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Milano | MIND – Il campus della Statale: al via il bando

Landlease è pronta a edificare il Campus della Statale a MIND. Il colosso australiano si occuperà della trasformazione di gran parte dell’ex sito che fu Expo 2015, gestirà il campus per 30 anni in cambio di 20 milioni di euro all’anno, con diritto di prelazione.

Il cda della statale ha approvato il 26 febbraio scorso, la pubblicazione del bando per la gara a evidenza pubblica per la costruzione dei nuovi edifici della Statale, che ospiteranno circa 18mila studenti.

Un appalto dal valore che oscilla dai 335 ai 380 milioni di euro. Perciò ci sarà la vigilanza collaborativa dell’Anticorruzione di Raffaele Cantone.

Qui altre informazioni nell’articolo precedente.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | MIND – Il campus della Statale: al via il bando

  1. GT

    Tetti verdi? Cortili e spazi pubblici con verde pixellato che non funzionera’ mai….molto graphic design…ma sono progetti esecutivi?

  2. _

    Ma il nuovo rettore della Statale non era contrario?
    O è la solita bufala all’Italiana, che l’importante è che non si spostino gli impiegati dell’Università, mentre gli studenti non è un problema (a parte il fatto che lasciare gli edifici fatiscenti di Città Studi è la cosa giusta, sto parlando del principio)

    1. Michele

      Il rettore era ed è contrario al trasferimento, ma la decisione è stata presa dal senato accademico prima dell’istituzione del nuovo rettore. Ergo, la decisione era già stata presa. Comunque sembra che l’unica richiesta, legittima e che personalmente approvo, sia quella di costruire il tutto magari più lentamente ma con senso critico e pensando ad un utilizzo razionale degli spazi del futuro campus.

      1. Anonimo

        Non capisco: o si trasferiscono o non si trasferiscono.
        Fare tutto “lentamente”, con “senso critico” e pensando ad “uso razionale” del nuovo campus (qualsiasi cosa voglia dire…), mi sembra la solita cosa all’italiana, democristiana.
        Ossia lo chiamano “campus” (che suona bene) ma in realtà diventa solo l’ennesima sede distaccata di qualche dipartimento o facoltà che finisce li un po’ per caso per salvare capra e cavoli?

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