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Milano | Porta Volta – Al via i lavori per il Parco di via Crispi-Feltrinelli

Via libera della Sovrintendenza a proseguire i lavori. Previsto un parco lineare di 3.300 mq

La storia di Milano è riemersa ancora una volta dal sottosuolo. In viale Francesco Crispi, dove sono in corso sotto la direzione di MM spa le bonifiche propedeutiche alla realizzazione del parco lineare di 3.300 mq previsto nel Piano Integrato di Intervento viali Pasubio-Montello-Crispi, Bastioni di Porta Volta, piazzale Baiamonti, alcune settimane fa sono stati trovati resti delle mura spagnole del XVI secolo. Il perimetro di lavorazione era quindi stato ridotto all’area non interessata dai ritrovamenti per consentire le opportune indagini archeologiche. Ora, dopo il via libera della Sovrintendenza a ricoprire le mura, i lavori possono rientrare nel vivo su tutta la superficie.

“Come nell’area attigua di piazzale Baiamonti, e come ogni qualvolta interveniamo in luoghi della città dove ci aspettiamo di trovare reperti storici nel sottosuolo, abbiamo realizzato gli scavi in stretta collaborazione con la Sovrintendenza – dichiara l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran –. Ora possiamo andare avanti per completare l’intervento che porterà nel quartiere che da Porta Nuova si estende fino a via Sarpi una nuova area verde di qualità”.

Il ritrovamento, che ha dato esito negativo circa le possibili interferenze con il progetto da sviluppare, ha comportato un piccolo slittamento nel cronoprogramma dei lavori. La fase di bonifica riprenderà nei prossimi giorni e durerà ancora circa tre mesi; una volta collaudato da Arpa e avuta la certificazione da Città Metropolitana, l’area sarà affidata a Coima sgr  per la realizzazione del boulevard  progettato dallo studio Herzog&De Meuron e SD Partners per Fondazione Feltrinelli. Il  parco lineare sarà dotato di trenta piante tra magnolie, pirus calleryana, prunus, koelreuteria paniculata, platanus vallis clausa.

L’intervento prevede inoltre  la sistemazione di alcune aiuole a protezione dei platani già presenti lungo viale Crispi, l’ampliamento dei percorsi pedonali e ciclabili e un sistema di illuminazione. Il completamento del parco è previsto nella prima metà del 2019.

Per quanto riguarda piazzale Baiamonti, dove sono stati trovati resti delle storiche mura spagnole molto significativi, è tutt’ora in corso il dialogo tra Sovrintendenza e Comune per individuare le migliori soluzioni per la futura sistemazione dell’area.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Porta Volta – Al via i lavori per il Parco di via Crispi-Feltrinelli

  1. bis bald

    ma senza il privato il comune cosa ha realizzato a parte il progetto della darsena di bassissimo livello?
    urge un articolo dei bravissimi ragazzi/e di urbanfile, giusto per capire

    1. CK

      Sintomática la vicenda di piazza Castello. Si è fatto votare ai cittadini il progetto preferito, per poi ignorare i risultati e scegliere quello in assoluto più anonimo e banale.

      Capisco che probabilmente fosse anche quello più economico, ma allora ditelo, e si poteva evitare la farsa del voto dei cittadini.

      1. Anonimo

        Esattamente, l’apporto concreto del comune è pari a zero. Comunque dai render questo progetto è stupendo. Spero vengano sistemati anche i due caselli, magari il comune potrebbe svegliarsli questa volta e metterci mano.

    2. _

      A proposito di “cosa dovrebbe fare il Comune”, mancano 6 mesi al 2019: 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

      Cosa stiamo organizzando nella città dove Leonardo ha lavorato per tanti anni?

      Le celebrazioni non possiam mica farle organizzare a COIMA o a HINES 🙂 , il Comune deve darsi da fare!!

      1. Anonimo

        Perdere una occasione come il 500esimo anniversario dalla morte di Leonardo è una cosa da scellerati. Si tratta di in occasione unica per creare visibilità mondiale per Milano, attrarre centinaia di migliaia di turisti creato percorsi ad hoc e magari di fare un lifting alle aree più toccate dal maestro come piazza castello, zona Magenta e S.Ambrogio. Visto che sono stati così bravi ad organizzare Expo non posso credere che si lascino scappare una simile occasione. Qualcuno sa se ci sono dei progetti in cantiere in merito a questo tema ?

    3. Michele

      Verissimo!
      Diciamo che queste ultime amministrazioni almeno non hanno ostacolato le iniziative private e se ne sono presi tutti il merito.
      La darsena è un successone in termini presenze giornaliere nonostante concordi con te sul livello bassissimo del progetto. (un marciapiede praticamente)

  2. CK

    Non si potrebbe trovare un modo per lasciarle visibili?

    Non so, una passeggiata con lastre di vetro tipo piazzetta sotto la Torre Gorani.

  3. antonio

    ma i bastioni sono stati buttati giù dai Milanesi.. Il degrado di MIlano viene per decisioni prese in passato dai milanesissimi milanesi … sicosa c’entrano gli immigrati? Anonimo prendersela sempre colllo straniero i è una bella via di fuga per chi non vuole capire

  4. Anonimo

    Caro Anonimo, gli “emigranti” di cui scrivi erano i nostri nonni che andavano a lavorare in Belgio, e lo sono i nostri figli che, laureati, vanno a cercare lavoro all’estero. E, se ci pensi bene, anche Leonardo era un emigrante, sepolto ad Amboise, ma grande italiano. Cari saluti

      1. Precotto doc

        Leonardo è stato chiamato , non è emigrato , siccome nei radicalchic fa moda avere il bambino di colore , il filippino che gli fa le pulizie , la guardia del corpo africana , la festa degli immigrati di domenica alla fine è uguale a quella che si fa in azienda , quando il datore di lavoro offre la cena hai dipendenti prima dell estate

  5. Anonimo

    A quei tempi i veri “migranti” erano i lanzichenecchi.
    Comunque il concetto di “frontiera” è più recente… fino alla 1gm non esisteva nemmeno il concetto di passaporto come lo conosciamo noi.

  6. Andrea

    30 alberi mi sembrano pochi…spero non si tratti dell’ennesimo progetto con grandi superfici lastricate e zero zone d’ombra…Serve del verde vero,progettato per creare zone che contrastino il fenomeno dell’isola di calore.Ricordo che non siamo a Stoccolma dove ogni raggio di sole va catturato…

  7. antonio

    Caro Precoitto dop all’elenco hai dimenticato:
    Gli agricoltori che per una paga di fame fanno raccogliere i pomodori agli africani.. il padroncino edile che fa lavorare in nero l’albanese, la famiglia Italiana che fa assistere il nonno dalla Ucraina, L’anziano che assume la badante solo per molestarla, lo spacciatore italiano che arruola il marocchino per le dosi al dettaglio, il cliente Italiano della NIigeriana, la coop che assume lo straniero per pagare meno contributi,
    il ristorante Tipico Milanese che assume il cuoco indiano perché fa tutti i turni senza fiatare..Ora il quadro è completo!
    MI fermo qui. L’elenco sarebbe lunghissimo ma inutile non capiresti. Ho solo una speranza che tu sia pagato per scrivere quello che affermi.
    Altrimenti non si spiega,

    1. Precotto doc

      Caro il mio bel Antonio , mia mamma a 11 anni andava fare la mondina per un pugno di riso 12-13 ore al giorno con i piedi nell acqua , mio padre andava a tagliare la legna all età di 13 anni ,parliamo degl anni 50 , così come molti italiani per mangiare e non si sono mai lamentati e andati in piazza , non avevano 35 euro al giorno , eppure hanno costruito L Italia dove tu t ingrassi e fai ingrassare

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