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Milano | Mobilità: 6 milioni di euro per il rinnovo dei binarie tram

Rifacimento anche del manto stradale. Granelli: “Interventi fondamentali per la sicurezza dei passeggeri e la riduzione dell’inquinamento acustico”

Sei milioni di euro per rinnovare i binari del tram e il manto stradale. Lo stanziamento, deliberato dalla Giunta, riguarda gli interventi di quest’anno per la sostituzione e la posa di nuovi impianti lungo alcune vie della tratta tranviaria milanese. Si tratta di via Procaccini e dell’incrocio con via Messina, di via Montello, piazza Baiamonti, corso Colombo (nella tratta Coni Zugna/Gorizia – porta Genova), via Giambellino (attraversamenti largo Giambellino, via Odazio, via Sanniti), viale Regina Giovanna (da Corso Buenos Aires a piazza S.F. Romana) e in via Mercato – via Tivoli.

“Continua il programma di sostituzione e miglioramento delle infrastrutture del sistema tranviario cittadino – commenta l’assessore alla Mobilità e Ambiente Marco Granelli -, sul quale puntiamo molto perché rappresenta una parte fondamentale della rete di trasporto pubblico locale. I lavori di sostituzione dell’armamento dei tram sono anche l’occasione per rifare il manto stradale con interventi strutturali e duraturi”.

Gli interventi decisi oggi rientrano nel programma previsto dal Piano Triennale delle Opere 2018-2020 e fanno seguito ai recenti lavori di sostituzione e posa dei binari realizzati in Piazza Cinque Giornate, che è stata completamente rifatta, viale Premuda, corso di Porta Vittoria e corso XXII Marzo, oltre ad alcuni tratti di viale Monza.

“La sostituzione dei binari è fondamentale per la sicurezza dei passeggeri e la riduzione dell’inquinamento acustico – riprende Granelli -, ma più in generale questi interventi rientrano nel progetto di mobilità sostenibile e a minor impatto ambientale sulla quale questa Amministrazione punta con decisione: da Area B fino ai mezzi ecocompatibili usati da Amsa per la differenziata, passando per la nuova M4 e l’allungamento del sistema tranviaro, vogliamo fare di Milano una città nella quale tutti possono muoversi evitando, quando è possibile, di prendere l’auto”.

GLI ALTRI INTERVENTI

Le zone che saranno interessate dai lavori sono state e saranno oggetto di altri interventi di miglioramento della viabilità. Tra questi in via Messina sono terminati i lavori di installazione di dissuasori della sosta, utili ad evitare il parcheggio selvaggio; con lo stesso intento verrà allungato il marciapiede in via Procaccini – via Messina, oggetto di sosta abusiva che spesso ostacola il passaggio del tram; in via Tartaglia si sono appena conclusi i lavori di razionalizzazione della sosta, in particolare con l’allargamento del marciapiede e la realizzazione di scivoli per migliorare il passaggio delle persone con disabilità. Ancora in via Baiamonti, con un intervento finanziato a scomputo oneri dai privati, si sta realizzando una pista ciclabile, mentre al Giambellino, tra piazza Tirana e largo Gelsomini, all’inizio del 2019 verranno effettuati interventi razionalizzazione della sosta, sistemazione dei binari e di nuove banchine per la fermata dei tram.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Mobilità: 6 milioni di euro per il rinnovo dei binarie tram

    1. MuoviTi

      Veramente negli ultimi 20 anni sono molte decine le città del mondo che hanno reintrodotto il tram. Capitali come Parigi, Dublino, Barcellona e tantissime altre.
      Ma se tu dici il contrario si vede che sei espertone…

      1. Anonimo

        A parte che a Parigi han poi visto che col tram non si andava troppo lontano e han ricominciato a costruire metro in quantità industriale, non credo sia corretto paragonare la reintroduzione del tram su percorsi moderni ed in modo moderno che stanno facendo in alcune città con l’accanimento terapeutico su una rete obsoleta e con mezzi obsoleti che c’è a Milano.

        Non credo che nessuno voglia veramente togliere il tram da Milano ma come è adesso non è il massimo né per chi il tram lo usa né tantomeno per chi lo subisce (rotaie e incolonnamenti di mezzi da 30 metri)

    2. Camillo

      Concordo.
      Purtroppo i tram complicano gli assi viari e gli incroci, imbruttiscono e rendono impossibile un arredo urbano logico e bello e contribuiscono a creare inquinamento acustico e polveri di ferro.

  1. Yoyogi

    Al di là delle metropolitane, che già servono abbastanza capillarmente il centro storico, il tram in quella zona è la soluzione ottimale per gli spostamenti di corto raggio e per relazioni non servite dal metrò.
    Pensi che un bus in via Torino o in Cordusio sarebbe più pratico e più bello a vedersi di un tram? Che poi si possano studiare soluzioni per fluidificare il transito tranviario nelle zone centrali, è un altro discorso.

    1. Anonimo

      Francamente di cosa passa da Cordusio o via Torino a me importa poco.

      I tram sono strapieni dalle fermate della metro nelle fascie intermedie fino alla periferia ed è li che sono inefficienti a causa di lentezza intrinseca nel mezzo, scarse frequenze, troppe fermate e ricambio d’aria da denuncia all’ufficio d’igiene (specifico per il Sirietto)

    2. enrico

      Premesso che sono un fan sfegatato dei tram credo che il commento sopra possa però mettere in luce due fatti: 1) l’insofferenza verso i tram nelle strade centrali magari non riguarda tanto il tram in quanto tale, ma il fatto per la maggior parte si tratti di tram articolati da 25-35 metri, estremamente ingombranti e molto lenti in strade per lo più prive di corsi preferenziali. Sarebbe del tutto diverso se in centro viaggiassero solo le 1500 o le 4600, anche se ovviamente questo comporterebbe -a parità di offerta- un aumento di frequenze e di costi; 2) credo sia vero che quanto più sarà perfezionata la tecnologia delle batterie per veicoli elettrici, tanto meno senso avranno i tram, soprattutto nei centri storici e soprattutto in città come Milano che sulla sostituzione integrale dei mezzi a combustione interna con mezzi elettrici stanno puntando per prime.

      1. Andrea

        Opere come queste per coprire gli ingenti costi devono prevedere flussi di traffico garantiti da una megalopoli come Parigi.L’ostilita’ verso I tram e’ obsoleta…non il contrario e ci rimanda agli anni sessanta del novecento quando molte citta’ come Genova,Bologna,Firenze hanno dismesso reti di tram che oggi,ammodernate,avrebbero dato una mano alle pessime reti di autobus in servizio!Le metro sotto un certo numero di abitanti e certi flussi di traffico non sono investimenti sostenibili…a meno che non si costruiscano con I soldi del Monopoli.

        1. Anonimo

          Se io guardo il traffico che c’è sulle circonvallazioni esterne e sulle tangenziali, il flusso di traffico che giustificherebbe infrastrutture di trasporto pubbliche veloci e moderne (e trasversali come studiato a Parigi) lo vedo.

          Se poi vogliamo continuare a raccontarci che il Sirietto basterebbe che avesse qualche fermata in meno ed i semafori asserviti per essere alternativa seria al milione di auto che circolano nella zona milanese ogni giorno, siamo liberissimi di crederci ma non pretendiamo che i problemi si risolvano.

    3. BLANCO

      Il tram in centro è veramente di una lentezza disarmante, tra la quantità di fermate, io per anni ho preso il tram da via Manzoni a via Fabio Filzi e ci metteva minimo 25 minuti…

  2. enrico

    Capisco che sia molto meno prioritario, ma mi piacerebbe che il Comune investisse per eliminare rotaie e pavé dove non passa più il tram.

  3. sf

    oltre alla riqualificazione dei binari in uso dovrebbero prendere seriamente in considerazione la rimozione dei binari dismessi, vedi ad esempio Corso di Porta Romana che con la combo Pavè+Binari è un campo minato per bici e moto

  4. _

    Segnalo che in Coni Zugna l’asfalto appena rifatto non tiene in corrispondenza delle rotaie e si sta spaccando tutto.
    Se sparissero un po’ di rotaie da Milano io non sarei per nulla dispiaciuto.

  5. Andrea

    Noto che la politica infausta attuata in questi anni a sfavore dei tram ha fatto proseliti…e tanti. Mezzi obsoleti,lentezza intrinseca del mezzo,troppe fermate non sono catatteristiche assolute dei tram.Cosi’ sono I tram Milanesi,troppo lenti perche’ gestiti in modo anacronistico.Prendete un tram a Praga,a Berlino o ,per restare in Italia,a Firenze e poi mi saprete dire.A Milano la rete tram ha troppe fermate ravvicinate e non ha la precedenza agli incroci…quindi viaggia offrendo un servizio scadente.Ok sostituire le rotaie (questi sono interventi di manutenzione necessari) ma occore intervenire snellendo le corse e velocizzandole.Basta poi con le eresie che I tram possono essere sostituiti da metro e bus elettrici…hanno capacita’ di trasporto diverse e vanno utilizzati in base ai flussi, dI traffico.A Roma,dove quasi tutta la rete e’ servita da bus,anche se questi fossero elettrici sarebbe comunque pessimo il servizio…perche’ una metropoli necessita di tram veloci e metro/ferrovie integrate per muovere milioni di passeggeri!ATM e Comune di Milano purtroppo non stanno puntando sulle tranvie e gestiscono male quelle in essere,pertanto il consenso verso questo mezzo e’ basso.Non dipende dal tram in se’…ma da come e’ gestito!Non si possono fare 32 fermate da Rozzano a Duomo e pretendere che il tram sia veloce…ci prendiamo in giro?

  6. Andrea

    Prendi un tram in centro a Berlino o a Praga…o a Vienna.Non e’ il tram in assoluto,ma il tram come gestito a Milano.Ha troppe fermate (che si possono eliminare,se lo si vuole) e soprattutto ha tempi semaforici a suo svantaggio (soprattutto per le svolte a sinistra) e quindi risulta lento come una lumaca.Il problema pero’ e’ di come viene gestita la rete,non del tram in se’.La nuova linea Tram di Firenze va in 23 minuti da Scandicci (raccordo autostradale) a Santa Maria Novella…quasi 8 chilometri e con solo 9 fermate!

    1. _

      Non sono solo le fermate ma la struttura della rete ad essere obsoleta.

      I tram a Milano fanno solo collegamenti radiali (lenti) per cui la gente che abita in periferia li usa come navette per raggiungere la metro. Infatti in centro i tram girano mezzi vuoti.

      Prova a raccontare ad uno che abita in fondo a Via Ripamonti o in fondo a Lorenteggio e che lavora a Citylife (e quindi finisce per andare a prendere la M5 a….Garibaldi!) che il tram è bello. Abbiamo linee studiate per gli anni 50/60 e una rete metropolitana che lascia ancora troppe zone scoperte (a prescindere dalla M4)

  7. Anonimo

    Veramente non capisco cosa aspettano ad intervenire sulla situazione dei semofori costruendo una rete di semofori asserviti che diano la precedenza ai tram. Ormai la tecnologia è presente ed utilizzata già da anni in numerose città.

    Per quanto riguarda poi le vie del centro dove non esiste una corsia preferenziale, a mio avviso numerose strade potrebbero essere tranquillamente chiuse al traffico privato. Chi dice che in via Torino o in via Meravigli per fare degli esempi sia veramente necessario transitare con il veicolo privato ?

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