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Milano | Ronchetto sul Naviglio – Presentata la passerella ciclopedonale sul Naviglio Grande

Il progetto vincitore del concorso internazionale indetto da Comune e M4 connetterà Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio con la futura fermata della metro “San Cristoforo” e l’oasi che nascerà all’interno dell’ex scalo ferroviario.

Il rendering del progetto

Milano, 6 maggio 2019 – Un progetto che si distingue “per la leggibilità e la semplicità del percorso” e si apprezza per “l’approfondimento degli aspetti funzionali, delle connessioni e del collegamento con la metropolitana”. Con queste motivazioni la Commissione giudicatrice ha scelto il progetto del team milanese dello studio AOUMM guidato da Rossella Locatelli come vincitore del concorso internazionale di progettazione “ATTRA\VERSO San Cristoforo”, lanciato dal Comune di Milano e M4 S.p.A. con l’obiettivo di individuare una proposta innovativa, ambientale e dalla forte identità architettonica, per una connessione ciclopedonale tra i quartieri Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio. Ai concorrenti era stato chiesto inoltre di progettare un nuovo hub intermodale nell’area tra via Lodovico il Moro e via Guido Martinelli e il collegamento ciclopedonale a raso tra via Martinelli e il confine sud della futura area di interscambio, oltre a definire le linee guida per l’area di interscambio che si svilupperà a sud di via Martinelli e la riconfigurazione di piazza Tirana.
Nell’insieme, il progetto vincitore realizza un percorso funzionale e paesaggistico tra piazza Tirana e via Martinelli, valorizzando i quartieri, mettendo in connessione attraverso un lavoro di ricucitura territoriale due aree strategiche della città, potenziando i benefici legati alla futura realizzazione della M4 e dell’oasi naturalistica che nascerà all’interno dello scalo.

“M4 sta realizzando una nuova linea metropolitana che dato il suo percorso e con i suoi 86 milioni di passeggeri previsti all’anno darà grande impulso alla mobilità sostenibile di Milano, portandola tra le prime sei città in Europa per sviluppo del trasporto pubblico. Non solo, ‘La Blu’ contribuirà a cambiare e riqualificare la città – afferma Fabio Terragni Presidente di M4 spa e membro della commissione giudicante –, con una speciale attenzione data non solo al centro storico ma anche alle zone esterne come San Cristoforo, Giambellino (in relazione con lo scalo ferroviario oggetto di un recente concorso), Lorenteggio, Ludovico il Moro, Barona e ad Est come l’area Forlanini o l’asse Argonne”.

Ecco nel dettaglio la proposta vincitrice.

La passerella ciclopedonale tra Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio
Cuore del progetto è la passerella che si estende come un “nastro morbido” elicoidale tra piazza Tirana e via Martinelli, collegando Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio alla fermata “San Cristoforo” della M4 e al futuro parco nello scalo di San Cristoforo. La struttura è accessibile a tutte le tipologie di utenze retta da pilastri d’acciaio rivestiti, diversi tra loro per colore, forma e finitura, omaggio ad alcuni grandi maestri dell’architettura milanese (Aldo Rossi, Gae Aulenti, Alessandro Mendini, Franco Albini, Angelo Mangiarotti, Giò Ponti). Il risultato è un percorso che offre una prospettiva diversa e unica a ogni svolta. I percorsi che partono da Tirana e da via Martinelli si incontrano nel grande cerchio di accesso al futuro parco e alla fermata della metropolitana, il cui ingresso prevede un’ampia scalinata verde. I percorsi saranno realizzati in idrobeton, su letto di sabbia, quindi 100% permeabili, mentre la struttura della passerella è rivestita in lamiera con vernici antigraffito.

L’ hub intermodale tra via Lodovico il Moro e via Guido Martinelli e il collegamento ciclopedonale tra via Martinelli e la futura area di interscambio
L’area che si sviluppa a sud della fermata della M4 e del parco San Cristoforo e a nord del futuro parcheggio di interscambio, si configura come un giardino attraversato da camminamenti ciclopedonali inclinati che permettono la raccolta dell’acqua piovana. Sul lato ovest vi saranno le nuove fermate di tram e bus, mentre il percorso ciclopedonale verso sud, in continuità con la passerella principale, è caratterizzato da ampie fasce verdi che anticipano l’avvicinarsi del paesaggio agreste.

L’area di interscambio a sud di via Martinelli.
Le linee guida proposte dai vincitori prevedono la realizzazione, nell’area a sud di via Martinelli, di un parcheggio per i bus e di una torre compatta per le auto, con l’obiettivo di minimizzare il consumo di suolo e mantenere il carattere naturalistico dell’area di raccordo tra il Bosco in Città, il parco delle Cave e il Parco Agricolo Sud. Il complesso si costruirebbe a partire dal deposito full-electric degli autobus, al quale saranno destinati due piani interrati, per un totale di 160 posti. In superficie, oltre a 4 stalli dei capolinea, si manterrebbe l’officina, gli uffici e gli spazi maggiormente frequentati da persone. Al fianco del capolinea verrebbe realizzata una torre che ospiterà fino a 700 auto. Al pian terreno si manterrebbero funzioni per il pubblico, mentre sul tetto si propongono utilizzi secondari legati alla ristorazione. Tutto attorno si manterrebbe parco urbano, con il suo carattere boscoso, anello di congiunzione tra la città e la campagna.

Piazza Tirana
Aree giochi, prati, skatepark, rastrelliere, bike sharing, nuovi alberi, piccole piazzette per una sosta all’ombra: secondo le linee guida proposte, piazza Tirana diventerebbe un vero e proprio parco attrezzato e accessibile a tutti, nuovo punto di riferimento per la vita di quartiere. La viabilità lungo i lati ovest ed est verrebbe portata alla quota della nuova area verde e trasformata in Zona 30 e verrebbe garantito un sistema di illuminazione delicato. I diversi interventi potrebbero essere realizzati per fasi, tenendo conto dei cantieri per la M4 e per il parco.

Le procedure di concorso si sono svolte attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it, sviluppata dall’Ordine degli Architetti di Milano insieme al Comune di Milano e all’Ordine degli Ingegneri di Milano.

“Col sistema Concorrimi – afferma Paolo Mazzoleni, presidente dell’Ordine Architetti Milano – da Milano, locomotiva e laboratorio di un’Italia che ha bisogno di scatti, visioni e innovazione, è partita e si è consolidata una nuova generazione di ‘e-concorsi’ in tutto il Paese. Anche i processi di rigenerazione urbana, come dimostrato dalla volontà del Comune di Milano, diventano protagonisti di una stagione concorsuale particolarmente fertile. Il concorso è il solo strumento che in sé coniuga e amplifica i risultati di una proposta migliore, un principio meritocratico e una occasione di lavoro, in un percorso alla luce del sole. Non è perfetto, ma è la migliore garanzia di qualità possibile”.

Il progetto vincitore è stato selezionato in forma anonima da una Commissione presieduta da Enrica Barzaghi (rappresentante Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano) e composta da Elisabetta Gabrielli (rappresentante Ordine Architetti Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti della Provincia di Milano), gli architetti Veronica Bellonzi e Marco Porta (rappresentanti del Comune di Milano, Aree Mobilità e Urbanistica) e il Presidente di M4 spa Fabio Terragni.
Il vincitore del concorso riceverà un premio di 40mila euro. Il secondo classificato un premio di 13mila euro, il terzo di 10mila euro, e a ciascuno dei successivi sette partecipanti riceverà un rimborso spese di 5mila euro. I premi e i rimborsi spese saranno finanziati da M4 s.p.a.

Noi vorremmo però dire due cose a proposito della scelta architettonica di questo “bel ponte”. Conoscendo come “funziona” la città, un ponte realizzato in questo modo, con questi materiali, nel giro di uno o due mesi sarà ridotto come nell’immagine qui di seguito (un nostro “gioco” fotografico. Muri da scarabocchiare con tag e scarabocchi vari che oltretutto nel giro di pochi anni si ridurranno anche ad uno scempio con slavature e scrostanti vari. Pensare che lo scorso anno era stato presentato un primo progetto preliminare che, onestamente preferivamo e che sicuramente sarebbe stato meno soggetto a vandalismi vari.

Un esempio lo possiamo vedere sul ponte ciclo-pedonale di Corsico realizzato solo qualche anno fa e che versa nel totale degrado, come si vede dalle immagini di Google Streetview.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


24 thoughts on “Milano | Ronchetto sul Naviglio – Presentata la passerella ciclopedonale sul Naviglio Grande

  1. Anonimo

    “Il complesso si costruirebbe a partire dal deposito full-electric degli autobus, al quale saranno destinati due piani interrati, per un totale di 160 posti.”

    Non è molto chiaro il significato, non credo che pensino di fare il deposito di 160 bus elettrici su due piani interrati, cosa palesemente assurda, viste le norme di legge relative ai veicoli elettrici e la loro ricarica rapida (per il ben noto pericolo di incendio delle batterie al litio)

    1. _

      Concordo.
      Il valore aggiunto del concorso con la piattaforma telematica, anonimo e tutte le altre belle cose è praticamente zero se il bando di progetto è scritto male.

      Le immagini presentate immagino siano del progetto “come sarà” (altrimenti chi ha vinto l’ha fatto sulla base di cosa?!) e dimostra che la lezione di tanto arredo urbano fallimentare e devastato in periferia non è stata compresa. Quando passo in bici dal ponte ciclopedonale di Corsico (che è praticamente uguale…) mi si stringe il cuore.

      Ma il problema è di chi organizza e scrive i bandi, non di chi partecipa, a mio parere.

  2. Anonimo

    per non parlare del comodo passaggio all’aperto senza coperture in inverno acqua pioggia neve ghiaccio e d’estate sole battente 12 ore filate per un passaggio continuo di giovani vecchi adulti infanti non autosufficienti oltremodo ideale
    ps ma le nuove fermate tram dove le prendono
    o allungano da negrelli appena rifatto o posano binari nuovi
    pps ma la lavanda coltivata a prato sul naviglio

  3. Anonimo

    Giusto il collegamento tra le due sponde del naviglio, ma io il percorso ciclabile l’avrei fatto passare all’altezza del cavalcavia Giordani per unire parco delle cave – 6 Milano – Parco lineare San Cristoforo – Buccinasco.

    Anche perchè se concentri tutto il passaggio nella parte iniziale del futuro parco, ti resta tutto il resto stile landa desolata dimenticata da Dio e dagli Uomini, visto che è strozzata da ferrovia da un lato e Naviglio dall’altra senza alcun acceso facile.

    Il Parco vive se è un luogo con persone e per le persone, con una vita sociale ed un passaggio. Altrimenti rischi di creare non-luoghi inutili, come il famigerato e deserto Parco Segantini/Sieroterapico.

  4. Matt

    wow. Una struttura che non centra nulla con l’ambiente architettonico circostante. Invadente e invito a nozze per molti imbrattamuri.

  5. CM

    ma non doveva essere questa (assai migliore…)??
    https://blog.urbanfile.org/2018/06/02/milano-san-cristoforo-m4-nuove-tempistiche-e-il-ponte-ciclo-pedonale-sul-naviglio/
    Comunque a casa mia i ponti di solito si facevano con una bella rampa su scarpata a verde, una trave e una discesa altrettanto immersa nel verde delle scarpate, e l’impatto visivo era ZERO. Anzi….
    Questi architetti invece passano troppo tempo in piscina su e giù dagli scivoli taboga e pensano di diventare famosi solo perchè omaggiano i maestri……

  6. Mitaru

    Repubblica riporta: “percorsi saranno realizzati in idrobeton, su letto di sabbia, quindi 100% permeabili, mentre la struttura della passerella è rivestita in lamiera con vernici antigraffito”

    Non so i dettagli di questa presunta vernice ma se fosse fatto per bene, eviterebbe il problema citato nell’articolo

    1. Anonimo

      Sulle proprietà antigraffito del rivestimento della lamiera bianca occorre fare un atto di fede, ma quel che non capisco è la impellente necessità di “permeabilità” di una passerella che per definizione è ….sospesa. 🙂

      Alla fine la passarella serve per passaci a piedi, in bici, coi passeggini ed in futuro anche con monopattini elettrici e simili. Quindi l’importante è che sia estremamente pratica, il “letto di sabbia” (blu) spero non sia una di quelle bellissime idee che fanno innamorare progettisti e commissioni e poi si dimostrano una maledizione per chi li deve usare sul serio.

  7. Adriano

    Come avete detto voi molto meglio il
    Primo progetto… ma le cose ovvie e belle questi incompetenti non le sceglieranno mai. Negli ultimi anni non hanno azzeccato un progetto che sia uno… poveri noi.

  8. Alessandro Magno

    Terribile e invadente. Se lo fanno tra 15 anni sarà il fulcro del degrado di piazza Tirana. Non capisco se serva un attraversamento pedonale o un monumento all’ architetto (che poi dirà che il suo progetto non e stato compreso quando sotto si riuniranno gli spacciatori).
    Se deve essere accessibile meglio utilizzare degli ascensori (penso a quelli trasparenti realizzati anche a porta Nuova) rispetto a passerelle lunghe chilometri che richiedono a chi è in carrozzina sforzi da superuomo per arrivare in cima.

  9. Anonimo

    Secondo me è veramente troppo impattante dal punto di vista estetico. E’ un catafalco gigantesco!
    Non dico che bisognasse chiamare Thomas Herzog a disegnarlo (probabilmente costava troppo) ma certe volte la provincia profonda d’Italia bagna il naso a noi Milanesi sempre all’avanguardia su tutto? 🙂

    http://thomasherzogarchitekten.de/en/en-2016-lcc

  10. Bruno

    Quindi per avere un collegamento tra il capolinea di M4 e la sponda sud del naviglio grande dovremo aspettare questa supermega passerella, quindi prima la sistemazione a verde dell’ex area ferroviaria? Se va bene, staremo 10 anni con la sponda sud a 50 metri in linea d’aria dalle scale della M4 di San Cristoforo ma irraggiungibile.

    1. Anonimo

      l’unica alternativa possibile sarà tra 4 anni a m4 finita settembre 2023 (senza ritardi) scendere a negrelli fare il ponte ciclopedonale (anche questo non finito)
      e camminare sulla ciclabile per 750 metri

  11. Alberto

    Bah… Ci sta fare qualcosa col suo carattere (per non abusare del termine iconico come va di moda ora) ma la trovo bruttina. Poi quel bianco… Paradossalmente la trovo più bella nel render con le tag

  12. Wf

    Ma farlo in acciao sospeso pareva brutto??

    Una struttura leggera e trasparente.

    Così é veramente un catafalco di cemento.

    Dovevano farlo come il ponte della muisca di roma.

    O come le migliaia di passerelle ciclopedonali in tubolari di acciaio che ci sono nel mondo.

    Molto leggero, antitag e che si inserisce molto meglio sia nel verde che nelle case…

    Ps.
    Ma la ciclopedonale che scorre lungo il naviglio da dove incomincia e dove finisce?

    Arriva fino in citta?
    E verso fuori dove finisce?
    Arriva a un parco grande?

    1. Anonimo

      Se intendi la pista ciclabile del naviglio, va dalla darsena ad Abbiategrasso e al lago maggiore e Pavia.

      Se intendi il ponte in progetto, non collega niente perchè le ciclabili esistenti verso Parco delle Cave e Trenno passano dal cavalcavia Giordani (un ponte 100 metri più avanti), ma non sono collegate con la ciclabile del naviglio (per assurdo che sia è così…)

      1. Wf

        Ma nooo…
        Grazie per le info.

        È assurdo che non si colleghi ciclabike naviglio che arriva anche in citta con le ciclabili che portano ai grandi parchi…

        Ma che aspettano?l
        Su questo critico il comune e che deve intervenire al più presto.
        ..
        Ma quindi se uno da qui in bici vuole collegarsi alle ciclabili che portano al parco delle cave cosa deve fare?

        1. Anonimo

          Dopo aver fatto una petizione al Comune perchè le finiscano (il percorso c’è quasi tutto ma mancano dei pezzetti), il ciclista una volta arrivato alla Vodafone ed al ponte esistente, deve girare a destra, andare verso il capolinea del 14, trovare in fondo ad una via senza uscita adibita a parcheggio l’imbocco di un passaggio ciclabile sotterraneo non molto profumato e pulito che ti porta finalmente alla ciclabile dei navigli all’altezza del rudere delle FS non finito e di una cascina di Corsico che fra un po’ casca in testa ai passanti.

          Però poi puoi pedalare per ore ed è molto carino.

          1. Wf

            Che roba!
            Assurdo!

            Qui mi arrabbio perché quando ci si riempie la bocca di “prima le periferie” sono proprio questi progetti che devono essere attenzionati.

            È proprio questa la mancanza di attenzione, ossia alle necessità di chi ci vive in periferia che relega il partito alla Ztl…

            Invece bisogna proprio ripartire da questa mancanza e fare la connessione.

            Sarebbe credo un enorme riqualificazione dei due quadranti visto che a quanto pare connetterebbe san cristoforo quartiere degradato di periferia con dei bellissimi parchi e scampagnate in bici domenicali…

            Aumenta nettamente il valore sociale e umanistico del quartiere.
            Questo sarebbe vera riqualificazione e connessione.

            E poi il futuro parco di san cristoforo quello degli scali ferroviari come si relaziona a tutto ciò e a tutta questa area qui?

  13. LucaT

    Visto che in prospettiva si tratta di un ponte all’interno di un parco avrei sognato un qualcosa di attinente proprio ad un parco come in altri parchi e cioe’ una struttura che al proprio interno avesse un po di legno o materiale che lo ricordasse e piu “ leggero” di quel cemento bianco armato coprente e pure diciamolo .. poco sicuro , visto che “ nasconde” cio che è al suo interno . Davvero Pessimo , dispiace molto perche’ sono coinvolto personalmente visto che abito proprio di fianco

    1. massimiliano

      il ponte ciclopedonale in cemento e’ roba anni 70-80 . esteticamente pesante e brutto. una struttura piu’ snella in acciao sarebbe molto meglio.

  14. Andrea

    Io sono contrario a presentare sempre i nuovi progetti partendo da rendering e nomi di studi di design e architettura.

    Il Comune ogni volta che sceglie di realizzare un’opera dovrebbe spiegare ai cittadini prima di tutto l’utilità della stessa, in questo caso descrivendo bene i luoghi che verranno collegati dal ponte, quanti minuti risparmieranno i cittadini per muoversi, quali percorsi verranno accorciati, quali servizi potranno essere raggiunti, perché le alternative valutate (ne hanno valutate vero?!?) sono state scartate.

    Questo è **molto** importante perché se si sceglie di spendere tanti soldi per realizzare un’opera di design con rendering prodotti da un concorso fra studi di architettura (stiamo parlando di un ponte!) allora ci vogliono delle forti motivazioni e un’analisi decisamente più approfondita che: “una connessione ciclopedonale tra i quartieri Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio” o addirittura tra la futura M4 e la futura “oasi naturalistica” (dicesi anche giradinetto comunale).

    Il fatto che nei rendering i ciclisti portino tutti la bicicletta a mano dice molto su quanto i progettisti stanno pensando all’aspetto funzionale che dovrebbe essere la prima motivazione che spinge alla sua (costosa) realizzazione.

  15. CM

    non è gradevole
    non è funzionale
    Sarebbe curioso poter vedere le alternative che hanno perso il concorso, perchè la prima ipotesi strallata, ad esempio, era notevolmente migliore!!

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