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Milano | Bullona – The Loma di via Lomazzo

Ennesimo palazzo che cambia pelle in zona Bullona, è quello posto all’angolo tra via Monviso e via Lomazzo. Siamo esattamente di fronte alla bella Basilica Prepositurale di Santa Maria di Lourdes.

Si tratta di un elegante edificio industriale del primo Novecento sviluppato per due piani fuoriterra più un seminterrato. L’architettura eclettica floreale si identifica in questo quartiere fatto di piccole industrie sorte al volgere del secolo scorso quando poco oltre la basilica passava ancora la ferrovia.

Adesso questo piccolo gioiello industriale per uffici, sarà convertito in appartamenti di lusso col progetto The Loma.

Dobbiamo dire che, a parte il nome (The Loma – avremmo preferito un nome più italiana, magari Ca’ Loma), il progetto ci piace molto. Elegante, la bella facciata viene preservata e integrata perfettamente col moderno in un elegante dialogo architettonico.

All’interno sarà ricreato un elegante giardino condominiale, arricchito da opere d’arte contemporanea.

L’edificio come si presenta oggi (immagini Streetview Google)




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Bullona – The Loma di via Lomazzo

  1. Wf

    Bello bello.

    Semore e solo appartamenti di lusso però…
    A un certo ounto Milano avrà solo ricchi con i cani in giro

  2. Ludo

    Non oso pensare al prezzo. Però promette di essere un bellissimo intervento, speriamo bene. La zona è comunque già carissima, anche per gli appartamenti di qualità medio-bassa (che continuano ad essere la maggioranza in queste vie trafficate e anguste). Almeno in questo caso il prezzo sarà giustificato.

  3. Tony

    Bel progetto.
    E se la smettessimo di disquisire ogni volta sull’uso dell’inglese? È la lingua parlata e/o capita dalla maggioranza del mondo (non in Italia ma è una nostra colpa non un vanto) degli affari, tutte le costruzioni sono investimenti che devono essere appetibili per il mercato estero e non vai in Cina, in Arabia o in america a parlargli in italiano. Come se Dante avesse dovuto scrivere la divina commedia in Latino perché era la lingua ufficiale e non in volgare così da essere capito da più persone possibile.

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