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Milano | Carrobbio – Insozzare la storia: palazzo Stampa di Soncino

Palazzo Stampa di Soncino è un bel palazzo simbolo di un epoca, il 1500, trattato come un grosso immondezzaio.

Dobbiamo dire che da sempre è stato un palazzo storico impercettibile, quasi anonimo, maltrattato e anche malridotto. A quanto pare non basta avere un ingresso principale sormontato da una bella torre monumentale progettata da Cristoforo Lombardo nel 1526, che purtroppo si può vedere solo da via Soncino, stretta via laterale alla frequentatissima via Torino.

Le immagini qui di seguito mostrano lo stato attuale di questo monumentale palazzo rinascimentale e le condizioni in cui versa. Apparentemente lasciato in decadenza, sia dai proprietari che non muovono un dito da decenni per restaurarlo e ripulirlo, sia dai ragazzini imbrattamuri (come del resto è tutta via Torino) che lo usano come lavagna per quegli scarabocchi senza senso.

Il Palazzo Stampa di Soncino venne edificato nel Cinquecento per il marchese Massimiliano Stampa di Soncino dall’architetto Cristoforo Lombardo. Famoso anche col nome di Lombardino, in quanto per un periodo lavorò a capo della Veneranda Fabbrica del Duomo.

La torre, alta 42 metri, venne realizzata su volere di Massimiliano Stampa in onore di Carlo V che lo nominò conte di Soncino. Sulla cima, appena sopra i tre parallelepipedi, si trova un globo con un’aquila sorretto da due colonne: il globo e l’animale sono lo stemma di Carlo V, mentre le colonne che lo sostengono richiamano le colonne d’Ercole.

I commenti li lasciamo a voi, possibile non si riesca a fare nulla?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


16 thoughts on “Milano | Carrobbio – Insozzare la storia: palazzo Stampa di Soncino

    1. BLANCO

      Il comune o la soprintendenza dovrebbe obbligare i proprietari a restaurarlo, aggiungo che i proprietari si dovrebbero vergognare di come tengono questo palazzo

        1. BLANCO

          Hai idea quanto soldi si prendono di affitto i proprietari del palazzo solo per il negozio che da su via Torino? ? Ne potrebbero fare 10 di restauri se volessero…ci sono i pezzi d intonaco che crollano in strada, quelle scritte li ci sono da 20 anni, basta mettere delle telecamere sulle facciate e un abbonamento con l amsa… ( te le puliscono appena te Le fanno)

        2. Anonimo

          La rimozione scritte deve essere obbligatoria. È un costo ma va incluso nei costi per possedere un immobile o un appartamento a Milano.
          Se non sta bene ci si può sempre trasferire altrove (o teoricamente dare il voto a qualcuno che abbia interesse a ridurre il fenomeno scritte)

          1. Anonimo

            La pulizia delle scritte dovrebbe essere a carico del comune visto che sono incapaci di far rispettare le regole. Anzi questa giunta di sinistra se ne frega proprio.

    1. Ergisto

      Originariamente era posta al centro del palazzo, che aveva un ampio cortile di introduzione al portale posto sotto la torre, un tempo questo portale non era l’accesso principale, ma una quinta scenica interna al palazzo.

    2. Egidio

      Originariamente era posta al centro del palazzo, che aveva un ampio cortile di introduzione al portale posto sotto la torre, un tempo questo portale non era l’accesso principale, ma una quinta scenica interna al palazzo.

  1. te capi?

    Si I Casati Stampa dovrebbero tirare fuori i soldini.. visto che li hanno.. perché il palazzo è comunque abitato e affittato.
    Forse aspettano che lo faccia il Comune al posto loro.

  2. seflo

    A proposito di scritte sui muri, sarebbe’ cosi’ insensato pensare ad un regolamento municipale che obblighi i condomini a stipulare l’assicurazione per la rimozione delle scritte? In fondo gli imbecilli che le fanno sono figli nostri e quindi un bel po’ di responsabilita’ l’abbiamo anche noi!

  3. te capi?

    Bravo padano.. ci mettiamo a difendere i marchesi stampa casati.. uno del popolo come te? Ci preoccupiamo dei pochi soldi che devono tirare fuori i marchesi per rendere dignitoso il loro palazzo? Visto che è ben affittato… Glieli deve dare il comune?

  4. Anonimo

    La triste realtà è che non serve a nulla ripulire i palazzi visto che 5 giorni dopo i bimbi minkia ripassano ad imbrattarli. Fino a quando non ci saranno pene severe e a mio avviso imbrattare un palazzo del 500 equivale ad imbrattare un monumento, il fenomeno non scomparirà. Imbrattare è un reato, reato grave che decada tutta la città a danno della collettività e merita un pena simile ad una rapina.

    1. Egidio

      Sono d’accordo nel merito, ma ad onor del vero il fronte del palazzo su via Torino angolo via Soncino è del 1870-1880.

  5. A.Casati

    Buonasera,il buon senso e l’educazione civica vorrebbe che non si scrivesse sui muri di un palazzo,qualsiasi esso sia,storico oppure contemporaneo.Rimane il fatto che nella fattispecie e’ proprieta’ privata e di norma la si rispetta.

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