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Milano | Guastalla – Entro la fine dell’anno iniziano i cantieri per il Nuovo Policlinico

Sulla copertura del Central Building, proprio al centro del complesso ospedaliero, sorgerà il giardino pensile terapeutico più grande del mondo, esteso come un campo da calcio e aperto alla cittadinanza.

Il progetto del Nuovo Policlinico rinnova una storia ospedaliera nata nell’area compresa tra via Sforza e la Rotonda della Besana quasi seicento anni fa con la Cà Granda del Filarete. Da allora il processo di sviluppo urbano ha visto l’addensarsi, entro una porzione di territorio relativamente ristretta, di un numero cospicuo di funzioni eccezionali caratterizzate spesso da edifici con forte valenza simbolica e monumentale, una collezione unica di elementi “fuori scala” caratterizzati da un complesso rapporto con lo spazio pubblico e da una forte identità architettonica.  In questo quadro, il recinto dell’attuale Ospedale Maggiore risulta meno introverso poiché l’insieme dei padiglioni ha costituito nel tempo uno spazio ad uso pubblico poroso e frammentario, continuamente sottoposto a adeguamenti, riconversioni, modificazioni.

Il progetto vincitore del concorso internazionale bandito dalla Fondazione nel 2007 cerca di mettere in relazione i due principali caratteri morfologici evidenziati: lo spazio aperto collettivo e permeabile della città dei padiglioni, e la natura introversa e autonoma della città dei “grandi oggetti” esterni al recinto. La demolizione di 11 padiglioni esistenti, iniziata nel 2009, risponde a una logica di intervento che è basata su tre principali caratteristiche: la costruzione di un nuovo edificio integrato che metta a sistema il complesso dei servizi sanitari e non sanitari richiesti dall’Accordo di Programma del 2001, le relazioni con i restanti padiglioni, e la valorizzazione della valenza pubblica del recinto dell’Ospedale come spazio collettivo attraversabile, con particolare attenzione alla continuità degli spazi verdi.

Il 9 Marzo scorso è stata effettuata l’ultima consegna del progetto esecutivo del Nuovo Policlinico di Milano. I lavori partiranno tra dicembre 2018 e gennaio 2019, l’opera sarà conclusa entro il 2022.
Progettato dallo studio Barreca & La Varra, qui di seguito potete vedere i rendering più aggiornati del progetto.

 

Il primo Lotto di Intervento, composto nel Progetto Definitivo del 2010 da Central Building, Polo di Piazza Umanitaria e Torre Sforza, nella revisione progettuale del 2017 ha come oggetto il solo Central Building, un edificio di circa 70.000 mq, il più grande nel centro di Milano costruito dopo il vicino Palazzo di Giustizia. La struttura planivolumetrica dell’edificio si compone di due corpi lineari alti 28 metri e posti ai margini Nord e Sud dell’area d’intervento. La Stecca Nord e la Stecca Sud sono connesse da un corpo Centrale, la Piastra (contenente la piattaforma dei servizi sanitari principali quali le sale parto, le sale operatorie e i servizi della diagnostica) che sale sino a oltre 18 metri da terra dove è realizzato il giardino in copertura, di oltre 7.000 mq, accessibile sia dalla città, attraverso scale e ascensori che si snodano dalla piazza coperta sottostante in prossimità all’accesso di via Commenda, sia dalla comunità dell’ospedale (pazienti e addetti), dagli atrii dei corpi Nord e Sud. Questo giardino, disegnato planimetricamente come un percorso ininterrotto che ritorna su se stesso attorno a “bolle” che delimitano prati fioriti alternati a soggetti arborei-arbustivi, è anche un dispositivo tecnico, in quanto rappresenta la copertura della “sala macchine” del nuovo Ospedale, completamente celata in termini sia visivi che di impatto acustico con una chiara facciata tridimensionale dalla trama forata ma compatta e chiusa. Gli spazi collettivi e di servizio del personale (quali la mensa, gli spogliatoi) sono situati nel seminterrato.

 

Il collegamento tra il Central Building e gli altri padiglioni è garantito dalla riqualificazione dei percorsi sotterranei esistenti, in corrispondenza del piano -1 del Central Building. I corpi Nord e Sud, con un’organizzazione planimetrica strutturata principalmente su un sistema a corpo quintuplo con doppio corridoio centrale, dal 2° piano fino al 6° sono prevalentemente dedicati alle stanze di degenza. I livelli inferiori vedono una composizione funzionale più articolata, con la compresenza di laboratori, dialisi, pronto soccorso, ambulatori e aree per la terapia intensiva. I lati lunghi dei due corpi lineari sono affacciati esattamente a Nord e a Sud, tale disposizione consente di massimizzare l’effetto dell’irraggiamento solare sulle facciate esposte a meridione, e di avere illuminazione diffusa in quelle esposte a settentrione. A separare i corpi Nord e Sud dalla Piastra centrale, sono stati ricavati degli spazi aperti (patii) di diversa dimensione, impostati al seminterrato tranne quello tra il corpo Sud e la Piastra centrale più prossimo a via della Commenda, prospiciente la camera calda del Pronto Soccorso Pediatrico e Ostetrico-Ginecologico, impostato al livello del piano terra.

La nuova galleria coperta che introduce agli accessi del nuovo edificio e dei padiglioni esistenti, si sviluppa da via della Commenda per continuare, come percorso coperto fino alla Cappella di San Giuseppe ai Padiglioni (chiesetta neo-medievale di inizio Novecento) e poi sino all’accesso di via Francesco Sforza. Nel primo tratto al centro della piazza, un cilindro vetrato contiene gli ascensori che collegano i parcheggi sotterranei a questa quota e, quindi, al giardino pensile. Sul fronte del cilindro, visibile da via della Commenda, si potrebbero ogni giorno proiettare i nomi di battesimo dei nuovi nati per comunicare alla città dei piacevoli eventi. Lo spazio pubblico riconfigurato dal progetto consiste in oltre due ettari di superficie, e sarà vissuto da chi attraverserà pedonalmente il Policlinico per muoversi da una parte all’altra della città così come dagli addetti o dai fruitori dei servizi: sarà un luogo dove sostare, incontrarsi, attardarsi, uno spazio in cui la vegetazione esistente sarà mantenuta o rinnovata. Lo spazio a uso pubblico sarà attrezzato e disegnato in modo da proteggere e salvaguardare i flussi lenti e segregare quelli veicolari di servizio. La stazione della nuova metropolitana M4 Sforza servirà direttamente l’Ospedale e la prospiciente Università degli Studi di Milano, e costituirà l’interscambio con la M3 grazie a un collegamento sotterraneo con la vicina fermata di Crocetta.

Testo Barreca & La Varra




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Guastalla – Entro la fine dell’anno iniziano i cantieri per il Nuovo Policlinico

  1. Anonimo

    “Central Builiding”??????

    Ma fatemi il piacere…. EDIFICIO CENTRALE o qualsiasi altra cosa volete ma IN ITALIANO.

    Altrimenti, già che ci siamo, invece che Policlinico ribattezziamolo Milan Memorial Hospital o Cedars & Sinai e che non se ne parli più.

    PROVINCIALISMO ALLO STATO PURO

  2. Claudio

    Non saprei se valutare positivamente questo progetto o considerarlo una delle tante operazioni di edilizia (in una citta’ dove l’unica economia fiorente superstite è quella del mattone, oggetto di speculazioni edilizie incontrollate). Appurato che da decenni il Policlinico Ospedale Maggiore di Milano necessitata di una ristrutturazione radicale, appurato che il vecchio progetto di ricostruirne uno nuovo tra Rogoredo e Porto di Mare decadde a favore delle lottizzazioni (in aree non bonificate) del vicino quartiere Santa Giulia (omissis) … ormai, con le logiche regionali sanitarie, questa ex eccellenza (sottolineo ex), incorporata nel cuore di una Milano spopolata anche nel suo centro storico…con quasi tutti i padiglioni demoliti… suona quasi una beffa … vista ormai la quasi inutilita’ della sua esistenza e conservazione (le risorse economiche regionali sono andate a favore di altri ospedali situali a Nord-Est, ben due, di cui uno notoriamente nato come convenzionato, fondato e gestito da un noto proprietario di reti televisive … e una terza struttura, anch’essa convenzionata, dislocata a sud di Milano).

    La sensazione, visto il declino, ormai ventennale di questo ospedale (sfruttato solo dai residenti ricconi di Via della Spiga, Montenapoleone, Lamarmora, Porta Romana…preteso di essere conservato dal personale medico e primario che risiede nelle vicinanze e ha gli studi privati nelle Vie Lamarmora e Corso di Porta Romana…) è di un ennesimo spreco di risorse (difficilmente ritornera’ ad essere l’eccellenza in varie specialita’ mediche come lo fu sino agli anni ’90).

    Forse l’unico aspetto positivo, considerato il valore immobiliare dell’ubicazione dell’ospedale Ca’ Granda Policlinico, è l’interdizione dei lotti (di cui è costituito) da future speculazioni immobiliari residenziali o terziarie (del tipo, 3 nuove torri sullo stile di City Live o simili tra Via Sforza, Santa Barnaba, Commenda, Lamarmora).

    Ormai a Milano l’unico comparto florido dell’economia è l’edilizia… il mattone….(con produzioni e offerte che superano abbondantamente la domanda).

    1. Giacomo

      Claudio

      Credo tu sia un po confuso. Il Policlinico serve un bacino di utenza molto ampio (con liste di attesa per visite ed esami molto lunghe). L’intervento di riqualificazione, come suggerisci anche te, va fatto. Il San Raffaele (immagino sia l’ospedale a nord est di cui parli nel tuo post) non è mai stato del gruppo Fininvest ma di una fondazione (che ha ricevuto generose donazioni anche da Fininvest, oltre che da molti filantropi di ben altro orientamento politico). Ultima cosa, non ti dimenticare che L’Ospedale Maggiore o Policlinico che sia è un ospedale universitario, la facoltà di chirurgia e medicina della statale si trova in Festa del Perdono.

      1. Claudio

        Ospedali clinici convenzionati come il San Raffaele (sorto nei confini dello stesso lotto della “storica” Milano2 edilndord) hanno ricevuto enormi benefici politici dalle politiche regionali degli ultimi 25 anni (che non sono eterogenee ma hanno sempre avuto un solo orientamento politico ed elettorale) e hanno accentrato, per decenni, le risorse sanitarie regionali. Lo stesso Berlusconi ha, presso quell’ospedale, un piano a lui interamente riservato.
        Inevitabilmente, queste politiche, hanno sbilanciato la distribuzione di risorse e finanziamenti a danno di altre strutture. Forse il Policlinico di Milano avrà anche risentito dell’accorpamento con gli istituti clinidi di perfezionamento-Mangiagalli ma tra varie vicissitudini (anche di natura politica, come accennato) ha visto ridimensionarsi (rispetto al passato, parlo in termini temporali di decenni) notevolmente bacini d’utenza e anche posti letto. Una eccellenza (pur molto vetusta come struttura) sino a che alcuni governatori regionali non ci misero le mani sopra…oggi questi progetti di recupero edilizio non credo restituiranno alla medesima organizzazione ospedaliera i lustri del passato.

  3. Claudio

    Il Policlinico Ca’ Granda di Via Francesco Sforza, con padiglioni demoliti (quelli sopravvissuti vivono un declino di specialita’ mediche un tempo eccellenze… quando era ancora gestito dal Ministeri della Sanita’ e dal Polo Universitario…sino a quando alcuni Governatori Regionali non ci misero le mani sopra a favore del San Raffaele e della Humanitas) ha ancora un futuro ed una ragione d’essere (vista la fuga di ex pazienti verso altri lidi per i motivi di cui sopra, dato che faceva concorrenza ai convenzionati)?

    Per un verso mi sembra uno spreco di risorse tanto nuovo cemento, dall’altro verso mi consola vedere che l’area dove esso sorge non diverra’ una seconda City Live per speculatori edilizi.

    Mi sembra che l’unica economia florida di Milano sia quella del mattone…

  4. Paolo

    Il Policlinico Ca’ Granda di Via Francesco Sforza, con padiglioni demoliti (quelli sopravvissuti vivono un declino di specialita’ mediche un tempo eccellenze… quando era ancora gestito dal Ministeri della Sanita’ e dal Polo Universitario…sino a quando alcuni Governatori Regionali non ci misero le mani sopra a favore del San Raffaele e della Humanitas) ha ancora un futuro ed una ragione d’essere (vista la fuga di ex pazienti verso altri lidi per i motivi di cui sopra, dato che faceva concorrenza ai convenzionati)?

    Per un verso mi sembra uno spreco di risorse tanto nuovo cemento, dall’altro verso mi consola vedere che l’area dove esso sorge non diverra’ una seconda City Live per speculatori edilizi.

    Mi sembra che l’unica economia florida di Milano sia quella del mattone…

  5. UMS

    Quote: “La stazione della nuova metropolitana M4 Sforza servirà direttamente l’Ospedale e la prospiciente Università degli Studi di Milano, e costituirà l’interscambio con la M3 grazie a un collegamento sotterraneo con la vicina fermata di Crocetta.”

    Questo è uno sccop sensazionale!! Qual’è la fonte?

    1. Claudio

      Mi risulta che il Policlinico Ospedale Maggiore Ca’ Granda di Milano sia stato, negli ultimi 20 anni, letteralmente abbandonato dalle istituzioni regionali (centro destra) a favore di nosocomi convenzionati come S. Raffaele e Humanitas. Padiglioni demoliti, mai ricostruiti e una fuga di pazienti in altre strutture ospedaliere, incluse le succitate.
      Politiche sanitarie regionali scellerate.
      Ora, dopo l’essere degradato ad ex eccellenza si provvede a riqualificarne il ruolo con tonnellate di cemento ?
      Prima che ci mettessero le mani certi politicanti della Regione, pur nella vetusta’ delle sue strutture era una eccellenza nazionale. Oggi non conta piu’ nulla.

    2. Claudio

      Tre anni fa circolavano indiscrezioni che la nuova fermata M4 dovrebbe sorgere dove attualmente sono ospitate le camere ardenti dell’obitorio dell’ospedale, dal lato opposto della Via F. Sforza rispetto all’ingresso veicolare del Policilinico (accanto all’ Università).

  6. Claudio

    Mi risulta che il Policlinico Ospedale Maggiore Ca’ Granda di Milano sia stato, negli ultimi 20 anni, letteralmente abbandonato dalle istituzioni regionali (centro destra) a favore di nosocomi convenzionati come S. Raffaele e Humanitas. Padiglioni demoliti, mai ricostruiti e una fuga di pazienti in altre strutture ospedaliere, incluse le succitate.
    Politiche sanitarie regionali scellerate.
    Ora, dopo l’essere degradato ad ex eccellenza si provvede a riqualificarne il ruolo con tonnellate di cemento ?
    Prima che ci mettessero le mani certi politicanti della Regione, pur nella vetusta’ delle sue strutture era una eccellenza nazionale. Oggi non conta piu’ nulla.

  7. Davide

    Ma se il collegamento con la M3 non si è ancora definito…però a seconda di come fa comodo lo si avvicina per convenienza a ciò che si vuole costruire.

    Comunque bellissimo progetto quello del nuovo ospedale.

  8. Anonimo

    Bello ma meglio NERO anziché bianco….sarebbe stato una da urlo! Peccato.
    Questo bianco è veramente boring….e nel giro di una stagione diventerà giallo sporco, bleah…scelta intelliengente m complimenti all’architetto….

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