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Milano | Progetti: convertire i vecchi cavalcavia in aree vivibili

Creare spazi urbani di qualità, incentivare attività libere e aperte al pubblico, garantire il coinvolgimento attivo di cittadini, associazioni e imprese e aumentare la vivibilità degli spazi, trasformandoli in luoghi di aggregazione e socialità.

È lo scopo dell’avviso pubblico promosso dall’Amministrazione per l’affidamento, in via sperimentale, di una porzione del Cavalcavia Bussa per una durata di 12 mesi (rinnovabili per altri 12) e per una parte di sedime dei cavalcavia di Corvetto e Monteceneri per una durata compresa tra i 5 e i 20 giorni nel mese di agosto. Per questi ultimi due sarà contestualmente predisposta la chiusura al traffico, anche in relazione ai minori flussi previsti nel periodo estivo.

L’intervento sul cavalcavia Bussa anticiperà la rigenerazione complessiva del ponte per cui l’Amministrazione ha indetto un concorso di progettazione; la proposta vincitrice “Guardami” è in fase di progettazione definitiva, con l’obiettivo di inizio lavori nel 2021. Nel frattempo si vuole iniziare al più presto a rendere più vivibile un luogo nevralgico della città, cerniera tra il quartiere Isola-Garibaldi, il Cimitero Monumentale e i Bastioni di Porta Nuova.

L’area che verrà data in concessione, e sarà quindi destinata alla fruizione pubblica, è di 1.450 metri quadrati (circa un terzo del totale) per un canone minimo di 55.195 euro.

L’operatore dovrà proporre contestualmente un progetto temporaneo per l’animazione estiva di alcuni spazi dei cavalcavia di Corvetto e di Monteceneri. L’intervento, che comporterà la chiusura alla viabilità dei due ponti, sarà l’occasione per studiare, in periodi di minor traffico, i flussi automobilistici dei percorsi alternativi e i possibili effetti della possibile demolizione di Corvetto e della rifunzionalizzazione del Monteceneri.

Le attività proposte potranno essere di carattere ludico, culturale, sportivo, assistenziale e commerciale: a titolo esemplificativo tornei di gioco, attività di giardinaggio di orti didattici, spettacoli, letture. Le candidature dovranno essere presentate entro il 20 maggio 2019. La concessione sarà assegnata applicando il criterio del miglior prezzo.

Un primo passo per la demolizione del Cavalcavia del Corvetto, da tempo annunciata e della conversione dei Cavalcavia Monteceneri?

Cavalcavia quest’ultimo, che venne realizzato negli anni Cinquanta del XX Secolo per “snellire” il traffico che gravitava attorno alla fiera, ma che oggi, deturpa e degrada completamente il viale cittadino che attraversa, dalla Ghisolfa al Portello passando per la Cagnola.

Si è parlato più volte di convertire il manufatto in area pedonale e verde, ma anche della sua possibile demolizione, che forse, sarebbe la soluzione migliore, anche se più costosa.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Progetti: convertire i vecchi cavalcavia in aree vivibili

  1. Andy77

    Che vengano abbattuti senza pietà.
    Purtroppo le soluzioni sono costose ma il valore e la vivibilità di quelle zone aumenteranno demolendoli.
    Piuttosto si potrebbe proporre uno sviluppo in sotterranea del vecchio cavalcavia Monteceneri e interrare tutti binari di Garibaldi e le strutture che circondano la stazione dato che lo hanno già fatto con Viale Sturzo.

  2. Anonimo

    Finalmente si torna quantomeno a parlare del cavalcavia Bussa che ha la fortuna di essere in posizione strategica e godere di un punto di osservazione privilegiato sul nuovo skyline milanese!! L’importante è prevedere spazi verdi ed un progetto serio per la riqualificazione ed utilizzo!!!

  3. Anonimo

    Giusto tornare a parlare del Cavalcavia Bussa, il cui progetto vincitore giace nei meandri della burocrazia da almeno 5 anni (meno male perchè era un progetto osceno, ma qualcosa va fatto)

    Prima di cominciare a parlare di tritolo e dinamite per il cavalcavia Corvetto e Monteceneri secondo me sarebbe meglio portare a casa qualcuna delle grandi incompiute tipo piazza Castello, la preferenziale in piazza Stuparich, la preferenziale in viale Umbria, il collegamento via Toffetti-Paullese ecc ecc

    Tra l’altro è caduto un silenzio tombale pure sul progetto riapertura navigli: non era prevista la sperimentazione temporanea di riduzione traffico pure per i navigli da riaprire (per le aree non interessate da lavori M4)?

  4. Anonimo

    Si decisamente il cavalcavia Bussa necessita di nuova vita, sarebbe per Milano la più bella passeggiata e punto di osservazione turistica

  5. Alberto

    Anziché spendere i soldi per demolire infrastrutture utili (secondo me anche esteticamente belle), sarebbe meglio portare a termine quelle incompiute (tratti mancanti sulle preferenziali)

  6. Anonimo

    Beh tutto si può dire tranne che sia esteticamente bello il cavalcavia Bussa!! Non deve essere forzatamente demolito ma rivitalizzato e impreziosito di verde cittadino!!!!

  7. MM

    IL CAVALCAVIA BUSSA e’ una sorta di ingresso ad una delle zone piu’ innovative di Milano,tra le piu’ visistate e premiate degli ultimi anni e merita una rigenerazione totale, puntando alla bellezza, il verde e la continuita’ con tutto il contesto che lo cisrconda
    Avanti tutta, e che sia un BELLISSIMO progetto, e che si possa passare ai fatti velocemente!.

  8. Anonimo

    Anch’io penso che sia assolutamente da riqualificare il Bussa. Ubicazione fantastica per punto di veduta sullo skyline milanese. Cerniera di due zone super trendy.
    Va fatto qualcosa!

      1. Anonimo

        calmi… sarà la seconda ATTRAZIONE MONDIALE del TURISMO MONDIALE!

        La principale attrazione mondiale saranno i NAVIGLI riaperti!! 😉

  9. Bruno

    Il cavalcavia Bussa è sempre stato una incompiuta e quindi sono d’accordo nel trovargli un nuovo uso.
    Per gli altri due, prima si creino delle alternative viabilistiche accettabili, poi magari si pensi ad una chiusura o a una demolizione.

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