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Milano | Trasporti: M4, così come progettati gli interscambi NON vanno bene

Avevamo visto la difficoltà per mettere in connessione la nuova linea blu, la M4, con la gialla, la M3, dove le opzioni erano due: M4 Sforza-Policlinico con M3 Missori o Crocetta, oppure M4 Santa Sofia con M3 Missori, dove alcune associazioni di utenti e cittadini, hanno organizzato una raccolta firme per obbligare ATM a costruire la connessione tra le due linee.

Peccato che non tutti sanno che le connessioni con le altre due linee, M1 e M2 nei loro rispettivi incroci, non saranno facili come succede ad esempio a Duomo, Cadorna e Loreto tra le diverse linee.

Infatti gli utenti si troveranno obbligati a uscire dai tornelli e percorrere i corridoi del mezzanino, per cambiare linea, e poi rientrare nei tornelli della linea in corrispondenza.

Addirittura nella stazione di Sant’Ambrogio, che abbiamo visto solo pochi giorni fa col nuovo progetto, lo scambio tra le due linee obbliga i passeggeri ad uscire e rientrare, non solo dall’area paganti, ma anche dagli ambienti chiusi (si vede bene anche dalla planimetria e dalle immagini del progetto).
La scelta è ufficialmente dovuta a contabilizzare esattamente gli utenti della nuova linea metropolitana; ma è una scelta alquanto curiosa, poiché ci sono altri sistemi per poterlo fare senza obbligare gli utenti a questi giri, il più semplice dei quali è mettere eventualmente un tornello solo nei corridoi di connessione diretta. Inoltre, se l’esigenza fosse davvero questa, potrebbero comunque costruire le connessioni da utilizzare un domani, quando il consorzio che gestirà M4 cederà la gestione in toto ad ATM.

Già, perché, come la M5, la M4 è costruita in project financing e il privato che ha finanziato (in parte) l’opera la gestirà per 30 anni; esattamente come sta avvenendo con M5 (dove però le connessioni tra linee metro diverse, seppur non ottimali, sono per lo meno in continuità, senza strampalate uscite dalla stazione o passaggi di tornelli).

Sinceramente ci pare che l’unico motivo di questa scelta sia quello economico, dato il risparmio che si ha a non fare connessioni dirette tra i piani binari delle diverse linee. La presentazione ufficiale della stazione M4 di Sant’Ambrogio purtroppo ci dà conferma di questo proposito (di cui eravamo già informati, ma che pensavamo che, dopo le obiezioni e le osservazioni fatte negli anni scorsi, fosse stato superato); anzi, avendo cancellato addirittura l’uscita prevista su via S.Vittore, ci ha dato ancora di più la conferma che tutto ciò è fatto per non fare spendere soldi.

Senza parlare della connessione con la stazione della M3, dove si parla di un lungo tunnel per unire due stazioni distanti circa 500/200 metri, come avevamo detto nel luglio 2017. Poichè il general contractor si è semplicemente ‘dimenticato’ di progettare una qualsiasi connessione con M3. Connessione che poi, faticosamente e dopo anni di pressioni da più parti, il Comune ha deciso di fare; ma a spese della collettività e non del contractor. Da indiscrezioni, però, pare che il progetto del tunnel pedonale si sia arenato, perché dalle simulazioni risulta che ci si impieghi troppo a percorrerlo. E forse, per ora, è una fortuna: perché ormai la paura è che si progetti e si costruisca un tunnel che colleghi i due mezzanini al di fuori dei tornelli.

Lo diciamo fuori dai denti: se il progetto M4 sarà realizzato con queste connessioni, sarà una barzelletta. Forse addirittura potrà scoraggiare l’utenza ad utilizzare la nuova linea. Possiamo capire le esigenze del contractor, ma è comunque il Comune di Milano che deve dettare la linea e imporre delle condizioni che sono state lo standard dagli anni ’50, quando si sono iniziate a progettare le prime due linee di metropolitana. Peraltro si rischia un domani di dover rimettere mano e fare quelle connessioni che oggi non sono previste; ovviamente pagandole il triplo di quanto costerebbe farle ora.

La M4 ha dei difetti (non vogliamo farne adesso un elenco), ma anche dei pregi, trai quali quello di dare l’opportunità al trasporto pubblico milanese di fare un salto di qualità ulteriore verso le migliori reti di trasporto pubblico d’Europa. Non sprechiamo quest’opportunità con scelte miopi che non hanno nessuna logica nella gestione di una moderna rete metropolitana.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


27 thoughts on “Milano | Trasporti: M4, così come progettati gli interscambi NON vanno bene

  1. Anonimo

    Finalmente un articolo che dice esattamente come stanno le cose.

    Non è tanto il problema del doppio tornello, quando l’uscire ed entrare con percorsi non brevi ma soprattutto una quantità di scale notevole.

    Tra l’altro temo che lo stesso discorso varrà per le interconnessioni col passante a San Cristoforo, Forlanini e Dateo (di nuovo, il problema non sono i tornelli, che col passante ci son comunque, ma il salire e il riscendere)

  2. Adriano

    Purtroppo con questi due ultimi sindaci il potere è stato dato definitivamente ai privati, almeno con la Moratti le regole le dettava il comune cioè deve venire bene e bisogna spendere bene i soldi come è stato fatto nei due nuovi quartieri progettati e decisi da Albertini e Moratti! Con Pisapippa e Salah purtroppo non sono in grado di fare la voce grossa perche mettono gente come Maran che non sarebbe in grado con convincere un bambino a prendere una caramella figurarsi a decidere per il futuro a 30 anni della nostra città! Questo succede quando si fanno scelte miopi da paesino di provincia!tipo le piste ciclabili fatte con materiali obsoleti ma perché non usare qualcosa di innovativo?!a forse per risparmiare( come nei paesini di provincia)
    Se io fossi il sindaco di milano sarei qui a muovere mari e monti per fare la M6 (probabilmente dimenticata da tutti) e per finalizzate subito almeno uno degli scali invece lui a cosa pensa?!
    Occasione sprecata
    Via subito questa giunta, l’unico merito è per la cultura e gli eventi, per questo bisogna dare cambio a questa giunta visioni differenti del mondo. Alternanza quindi mi raccomando mai più PD per la prossima legislatura poi se volete rivoltarlo dopo va bene ma almeno cerchiamo di sistemare i migliaia di danni che stanno facendo con piste ciclabili progettate ed eseguite male.
    Dovevano fare i raggi verdi presentati per Expo e ma costa troppo quindi niente, dovevano riempire la città di alberi ma facciamo prima a metterli nel parco sud..ecc ecc

    1. enrico

      Albertini aveva fatto persino peggio. Il progetto origninario della M5, partendo da Bignami, avrebbe avuto capolinea a Garibaldi, alla stessa quota della M2. Oltre il manufatto della M2, sarebbe iniziata la M6 verso San Siro. In pratica per andare – poniamo – da Istria a Tre Torri, uno avrebbe dovuto scendere a Garibaldi dalla M5, scavalcare la stazione della M2 e prendere la M6, una pirlata senza senso. Con la giunta Moratti, per fortuna, questa stupidaggine ès tata corretta e si va da Bignami a San Siro senza soluzione di continuità.

      Detto questo, il progetto della M4 – che ha già ereditato molte assurdità proprio dalle giunte Albertini e Moratti, a partire dal tracciato – con queste soluzioni di interscambio è davvero delirante.

      L’atra cosa curiosa è che, paradossalmente, proprio oggi che con internet ci sarebbero tutti i mezzi per garantire la massima conoscenza e la massima trasparenza, è molto più difficile ottenere informazioni sul progetto dei privati di quanto non fosse con soli mezzi cartacei e realizzazione completamente a carico del pubblico.

      1. Andy

        Concordo pienamente, a parziale discolpa dell’attuale giunta le condizioni contrattuali sono state ereditate dalla giunta Moratti, Ada De Cesaris si dimise anche per questo motivo dato che gli onori erano stati dati ai privati e tutti gli oneri al comune ma ormai era tropo tardi per cambiare gli accordi. Comunque spero si sia in tempo per cambiare questa progettazione degli interscambi.
        Una metro del genere sarebbe inutile dato che il valore aggiunto è la rete non la linea in se.

    2. Wf

      http://www.affaritaliani.it/milano/tariffa-integrata-granelli-atm-non-sara-la-nuova-trenord-582919.html

      Tariffa integrata, Granelli: “Atm non sarà la nuova Trenord”Tariffa integrata, l’assessore di Palazzo Marino Marco Granelli: “Settimana decisiva, Regione non faccia arrivare Atm al livello di crisi di Trenord

      Tariffa integrata, Granelli: “Atm non sarà la nuova Trenord”

      Atm, ultimatum del Comune di Milano a Regione Lombardia. L’assessore ai Trasporti di Palazzo Marino Marco Granelli ritiene che questa sarà la settimana decisiva per il nuovo meccanismo di tariffe integrate

    3. Claudio

      “Se io fossi il sindaco di milano sarei qui a muovere mari e monti per fare la M6 (probabilmente dimenticata da tutti) e per finalizzate subito almeno uno degli scali invece lui a cosa pensa?!”
      Ecco per quanto la connessione M4 M2 sia pietosa, bisogna anche ricordare che a dire “se fossi io il sindaco” sono bravi tutti ma poi alla fin della fiera la soluzione di andare dai privati per costruire le linee della metropolitana è una scelta un po’ obbligata al giorno d’oggi. L’alternativa è continuare a girare in auto, sgommando davanti al Castello. Visto che di fondi pubblici ce ne sono sempre meno

      1. Anonimo

        Qui non si discute di “privato vs pubblico” (anche perchè la M4 è per oltre metà pagata dallo Stato), ma della capacità di indicare nei criteri di progettazione le necessità di interscambio.

        E la capacità nel caso siano stati fatti errori, di metterli a posto.

        La M4 è stata ferma per anni e anni tra mancanza di soldi e ricorsi vari. C’era tutto il tempo per mettere a posto punti critici sottovalutati al tempo del primo progetto che risale ormai a vent’anni fa.
        Anche perchè di cambiamenti al progetto originario ne son stati fatti tanti, visto che son stati stanziati pochi mesi fa 300 milioni per “extra costi”…. 😉

  3. Bart

    Stavo pensando, visto che comunque le cartine allegate nell’articolo della stazione di Sant’Ambrogio sono sul piano uscita e quindi dove si troverebbero i tornelli. Non è che ci possa essere un percorso all’interno della stazione a livello rotaie o poco prima dei tornelli dove i passeggeri non devono uscire dalla stazione stessa, di cui non abbiamo progetti/cartine per confermare il difetto da voi trovato ?! Anche perché so che se uno esce da i tornelli con un biglietto cartaceo e quindi non un abbonamento è costretto a pagare un’altro biglietto….

  4. Anonimo

    Tutti ingegneri dei trasporti che commentano, sicuri della loro superiorità e della loro ragione, tronfi del loro sapere tutto, senza sapere nulla, pensano che tutto sia un complotto, che i medici godano nel far morire la gente, che gli insegnanti siano ignoranti (e i propri figli dei geni), che i politici rubino tutti e siamo incapaci, che gli ingegneri facciano deliberatamente dei progetti scadenti perché incompetenti.
    La storia degli interscambi della M4 con le altre linee è ben più complessa, ci sono ragioni tecniche precise che hanno portato a queste scelte e se è stato scelto di procedere così è perché sono state valutate tutte le alternative, i costi e le possibilità. In una città storica come la nostra, con vie strette e palazzi antichi non è scontato poter scavare sempre ovunque. Far interscambiare la M4 è la M3 è davvero complesso, non basterebbe un articolo intero per spiegare tutti i problemi di quel tracciato, così come per la M2.
    Nel frattempo è pieno il mondo di situazioni simili, lunghissimi interscambi e percorsi tortuosi o non definiti. Più la rete è complessa e più succede. Anche a Milano, banalmente, le stazioni del passante presentano lo stesso problema, si deve passare i fornelli più volte, e quindi? Tutti incompetenti e corrotti anche in quel caso?
    Una società che non riconosce più il valore della conoscenza degli esperti e da voce agli ignoranti è destinata a finire proprio male.

    1. _

      “Una società che non riconosce più il valore della conoscenza degli esperti e da voce agli ignoranti è destinata a finire proprio male.”

      Come mai non è stata fatta una fermata a Largo Augusto per scambiare con le linee tramviarie e il Palazzo di Giustizia?

      Io agli “esperti” voglio tanto bene, ma la M4 ha una concentrazione di stranezze che è rara a trovarsi nelle 4 linee precedenti della metro….

    2. Wf

      Non si mette in discussione il valore tecnico degli esperti.

      Si dice chiaramente che forse la causa è il minor costo per l’impresa che vuole fare maggior profitto…

    3. enrico

      Il modo migliore di dare valore alla saggezza degli esperi è, molto semplicemente, spiegare i motivi di dicesioni che – ammetterai – risultano piuttosto anomali rispetto al resto della rete.

      Fin dai tempi della costruzione della Linea 1, MM Spa dava alle stampe una pubblicazione che si chiamava “Stiuazione lavori” aggiornata ogni 6 mesi, disponibile per chiunque presso i suoi uffici o nelle occasioni pubbliche in cui si paralva di trasporti. Quella buona abitudine è andata avanti finoa tutti gli anni Novanta. Vi si trovavano testi, grafici con l’avanzamento dei lavori per ogni lotto, planimetrie, piante e sezioni di tunnel e stazioni. In occasioni speciali venivano anche pubblicati altri amteriali, più strutturati: dalla storia della rete metropolitana di Milano al volume sui progetti di risistemazione delle aree di cantiere affidate a importanti architetti, ecc.

      Possibile che oggi, quanto tutti i materiali sono digitali e dipsoniamo di internet, l’informazione sia così scarsa? Perché non mettere piante e sezioni delle stazioni con ubicazione delle uscite, corridoi di collegamneto, ecc. sul sito M4?

      Perché, nel caso, non spiegare in modo divulgativo a noi ignoranti, plebei e pezzenti le ragioni di scelte progettuali che rendono senz’altro meno agevole l’utilizzo del servizio da parte di chi, in definitiva, ne paga i costi, ivi inclusi quelli degli stipendi degli intoccabili e insindacabili ingegneri e sapientoni?

    4. Paolo .

      credo che agli ingegneri per caso si possa opporre la trasparenza dei documenti e dei processi decisionali dei tecnici accreditati, ma forse questi hanno la coda di paglia ?

  5. Anonimo

    La questine base è: quando esco da M4 per prendere un’altra linea (o viceversa), il biglietto resta valido? Se paradassolmente il biglietto perde validità, allora è follia pura.
    Se invece il biglietto resta valido, allora non vedo enormi problemi, dentro o fuori i tornelli comunque devi camminare. A Lotto, per passare da M1 a M5 è un gincana.

    Poi si può discutere su costi, percosì, tempi per giorni… ciascuno ha la sua opinione.

    1. Anonimo

      Chiaramente il biglietto resta valido. Esattamente come ora quando timbri di nuovo per passare nel passante.

      Il problema non è tanto il camminare, quanto che devi uscire da una linea, andare al mezzanino ed entrare nell’altra. E vista la profondità a cui passa la MM4, questo implica una sacco di scale mobili. Sarebbe stato meglio camminare ma rimanendo più o meno a livello banchine (senza salire troppo) e comunque in un flusso (quello di chi interscambia) separato da chi esce o entra direttamente a quella fermata.

  6. Giovanni

    Concordo con il tema della validitá del biglietto. Se cambiare linea significa pagare un biglietto aggiuntivo allora il progetto e le intenzioni del Comune dovrebbero essere spiegate molto bene ai cittadini, che ovviamente non gradiranno.
    Se il tema é la fattibilitá tecnica di collegare le linee allora il rischio é di ridurre il successo della nuova linea, e di conseguenza il rientro economico dell’investimento.

    saluti

  7. Anonimo

    Esatto ma quindi uscendo dal tornello della m4 per andare alla m2 (o viceversa) il biglietto resta valido vero? Non ne devo fare un altro? Date conferma per piacere di questo fatto, è troppo importante!!

    1. Anonimo

      Esattamente, dettaglio fondamentale che fará la differenza tra il successo e l’insuccesso della metro (con annessa incazzatura dei cittadini e dei turisti)

      saluti

  8. vaca de legn

    ma certo che il biglietto è unico. Poi dalla foto arredata all’articolo la situazione non è così drammatica. Si esce protetti da una vetrata e si rientra subito dopo.Articolo allarmista.
    Poi Pisapia e Sala in otto anni hanno fatto due linee metrò la cinque e la quattro. Vi sembra poco?
    Ciapa chi e porta a ca.

  9. Renato Scialpi

    Aggiungo, sebbene ci sia chi si nasconde dietro “problemi tecnici”. Se esperto sei davvero, le soluzioni le trovi, eccome!

    Il problema vero, purtroppo, è che il progetto appare come sviluppato da tecnici incapaci di trovare soluzioni che non vadano a scapito della funzionalità della infrastruttura. Qui non è questione di “avere la vita comoda” ma di far girare bene il flusso di passeggeri: il labirinto di scale del passaggio M4-M2 rallenterà i flussi passeggeri (importanti) in ora di punta, congestionando inutilmente le stazioni.
    Abbiamo l’esempio nella M2 Piola, che va in tilt nell’orario di ingresso della Università. Per non parlare di M3 Missori.

    Quindi, pf, evitateci – almeno in questa sede – la lezioncina “voi siete dei poveri analfabeti e non potete capire i problemi tecnici”. Anche perché tra chi legge, per vostra disgrazia, c’è forse pure chi ne capisce un po’ più di voi. E con competenza professionale.

  10. Paolo

    Non e’ stato registrato questo mio commento di ieri verso mezzanotte:
    —E’ una decisione incosciente. Abbiamo presente la folla di passeggeri che nelle ore di punta a Loreto o Cadorna passano da M1 a M2 o viceversa, oppure a Duomo M1-M3? Frequento raramente gli altri interscambi.
    Prevedo che in orario di punta nella eventualità non remota che a San Babila M1 arrivi un treno da entrambe le direzioni, ci potranno essere più di cento persone che contemporaneamente devono convalidare all’uscita e subito dopo al rientro sulla M4. Tutti in un’ondata, contemporaneamente e non ‘spalmati’ nei tempi del normale flusso di entrata in metro.
    Ai tornelli di San Babila già ora ci sono code per entrare e qualche volta anche in uscita, ma solo per chi ha proprio questa fermata come partenza o arrivo.
    Figuriamoci il collo di bottiglia che si formerà col transito obbligato anche di chi ha ogni altra possibile origine o destinazione.
    Magari l’interscambio sarà minore a Sant’Ambrogio, ma San Babila vedrà il caos.
    Mi domando se in altre reti metropolitane ci siano esempi analoghi di uscita, rientro e doppia vidimazione alle corrispondenze DELLA MEDESIMA FERMATA (N.B.!!), a meno che non si tratti di eventuali collegamenti sotterranei tra linee non adiacenti e con nomi di fermata diversi, o trasbordi ‘da’ o ‘verso’ ferrovie.

  11. Luca

    Una VERGOGNA!! Pensano solo ai soldi e non ai cittadini, ad un servizio utile e funzionale per gli spostamenti !! Ma vi pare che a Mikano con i tempi veloci per lavoro uno debba uscire e entrare dalla metro, o addirittura percorrere centinaia di metri ???? E’ una PAZZIA!!!!! Ma che cavolo pensano questi??? Ovviamente sindaco PD vicino agli interessi dei privati, coi soldi della collettività !! Vergogna!!!

  12. Anonimo

    Non me l ha chiesto nessuno, non so di chi sia esattamente la colpa , diro’ una cosa banalissima ma purtroppo so che in questo paese si fanno sempre le cose a meta’. E fa rabbia perchè Milano ha delle potenzialita’ enormi . Ogni volta c ‘è sempre qualcosa non fatto a regola d ‘ arte,non funzionale. Che poi sembra una boiata , ma non la è , perche il tempo che perdi potresti investirlo a lavorare e a produrre piu ricchezza, Ci vuole imun piano efficienza . In tutto. Per questo deve essere decongestionato il traffico auto , piu mezzi, sotto e sopra ( e piu aree verdi , ovvio) ecc ecc .

  13. Anonimo

    Ma le cose devono essere fatte bene, funzionali , porca miseria. Per essere meno stanchi , meno stressati da questa citta’ perche cosi come è concepita e realizzata è troppo stressante e poco produttiva . O meglio , è sicuramente produttiva ma con che sforzi? Si potrebbe fare molto di piu con meno energie sprecate per esempio da casa a lavoro . O per spostsrsi da un appuntamento ad un altro .. Mio umile pinto di vista

    1. Renato S.

      Le cose fatte bene, appunto. Perché l’iPhone ha sfondato? Prima di tutto perché è funzionale, poi il resto ce l’ha messo il marketing.

      Ma quando è comparso l’iPhone tutti gli altri device sono diventati vecchi e scomodi, complicati da usare.

      Lo stesso devono essere le nuove metro, come fu ai tempi la M1. Se deve essere utilizzata spontaneamente, perché è comoda e pratica, non può essere realizzata in modo cervellotico. Perché i passeggeri la usino “nonostante” la sua irrazionalità.

      Non si spendono miliardi per infrastrutture da usare “nonostante”. Ci vuole molto a capirlo? Nelle stanze dei bottoni pare di sì.

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