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Milano | La Maddalena – Ex Borletti: tra bonifica e demolizioni ha inizio il recupero della storica fabbrica di meccanismi di precisione

Testo e foto di Matteo Pacini

Fondata da Romualdo Borletti nel 1897 per produrre orologi su licenza della Società americana Westclock e di vari marchi svizzeri e tedeschi, la Fratelli Borletti sorge nella zona della Maddalena (per un approfondimento sul borgo scomparso della Maddalena si consiglia l’articolo di Roberto Arsuffi: La Maddalena – La storia di un borgo sparito) e presto si espande occupando vari lotti di quell’area, all’epoca, ancora di aperta campagna.

Dopo la parentesi in cui, nel corso della Prima guerra mondiale, la produzione è legata all’ambito militare, nel dopoguerra l’azienda fu riconvertita a produzioni civili nel campo della meccanica di precisione, dell’assemblaggio di congegni meccanici, contagiri e contachilometri per automobili, macchine da cucire e strumenti di misura.

Il grande complesso industriale, di cui l’edificio liberty di piazza Carlo Irnerio era solo parte, si estendeva fino alla via Washington e ad ognuno dei padiglioni era dedicata una fase del ciclo produttivo di quella che per anni rappresentò una delle principali realtà occupazionali del milanese.

Mecenati di cultura e sport (furono i primi sponsor della squadra di basket milanese Olimpia), i  Borletti seppero investire diversificando il proprio patrimonio imprenditoriale in più settori, passando  dall’editoria, grazie all’entrata in società con la Mondadori nel ‘21, al settore del tessile, assumendo il controllo della  SNIA Viscosa all’inizio degli anni Venti.

Fondatori, tra gli altri, di Standa e Upim, i Borletti fondarono nel 1917 quello che diverrà un altro marchio storico del settore dei grandi magazzini, anche grazie all’intervento del poeta Gabriele D’Annuzio che ne ideò il nome: nasce così la “Rinascente”.

A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta però, il gruppo con il suo prestigioso marchio Veglia Borlettientra in una fase di declino che segnerà gradualmente la dismissione dei vari settori di produzione della fabbrica, fino alla definitiva chiusura delle attività.

In disuso dal 1985, anno in cui l’azienda fu ceduta a FIAT, che la inglobò in Magneti Marelli, l’ex area industriale fu in parte riqualificata negli anni Novanta con la realizzazione di edifici residenziali, una grande struttura ricettiva (l’hotel Marriott) e l’odierna Esselunga.

Rimaneva come baluardo del grande passato industriale di quest’area solo questo imponente edificio tra via Costanza e via Cecchi, con affaccio e ingresso su piazza Irnerio.

Dal vago stile Liberty o neorinascimentale, il manufatto era opera degli ingegneri Brini e Roveda, caratterizzato dalla compresenza di diversi stili architettonici, risultato delle stratificazioni degli  interventi di ampliamento effettuati nel corso degli anni. Classica ed elegante la struttura in muratura delle parti laterali, contraddistinta da decorazioni di pregio in stile Liberty; telaio in calcestruzzo armato e grandi superfici vetrate per la parte centrale dove erano collocati i laboratori.

Seguono decenni di abbandono e di timori per i residenti del quartiere dato il continuo intrufolarsi di persone in quello che fino all’altro ieri era un rifugio di disperati, tra finestre rotte, lucchetti forzati e catene. Si susseguono poi, nei decenni, anche le decine di progetti di recupero mai realizzati, fino alla rinascita di oggi, sotto l’americaneggiante nome (privo di richiami alla Borletti) di Washington Building. “Chiamato a progettare il nuovo building e a battagliare «come un leone» per difenderne i tratti distintivi, l’architetto Daniele Fiori, in un incrocio di destini che l’ha riportato qui, laddove il suo maestro, il progettista Marco Zanuso, si era occupato dell’antica ristrutturazione” (estratto dall’articolo: “Milano: dal fantasma dell’ex Borletti spunta un mega loft verticale” inmilano.corriere.it del 04/10/2918).

L’obiettivo della proprietà e dell’architetto chiamato realizzare il progetto è di non far perdere charme all’immobile, nonostante l’intervento pesante e l’assenza, purtroppo, di un vincolo monumentale. “Con le sue finestre e le sue altezze, questo palazzo è l’unico loft milanese, in verticale. Da anni era nei radar di tutti gli immobiliaristi. Non recuperarlo sarebbe stato un delitto”spiega l’architetto Fiori.

Il nuovo progetto terrà conto, per quanto possibile, delle caratteristiche architettoniche della struttura originale e la consegna dei primi dei 96 appartamenti che saranno realizzati è fissata per il 2022.

Washington Building è tra i progetti analizzati nella terza edizione di Identità Milano

Matteo Pacini – Umbro di origine, a Milano da quasi un decennio, si divide tra la curatela di mostre d’arte contemporanea e lo studio del territorio. Specializzato in fotografia e Archeologia Industriale, si occupa di catalogazione di siti in via di riqualificazione, con lo scopo di salvaguardare la memoria delle loro forme e funzioni originali. Vive e lavora fra Foligno e Milano




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


2 thoughts on “Milano | La Maddalena – Ex Borletti: tra bonifica e demolizioni ha inizio il recupero della storica fabbrica di meccanismi di precisione

  1. Davide

    Recupero? Così è facile parlare di recupero. L’edificio è stato demolito al 95%. Punto. Uno scempio, un disastro irreparabile. Un edificio industriale del genere nel centro di una città era un episodio raro e da preservare. La capacità progettuale dell’architetto, qui evidentemente carente, doveva difendere quel l’edificio dall’avidità speculativa. Tutto in macerie, che si vadano a nascondere dalla vergogna i responsabili!!! Per primo l’architetto, perché doveva avere gli strumenti culturali per capire.

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