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Milano | Lorenteggio – Il Quartiere Aler del Giambellino chiede aiuto

Si parla molto in questi giorni della zona Lorenteggio Giambellino: qualcosa, come abbiamo visto, si sta muovendo sul fronte della riqualificazione dello spazio urbano ma nel frattempo pare bloccata la difficile situazione del quartiere Aler.

Per questa zona nel 2015 era stato annunciato un progetto da 95 milioni di euro: 60 milioni di fondi europei destinati alla Regione Lombardia (55 milioni) e al Comune (5 milioni), più altri 20 da bilancio di Palazzo Marino e 15 dal Pirellone, che avrebbe ridisegnato l’isolato racchiuso dalle vie Inganni, Giambellino, Odazio e Lorenteggio.

Erano previste demolizioni e ristrutturazioni di alcuni edifici gestiti da Aler (compito della Regione) con la riqualificazione dello spazio pubblico, gestito in questo caso dal Comune.

La conclusione era prevista nel 2020.

Ma fatta la demolizione del civico 181 di via Lorenteggio, dopo quattro anni tutto sembra fermo. Pare che il rinvenimento in quasi tutti gli stabili di amianto abbia rallentato il processo di riqualificazione e che Infrastrutture Lombarde sia ancora alle prese con la scelta di chi dovrà occuparsi delle bonifiche del caso.

Insomma, un vergognoso rimpallo che sta portando i pochi cittadini che pagano affitto e spese all’esasperazione.

Apparentemente tutte le forze politiche (destra e sinistra) da anni pare si muovano per portare ordine in questo lembo di “FarWest” ma con scarso successo, come si evince da questa lettera inviataci da una cittadina.

Da parte nostra speriamo che l’appello venga raccolto e che chi di dovere (Aler, Regione, Comune) possano fornire un necessario riscontro ai cittadini.

“I cittadini residenti nel quartiere Aler Lorenteggio-Giambellino, e immediati dintorni, a fronte della vergognosa situazione imperante fra le vie Odazio, Lorenteggio, Apuli, Segneri, Recoaro, Manzano e Giambellino, dove prevalgono illegalità, spaccio di droga, scarico abusivo di rifiuti ingombranti, nonché vistose negligenze nella manutenzione degli stabili da parte delle istituzioni preposte, Comune di Milano e Regione Lombardia,

PROTESTANO: contro il gravissimo stato di CRESCENTE ABBANDONO E DEGRADO, sia all’interno dei vari numeri civici, sia all’esterno lungo la pubblica strada. A fronte del continuo gioco allo scaricabarile fra Comune di Milano e Regione Lombardia, che riversano l’uno sull’altra responsabilità, colpe e competenze, portano a conoscenza e…

DENUNCIANO quanto segue:

ASSENZA DI UN MINIMO DI ORDINE PUBBLICO

1. Portinerie chiuse. Il servizio di portineria è stato ingiustificatamente soppresso per decisione della Regione Lombardia in tutti i numeri civici. Le conseguenze sono gravissime sia per l’ordine pubblico, a cui sono sottratti i livelli minimi di controllo, GLI UNICI ESISTENTI, sia per la vita degli ambienti interni.

2. Spaccio e illegalità diffusa. Lo spaccio di droga e la guerra fra bande, che è da 40 anni la regola in via Odazio, si sono diffusi in tutto il quartiere, dove manca anche solo una parvenza di sorveglianza e di politica dell’integrazione. Sono i cittadini che ne fanno le spese, tra auto bruciate nottetempo a scopo intimidatorio (finora ne hanno bruciate 10) e auto variamente danneggiate (un’infinità). La via Odazio è attualmente interamente in mano a persone appartenenti a un’unica precisa etnia in grado di controllare il quartiere molto meglio delle Forze dell’Ordine.

3. Racket e abusi. Tutto il quartiere è soggetto al racket delle occupazioni abusive, gestito sia da italiani, sia da stranieri. Gli occupanti il più delle volte non sono persone “costrette dalla necessità” ma delinquenti intenzionati a entrare nel racket. In genere sfruttano la presenza di minori e di donne realmente bisognose, soprattutto incinte, per rendere difficoltoso lo sgombero. Gli abusivi sono poi gli stessi che non rispettano le regole e creano problemi di ogni tipo. Parecchie famiglie allontanate recentemente da noti stabili occupati sono alla ricerca di appartamenti vuoti nel quartiere.

INCURIA GENERALE

4. Rifiuti ingestibili. La raccolta differenziata dei rifiuti è totalmente compromessa, non c’è più nessuno che richiami i comportamenti scorretti. Spesso nei bidoni dei cortili (peraltro lasciati all’aria aperta violando palesemente le norme) si scarica di tutto senza nemmeno badare a differenziare. I marciapiedi sono fatti oggetto di continue discariche di materiale ingombrante da parte di persone non abitanti nel quartiere, in applicazione della nota “teoria dei vetri rotti”. Il Giambellino è diventato da anni una sorta di discarica abusiva per chiunque passi per le vie principali: spetterebbe alla Polizia Locale individuare i responsabili, quasi sempre gli stessi, che però non ha alcuna intenzione di agire.

5. Portoni “porti di mare”. Le portinerie sono chiuse e i portoni sono perennemente aperti. Ogni giorno si verifica un via vai incontrollato di persone residenti e non residenti, sicure di non trovare nessuno che ponga loro domande. Si sono trovate persone a dormire nelle cantine, nonostante dovrebbero essere chiuse a chiave. Il paradosso è che i cancelli grandi restano chiusi per il passaggio di ambulanze e automezzi per invalidi o persone anziane.

6. Pulizie scadenti. La pulizia di scale, cortili e passi carrai, affidata a un giro d’imprese assunte in appalto, risulta del tutto insufficiente. Inoltre, solai e cantine non vengono puliti da anni, mentre l’occupazione abusiva degli spazi comuni in cantine e solai da parte di alcuni, è la regola. I solai sono pieni di piccioni e di guano; nel realizzare i loro nidi fra i tetti, spostano le tegole lasciando penetrare acqua piovana che, filtrando nei muri creano spesso grosse crepe e vaste macchie di umidità negli appartamenti.

7. Minori e pericoli. I minori giocano o sostano nei cortili e in strada ininterrottamente per l’intera giornata, senza alcun controllo nemmeno da parte dei genitori. Hanno libero accesso ai sacchi gialli della spazzatura, ai bidoni e agli sterrati contenenti rifiuti ingombranti lasciati abusivamente da (per fortuna pochi) inquilini ineducati, tra vetri rotti e altro materiale potenzialmente pericoloso. Prima o poi qualche minore si farà male seriamente, ma la cosa più grave è il rischio concreto che si formino delle bande giovanili.

MALAGESTIONE DI REGIONE E COMUNE

8. Cortili e schiamazzi. I cortili sono spesso bombardati da escrementi canini, il verde è quasi ovunque rovinato; in alcuni cortili si svolgono ogni giorno delle grigliate. Alcuni punti del quartiere, soprattutto in via Recoaro, sono caratterizzati, tutte le sante notti, da forti schiamazzi, dove occupanti abusivi cantano, ballano e suonano fino al mattino, sia in strada, sia in cortile. Fra le vie interne sostano camper di persone che si uniscono al caos generale. La privazione del sonno, ovviamente, è la regola. Le telecamere installate o non funzionano o sono rese inutilizzabili. La polizia locale, sempre chiamata, non interviene mai. Qualche volta intervengono polizia di stato e carabinieri.

9. Disinteresse del Comune. Il Municipio 6, totalmente privo di poteri d’intervento, anche volendo, non riesce ad aiutare in modo significativo i cittadini. L’assessora alla Sicurezza e Vicesindaco Anna Scavuzzo qui non si è mai vista, come non si è mai vista la precedente, Carmela Rozza. La Polizia Locale, competente sul territorio, è raramente impegnata, sono più numerosi gli interventi di polizia e carabinieri. Tutte le richieste avanzate all’Amministrazione comunale sono state negate, dalla collocazione delle strisce gialle residenziali al “daspo” per chi non ha titolo di restare. Tutto complotta di fatto per fare del Giambellino un quartiere malfamato e invivibile. Gli unici diritti sono solo pro abusivi.

L’intero quartiere si presenta come una vergogna per la città intera e per chi l’amministra, ossia Aler, Comune e Regione, colpevoli di negligenze ed evidenti omissioni d’atti d’ufficio.

Milano, maggio/giugno 2019″




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17 thoughts on “Milano | Lorenteggio – Il Quartiere Aler del Giambellino chiede aiuto

  1. Giandomenico

    La soluzione è relativamente semplice: togliere la responsabilità ad Aler che ha dimostrato una continua inefficienza (per non dire di peggio) e passarla a MM come fatto con le case di proprietà comunale

  2. Wf

    Qui anche il comune dove può deve darsi da fare.
    Anche se la responsabilità è della regione.

    E sbloccare il piano di riqualificazione è l’unica strada.

    Aler schifo

  3. Anonimo

    Volevano abbatterlo e ricostruirlo da capo, ma il tutto è stato bloccato dalle pseudo associazioni di difesa della povertà e del disagio sociale, nel senso letterale della parola, cioè più degrado c’è in giro e più loro sono contenti. Hanno paura di perdere il loro “giochino”, cioè che rifacendo tutto più ordinato e moderno poi scompaia la povertà, il degrado e il disagio sociale. In propri di puerett…

    1. _

      In realtà non è del tutto da escludere che il non intervento di Aler e il silenzio totale di Sala (che su quel che gli preme fa dichiarazioni su dichiarazioni un giorno si e un giorno pure), non sia perchè si son resi conto tutti e due che il quartiere non è sanabile e costa meno abbatterlo e ricostruirlo.

      Guardiamo in faccia alla realtà: son case tirate su poco prima della seconda guerra mondiale, in economia totale, con materiali scadenti ed “autarchici”. Forse non passerebbero i severi controlli statici che fra poco sono obbligatori, son piene di amianto, van messe a norma da cima a fondo.
      Se non fosse che ci vivono delle persone, sarebbero state abbattute e rifatte da tempo.
      Però la domanda vera è se non c’è un altro modo per procedere. In fondo nessun edificio è eterno e questi francamente sembrano abbastanza al capolinea. Secondo me non è un caso che tutto si sia fermato quando ne hanno abbattuto uno, forse han scoperto qualcosa.

      1. Wf

        Infstti la soluzione migliore e più economica è rsdere al suolo e ricostruire.

        Però è comprensibile che uno che viene fatto uscire abbia paura di passare 15 anni senza casa in attesa che venga ricostruito tutto dalla burocrazia Aler e Regione.

        A meno che non li spostano in altri appartamenti temporaneamente.
        Ma è un botto di gente.

        Comunque Milano spesso riesce a trovare la mossa del cavallo.
        Però essendo in mano a Regione sono più menefreghisti verso la povera gente.

        1. Anonimo

          Il problema è però se è possibile risistemare tutto o meno coi soldi stanziati (che sono un sacco)

          Poi chiaro che spostare le persone anche solo per qualche anno è un problema e non credo che Comune o Regione se ne freghino dei risvolti umani.
          Poi è vero che l’ALER (ossia il carrozzone storico dello IACP ribrandizzato) è di resposabilità regionale ma onestamente credo che potessero passare col lanciafiamme sulla moltitudine di funzionari e dirigenti di nomina politica che magari son li da 40 anni…lo farebbero anche loro. O almeno lo spero)

          1. Wf

            Sui funzionari e dirigenti di nomina politica indicati negli ultimi 25 anni alternativamente da kega e forza italia ci sono state anche indagini che vedono la ndrnangheta avere un ruolo non indifferente nelle assegnazioni delle case…

            Se si puntasse un faro ne verrebbero fuori delle belle.

            E poi gli investimenti “sbagliati” fatti da aler nel comprare interi caseggiati da “privati” al triplo del prezzo di mercato. E che oggi pesano come macigni di costo e perdita, Autorizzato dai “funzionari e dirigenti”, hanno lasciato Aler con le casse sfondate…

            A pe sar make si fa peccato…

            Senza contare che è sempre stato un posto dove piazzare i trombati regionali.
            E quindi viaaa di dirigenti…

            Indignazione?

          2. Anonimo

            Per l’indignazione ci sono i professionisti, da chi ci ha fatto una lucrosa carriera sopra, e i dilettanti che si indignano “agratis” nei ritagli di tempo sui social.

            A me interessa di più capire come mai si è fermato tutto dopo la demolizione del primo caseggiato.
            E come mai il Comune è stato zitto e muto sui ritardi di Aler sulle bonifiche, finchè il ritardo non è stato tirato fuori dai giornali. E il silenzio della Lega su una polveriera come quella? Voglia di difendere Aler contro ogni evidenza? Mi sembra strano.

            Non voglio fare il complottista da tastiera, ma qui sembra che nessuno abbia veramente voglia di sistemarle quelle case e che in fondo tutti preferiscano abbatterle. In fondo Aler è un ottimo capro espiatorio, vista la reputazione forse irrecuperabile che ha. Si tira la corda fino a quando l’abbattimento diventa l’unica soluzione, in fondo è un film già visto.
            Con la fermata della MM4 proprio sotto, quelle aree ripulite dalle catapecchie valgono oro. Peccato che ci abiti della gente, in alcuni casi da oltre 50 anni….

          3. Wf

            Si hai ragione.
            La cosa più importante è riqualificare tutto caseggiati e quartiere.

            Abbatterle non mi sembra così drammatico se le rifanno nuove anche in classe A.

            Certo devono rimetterci dentro i vecchi abitanti.

            E cmq si penso anche io che qualcosa hanno trovato, forse amianto, e forse non conviene più ristrutturare come costi.

            Certo bisogna sbloccare anche perché sala ci ha puntato come piano per le periferie… e fondamentalmente Cè solo il giambellino come progetto di impatto anche in chiave elettorale…

        2. Anonimo

          La soluzione è molto semplice. Costruisci in zona un nuovo grande palazzo dove spostare molte famiglie temporaneamente. Poi, a poco a poco di anno in anno abbatti i palazzi e li ricostruisci, anche più grandi in modo poi da spostare anche nei nuovi palazzi più gente rispetto ai palazzi più vecchi che poi vengono abbattuti. In 10 anni hai un quartiere nuovo e moderno. Se non lo fanno è solo perchè hanno paura di perdere il “giochino” del quartiere degradato che fa “molta cronaca” e “dibattito”. Un pò come a New York negli anni 70, ve lo ricordate come era ridotto il Bronx, poi molte zone le hanno rase al suolo e lo hanno ricostruito.

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