"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Trasporti: le stazioni della metropolitana riconoscibili dalla strada

Tempo fa ci era stato fatto notare come, ad esempio, se due amici si dovessero trovare ad una fermata della M1 di viale Monza, Gorla, uno che arriva in automobile e uno con la metropolitana, chi utilizza la metropolitana, senza alcun dubbio sa dove scendere, mentre chi percorre viale Monza, non conoscendo la città, vedrà diverse fermate lungo il percorso del lungo viale senza capire dove fermarsi. Stessa cosa anche per le fermate della linea 5 lungo viale Fulvio Testi, disseminato di fermate; oppure lungo Corso Lodi, altra lunga arteria dove le fermate sono 4.

Non sarebbe più semplice mettere un cartello, magari anche pubblicitario, che indichi anche il nome della stazione, come succede, per esempio, in molte stazioni della metro di Parigi, ma non solo? Oppure anche il nome scritto sotto la M. Insomma una soluzione che aiuterebbe di sicuro i cittadini.

Sarebbe poi il massimo se ci fosse, contestualmente, anche una mappa della città con lo schema dei trasporti pubblici, in modo che si si possa orientare prima di accedere alla metropolitana (come nell’esempio parigino).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Trasporti: le stazioni della metropolitana riconoscibili dalla strada

  1. Anonimo

    Un attimo, fatemi capire.

    Nel 21 secolo quando chiunque ha uno smartphone, nella città con più pali, cartelli, insegne, totem e indicatori del Mondo (e nella totale inettitudine a farne un minimo di manutenzione) voi proponete di aggiungere altri pali e cartelli per mettere la mappa della metro e il nome della fermata fuori da ciascuna uscita della metro??

    Personalmente non sono sicurissimo che sia una idea geniale….

  2. Anonimo

    La principale utilità sarebbe avere qualche palo in più per legarci la bici:-)

    Scherzi a parte, con tutte le cose che servono a Milano e non ci sono mai i soldi, questa mi sembra la priorità ultima della lista. Cioè, se fosse il 1 Aprile penserei che state facendo il PESCE D’APRILE ai lettori!!

    Detto questo, se serve ad avere delle belle insegne dove sul retro mettere la pubblicità ed far incassare dei soldi a chi la gestisce…immagino il Comune accetterà la proposta in un battibaleno (pecunia non olet, ma che tristezza!)

  3. Emanuele L.

    Mi sembra un’ottima idea!!!
    Non per forza bisognerebbe mettere un palo nuovo, basterebbe utilizzare quello esistente della M. Il cartello con il nome (preferibilmente illuminato come la stessa M) potrebbe svilupparsi in verticale vista la lunghezza di qualche parola.

      1. Emanuele L.

        Bell’articolo, ero a conoscenza di alcune cose e di altre no. Molto bello il logo con la doppia M di cui una rovesciata. Non vorrei sbagliarmi ma quando ero piccolo il logo dei cartelli era composto da due M appuntite vicine.
        In ogni caso non capisco il nesso con l’argomento in questione.

        PS= Purtroppo i 40 io li ho passati da qualche anno…

        1. UMS

          Il logo MM è stato modificato in M per ragioni di uniformità negli anni 80 credo. Il logo con la doppia M rovesciata non venne mai implementato, purtroppo perchè oggi sarebbe probabilmente diventato una icona.
          Però in un’epoca in cui è diventato un problema che non ci sia il nome della fermata a beneficio dell’amico in auto che ti viene a prendere alla fermata della metro, forse sarebbe stato troppo difficile da capire.

          Il nesso con l’argomento in questione è che negli anni 60, quando eravamo sul serio la capitale del design, anche con pochi soldi si avevano le idee e la capacità di fare qualcosa di innovativo. Questa capacità dopo vari decenni di decadenza, sembra persa.
          Spendiamo migliaia di euro per il design minimalista di Apple, andiamo estasiati alle mostre di Dieter Rams e poi non solo accettiamo che le nuove linee di metro diventino roba dozzinale, ma andiamo anche a proporre di imbastardire quel poco del design anni 60 che ancora ci resta. Magari sognando la metro di Parigi o di Napoli, che pur bellissime sono figlie di un linguaggio e di una estetica agli antipodi.

          1. Emanuele L.

            Concordo pienamente sul discorso della doppia M. Probabilmente oggi sarebbe stata replicata anche sulle calamite o magliette per turisti…

            Magari mi sbaglio ma non credo che aggiungere un po’ di funzionalità, se fatto nei dovuti modi, possa far perdere l’anima di quegli anni.
            Come sempre è importante come le cose vengono fatte e purtroppo non sempre le belle intenzioni (in senso lato) sono seguite da azioni di pari livello.
            Chiaramente si tratta di un’opinione personale.

          2. Emanuele L.

            Concordo pienamente sul discorso della doppia M. Probabilmente oggi sarebbe stata replicata anche sulle calamite o magliette per turisti…

            Magari mi sbaglio ma non credo che aggiungere un po’ di funzionalità, se fatto nei dovuti modi, possa far perdere l’anima di quegli anni.
            Come sempre è importante come le cose vengono fatte e purtroppo non sempre le belle intenzioni (in senso lato) sono seguite da azioni di pari livello.
            Chiaramente si tratta di un’opinione personale.

    1. _

      Se i soldi crescessero sugli alberi, non ci sarebbe nessun problema ad andare ad affastellare le entrate della metro con altri pali e cartelli. Del resto stuprare l’estetica originale della metro di Milano di Noorda&Co è lo sport preferito in città.

      Visto invece che sembra che soldi non ce ne siano mai, non credo sia il caso di andare a stuzzicare l’Assessore all’arredo urbano con una idea del genere.

      Anche perchè dopo anni di latitanza totale, è capace pure che questa gli piace e la fa sul serio…

  4. Wf

    Comu que ormai le stazioni sono invecchiate e anche Bob Noorda avrebbe qualcosa da ridire su come si sono trasformate…

    La cosa migliore sarebbe un redesign di coerenza.
    Non un rattoppo qui e uno li.
    E nek redesign ci può anche stare il nome della fermata.

    Oggi anche la linea 1 è bella vecchiotta come immagine.

    1. Anonimo

      Facciamo un lavoro serio e fatto bene per la M4 e poi magari decliniamolo sulle altre linee…

      Certo, che se nemmeno le connessioni della M4 riusciamo a progettare bene, le speranze che ne venga fuori qualcosa di men che mediocre son poche 🙂

  5. GArBa

    il disastro nell’orientamento dei trasporti pubblici milanesi fu fatto ai tempi della moratti, quando ad un agonizzante deagostini fu chiesto di ricatalogare e rinominare le fermate delle linee di superficie.

    in precedenza, queste seguivano un criterio razionale: ogni fermata era chiamata con il nome della via in cui si trovava seguito dalla via incrociante più vicina, o, in mancanza di questa, dal civico di fronte al quale si trovava la fermata. questo, in congiunzione con gli stradari messi a disposizione da ATM o acquistabili per poche lire in qualsiasi edicola, costituiva un sistema di navigazione molto semplice. le paline di fermata indicavano poi eventuali corrispondenze con linee metropolitane o ferroviarie nelle vicinanze delle fermate. se questa nomenclatura si fosse mantenuta ad oggi, con mappe immediatamente disponibili su smartphone, rasenterebbe la perfezione.

    invece…

    invece si scelse di rinominare praticamente tutte le fermate di superficie con il nome di un luogo di interesse vicino, o “simmetrizzando” linee che nelle due direzioni percorrono vie differenti. questo crea una confusione ancor maggiore di quella descritta nell’articolo.

    esempio particolarmente obbrobrioso, ce ne sono vari altri:

    la fermata del treno “domodossola” conta nei suoi dintorini almeno 6-7 fermate di linee di superficie che ne condividono il nome, da quella che era “via piero della francesca-via poliziano” -la più lontana- a quelle, realizzate dopo l’abolizione della fermata “via domodossola-corso sempione” che sarebbero le uniche a dovere così chiamarsi, essendo le uniche in via domodossola di fronte alla stazione. immaginiamo che i due amici arrivino uno in tram e uno in autobus, potrebbero trovarsi dalle due parti opposte di corso sempione e non avere nessuna idea di dove sia l’altro, perchè le fermate di superficie lì intorno sono tutte “domodossola”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.