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Milano | Città Studi – Cantiere Campus Leonardo: aggiornamento agosto 2018

I cantieri per le demolizioni al Campus Leonardo, Architettura e Matematica non si sono fermati ad agosto. Come si vede dalle immagini realizzate da Enrico Cano, e postate nella pagina Facebook del Politecnico, i padiglioni aggiuntisi nel corso dei decenni ai palazzi importanti per esigenze di spazio, sono in fase di demolizione.

Il rinnovo del campus universitario è nato da un progetto di Renzo Piano. Qui sarà realizzato un nuovo edificio e un giardino-bosco che renderà lo spazio collettivo un vero campus dove studiare e rilassarsi tra un attività didattica e l’altra.

Inoltre sono già in corso importanti opere di riqualificazione all’interno del Trifoglio, di Viganò, edificio che viene ristrutturato nel rispetto delle storiche caratteristiche originali.

Qui altri dettagli dell’intervento.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Città Studi – Cantiere Campus Leonardo: aggiornamento agosto 2018

  1. GArBa

    l’autore del post ha probabilmente travisato quanto scritto dal Poli… di Viganò, e da qualche tempo conosciuto come “il Viganò” (prima veniva comunemente chiamato “la A”) è l’edificio accanto che fu disegnato con la velleità di essere un “piccolo Beaubourg” con all’interno avuto una sorta di enorme open space che, con prospettiva di dubbia interpretazione didattica e anche piuttosto superata ideologicamente già nel contesto dell’epoca della progettazione, avrebbe realizzato una sorta di “comune” dell’insegnamento dell’architettura.

    purtroppo, come in molti progetti di Viganò, al momento di realizzare quanto sognato si scopriva che quanto era effettivamente fattibile non era bello e affascinante quanto lo schizzo (qualcuno si ricorderà le tremende panchine che progettò per corso Sempione, fatte di grigliato metallico sulle quali era pressochè impossibile sedersi in quanto roventi in estate e gelate in inverno).

    quello che ne resta sono ripide scale esterne che danno su passerelle strette ed esposte agli elementi, balaustre con spigoli vivi taglienti, grondaie che scaricano all’interno delle aule e una tetra piazza ipogea.

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