Milano | La città verso il 2030: la Giunta ha approvato il piano per il Piano di Governo del Territorio

Accolti contributi e osservazioni di municipi, cittadini e associazioni sugli aspetti ambientali. Maran: “Renderemo la città più attrattiva, vivibile, inclusiva e sostenibile con incentivi per chi investe nelle periferie, lotta agli edifici abbandonati e rigenerazione urbana per aumentare il verde”

Panoramica.it dal Bosco Verticale

Milano, 12 ottobre 2018 – Un nuovo passo verso Milano 2030. La Giunta oggi ha approvato la proposta di deliberazione per l’adozione del Piano di Governo del Territorio comprendente il nuovo Documento di Piano, la variante del Piano dei Servizi, comprensivo del Piano per le Attrezzature Religiose e la variante del Piano delle Regole.

La proposta tiene conto dei 188 contributi e osservazioni presentati da cittadini, associazioni ed Enti nell’ambito della procedura per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Tutti i contributi sono stati esaminati ed articolati in due categorie: la prima comprende quelli riguardanti il Rapporto Ambientale ed i suoi allegati o quelli che hanno carattere ambientale, benché riferiti alla documentazione del Piano,  la seconda riguardante esclusivamente aspetti urbanistici, quindi non considerabili in fase di procedura di VAS.

I contributi di carattere ambientale valutati positivamente hanno contribuito all’aggiornamento di alcuni elaborati della proposta di Piano come ad esempio l’Elaborato Tecnico Aziende a Rischio di Incidente Rilevante o l’integrazione, all’interno della disciplina del paesaggio nel Documento di Piano, di un paragrafo sulla percezione del paesaggio da parte dei cittadini, esito del percorso di partecipazione dei laboratori Milano 2030.

Sono stati inoltre valutati positivamente anche alcuni pareri dei nove Municipi, come ad esempio l’inserimento nella lista degli edifici abbandonati e degradati di proprietà privata di alcuni immobili non ancora mappati e la segnalazione di alcuni nuovi tratti di ambiti a vocazione pedonale. In tema di individuazione di nuovi nuclei storici esterni, è stata inoltre accolta la richiesta di inserimento dei nuclei di Cagnola e Lampugnano.

“Questa prima fase di contributi è stata preziosa e ci consente di iniziare la discussione con il Consiglio Comunale sulla Milano del 2030 – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. È un piano che renderà la città più attrattiva, vivibile, inclusiva e sostenibile con incentivi per chi investe nelle periferie, misure importanti per la lotta agli edifici abbandonati e interventi di rigenerazione urbana per aumentare il verde”.

L’adozione conferma i 5 obiettivi e le strategie per raggiungerli presentati alla città lo scorso maggio.

1.   Una città connessa, metropolitana e globale

La pianificazione urbanistica sarà fortemente connessa allo sviluppo delle infrastrutture di mobilità, che nei prossimi anni vedrà la realizzazione della M4, il prolungamento della metropolitana verso Monza e Settimo Milanese, l’adeguamento della cintura ferroviaria in funzione della Circle Line e il potenziamento del Servizio Ferroviario Regionale e dell’alta velocità. Secondo una logica di crescita urbana che vuole il numero maggiore possibile di persone vivere e lavorare a breve distanza da una fermata del treno o della metro anche per ridurre la dipendenza dalla mobilità privata, il Piano incentiva interventi di rigenerazione in prossimità di 12 nodi di interscambio – Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino – determinando in corrispondenza di essi la possibilità di superamento dell’indice di edificabilità massimo di 1 mq/mq previsto negli ambiti della città ad elevata accessibilità (l’indice massimo nelle aree meno accessibili è invece fissato a  0,7 mq/mq) anche attraverso la realizzazione di Edilizia Residenziale Sociale.

2.   Una città di opportunità, attrattiva e inclusiva

Il Piano individua 6 aree – San Siro, Goccia, Piazza D’Armi, Ronchetto, Porto di Mare e  Rubattino – il cui sviluppo sarà legato all’insediamento di “Grandi Funzioni Urbane”, come ospedali, impianti sportivi, parchi urbani, sedi amministrative, progetti di ampio respiro che portino nuovi servizi sull’area metropolitana. Si prevede inoltre di assimilare il cambio di destinazione d’uso tra le categorie produttivo, terziario, ricettivo e servizi privati, in modo da incentivare la nascita di opportunità di lavoro per i giovani, in particolare legate all’economia 4.0. Per quanto riguarda il tema casa, a fronte della crescente domanda della popolazione giovane il Piano incentiva la realizzazione di case in affitto, consentendo ai privati di superare l’indice di edificabilità massima negli ambiti della città accessibili mediante la realizzazione di edilizia sociale in locazione, in vendita di tipo agevolato e co-abitazioni e riducendo la richiesta di dotazione per servizi per gli interventi di edilizia libera, a patto che si preveda una quota di affitto, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e calmierare quindi i prezzi.

3.   Una città green, vivibile e resiliente

Il nuovo Piano prevede la riduzione del consumo di suolo del 4% rispetto al Piano vigente, da ottenere attraverso il vincolo ad uso agricolo di oltre 3 milioni di mq di aree, l’ampliamento del parco sud per circa 1,5 milioni di mq, la realizzazione del grande Parco Metropolitano attraverso la connessione ecologica tra il parco Nord e il parco Sud, la nascita di almeno 20 nuovi parchi tra cui i 7 previsti all’interno degli scali ferroviari e un piano di forestazione in fase di studio che prevede un incremento notevole del numero degli alberi nell’area metropolitana.

Per quanto riguarda l’edificato, si prevede l’innalzamento degli standard richiesti, con il miglioramento delle prestazioni energetiche, la realizzazione di nuove aree permeabili, anche attraverso “tetti verdi”, e la certificazione della riduzione di CO2.

4.   Una città, 88 quartieri da chiamare per nome

Il piano vuole valorizzare i suoi 88 quartieri ponendo al centro le sue piazze, migliorando lo spazio pubblico e i servizi per i cittadini e andando a superare il divario territoriale e sociale tra centro e periferia. Cuore di questa strategia sono i progetti per la riapertura dei Navigli, la riqualificazione degli scali ferroviari e la rigenerazione di 6 piazze caratterizzate da elevata accessibilità poste sull’asse della 90/91; Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto potranno essere rigenerati con interventi che ne migliorino la qualità progettuale, la fruibilità pedonale e l’attrattività. Anche in questi ambiti caratterizzati da ampia accessibilità sarà possibile superare l’indice di edificabilità massimo (1 mq/mq anziché 0,7 mq/mq) attraverso la realizzazione di Edilizia Residenziale Sociale.

5.   Una città che si rigenera

Riqualificare l’esistente per non consumare ulteriore suolo pubblico. Il Piano individua alcuni “Ambiti di Rigenerazione Urbana”, aree ai margini del territorio che dovranno essere valorizzate con interventi mirati al recupero del patrimonio edilizio degradato. Si prevede inoltre il recupero di 3mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione nell’ambito dell’Accordo di Programma sugli Scali Ferroviari di alcuni alloggi a canone sociale, la sperimentazione in 10 aree pubbliche di edilizia popolare e servizi abitativi all’interno di contesti sociali misti. Si prevedono infine misure severe sul fronte degli edifici abbandonati, prevedendo la perdita dei diritti volumetrici esistenti e l’assegnazione solo dell’indice di edificabilità unico per chi lascia stabili in stato di degrado.

La proposta di revisione del PGT comprende il Piano per le Attrezzature Religiose (PAR) come richiesto dalla Legge Regionale 12/2015.

Il PAR prevede l’individuazione di 16 nuovi luoghi di culto di cui 4 nuove chiese cattoliche, 9 di altre confessioni religiose e 3 possibili nuovi luoghi in aree comunali che saranno assegnate tramite bando aperto a tutti le confessioni religiose (via Marignano, via Esterle e un’area all’interno dell’ambito del Parcheggio Trenno di via Novara).

La discussione passerà ora al Consiglio Comunale per l’adozione del Piano che successivamente tornerà a disposizione della città per la fase di osservazioni, per poi essere definitivamente approvato dal Consiglio Comunale.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

24 commenti su “Milano | La città verso il 2030: la Giunta ha approvato il piano per il Piano di Governo del Territorio”

  1. Mai letto così tante idiozie tutte insieme da parte del Comune.

    – Parlano di verde, ma aumentano gli edifici e le cubature.
    – Parlano di corridoi ecologici, ma le zone in cui li prevedono sono già 100% edificate.
    – Parlano di sostenibilità e giovani, e puntano solo all’affitto (i.e. spendere soldi per non avere una casa alla fine…)
    – Parlano di “parchi”, e intendono giardinetti, come il “Parco” della Torre.
    – Parlano di riaprire i Navigli, ma se ne fregano di offrire soluzioni compensatorie per tutte quelle zone che diventeranno un parco giochi per universitari ubriachi.
    – Ottimi gli incentivi al rinnovamento degli edifici esistenti, ma bisogna fare di più. A cosa serve costruire ancora quando i palazzi attuali sono tutti in classe energetica G o peggio?
    Meh…un PGT fatto tanto per fare.

    Rispondi
  2. Credo sia solo una velina del Comune scritta male. A parte i paroloni fighi non dice molto. Vedremo cosa approvano in Consiglio.

    In ogni caso sui vari punti:

    1. Una città connessa, metropolitana e globale: niente nuove linee di metro. Solo la Circle line (che male non fa ma è cosa con frequenze del tutto diverse)

    2. Una città di opportunità, attrattiva e inclusiva: Demolire San Carlo e San Paolo per fare un Ospedale rincagnato tra il Parco Sud e il Naviglio non mi sembra una ideona. Prima di edificare la ex piazza d’Armi, sistemerei l’area di Via Stephenson (che invece manco nominano)

    3. Una città green, vivibile e resiliente: fanno i parchetti nelle aree FS dismesse (ci mancherebbe!) e aumentano un po’ il Parco Sud (sbadiglio). Ok, mica potevano dire che piantumeranno tutti i viali di Milano…

    4. Una città, 88 quartieri da chiamare per nome. Innanzitutto, se uno lo chiamano NoLo, mi do fuoco come un bonzo davanti al cancello di Palazzo Marino. Detto questo il punto fondamentale del paragrafo è che in certi quartieri si può derogare il limite massimo di edificabilità.

    5. Una città che si rigenera. A parte che costruiranno un po’ di Moschee, non ho capito il resto. Immagino voglia dire che costruiranno delle case a canone calmierato e proveranno a ristrutturare delle case popolari.
    Delle migliaia di case anni 50 e 60, obsolete ed energivore ne parleremo nel prossimo piano immagino. Sempre che non ne crolli qualcuna prima.

    In ogni caso, quanti abitanti prevedono che abbia Milano nel 2030? Se andiamo avanti così saremo oltre i 1.8 milioni…. Sarebbe bello leggere una stima.

    Rispondi
    • Leggi anche che lungo la 90 91 circonvalla vogliono giustamente pedonalizzare una piazza per municipio… in modo tale da dare ad ogni zona un centro pedonale di aggregazione del quartiere.

      Il resto è da interpretare…

      Rispondi
      • Beh si Wf, hai ragione. Ma pedonalizzare delle piazze non è tema da “Piano di Governo del Territorio 2030”.
        Cioè son cose sacrosante da fare come quasi ordinaria amministrazione.

        Perchè altrimenti nel Piano di Governo del Territorio ci scriviamo pure che aumentiamo le strisce gialle e blu, facciamo gli stalli per le bici, aumentiamo le ciclabili, sistemiamo l’arredo urbano e mettiamo la pietra sui marciapiedi al posto del catrame, facciamo i pali dove gli adesivi non attaccano e i semafori che non girano col vento. Ma questi sono giustissimi temi che non c’entrano con la programmazione al 2030 del Territorio….
        Altrimenti facciamo come al liceo, che nel tema ci scrivevamo di tutto di più, così era più lungo e la Prof. ci dava un voto più alto. 🙂

        Rispondi
        • Hai perfettamente ragione!
          Come darti torto.

          Era un modo per dire che cè molto da interpretare.
          In fondo mi pare che lunica centralità siano gli scali ferroviari.
          Ma non sappiamo nulla nulla di come li faranno.
          Servirebbero delle firne di fama…o bravi con un segno particolare.

          Rispondi
      • E poi non so tu, ma io di avere come centro di aggregazione del mio quartiere, una piazza lungo la 90 91 circonvalla….magari anche no
        Cioè le rifaccian pure le piazze sulla circonvallazione che fan pietà, ma il centro di aggregazione in mezzo al traffico della circonvallazione come la pubblicità del Cynar degli anni ’60 non mi fa fare salti di gioia.

        Rispondi
  3. Povera milano, un futuro con questi è un futuro con nulla di nuovo!pensate con Moratti si parlava di Expo di porta nuova garibaldi city life darsena m4 m5 qui invece per il futuro un bla bla bla senza niente di futuristo o innovativo!!
    Gli alberi in centro oramai dimenticati!!
    Poveri noi!

    Rispondi
    • Fu Albertini a promuovere la riqualificazione di alcune aree della città, con la collaborazione ovviamente degli operatori privati, Fiera Milano, Hines, ecc.
      Poi arrivò la giunta Moratti che si inventò il PGT per una Milano da 2 milioni di abitanti, una colata di cemento assurda, volumetrie folli che poi sarebbero rimaste perlopiù vuote. Poi Pisapia gli ha dato una bella sforbiciata, prevedendo un indice di perequazione molto più basso. E questo è stato un bene. Per quanto riguarda EXPO invece ti do ragione, fu la Moratti a promuovere e organizzare la manifestazione, anche se ci fu il decisivo contributo della regione e del governo. Tuttavia la cosa non fu affatto gestita bene, specie in merito alle trattative con i privati proprietari dei terreni, che si prolungarono esageratamente, mettendo a rischio l’EXPO stesso.

      Rispondi
  4. Le intenzioni sono buone, rimangono intenzioni… speriamo che siano accompagnate anche da piani attuativi sistematici che con una gerarchia di intervento lavorino per rendere reale queste intenzioni di rigenerazione urbana.
    E’ giusto l’approccio di aumentare le cubature ammissibili nei nodi connessi al TPL, ma il consumo di suolo deve essere bloccato. il vincolo agricolo di inedificabilità deve essere esteso a tutte le aree non individuate dal piano, cioè a tutto ciò che non sia esplicitamente indicato come edificabile (e qui bisogna concentrare l’attenzione e la possibilità di tutti i costruttori solo sulle aree dismesse, vedi anche scali ferroviari) . Dentro il comune di Milano è giusto così e poi per esempio sulla cintura 90-91 cè tanto da recuperare, Milano è piena di spazi da bonificare, industriali dismessi ecc.. non scordiamoci degli scali!
    Stes

    Rispondi
  5. Quindi tutti i nuovi parchi non bastano, volete alberi ovunque anche dove non si posso piantare, tipo sopra i sottoservizi o le linee mm.
    Poi non vi va bene perché non c’è la M6, veramente non ci sono proprio i soldi per una M6, chi ce li dà 2 miliardi di euro, Toninelli?
    Poi non va bene nemmeno dare case in affitto ai giovani, perché?
    E non va bene nemmeno riqualificare piazze o aumentare l’indice di edificabilità dove ci sono snodi di trasporto pubblico, per diminuire la dipendenza all’auto privata.

    Non so ma ormai questo blog mi sembra lo sfogatoio di grillo-leghisti-autodipendenti che non sembrano proprio vivere in questa città e non riescono ad accorgersi dei miglioramenti che sta vivendo ogni giorno, da anni a questa parte, in uno dei periodi più difficili che il paese sta attraversando.

    Rispondi
    • Va tutto bene ed è ottimo ed abbondante.

      E poi quando scrivi il Piano di Governo del Territorio fino al 2030 è fondamentale nelle decisioni tenere in considerazione chi sia il Ministro delle Infrastrutture pro tempore (Toninelli). Come darti torto!

      Se siamo in uno dei “periodi più difficili che il paese sta attraversando”, come scrivi è giusto un piano come questo ossia perfettino e pragmatico.

      Peccato che io quando vado in giro per Milano di questi tempi la vedo volare e speravo in qualcosa di più grande per il 2030. Amen, tanto poi siamo in Italia e spesso i “piani di governo” non valgon la carta su cui son stampati. Speriamo alla fine Milano faccia di meglio di quel che c’è scritto! 🙂

      Rispondi
    • Infatti alla fine è un buon piano.

      Il vero grande assente sono i progetti definitori degli spazi dei futuri scali ferroviari.

      Ovvero gli unici spazi liberi di grandi dimensioni rimasti dentro una città densa di cemento e asfalto…

      Dei bei parchi di livello alto potrebbero veramente cambiare il volto di Milano e traformarla in unaltra città… la città ideale.
      E non scherzo.
      Portare bellezza e vitalità in tutti i quartieri adiacenti e alla fine a milano tutta.

      Le connessioni qui diventano fondamentali.
      Ripeto.
      Bjsogna puntare sulla qualità dei progetti per tutti.

      Rispondi
      • Son d’accordo che le connessioni qui diventano fondamentali.

        La metro attuale è in gran parte satura e la M4 e i prolungamenti M5 e M1 aumenteranno ancora di più il carico, grazie alla gente dell’hinterland ed all’effetto rete.

        La parte veramente deludente della visione Milano 2030 è proprio sui trasporti. Secondo me non esiste che non si parli di M6 o di metrotramvie serie e fatte bene (le varie M7 M8 del PUMS).
        Questo mi ha lasciato senza parole.

        Rispondi
        • Ecco. Esatto.
          Più che di metro che costano moltissimo e richiedono inevitabilmente soldi da Roma punterei a rafforzare e creare linee portanti di metro tranvie.

          Ma questo in un’ottica più espansa di redefinizione della rete tram bus metro nel livello di rapporto hinterland Milano.

          Ormai la città è in espansione bisogna progettare a basso costo linee ferro che portino dai nuovi Quartieri verso il centro per non ritrovarsi una città intasata domani prossimo a venire

          Rispondi
          • Non pretendo che a Milano si progettino cose come Crossrail a Londra (non siamo ancora al livello delle grandi città globali) ma magari un accenno alla M6 nel PGT ci stava pure.

    • Caro Anonimo delle 7.59 guarda che sei tu che sei stato completamente indottrinato dalla politica e ti rifiuti di prender atto della realtà e cioè che questi governati non son degni di Milano. Mancano di visione d’insieme e di ambizione. Il piano in questione sembra il piano di un piccolo capoluogo di provincia e non di una metropoli in grado di competere in futuro con altre realtà europee.

      Il TUO sindaco oggi ha annunciato tronfio sul Corriere della Sera che tra 12 anni toglierà le auto da marciapiedi ( ma ci rendiamo conto…. della mancanza di ambizione e non solo… ) e ha subito messo avanti le mani in tema di smog dicendo che hanno fatto tutto il possibile. ( ma ci rendiamo conto… per quanto mi riguarda non hanno fatto nulla e il poco che è stato fatto è stato fatto a spese dei cittadini )
      Milano merita governati innovativi con il coltello tra i denti, non gente che fa propaganda e si arrende alla prima difficoltà.

      Milano i miliardi per andare avanti li deve trovare e soprattutto farseli dare !

      Rispondi
      • Non so, vuoi parlare dell’innovazione che sta vivendo Roma? Mi fai vincere facile, ma il punto è che non ho proprio la velleità di “vincere” e farti cambiare idea, tempo perso. Tu credi che io sia indottrinato, io credo che lo sia tu. Resteremo sulle nostre posizioni.
        Probabilmente ti lamenterai della mancanza di visione, e ti lamenterai del progetto di riapertura Navigli, delle Olimpiadi e dei progetti degli scali, senza renderti conto che sono esattamente la “visione” coraggiosa che chiedi.
        Però criticare è sempre facilissimo, fare è incredibilmente difficile e la situazione del paese lo dimostra. Hai presente il baratro in cui rischiamo di finire? Ecco, se i TUOI governanti ci fan finire dentro il Paese, stai sicuro che anche Milano ci finisce dentro e poi altro che visione.

        Rispondi
        • Resta il fatto che costruire case e uffici sugli scali, sulla Piazza d’Armi, alle fermate della metro (derogando ai limiti massimi edificatori attuali), porterà tantissime nuove persone a vivere e lavorare a Milano.

          Navigli e pedonalizzazioni (e niente auto sui marciapiedi diceva ieri Sala) daranno un colpo formidabile ad una certa idea di mobilità che conosciamo ora.

          Come affrontiamo la sfida della mobilità del 2030 in una città che cresce così tanto?
          Con la M4 già prevista per la Milano più piccola del 2015 e le 4 stazioni della (utilissima) Circle Line? O con le (sacrosante) estensioni verso l’hinterland di M1 e M5 che porteranno ancora più gente in città di quella che già avremo per crescita endogena?

          Sulla mobilità il PGT zoppica. E’ diffcile negarlo, dai!

          Rispondi
        • Sono i tuoi governanti che al 4 marzo hanno preso una legnata sulle caviglie, si trovano ancora adesso nel fosso e si scannano a lotte intestine proponendo le stesse idee dive il 4 marzo sono sprofondati !

          Rispondi
    • > Quindi tutti i nuovi parchi non bastano, volete alberi ovunque anche dove non si posso piantare, tipo sopra i sottoservizi o le linee mm.

      Basterebbe chiamare parco un qualcosa che sia realmente un parco. Chiamare parco un giardinetto con 4-5 panchine è solo fare marketing.

      > Poi non va bene nemmeno dare case in affitto ai giovani, perché?

      Per due ragioni: 1) gli affitti per i giovani sono letteralmente una fregatura. Spendono soldi, e a Milano saranno cari come il fuoco nonostante i canoni agevolati, e non rimarrà nulla in mano al termine dell’affitto ma i proprietari di immobili saranno ulteriormente più ricchi. L’affitto funziona, ma comunque è un rischio, in condizioni lavorative di flexecurity. Se qualcosa va storto, però, son dolori. 2) le case in affitto agevolato di cui si parla, per giovani e famiglie, saranno fatte negli scali ferroviari. Ecco, ora immaginati i prezzi di un affitto di case nuove, con intorno 4 alberi, in classe energetica alta, in una zona piuttosto centrale di Milano.

      > E non va bene nemmeno riqualificare piazze o aumentare l’indice di edificabilità dove ci sono snodi di trasporto pubblico, per diminuire la dipendenza all’auto privata.

      In che modo aumentando le cubature (i.e. ammassando ancora più gente in meno spazio) hai un abbandono dell’auto privata? Il modello USA per cui puoi non avere la patente perché tanto in città ti sposti coi mezzi non funziona in Italia, nelle nostre micro città e con i nostri mezzi di trasporto pubblici. Ammassare più gente in meno spazio significa rendere ancora più invivibile il trasporto pubblico per chi non può permettersi l’auto privata. Again, fanculo i poveri.

      Rispondi
  6. Novità ottime mobilità. Quella,buona non quella cattiva puzzona delle automobili. E lo stanno capendo i cittadini sempre di più…

    http://www.milanotoday.it/green/mobilita/nuove-zone-30-2018.html

    Milano, nuove zone 30 nel piano della mobilità: velocità massima ridotta, ecco dove
    „Piano della mobilità, a Milano sarà “boom” di zone 30 in tutta la città

    Molti comitati di quartiere le hanno richieste. Riducono l’inquinamento e rivitalizzano le strade

    La sensibilità dei milanesi sta volgendo al,buono e al bene… ottimo

    Rispondi

Lascia un commento