"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Venezia – Quanto senso civico abbiamo?

Ciclabile_Viale_Tunisia_Parcheggio

Questa foto di Pinomaiuli ci sembra abbastanza chiara per far notare come talvolta in questa città (e forse in tutte quelle italiane) le infrazioni siano diventate la normalità, le sanzioni non facciano paura, il senso civico e il rispetto per gli altri appaiano un lontano ricordo.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


37 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Quanto senso civico abbiamo?

  1. robertoq

    Tipico esempio del fatto che puoi fare tutti i muri che vuoi, ma se non risolvi i problemi alla radice, i muri non servono a un tubo di niente:

    L’automobilista incivile e barbaro ha parcheggiato 5 centimetri dopo la fine della pista ciclabile (e relativa protezione). E manco la targa per farlo vergognare si può pubblicare!

    Ci vorrebbero i ceppi e la pubblicazione di nome e cognome dell’incivile sul giornale (cosa che in altri paesi si fa, ad esempio per chi è trovato a guidare ubriaco)

    1. wf

      Au contraire mondo amì!

      È proprio la conferma del fatto che il muro funziona e che lincivile si posiziona li proprio dove manca.
      Una migliore protezione della pista anche nel tratto terminale lo avrebbe evitato.

      Alternativa quando si passa con la bici a fianco lasciare sporgere un bel cacciavite.

  2. -Ale-

    Parcheggio ineccebile, tecnicamente perfetto.
    E’ possibile che la pista ciclabile neppure l’abbia vista. Quando si cerca parcheggio, gli occhi vedono solo 4m contigui di asfalto libero, tutto il resto non viene percepito, accecati dall’ignoranza e dall’indifferenza verso gli altri.

    Certo che se quando torni trovi le ganasce alle ruote… la vista ti torna.

  3. Mr. Anonimo

    Io è da un po’ che sto pensando di realizzare degli adesivi, abbastanza grandi tipo un formato A5, da applicare sul parabrezza di chi parcheggia in maniera non consona al senso civile. Inciviltà=inciviltà
    Avete presenti quegli adesivi odiosi che quando si cerca di rimuoverli si spezzettano in tanti piccole parti? Ecco, proprio quelli…
    Magari con su scritto qualcosa del tipo ‘La prossima volta parcheggia meglio coglio#e!’.

    Questo è un esempio di applicazione, ma purtroppo qui a Milano ci sono molti casi simili…Chi parcheggia sul marciapiede senza lasciare spazio sufficiente per poter passare con carrozzine, passeggini o addirittura a piedi e i vari parcheggi in doppia o in terza fila (vedi Corso Buenos Aires).

    Se vi dovesse capitare qualcosa del genere, non prendetevela, non sarò stato io…

    1. Giuseppe

      Ti aspetto tutti i martedì, giovedì e sabato intorno alle 10 in via de castilla davanti all’ingresso del parchetto davanti al ristorante Ratanà, parcheggio sempre un grosso furgone a cavallo di marciapiede e pista ciclabile; mi prendo sempre insulti e tu saresti solo uno dei tanti ma potrei spiegarti come funziona a Milano la regolamentazione dei parcheggi carico e scarico; sembra una barzelletta

    2. Claudio K.

      Ho un’idea migliore per la frase da mettere sull’adrsivo. L’ho letta una volta su un foglio lasviato sotto al tergi di uno di questi incivili:

      “Se scopi come parcheggio non stupirti se sei cornuto”… un grande

  4. Anonimo

    Però la pista ciclabile lì è proprio fatta male. Dove serve di più, e cioè nei pressi dell’incrocio, finisce nel nulla. Propongo che chi in Comune progetta le piste ciclabili vada a fare uno stage in Danimarca o Olanda, lì le piste ciclabili arrivano agli incroci e danno la possibilità alle bici di mettersi davanti alle auto! In questo modo il ciclista non è intrappolato dietro i motori accesi e può segnalare alle auto dove vuole svoltare.

  5. Lilly

    Mi sembra che si tratti della pista ciclabile di viale Tunisia, direzione corso Buenos Aires. Si, perche’ in viale Tunisia di piste ciclabili, belle o brutte che siano, ce ne sono due, una per ogni direzione di marcia. Allora segnalo, con cognizione di causa, perche’ abito in quel viale, che spesso, molto spesso, le bici non percorrono le piste ciclabili, anche quando libere da impedimenti, ma circolano sulla carreggiata, anche contromano….

    Cio’ ovviamente non significa che io sia tollerante verso chi parcheggia a quel modo (il viale e’ tutto divieto di sosta ma le auto sono ferme anche in doppia fila) ma vorrei solo ricordare che il “senso civico” ed il rispetto per gli altri dobbiamo averlo tutti, ciclisti compresi.

    1. Anonimo

      Mi perdoni ma non condivido questi discorsi. Un ciclista che “infrange” le regole in un mare di auto che ne fanno di tutti i colori è fisiologico. Se un ciclista sbaglia e non prende la ciclabile può succedere. Se un’auto parcheggia male può potenzialmente causare un incidente mortale, MORTALE. Le auto uccidono, pesano anche fino a 2 tonnellate, sviluppano velocità anche vicine ai 100 km/h in città.. Sono la stessa cosa di una bicicletta? È i nostri codice della strada, redatto per le auto e solo per loro, ad essere sbagliato e iniquo

      1. wf

        Sono d’accordo con te.
        La ragione te la da la legge fisica della forza di impatto.
        Calcolata come la quantità di velocità moltiplicata la massa in movimento.

        Più è elevata la massa in movimento più è mortale l’impatto.
        Ergo conclusioni.

        1. robertoq

          Conclusione: se un ciclista che non rispetta le regole e provoca un incidente tagliando la strada ad una Panda fa potenzialmente meno danni che se taglia la strada ad un camion.

          Però se tutti rispettano le regole è meglio. Ho tratto le conclusioni corrette?

          1. wf

            Se una bicicletta esce di strada e va contro una persona magari non uccide.
            Prova con un suv.

            La fisica è fisica.
            Se una bici va contro un auto si fa male solo il ciclista, bon uccide una intera famiglia…
            Prova con un suv.

          2. robertoq

            wf hai capito benissimo cosa voglio dire! 🙂

            Puoi essere la mobilità più dolce e sostenibile del mondo, ma se fai il fenomeno non rispettando le regole (basilari) rischi di provocare incidenti pericolosi anche tu (tipo alla panda che per evitarti sterza bruscamente e fa secco un pedone).

            Il clima di odio che c’è ultimamente a Milano verso le bici non lo condivido, ma teorizzare che le regole del Codice della Starda non valgono per le bici perché pesano meno di una Panda….non lo condivido molto.
            Forse è questione di chimica e non di fisica?

          3. GetFuzzy

            A me ‘sta roba che “le regole le devono rispettare tutti” sembra solo l’ennesima giustificazione che si danno certi automobilisti quando la loro categoria viene accusata. Mentre il ragionamento sembra filare, la realtà dei fatti ci dice che di incidenti mortali causati dai ciclisti, direttamente e/o indirettamente, ne abbiamo visti pressoché ZERO. Quindi sì, mi permetto di utilizzare due pesi e due misure; pur non giustificando chi va in bici commettendo scorrettezze, mi viene da pensare che molto spesso il ciclista che le fa sia perfettamente consapevole della propria fragilità nel panorama urbano, e per questo mi muove indiscreto E NON CAUSA INCIDENTI. Ha molta più consapevolezza un ciclista contromano che un automobilista con il cellulare in mano.

            Sull’usare o meno le ciclabili…le ciclabili dovrebbero unire in sicurezza, due punti in maniera meno tortuosa possibile, garantendomi un accesso ed un’uscita dalla corsia SENSATO; io vi sfido a imboccare correttamente tutte le ciclabili a Milano, dato che di alcune ne scopri l’esistenza solo dopo averle già superate, perché avresti dovuto fare una curva a gomito o simili facendoti tamponare da qualcuno dietro di te e quindi ci rinunci. Io le uso sempre quando me ne accorgo, ma a volte è impossibile. Fosse per me le ciclabili le farei quasi solo a senso unico alternato a quello dei veicoli o accanto ai grandi assi di comunicazione…non in nome di un’ideologia o di quando avanza spazio (es. ciclabili milanesi, progettate da qualcuno che mai ha toccato una bici).

            Quindi, di cosa stiamo parlando?

          4. wf

            @robertoq
            Ho capito ma dissento.
            1) le regole del codice vanno rispettate ma sono state concepite esclusivamente per immaginare una città dove le auto devono andare veloci senza biciclette. Prova ne sia che all’estero sono permesse le biciclette contromano alle automobili.

            2)per verificare se è vero che i ciclisti causano indirettamente incidenti gravi e/o mortali bisogna confrontarli con gli stessi incidenti tra auto e auto e auto Vs. Pedoni. Statisticamente. E non ad cazzum. La realtà dice che non causano incidenti mortali in quantità significativa, almeno assolutamente non paragonabile alle automobili per lo stesso tipo di infrazione.

            3)quello che scandalizza quando un automobilista vede fare una infrazione è sostanzialmente lo spavento. La panda frena e/o si spaventa MOLTO, spesso perché va troppo veloce per una città che dovrebbe includere anche i mezzi lenti.
            MA spavento non è incidente mortale. Possiamo teprizzarlo però poi vediamo dai dati reali che non si sono verificati incidenti mortali o gravi.

            4)se ti spaventi vuol dire spesso che non hai preso nemmeno in considerazione che sulla tua stessa carreggiata ci possa essere un mezzo che ha dinamiche di velocità, accelerazione, svolta molto diverse del tuo mezzo a motore 2000 cv. Questo perché non sei abituato. Questo perché strade e codice sono fatti esclusivamente per il motore.

            Quindi costruttivamente cambiamo tutti insieme PERÒ
            È una grande ipocrisia e soprattutto falsità paragonare la pericolosità della bicicletta verso TERZI a quella anche di una piccola panda.

            Perché se il ciclista rischia, rischia si ma esclusivamente la pelle sua.
            Questo Statisticamente parlando.
            E non mi fate spiegare cosa vuol dire verità STATISTICA.

            Senza polemica.
            La bici è leggera l’auto no.
            Saluti!

          5. robertoq

            @wf: non hai torto, ovviamente, ma ti prego di considerare in aggiunta ai tuoi punti:
            1) Le bici contromano all’estero ci possono andare. Non dappertutto e soprattutto all’interno delle zone 30 (o 25 miglia). Noi invece nelle zone 30 ci facciamo ciclabili protette da cordoli. (tipo Tortona/stendhal). E’ per favorire le auto? Non credo.
            2) Se parliamo di statistiche sugli incidenti dobbiamo anche parlare anche di numero di veicoli in circolazione: a Milano entrano ogni giorno 400k veicoli solo da fuori. Oltre ai 700K dei residenti… Quante bici circolano a Milano? Dal trafficato varco di Porta Venezia dove c’è il display passano circa 2.000 bici al giorno quando c’è il sole. Temo che le bici siano una minima parte del traffico (purtroppo). Dammi mezzo milione di bici in giro per Milano e poi discutiamo di nuovo di statistiche 🙂
            3) su questo punto hai ragione da vendere….
            4) Convivenza. Questo è il punto fondamentale: auto, bici (e moto e scooter e pedoni) DEVONO imparare a convivere. Vai a vedere la tipica area 30 milanese e capisci che questo NON entra nella testa di nessuno, utenti o amministratori della città.

            Il fatto che la bici è leggera e ancora relativamente non troppo diffusa sulle strade di Milano non vuol dire che non debba rispettare regole e norme.
            E’ possibile che con i progressi della tecnologia fra 10 anni avremo agili bici elettriche potenti e veloci come uno scooterone di oggi: io di vederle scorrazzare giulive contromano senza luci sui marciapiedi a tutta birra non ho troppa ansia di vederle…

          6. wf

            @robertoq
            Considero volentieri.
            Le cose che dici sono condivisibili, però se bisogna seguire le norme quello che
            Noto è che la gente si scandalizza di più se un ciclista va sul marciapiede che se uno su un suv manda SMS a 70 kmh.

            L’obiezione in fondo è di tipo culturale.
            È là reazione di chi pretende che la strada sia sua e non vuole mettere attenzione verso mezzi più agili e leggeri.
            Si infastidisce perché costretto a guidare con attenzione visto che ci sono biciclette vulnerabili di fronte e di fianco ed è costretto a rallentare.
            Mentre con altre auto sgasa e si mette a 2cm contro l’auto lenta che ha davanti per farla muovere.

            Con la bici non lo puoi fare perché si pedala e devi aspettare. Questo provoca senso di impotenza. Quindi frustrazione. Quindi rabbia. Quindi si rovescia tutto contro il presunto comportamento del ciclista, che si commette infrazioni anche lui, ma così come ogni categoria veicolare.

            Denuncio l’atteggiamento culturale dei 2 pesi e 2 misure.
            Il ciclista è il primo che ha interesse a stare attento e rispettare il codice.
            È lui che muore. Se sgarra paga lui.
            Chi guida un suv è il contrario, ammazza gli altri e si spaventa al più.

            Detto questo devono rispettare tutti le regole.
            Certo che se io devo rischiare la vita in strade di incivili oppure andare sul marciapiede salvando mi, non ci penso 2 volte.
            Quindi il rispetto delle norme, e ti invito soprattutto a riflettere su questo, dipende anche e soprattutto da COME vengono realizzate le strade e gli spazi di condivisione bici auto pedoni.

            È sono 50 anni che questi spazi sono concepiti esclusivamente per far andare veloci le auto.
            Tutte le battaglie di urbanfile si possono riassumere nella verità della frase precedente.
            Quando le città si facevano ancora a misura di biciclette erano anche a misura di pedone… più belle.
            Quello che dibattiamo qui ogni giorno…

            Buona discussione, grazie.

      2. Lilly

        Mi scusi, ma nemmeno io condivido il suo discorso. Un ciclista potra’ anche sbagliare non imboccando la pista ciclabile, dico “potra'” ma mi pare strano. Un ciclista che non imbocca la pista ciclabile e rimane sulla carreggiata contromano…. sa benissimo cosa sta facendo ! Un ciclista che infrange le regole, passando col rosso, tagliando la strada, ecc. sa benissimo a quali rischi si espone. E puo’ anche causare incidenti mortali.
        Io credo che le regole debbano essere rispettate da tutti. Un semaforo rosso va rispettato da mezzi motorizzati, pedoni e ciclisti. Ma le ultime due categorie a volte se ne dimenticano…. Non si puo’ arbitrariamente evitare il rispetto delle regole solo perche’ si e’ meno inquinanti o meno pesanti !

  6. Anonimo

    Lilly se le fa piacere le dico che ragione. Ma non ha ragione per niente. Legga la cronaca di un qualsiasi quotidiano, legga quanti incidenti sono causati da ciclisti e quanti morti fanno invece le auto. Paragonare una bici a un suv a me sembra palesemente sbagliato. E poi io continuo a non vedere tutti questi milioni di ciclisti in contromano. Vedo invece auto parcheggiate ovunque, sulle strisce pedonali, sui marciapiedi, in doppia fila. Auto che vanno a 100 all’ora in città, non danno le precedenze e ammazzano, come a Brescia la settimana scorsa: due donne ammazzate sulle strisce. Ci piacciono le città autostrade? A me fanno schifo, ma sono gusti. A ognuno la sua idea di città.

    1. Lilly

      Caro anonimo, io non voglio avere ragione per forza.. Stavo solo tendando di esporre un mio pensiero. Ovviamente non stavo parlando solo dei ciclisti contromano, possiamo allargare a quelli che superano sulla destra la macchina che sta svoltando a destra e con la freccia…. di quelli che attraversano un incrocio pericoloso col rosso…. di quelli che tagliano la strada… di quelli che con gli auricolari nelle orecchie e impegnati a mandare messaggi non si accorgono nemmeno di quello che stanno facendo…Questi comportamenti non sono corretti da parte di nessuno, automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Io non paragono biclette a SUV ma anche ripetere che l’ infrazione di un ciclista non e’ grave perche’ una bicletta non causa incidenti mortali non e’ un bel messaggio. Si ricordi che l’ auto per evitare una bicletta puo’ scartare di lato e uccidere un pedone, fare un frontale con un’ altra auto, abbattere un motociclista. Ma, si sa, la bici non ha ucciso nessuno…. E, giusto per concludere, io vorrei una citta’ verde, senza parcheggi selvaggi, con le regole rispettate da tutti prima e poi criticate…. Ma e’ utopia pura ! Con amicizia

      1. GetFuzzy

        Che belli i discorsi in cui si contrappongono le infrazioni dei ciclisti a quelle degli automobilisti in una sorta di gara o di auto-giustificazione…portano sempre verso una sola cosa: il nulla.

        Qui nessuno dice che le infrazioni di un ciclista non sono importanti, si fa notare che in un mondo auto-centrico dominato da lamiere di 15 quintali è ovvio che chi pesa in totale 100 kg (mezzo compreso) si arrangi come può, perché le sue esigenze non sono nemmeno prese in considerazione.

        Eccezioni a parte, un ciclista che va contromano può avere mille motivi per farlo (penso a tutte le vie del centro, tra rotaie, pavè, marciapiedi altissimi, sosta in doppia fila) perché il percorso progettato per lui NON ESISTE (la bici si incentiva facendo evitare i giri dell’oca a chi la usa, ma non l’abbiamo ancora capito…) e quando esiste è una corsa ad ostacoli (e la soglia dell’attenzione è sempre alta). Al contrario, uno che con l’automobile imbocca bellamente in contromano una via è solo un co****one, perché non ha motivo di farlo se non la fretta o perché manco sta guardando dove va (con la differenza che guida 15 quintali).

        Il reato è lo stesso, il peso invece?

        Lo dice uno che è il primo ad inca**arsi con gli altri ciclisti quando fanno stupidate…EPPURE gli incidenti in città avvengono per altri motivi. Sarà che la causa non sono le bravate dei ciclisti?

  7. GetFuzzy

    “Si ricordi che l’ auto per evitare una bicletta puo’ scartare di lato e uccidere un pedone, fare un frontale con un’ altra auto, abbattere un motociclista. Ma, si sa, la bici non ha ucciso nessuno….”

    Infatti i giornali son pieni di reportage di auto che hanno ammazzato delle persone non perché viaggiassero al triplo della velocità consentita, perché un parcheggio selvaggio impediva la visuale o perché il conducente era pieno di alcool o bamba..no no, sono tutti causati da manovre fatte per evitare i milioni di ciclisti contromano in via Larga.

    “io vorrei una citta’ verde, senza parcheggi selvaggi, con le regole rispettate da tutti prima e poi criticate…”

    Se si tolgono le auto e con esse le infrastrutture che ci gravitano attorno, hai le soluzioni per tutte e tre le richieste…

  8. Lorenzo lamas

    Da anni non ho più la macchina – ma quanto era bella la John Cooper Works??? – e l’ultima volta che sono salito sulla bici erano gli anni 80′: mitica bmx! Non appartengo al partito degli automobilisti di ferro né sono adepto della setta dei ciclisti.

    Dai vostri commenti emerge sostanzialmente la contrapposizione tra automobilisti e ciclisti. Ognuno manifesta le proprie ragioni. Ognuno sminuisce le colpe di una categoria che sente essere quella meno in torto o più vicina al proprio modo di vivere.

    Un tir guidato in modo irresponsabile può essere pericoloso per una macchina? Vero. Una macchina che si sposta o viene parcheggiata in modo non urbano può essere pericolosa per una bici? E chi sano di mente potrebbe negarlo? Una sbadata simpatica canaglia in bici che va su un marciapiede può far del male ad un pedone (ricordo per quanto occorr possa che in questa categoria ce stanno pure i pupi, i vecchi ed i disabili)?Certo.

    Volete statistiche per quanto sopra? Andatevele a cercare. Non è questo il punto. La questione vera da affrontare è quella evidenziata dal titolo. Il senso civico.

    La verità è che la maggioranza delle persone – automobilisti, ciclisti, camionisti – vuole fare il cazzo che gli pare e gli altri devono adattarsi o fottersi (a seconda delle possibilità che il bruto di turno lascia al prossimo).

    Cerchiamo tutti di essere meno bestie e rispettiamo le regole che ci sono date, indipendentemente dal fatto che trasgredendole non facciamo poi tutto questo male.

  9. Nicola

    Ho seguito tutta la discussione e anche a me sembra palese che le piccole infrazioni che può commettere un ciclista siano nulla in confronto a cosa può provocare un’auto guidata da uno intento a whatsappare o a guidare come in autodromo a Monza. Mettiamola così, in quali città europee di vive meglio? Quelle del nord tipo Copenaghen o nelle nostre? È un caso che la qualità della vita sia sempre altissima in città in cui le auto sono duramente disincentivate? Scendete dai vostri bidoni a 4 ruote, muovetevi a piedi e con i mezzi, risparmierete un sacco di soldi e vivremo tutti meglio

    1. Lorenzo lamas

      A nico’, eddai su. Se la metti così ce stanno pure i ciclisti che si smessaggiano addosso mentre ciclano, i nuovi Cipollini sul marciapiede e quelli del tipo “questa è la mia velocità di crociera, non posso accelerare per voi macchine non posso fermarmi per i semafori”.

      Continuate a parlare delle piccole infrazioni. È quello che ognuno pensa delle proprie.

      Oh, comunque da domani licenzio l’autista e torno a skateare. Sono 4 ruote ma pesano meno di una bici.

      1. GetFuzzy

        “gli automobilisti parcheggiano in doppia fila!”
        “sì, ma i ciclisti vanno sul marciapiede!”
        “gli automobilisti usano il cellulare mentre guidano!”
        “ma lo fanno anche alcuni ciclisti!”

        Blablabla. Non è questo il punto, smettiamola di elencare le infrazioni degli altri per giustificare le nostre. Si parla di doppiopesismo,

        Qui nessuno sostiene di commettere infrazioni “leggere”, né vuole giustificare la propria categoria. Le biciclette te le ritrovi contromano, sul marciapiede ecc. ecc. perché sono infrazioni FISIOLOGICHE ad una città che è studiata quasi esclusivamente per un solo utente della strada, l’automobilista. Inoltre, certi ciclisti fanno il cavolo che pare a loro con la bici perché le amministrazioni per prime considerano le bici poco più che dei giocattolini, un monopattino un po’ più grande, uno svago, un divertimento; finché non ci saranno infrastrutture degne anche a disposizione per le bici certe infrazioni le vedrai sempre.

  10. Nicola

    Lorenzo si vedrà tra qualche anno. La strada è segnata, il futuro delle città evolute e intelligenti non è nelle auto, o almeno non è nell’attuale idea dell’uso delle auto che abbiamo in Italia. Muovere una persona di 70kg con un veicolo super inquinante di 2 tonnellate, che divora spazio e risorse non è etico e non porta alcuno sviluppo economico. C’è chi l’ha già capito e si sta muovendo per limitare queste aberrazioni, noi pian piano lo stiamo capendo (certo, non tutti si capisce :)). Non riuscirò mai con un commento a farti cambiare idea, ma prova a immaginarti una qualsiasi via o piazza della città con un quarto delle auto parcheggiate o in corsa, non è forse automaticamente più bella?

    1. wf

      1)
      Spazio occupato automobili Vs. Biciclette

      http://john-s-allen.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/muenster_poster.jpg

      2)
      La protesta di Riga: le automobili occupano troppo spazio

      In occasione della Giornata mondiale senza automobili del 22 settembre scorso, evento conclusivo della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, un gruppo di ciclisti di Riga, in Lettonia, ha messo in campo un’iniziativa singolare e dal messaggio inequivocabile: mostrare quanto spazio fisico viene occupato ogni giorno dalle automobili, soprattutto quando è una sola persona a viaggiare nell’abitacolo.

      Per realizzare questo intento, hanno creato un’ingegnosa struttura a pedali molto simile nelle dimensioni ad una automobile. Durante l’ora di punta, nonostante il cattivo in campo, sono scesi in strada e hanno pedalato per le vie del centro tra la curiosità e lo stupore di automobilisti e passanti.

      http://www.bicizen.it/news/la-protesta-di-riga-le-automobili-occupano-troppo-spazio/

    2. Lorenzo lamas

      Ma infatti non ho nulla contro le bici né possiedo una macchina. Personalmente in città uso i mezzi, cartogo, taxi o a piedi. Non uso la bici perché non mi va di arrivare in Studio sudato (e con l’abito non è il massimo). Certo che vorrei una città con molte meno auto.

      Non faccio doppio pesismo.

      Non sono semplicemente d’accordo con la distinzione tra infrazioni fisiologiche e non. Le scriminanti e le attenuanti vorrei lasciarle in altri campi se lo scopo è avere una città migliore.

      Poi ognuno faccia come preferisce (tanto è già così, no?).

      Adesso vado a vedere vita da giungla.

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