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Milano | Casoretto – L’ingresso Nord-Est di Milano

Via Leoncavallo e via Andrea Costa sono, dopo viale Palmanova, l’ingresso principale in Milano dalla strada statale 11 Padana Superiore e naturalmente anche dalle autostrade che provengono da nord est di Milano. Passato il ponte ferroviario ci si ritrova in piazza Sire Raul (Sire Raul è l’autore degli Annales Mediolanenses, in cui ha lasciato importanti cronache relative allo scontro fra l’imperatore Federico I il Barbarossa e il comune di Milano), piazza abbastanza anonima ma, abbellita da una serie di prunus e aiuole, è molto meglio di quello che ci aspetteremmo.

Qui, alla fine (i numeri civici iniziano dal centro ma noi percorreremo la via dall’esterno verso il centro città) di via Leoncavallo (musicista) incontriamo il primo “dente” tra i molti che sono stati lasciati in un progetto urbanistico mal gestito e che mai vedrà la sua attuazione completa, regalandoci una serie di brutture che vedremo percorrendo le due vie sino a Piazzale Loreto. Infatti un piano urbanistico del dopoguerra aveva previsto l’allargamento delle due vie per consentire un maggiore flusso automobilistico, erano gli anni delle automobili. Così noteremo che molti palazzi del primo Novecento son rimasti avanzati in confronto a palazzi realizzati dalla fine degli anni Quaranta in poi, più arretrati.

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Naturalmente questo ha lasciato una serie di spazi urbani incompiuti che sono stati riempiti nei modi più differenti, come parcheggi, aiuole, giardinetti e parcheggi sotterranei o edifici rimasti in bilico tra il temporaneo e il mai concluso, come quello all’angolo con via Arquà.

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Sulla nostra sinistra, si trova il lungo fianco di uno dei depositi dei tram ATM

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Così giungiamo al primo vero tratto brutto, quello che da via Giorgio Chavez arriva sino a via Conegliano, dove la via è stata realizzata senza un vero piano e nel tratto allargato sono stati ricavati un parcheggio e un distributore di benzina. Se almeno avessero piantato degli alberi in questi spazi, non sarebbe stato più bello? Parcheggio per giunta disordinato e che a volte rende persino impossibile il transito a noi normodotati, figuriamoci chi costretto su una carrozzina.

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Eccoci davanti al tratto dove nel 2013 è stato completato dopo anni di lavoro, un grande parcheggio sotterraneo davanti ad un gruppo di palazzi (tra i più brutti di Milano) di quelli costruiti sulla nuova linea allargata dell’arteria stradale mai completata. Il parcheggio è stato sistemato con un parterre più consono ad una piazza, con un bel selciato in sampietrini e piante, che rimarranno piccole, piantate nel terreno. Una nota dovremmo spenderla per queste pareti cieche brutte a vedersi, che si sono venute a formare dopo che le nuove costruzioni sono state realizzate arretrate di parecchi metri (almeno 5/7 metri) confronto alle vecchie costruzioni rimaste sul ciglio della strada, perché non decorarle con dei murales?

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Piazza Durante e il marciapiede confinante con il palazzo Fineco, è stato sistemato dalla società stessa, la quale ha riqualificato il muro di cinta e anche il marciapiede con un bel manto rosso. Noi ne avevamo parlato tempo fa, nel 2013 prima dei lavori.

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Dopo piazza Durante, la via Leoncavallo diventa via Andrea Costa (politico italiano 1851 – 1910).

Ed eccoci nel tratto più selvaggio della strada d’accesso a Piazzale Loreto. Selvaggio perché basta vedere le foto e pare più il Bronx che una via della zona mediana, posta tra la periferia e il centro (secondo noi la peggiore tra tutte le zone di Milano, quella che va dai bastioni alla circonvallazione e poco oltre). Bronx più dal punto di vista urbanistico che sociale. Le robinie (pianta infestante) si sono fatte strada indisturbate tra i parcheggi e il marciapiede, crescendo a dismisura e a caso, così come furgoni abbandonati e oggetti vari che fanno solo disordine e sporcizia. In questo tratto ogni condominio si è arrangiato a modo suo sistemando come più gli pareva il proprio spazio antistante il civico, così abbiamo un bel campionario di parcheggi, aiuole e spazi da sistemare.

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Superata l’unica casa superstite dell’anteguerra in tutta via Andrea Costa, l’entrata è in via Bambaia 2 (probabilmente è a causa di questo palazzo che l’allargamento di via Andrea Costa non è stato completato), ci troviamo giunti quasi in piazzale Loreto dove una decina di anni fa venne realizzato il parcheggio sotterraneo. Al contrario del precedente parcheggio, qui pare sia stato progettato meglio il “giardino” con aiuole verdi e meno sampietrini.

Così siamo arrivati alla fine della nostra gita, e come abbiamo visto per viale Corsica, l’ingresso in città non è per nulla considerato ed è più lasciato al caso e alla solita sciatteria. Peccato.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Casoretto – L’ingresso Nord-Est di Milano

  1. Est71

    a mio avviso, per non avere una brutta copia di corso Garibaldi (di per sè gia brutto) si deve avere il coraggio di completare il progetto di allargamento della carreggiata con un progetto di rottamazione dei vecchi fabbricati rimasti fuori asse e incentivi volumetrici per realizzare nuovi immobili allineati al profilo stradale. Se gestito bene dal punto di vista sociale (=partecipazione) ed economico (=incentivi fiscali e investimenti privati) credo non sia impossibile

  2. Corrado

    La cosa più vergognosa è il distributore di benzina. In nessuna città del mondo è possibile trovare un distributore così grande nel centro cittadino. Quello spazio dovrebbe essere resttuito ai cittadini, magari realizzando un giardino.

    Altra magagna è il deposito ATM: quegli orribili cartelloni pubblicitari su lato che affaccia su via Leoncavallo (stessa cosa sul lato di via Mancinelli) non si possono levare? Sono un vero pugno nel’occhio. L’architettura del deposito è molto pregevola, tra l’altro.

    Gli slarghi sia su via Leoncavallo e su via Costa dovrebbero essere sistemati come si deve, con alberature di qualità, aiuole e qualche panchina. Sulla via dovrebbero mettere autovelox e dossi, perché Costa/Leoncavallo (come molte altr arterie radiali della città) si trasforma spesso in “autostrada cittadina”.
    Io proporrei di rendere le arterie radiali a senso unico: Costa/Leonacavallo solo in uscita, viale Padova o viale Monza solo in entrata.
    Le autostrade in città devono scomparire.

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