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Milano | Centrale – Quasi ultimato via Boscovich 15, qualche considerazione

A marzo di quest’anno avevamo fatto un articolo che mostrava i lavori in corso per un piccolo edificio in fase di trasformazione in via Boscovich 15, in prossimità di via Vittor Pisani a due passi dalla Stazione Centrale.

Avevamo sicuramente criticato, secondo i nostri gusti, quest’intervento che riqualificava un brutto palazzo degli anni Cinquanta, giudicandolo un intervento un po’ banale.

Dispiace per l’architetto, che sicuramente, come ci ha voluto informare, è stato costretto, suo malgrado, a seguire direttive comunali ed esigenze del costruttore che non hanno potuto lasciare libero sfogo alle proprie velleità compositive.

Ora che l’intervento è stato quasi completato, possiamo esprimerci meglio. Diciamo che il risultato finale è meglio di come appariva nei rendering, anche se non ci soddisfa più di tanto. Il sopralzo di ben due piani è incorniciato da un’aggettante cornice. La nuova facciata semplice e bicolore, due tonalità di grigio, è scandita dalle finestrature molto strette.

Per carità, non vogliamo certo essere dei sapientoni e tanto meno dei giudici competenti: il nostro giudizio si basa semplicemente sull’estetica da “uomini della strada”, quali siamo. Sicuramente a Milano è stato fatto di ben peggio, purtroppo, e il nostro giudizio non si basa solamente sui balconi fioriti di torri fatte da archistar, ma semplicemente su quello che valutiamo positivamente (per consolare il signor architetto, gli facciamo sapere che a noi, ad esempio, la torre Solaria (Arquitectonica) non fa impazzire, così come abbiamo un po’ di perplessità sulla sede della Feltrinelli (Herzog & de Meuron), che ci piace, ma non tanto, o il Curvo, di Citylife (Daniel Libeskind), come è stato recentemente adeguato, non ci soddisfa tanto). Insomma, questo è per ribadire che non è questione di archistar o meno, ma di un più semplice “nostro gusto” e nostro giudizio, che vale quello che vale; pertanto non ce ne voglia.

Comunque speriamo che questo sia solo l’inizio per la trasformazione della parte iniziale di via Boscovich, che, a dire il vero, è abbastanza anonima e brutta. Ovviamente, secondo noi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Centrale – Quasi ultimato via Boscovich 15, qualche considerazione

  1. Francesco De Collibus

    I sopralzi sono IL MALE perché non rispettano le linee di gronde e le prospettive delle strade. A Vienna li sanno fare, da noi sono solo merda. Io non so perché stiamo zitti mentre le nostre città vengano distrutte dalle orribile piaga dei sottotetti, simbolo di uno sviluppo predatorio, in cui cielo e panorama vengono letteralmente rubati alla collettività. Rifiutarsi di fare i sopralzi dovrebbe essere un vero gesto di obiezione civile, altro che pillole abortive.

  2. Anonimo

    Comodo tirar fuori la scusa degli uffici tecnici e della commissione paesaggio quando ci sono diversi cantieri per la città a dimostrare il fatto che non è necessario stupire con effetti speciali per far uscire qualcosa di decente. Sarebbe bastato anche solo un uso più felice dei colori per rendere più digeribile una tale tristezza.

  3. Alberto Tadini

    è brutto, grigio ed estremamente pesante. Sembra che siano stati presi un paio di righelli e si siano tirate delle linee e basta. Quasi “sovietico”
    da dimenticare

  4. enrico

    Se posso dire, anche a supporto del povero architetto, a me pare che i due edifici ai lati e quello di fronte siano largamente peggiori di questo che, invece, ha una sua dignità. Parere personale.

  5. Anonimo

    Personalmente preferivo i rendering pubblicati qualche mese fa da UF con le finestre larghe.
    Per il resto per me è difficile innamorarmi di un edificio di 3 piani con un sopralzo di 2 e di colore bi-grigio, ma posso immaginare i problemi contingenti che han portato al progetto come lo vediamo. Comunque apprezzo che le finestre – pur strettissime – siano simmetriche e non sfalsate come la moda impone ultimamente.

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