenni.
      E poi, realizzando il corridoio, chi terrà mai pulito il tratto intercluso dei binari abbandonati verso il muro di via Savona?

      1. GR

        Tecnicamente, quella parte della ferrovia fa ancora parte della linea in esercizio, anche se credo che ben pochi treni vi abbiano transitato dal 1931 (anno in cui fu troncata la tratta fra il retro del Monumentale e Porta Genova) ad oggi. Mi sa che per una sistemazione decente della zona come ipotizzato sopra bisognerà aspettare la chiusura totale della stazione.
        Poi è chiaro chi manterrà pulito la parte che tecnicamente non sarà più utilizzabile una volta completata la passerella: NESSUNO. Avremo una bella distesa di erbacce.

        1. Carlo Alberto

          Forse i portali proteggono i passanti dalle linee aeree soprastanti?
          Allora meglio interromperle e disarmarle, visto che la loro prosecuzione non serve più. Facendo anche un po’ di pulizia di pali e tiranti.
          A quel punto, via i muri e la piazza è fatta!
          Purtroppo invece, ci stiamo abituando al “poc l’é mej che gnent”.
          Senza più accorgerci che “poc l’é semper poc!” E balle non ce n’è!
          In questo caso, il vincolo della soprintendenza sul muro offre la scusa perfetta per rimandare una rapida sistemazione di un’area meritevole.
          Al posto della piazza, ci meritiamo un bel condominio!

          1. GR

            Penso che la funzione dei portali sia proprio quella. Anche se io li avevo pensati in funzione anti-intrusione nella sede ferroviaria (almeno nelle ore in cui la stazione è chiusa).

  2. -Ale-

    Wow, sembra bello. Non si sono limitati a fare un passaggio, ma si è cercato quacosa di originale e in sintonia con il contesto… sono positivamente stupito!

  3. Fabrizio

    Se è veramente come il rendering,10 e lode a chi l’ha progettato.Finalmente dopo trenta anni di vandalismi grafici si comincia pian pianino a comprendere che forse forse è il caso di non offrire campiture libere ai graffitari….La soluzione con pareti a rete è ottima (rende difficoltoso l’imbrattamento sia spray che con adesivi ).Forse avremo una struttura a Milano non imbrattata.L’unica.

  4. frabregs

    Comunque quel passaggio dovrebbe essere definitivo. anche perchè il ponte verde non è accessibile a bicilette e carrozzine, Comunque a me piace molto. Purtroppo una strada non si può realizzare perché lo spazio tra le fornici del muro mi sembra troppo strettoper una macchina oltre che basso. E purtroppo il muro è vincolato.

    1. Anonimo

      guarda l’immagine 4 le misure ci sono per le auto sia larghezza e altezza lasciando integro il fornice non per i furgoni ma quella è altra storia
      credo che si apriranno gia dibattiti sul definitivo/provvisorio
      a lungo termine la strada risolverebbe due problemi definitivamente il collegamento auto tra due zone e il collegamento provvisorio
      a breve termine questo passaggio provvisorio non risolverebbe altro che il passaggio pedonale abbellendolo ma non risolvendo il problema futuro

  5. antonio

    Il progetto è corretto. Mi sembra sia funzionale bello e con le dovute attenzioni al contesto. Le macchine non credo riescano a passare nella via stretta. Non mi sembra una buona idea.
    Io penserei ancora più in grande: Un tunnel sotto il naviglio che colleghi via tortona direttamente col ticinese.

  6. GetFuzzy

    Non ho capito alcuni commenti, c’è qualcuno che auspica il passaggio ad uso anche delle auto? Per me non sarebbe una buona idea…quella zona è totalmente a vocazione ciclopedonale, le auto snaturerebbero il contesto

  7. robertoq

    Il progetto è bello (anche perché un rendering brutto è anni che non lo vedo più).
    Ma avevan detto che per fine anno aprivano il collegamento provvisorio e invece qui siamo ancora in Commissione Paesaggio (immagino i rendering fossero per loro visto che ne han discusso la settimana scorsa…)

  8. Anonimo

    Come si fa a dire che quel pezzo di muro marcio, imbrattato e maleodorante sia sotto il vincolo delle belle arti. Buttare giù tutto quel marciume e dare un po’ di ossigeno e respiro ad una zona che sta soffocando!!

  9. Pietro

    ma perché il ponte rischia il crollo?
    Semplice, perché i “lavori” di restauro precedenti si sono limitati a ricoprire i gradini con lastre nuove e basta, in pochi anni si sono arrugginite anche quelle mentre tutta la struttura del ponte nascosta dai lavori posticci ha continuato a degradarsi

  10. GR

    Se davvero lo realizzano più o meno come nei rendering mi pare una cosa ottima. Almeno chiunque non dovrà più circumnavigare l’intera area ferroviaria per raggiungere via Tortona. Con questo passaggio poi, si eliminano le barriere archietettoniche del vecchio ponte verde, rendendo la zona accessibile a tutti, disabili, ciclisti e non.
    Poiché la stazione verrà chiusa (pare entro il 2020, ma non sono sicuro), a questo punto un restauro del ponte mi sembra ridondante e non necessario.
    A stazione chiusa, si potrebbe recuperare il vecchio sottopasso come nuova uscita per la metropolitana verso via Tortona e adiacenze

  11. Anonimo

    Non capisco perché quel muro e sotto vincolo. È un muro! Quando l’hanno costruito non hanno pensato di fare un’opera d’arte. Il progresso avanza, la città si estende, le necessità crescono, forse bisognerebbe conservare e mantenere bene altre strutture, non si può pensare di restare attaccati al passato. Qualche vestigia va conservata “bene” , il ponte verde mi sembra essere una di quelle, ma il muro! Alla darsena allora avevamo una situazione da un punto di vista architettonico più bella e cosa è stato fatto? Si è costruito un orribile muro in mattoncini nuovi che dai viali ostruisce la vista del Naviglio, ma, come si dice, almeno la zona è stata ripulita, snaturizzata, ma pulita. Io sono per il nuovo che avanza, con uno sguardo al passato! Ma solo uno sguardo.

  12. Carlo Alberto

    Intanto che siamo in argomento …

    Signor Sindaco,
    nell’area tra il corridoio sui binari e la via Savona, promuova la realizzazione di un parcheggio interrato (di un solo piano) e la formazione di una bella piazza alberata.

    Così togliamo un po’ di vetture parcheggiate nelle vie circostanti e diamo respiro al circondario.

    Con un’iniziativa lampo, che presenti meglio questo angolo di Milano nelle iniziative pubbliche delle prossime stagioni.

    Sorprendiamo le migliaia di turisti che attraversavano il Ponte Verde!

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