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Milano | Duomo – Rigenerazione per Via Mazzini 9-11

Finalmente si muove qualcosa anche in via Mazzini, a due passi da piazza del Duomo. Infatti è notizia recente dell’imminente riqualificazione del palazzo anni Trenta della Banca Agricola Milanese.

Il concorso indetto da Hines e Savills per la riqualificazione dello stabile in questione è stato vinto dallo Studio Scandurra. Il progetto prevede la ristrutturazione dell’edificio storico risalente alla metà degli anni Trenta del ‘900 della Banca Agricola Milanese in Via Mazzini 9-11, consiste in un intervento di risanamento che conserva con attenzione l’architettura storica dei fronti su strada.

Il progetto si concentra sugli interni e sull’impianto distributivo, ed è volto a ottimizzare gli spazi commerciali e per uffici, grazie alla creazione di uno spazio centrale verde, un giardino e una corte interna, che trasformano profondamente l’aspetto attuale.

SSA ha progettato la corte verde, su cui affacciano gli uffici a tutti i piani, con un sistema di piante ricadenti lungo le facciate, che mitigano il microclima interno: questa trasformazione verde costituisce l’ossatura architettonica alla base della riconoscibilità generale del nuovo edificio e della qualità del rapporto tra individuo e luogo di lavoro.

L’edificio viene rigenerato dall’interno cambiandone la relazione con lo spazio urbano, che da via Mazzini penetra più chiaramente all’interno e ai piani.

Che sia la definitiva svolta di via Mazzini con una rigenerazione urbana che recuperi i palazzi, oggi per metà vuoti o in stato di degrado abbastanza evidente, come abbiamo più volte fatto notare in precedenti articoli. Qui e qui. Dovrebbero venire recuperati anche gli spazi tra i palazzi, specie di corsaletti aperti su via Mazzini da sempre utilizzati solo come parcheggio e in forte degrado.

In questi giorni è stata montata la gru, quindi ufficialmente il cantiere è avviato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Duomo – Rigenerazione per Via Mazzini 9-11

  1. Anonimo

    Quando ho aperto l’articolo pensavo avrebbero tolto il tram, o livellato marciapiedi e carreggiata, o messo alberi, o riservato il transito ai soli mezzi pubblici.

    Invece ristrutturano un palazzo ad uffici. Beh, meglio che niente…

    1. Anonimo

      Scrivi come se togliere un tram (ovvero deviarne totalmente il percorso) si una scelta semplice e di facile implementazione…

  2. Wf

    Invece è una notiziona!

    Finalmente si muove anche quel buco nero di degrado decennale che é via mazzini!

    Sarà la punta dell iceberg che da il via alla corsa alla riqualificazione di tutta la strada fino a missori?

    É una notizia enorme se qualcuno ha finalmente deciso che via mazzina è tornata interessante come riqualificazione…

    Di solito altri seguono..

  3. _

    Comunque, come cambia il mondo:

    Progettato per essere la sede di una Banca di Milano, è adesso di proprietà di un fondo pensioni olandese, è gestita da un gruppo texano che si occupa di proprietà immobiliari e dopo la ristrutturazione verrà affittata a un gruppo statunitense che gestisce spazi di coworking.

    Speriamo che alla fine della catena chi userà gli spazi di coworking “produca” qualcosa…. 🙂 🙂

    1. Wf

      Se fsnno un coworking è una notizia ancora piu positiva.

      Perché avranno bisogno di un sacco di cibo da asporto…

      E avrà bisogno di un sacco di posti dove fare le “merende” di lavoro..

      Tutti locali che potrebbero riaprire in via mazzini, tuttaltro che luoghi morti o esclusivamente solo per turisti..

      Sono molto ottimista.

      1. Anonimo

        Ci devi spiegare perchè chi lavora in un coworking deve avere una propensione al consumo di cibo da asporto maggiore rispetto ad un impiegato “normale” … 🙂

        1. Wf

          Interessante osservazione e curiosa correlazione da verificare.

          In realtà mi riferivo al fstto che essendoci nuovi spazi di lavoro ci saranno piu persone che avranno bisogno di mangiare.

          E se sono piu precari magari prima di sviluppare un abitudine ad andare al solito bar si porteranno qualcosa da fuori per ottimizzare i tempi dell affitto delle sale e delle postazioni.

          Il freelance mi sembra piu portato al cibo mkrdi e fuggi dellmpiegato bradipo stanziale…

          Cmq piu uffici e piu cibo serve da offrire.
          Spesso poi per le riunioni serve qualcuno che porti cibo per tutti.
          E il cowo sleso è usato per le riunioni
          Sono supposizioni.

  4. Renato S.

    Una buona notizia, ma resta irrisolto il disastro urbano di via Mazzini. È un corridoio di tram intoccabile – eliminarli mettere in crisi l’intero network milanese, quale portato di sciagurate scelte urbanistiche dei decenni scorsi – ma oggi una catastrofe pedonale e, di conseguenza, commerciale.

    Forse sarebbe il caso che il Comune destinasse qualche soldino degli oneri di urbanizzazione a un progetto di riqualificazione funzionale di un tassello chiave del centro. Anche perché innumerevoli esempi esteri documentano

    1. Anonimo

      Finalmente qualcuno che riconosce che non finire la racchetta è stata una “sciagurata scelta urbanistica dei decenni scorsi”.

      I tram da Missori dovevano proseguire a sx, tagliare via Torino e riallacciarsi verso Cadorna. La fiumana sferragliante, ingombrante, rumorosa e mezza vuota di lunghi mezzi da 40 metri a passo d’uomo per via Mazzini, via Orefici e piazza Cordusio è assolutamente ridicola ed anacronistica.

      1. Renato S.

        Preciso. La “sciagurata scelta” cui pensavo NON è la racchetta. Piuttosto l’avere portato avanti la pedonalizzazione del centro “a membro di segugio” cancellando qua e là le linee dei tram che “davano fastidio”.
        Il risultato: corridoi tramviari degradati quali Mazzini, Meravigli e Broletto.

        Aggiungo: un primo passo per Mazzini potrebbe essere “totalizzare” il transito ai soli tram, escludendo taxi, auto vip, uber, furgoni, scooter, polizie, lettighe e troppo altro.

        Al contrario non ritengo anacronistico il transito dei tram, che peraltro sono tutt’altro che vuoti.

        1. _

          Su limitare via Mazzini ai soli mezzi pubblici (magari facendo pure marciapiedi a raso con la carreggiata) siam tutti d’accordo e credo che prima o poi verrà fatto.

          Non capisco invece il commento sui tram: le linee “cancellate” sono quelle che si sovrapponevano alla metro. Ad esempio in via Mazzini passava il 13 che portava al Corvetto. Nessuno sano di mente lo userebbe al posto della M3 oggi.

          Ciò non toglie che avere 6 linee che si imbottigliano tra via Mazzini e via Orefici per tagliare il centro sia assurdo (e rumoroso e fastidioso). E che la frequenza in quel punto sia talmente elevata che viaggian praticamente vuoti. I tram si riempiono (fin troppo) appena vai più verso il semicentro e la periferia – che è dove i tram servono veramente.

  5. Renato S.

    Una buona notizia, ma resta irrisolto il disastro urbano di via Mazzini. È un corridoio di tram intoccabile – eliminarli mettere in crisi l’intero network milanese, quale portato di sciagurate scelte urbanistiche dei decenni scorsi – ma oggi una catastrofe pedonale e, di conseguenza, commerciale.

    Forse sarebbe il caso che il Comune destinasse qualche soldino degli oneri di urbanizzazione a un progetto di riqualificazione funzionale di un tassello chiave del centro. Anche perché innumerevoli esempi esteri documentano che si possono gestire ottimamente i tram anche in spazi ristretti. Basta volerlo.

  6. Alberto Tadini

    Qualunque cosa facciano in Via Mazzini è più che benvenuta. Ora la via assomiglia solo a un canyon. In più è decisamente brutta, scura, sporca. In più il fatto che sia molto stretta non aiuta assolutamente.
    E poiu non ci sono praticamente vetrine che possano illuminare la strada; e questo la fa “decadere” ancora di più, secondo me.
    Peccato ci sia il tram: altrimenti la drastica pedonalizzazione avrebbe potuto, forse, dare una mano.

  7. Wf

    Se finalmente diventiamo un paese europeo togliamo le auto da piazza duomo e possiamo fare passare il tram in piazza in modo diretto tagliando un sacco di giri e rallentamenti che devono fsre alcuni tram che arrivano in cordusio.

    E progettare una rete veloce piu razionale di tram.
    Cosa che tutte tutte le capitali europee hanno nel loro piwnissimo centro storico.

    Sono gli spazi dati alle auto e tolti ai mezzi pubblici il problema vero…

  8. Anonimo

    Milano ha 17 linee di tram: magari se non si accanissero a farne passare la bellezza di 8 su quei due binari tra via orefici e via mazzini, staremmo tutti meglio.
    Poi togliamo anche le auto, che non credo si blocchi Milano se si chiudon quelle due vie.

    1. Renato S.

      Appunto. Il problema è che a furia di togliere binari dal centro, via Mazzini si è trasformata nell’unico corridoio tramviario possibile. Per una rete che nel suo impianto resta ferma al dopoguerra e non è mai stata ripensata sul serio, nonostante l’apertura di 4 linee metropolitane.

        1. Anonimo

          Dismessi i binari che si sovrapponevano alla metro senza rivedere i percorsi e senza pensare che in quel modo avrebbero sovraccaricato i binari rimanenti (specie con l’arrivo dei bestioni lunghissimi che ci sono adesso e che negli anni 60 non c’erano)

  9. Wf

    Non ho mai trovato una bella città nel mondo le cui aree pedonali o centri storici siano incompatibili con i tram.

    Anzi le migliorano la bellezza.

    Addirittura istambul il tram passa in mezzo alla strada pedonale.
    Dovresti rivedere i tuoi fondamenti di base di urbanistica, ma proprio i fondamentali…

  10. Anonimo

    8 linee di tram, frequenza di 6 minuti, fanno 10 tram per linea, per direzione, per 8 linee:
    10x2x8=160 tram l’ora

    Trovamela tu una città al mondo dove in tre vie strette fra i palazzi del centro passano CENTOSESSANTA tram l’ora in mezzo a pedoni, auto, taxi, moto, motorini, ciclisti e furgoni per le consegne.

    Il problema non è il tram in se che è bello e gli vogliamo bene, ma lasciare le cose così è da matti.
    Fosse anche una zona del tutto pedonale sarebbe come passeggiare tra i binari della Stazione Centrale!

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