Milano | Zona Castello – Rigenerazione in via Porlezza

Lo studio di Architettura One Works ha ripensato gli edifici costruiti tra il 1960 e il 1970 di via Porlezza 12 e via San Giovanni sul Muro 9.

La porzione di isolato occupata dai due differenti edifici è molto articolata, sopratutto la parte che segue l’andamento curvilineo della via Porlezza, via di formazione molto antica.

Gli edifici attuali hanno un’architettura particolare, soprattutto su via Porlezza. Grandi colonne metalliche sporgenti di color lilla reggono da una parte due livelli di piano con corpi apparentemente prefabbricati, prosegue alzandosi di un piano verso il palazzo di via San Giovanni sul Muro con un loggiato coperto da una copertura aggettante. Mentre l’edificio attuale su via San Giovanni sul Muro è più “international style” composto da cinque piani più un sottotetto. Un grande passaggio laterale permette l’accesso a via Porlezza e al vicolo San Giovanni sul Muro. Questo passaggio è probabilmente un rimasuglio di un varco aperto nelle mura romane (qui la storia).

Come dicevamo, lo studio di Architettura One Works ha progettato un intervento di riqualifica dell’intero complesso edilizio.

Sviluppato intorno a un giardino privato comune costruito su tre livelli di parcheggio sotterraneo. Si tratta di tre diversi edifici per uffici, ciascuno con le sue dimensioni specifiche e vincoli urbanistici, fanno parte di questo ampio progetto di rinnovamento.

Il progetto prevede una nuova lobby con doppio ingresso, la razionalizzazione degli interni flessibili e nuovi servizi, tuttavia, l’obiettivo principale è la ristrutturazione e la valorizzazione del cortile interno e delle terrazze sul tetto.

Il cortile interno condominiale è progettato per diventare un “giardino segreto” bello, domestico e tranquillo, pieno di verde e posti a sedere, da utilizzare anche per eventi e mostre private. La terrazza panoramica, attualmente in cattive condizioni e non in uso, è stata riprogettata tra cui un nuovo piccolo padiglione in vetro, con una vista unica sul Duomo, da utilizzare per riunioni, eventi e/o come ufficio privato dell’amministratore delegato.

Una facciata principale relativamente stretta affacciata sulla strada principale, via San Giovanni sul Muro, è caratterizzata da una profonda articolazione delle finestrature e dai pilastri di struttura. Il rivestimento in ceppo lombardo e le finestre più trasparenti, renderanno l’edificio più coerente al contesto storico.

Con ogni probabilità verrà anche riqualificata la piccola piazzetta con l’anfiteatro realizzato da Danilo Pasquini nel 1985.

Di seguito le immagini che mostrano l’edificio attuale di via Porlezza 12 in fase di bonifiche e strip-out.

Questo invece è i palazzo di via San Giovanni sul Muro 9.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Zona Castello – Rigenerazione in via Porlezza”

  1. Le colonne lilla erano carine, forse si poteva non omologarle – almeno loro – al “total grey” che va tanto di moda a Milano di questi tempi.

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  2. La facciata su via san giovanni sul muro migliora notevolmente direi…!

    Invece di scuro materiale troppo moderno verrà in pietra più chiara..

    Direi molto bello.
    Finalmente un intervento che migliora e non peggiora l’esistente.
    E soprattutto sobrio ma attuale e non cafonal-chic psuedomodernista

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  3. col restyling sembra il fratellino del recente palazzo di via Torino tra via Palla e Lupetta. E’ evidentemente uno stile che piace.

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  4. Giardino segreto privato? Non conosco gli assetti di proprietà e ammetto che la situazione pubblica attuale non sia l’ideale, ma questa “privatizzazione” da milanese che più di una volta ha apprezzato la tranquillità del sito mi garba poco.

    E, in soldoni, a che titolo l’immobiliarista si “mangia” questi spazi?

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    • ? il testo spiega chiaramente che il “giardino segreto” è la riqualificazione del cortile dell’edificio, cioè di uno spazio già privato…

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    • Penso che l’immobiliarista si mangi questi titoli a fronte delle innumerevoli tasse che paga semplicemente per esistere visto che se aspetta il comune non accade nulla.

      Sono decenni che in quella zona il comune non investe un centesimo e stiamo parlando di una zona centralissima, condannata al disordine urbano.

      Renato, almeno su questo concorda ?

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      • Senza polemica. Non capisco che cosa dovesse investire lì il Comune. Il degrado è in primis il frutto dell’abbandono in cui giace quel complesso, senza inquilini, da tempo.

        Quanto alle tasse, le paghiamo tutti “semplicemente per esistere”.

        Ne approfitto per esprimere un concetto. Col massimo rispetto per la proprietà privata, la tendenza del mondo immobiliare a considerare gli edifici un’entìtà da gestire a proprio garbo, senza curarsi del fatto che sorgono in una città è una sciocchezza che va contro i loro stessi interessi.
        L’esempio ce lo da Cordusio dove adesso sono i nuovi proprietari a dover buttare un botto di soldi per risollevare un distretto mandato in malora da quel genere di mentalità.

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        • Sono in disaccordo con la tua frase: “L’esempio ce lo da Cordusio dove adesso sono i nuovi proprietari a dover buttare un botto di soldi per risollevare un distretto mandato in malora da quel genere di mentalità.”

          I privati non investiranno un granchè di euro su piazza Cordusio. I soldi che ci metteranno sono soldi dovuti per legge al Comune quando aumenti le cubature, ristrutturi, cambi destinazione ecc ecc.
          Piuttosto, il meccanismo “perverso” che dice che gli oneri di urbanizzazione si usano per fare belle le zone davanti agli edifici risistemati o nuovi, fa si che ci sia una “privatizzazione” di soldi che invece sono di tutta la città, specie delle zone bisognose.

          La manutenzione e la risistemazione dei luoghi pubblici non può essere sempre e solo finanziata dagli oneri di questo o quello che costruisce in zona. Non è sano, a mio parere.

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  5. Speriamo sia finalmente l’occasione per riqualificare la retrostante piazzetta con l’anfiteatro, che è un parcheggio selvaggio di motorini i quali hanno divelto la pavimentazione e rendono spesso difficile il passaggio a piedi.

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