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Milano | Porta Nuova – Buone notizie per la Torre Unipol

CMB Società cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, come riferisce da un post su LinkedIn, ha vinto la gara per la costruzione del nuovo Unipol Business Center a Milano, progettato dallo Studio MCA – Mario Cucinella Architects.

La Torre Unipol si troverà esattamente nel punto di divisione tra il settore di Porta Nuova “Varesine” con SOlaria e Diamantone, e quello di “Garibaldi” con la torre Unicredit, e ne rappresenta l’ultimo tassello.

Il contratto prevede la costruzione di una torre di forma ellittica che si sviluppa su 22 piani fuori terra e 3 sotterranei per parcheggi – per un’altezza di circa 125 metri, e con un’area totale di 35.000 mq. La geometria prodotta dalla struttura portante in acciaio e la facciata a maglia romboidale, è l’elemento fondamentale per l’immagine naturale dell’edificio, già soprannominato “Nido Verticale”.

Quindi può voler dire che a breve, finalmente, partiranno i tanto attesi cantieri per la torre che affaccia su via Melchiorre Gioia. Sperando sia la volta buona.

Nel frattempo proseguono i lavori al “Rasoio” all’Isola (sempre nel contesto di Porta Nuova).

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Buone notizie per la Torre Unipol

  1. Andy

    A me non piace. Quella parte in legno poi (ammesso che sia legno) la trovo alquanto pacchiana oltre che gabbia perfetta per cuocere i dipendenti Unipol in caso di incendio

    1. Matt

      Comunque da semplice geometra dico che il legno resiste al fuoco molto più a lungo rispetto al cemento armato prima della rottura. Il legno si carbonizza all’esterno e si protegge all’interno mentre l’armatura all’interno del c.a. esplode dal calore e il cemento, che non resiste a trazione, cede senza che nessuno lo possa prevedere

      1. Andy

        Accolgo le tue riflessioni da persona più esperta di me. Però, correggimi se sbaglio: ma il legno non è più infiammabile del cemento armato?

  2. Paolo

    Mi permetto di esprimere la mia opinione come completo profano dell’architettura, diciamo da spettatore esterno che si limita a valutare la “bellezza” dei progetti (design, uso dei materiali, proporzioni, integrazione con il contesto ecc), ovviamente quindi in base ai propri gusti personali.
    Io apprezzo praticamente tutti i grattacieli di nuova generazione di Milano (Regione, Porta Nuova/Varesine e City Life) e li ritengo qualitativamente all’altezza degli omologhi europei se non superiori. Ma a Milano (e in Italia) resta da abbattere la caratteristica centrale di questi benedetti grattacieli: l’ALTEZZA! E basta questi palazzoni da 120 metri, bisogna osare, soprattutto per rendere giustizia a progetti interessanti come questo del Nido (che risultano un po’ tozzi). Secondo me è una questione di cultura, in Italia i veri grattacieli vengono visti come invasivi, ma prima o poi bisognerà evolversi…

  3. StefanoA

    Le citta’ asiatiche e medio orientali hanno bisogno di grattacieli per dare carattere e definire l’aspetto urbano con “landmarks”.
    L’italia non ha bisogno di grattacieli, le citta’ sono gia’ definite e uniche. Lo sviluppo in altezza non e’ piu’ contemporaneo, la novita’ sarebbe costruire edifici autosufficienti a livello energetico ed idrico.
    Poi la gente che non sa ovviamente pensa che il super grattacielo serva a qualcosa e che sei bello.
    Lo dico da architetto che lavora a Melbourne e di grattacieli ne faccio.

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