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Milano | Gallaratese – La street art colora via Gallarate

Arte, rivitalizzazione, coinvolgimento sono gli obiettivi di SMART Street Colors, l’iniziativa promossa dall’associazione culturale El Redefoss che dall’ 8 al 15 dicembre 2018 ha visto all’opera gli artisti internazionalmente riconosciuti OZMO, ZED1 e RANCY. 

Fedeli alla propria poetica e cifra stilistica, i tre artisti hanno lavorato sulla grigia e imponente murata che costeggia via Gallarate, l’arteria che assorbe il 40 per cento del traffico urbano di passaggio dalla direttrice nord-ovest. Tra le cromie del blu degli sfondi, ispirandosi e dialogando con il contesto , le tre opere donate alla città, ci raccontano della strada e del movimento nelle loro declinazioni di percorso, esplorazione, progresso, connessione, dinamicità e scelta, si offrono come esperienza visiva ed estetica che apre all’immaginazione e alla riflessione. 

Noto in tutto il mondo per i suoi lavori che trattano tematiche attuali e profonde calate in atmosfera surreale e onirica, in un mondo fiabesco animato da burattini e creature fantastiche, ZED1 ha realizzato il murale ‘Il Bivio’. 

Nella parte sinistra della composizione, un personaggio ha tra le mani il joypad della playstation, ai suoi piedi un pallone e accanto al volto abitudini e vizi nella sembianze di un fungo velenoso. E’ avvolto tra le strade che conducono alla sua amata, a lei che, al dì la dei coccodrilli, appare ai suoi occhi come una Musa, posata su un albero, senza cose e orpelli, nell’incontaminatezza e nella purezza dell’ ideale. Con lei o senza di lei ? Da solo o in coppia? Questo è il suo dilemma che lo tiene in sospeso, il bivio che l’artista evoca. 

Le frecce segnaletiche dipinte al centro dello spazio pittorico indicano le due possibilità come direzioni opposte. La pensilina del 35 e del 528 e le persone che partono, arrivano e attendono, tanto integrate a livello concettuale e formale nell’opera da diventarne parte essenziale, ci suggeriscono che questo è un bivio che chiunque può incontrare sulla strada che conduce dall’io all’altro. 

OZMO ricontestualizza una riproduzione della Venere de’ Medici e di Hermes con Dioniso fanciullo di Prassitele. Le due sculture sono raffigurate distese, come fluttuanti nella dimensione del blu, contrapposte e polarizzate come principio femminile e maschile. Da un lato la dea della bellezza, nella sua versione pudica, appare splendente e serena in 

gioco di luce e ombre, dall’altro il dio del superamento dei confini e dei viaggiatori è colto in movimento, in un atteggiamento affettuoso e quotidiana. 

‘Venere, Hermes e Dioniso bambino’, ispirata dal contesto e installata accanto a via Gallarate, esprime l’augurio che OZMO rivolge ai tanti pendolari che ogni giorno percorrono la grande arteria di poter viaggiare sempre sotto gli auspici e la protezione delle due divinità. Realizzata dall’artista ricorrendo a una vera e propria ars combinatoria e giocando sull’ ambivalenza insita nella scelta compositiva e in ciascuno soggetti figurativi dipinti, non solo incanta lo sguardo, ma si offre a diversi livelli di lettura e interpretazione. 

RANCY, che dell’iniziativa è anche il curatore, ha creato il murale ‘Volere è Potere’

Raffigura elementi figurativi che rimandano a un centro urbano e stratificazioni di strumenti e invenzioni dell’uomo, un astronauta, dipinto in chiave pop e un po’ vintage, domina la composizione. Dalla sua mente fuoriesce, espandendosi lungo il braccio e giungendo fino alla mano, la volontà vibrazionale naturale che l’artista raffigura come una sorta di scarica elettrica luminescente. 

Se la centralità assegnata alla figura dell’astronauta e alla sua energia fa dell’opera un invito all’esplorazione e alla determinazione nel raggiungere sempre nuovi orizzonti, il risalto dato all’interazione fra mente e mani, ricordandoci che è proprio questo dialogo che ci ha portato dalle caverne alle sonde spaziali, la rende un inno al progresso nel nome della ricerca, della sperimentazione e della tecnologia. 

Il tutto con un occhio di riguardo alla maestosità e alla sacralità della natura, riaffermate dai due alberi giganti raffigurati nella parte sinistra del murale. 

Durante i giorni di cantiere, chi ha attraversato e sostato nell’area, trasformata in un vero e proprio laboratorio d’arte alla portata dello sguardo e della curiosità di tutti, ha avuto la possibilità di rapportandosi da vicino con gli artisti e con le loro pratiche creative. La Mostra Collettiva allestita presso gli spazi di SMART EQ (Via Daimler, 1), in occasione dell’inaugurazione delle tre opere murali, ha inoltre consentito ai visitatori di conoscere e ammirare anche la produzione indoor di OZMO ZED1 e RANCY. 

La condivisione del processo creativo con residenti e appassionati, passanti e automobilisti, l’installazione di tre nuove opere di arte urbana, questo quanto l’iniziativa SMART Street Colors lascia alla città. 

Patrocinata da Municipio di Milano e Municipio 8 Milano, è stata realizzata con il contributo tecnico di Colorificio L’Artiglio e con il sostegno di SMART EQ che ne ha condiviso intenti e finalità come testimoniano le parole degli organizzatori di Smart Center Milano: L’arte rappresenta libertà di espressione e gioia di vivere, valori che fin dal primo giorno sono scritti nel DNA di smart, che da anni colora la città di Milano. Per questo siamo molto orgogliosi di aver dato il nostro contributo in qualità di partner a questa iniziativa che ha arricchito la zona 8, rivestendola di vita e colore




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Gallaratese – La street art colora via Gallarate

  1. Massimo

    C’era bisogno di colore! Non vedo l’ora di vederli. Quei sono indecenti per forma e colore secondo me, un’istigazione al suicidio. Le case popolari ristrutturate qualche anno fa li dietro avranno anche una linea più banale ma sicuramente meno tremenda.

  2. Massimo

    C’era bisogno di colore! Non vedo l’ora di vederli. Quei palazzi sono indecenti per forma e colore secondo me, un’istigazione al suicidio. Le case popolari ristrutturate qualche anno fa li dietro avranno anche una linea più banale ma sicuramente meno tremenda.

  3. giò i man dal nichel

    Bellissimi.. tutti i muri ciechi di Milano dovrebbero essere dipinti da questi artisti. Una volta si chiamavano murales prima della calata dei barbari delle TAGS

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