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Milano | Castello – Le vibrazioni preoccupanti della metropolitana

Un problema che sta assillando da più di un anno molti milanesi e soprattuto chi si occupa del Castello Sforzesco e il suo prezioso patrimonio, sono le vibrazioni della metropolitana che scuotono anche molti palazzi in città.

Che cos’è successo e cos’è cambiato da qualche tempo a questa parte? Nessuno o quasi sa darsi una risposta precisa, ma il rombo con vibrazione al passaggio di quasi ogni treno, specie lungo la linea 1 e 2, e soprattutto in alcuni punti della città, sta diventando un problema preoccupante.

Ci stupisce come molti ancora non abbiano sollevato un dubbio che a noi è venuto, ovvero quello che dal 2014 sono stati introdotti man mano i nuovi treni Leonardo nel parco macchine di ATM.

Le linee della metropolitana hanno compiuto giusto i cinquant’anni nel 2014 senza presentare questo tipo di problema.

Problema che ha iniziato a manifestarsi sempre più da oltre un anno. Possibile che col passaggio frequente dei nuovi mezzi di trasporto e guarda caso con la sostituzione dei vecchi treni con quelli nuovi, magari le rotaie, sollecitate dai nuovi treni, si siano deformate o abbiano subito qualche modifica che provoca maggiori vibrazioni?

I nuovi treni sono stati pensati apposta per evitare questo genere di interferenza, ma forse qualcosa non ha funzionato?

Foto di Milano Trasporti.

La prossima settimana gli esperti del Politecnico, su commissione dell’Atm, faranno un’ispezione nelle gallerie della metropolitana. Monteranno una serie di sensori vicino ai binari posizionandoli tra le fermate di Lanza, Cadorna e Cairoli.

Obiettivo degli esami sul Castello: misurare con strumenti avanzati il livello di vibrazioni, cercare di individuare le cause dei tremori, fornire suggerimenti per limitarne gli effetti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


24 thoughts on “Milano | Castello – Le vibrazioni preoccupanti della metropolitana

  1. Anonimo

    Magari nel frattempo sarebbe il caso di limitare da subito la velocità in quel tratto, come già si fa per la M5 tra Isola e Garibaldi.

    1. Federico

      Vanno sempre ponderate le esigenze degli uni rispetto a quelle degli altri. Fino a che punto il disagio degli uni non è più sopportabile da dover creare un disagio per gli altri, che sono poi molti?
      Non è così banale.
      Sicuramente il limite è quando c’è un pericolo, ma siamo già in questa condizione?

      1. Anonimo

        Non dormo da almeno 2 anni per queste vibrazioni. Però la causa non sono i treni, ma le talpe TBM che scavano i nuovi tunnel. Infatti si sentono soprattutto durante la notte e neli weekend, quando lavorano più intensamente. È una vera tortura, la deprivazione di sonno e le vibrazioni continue sono anche causa di patologie a carico di vari organi interni (cuore, cervello prostata, circolazione sanguigna). La piena consapevolezza la si avrà purtroppo quando i lavori saranno terminati, anche perché continua ad essere insabbiato tutto da una coppia di funzioni controllore controllato, e cioè Comune e MM, che presenta evidenti conflitti di interesse. Vorrebbero leggi su questi argomenti (conflitto di interessi e vibrazioni) che ora sono totalmente inesistenti, altrimenti non si stabilirà mai il limite oltre il quale non sia consentito spingersi e coloro che soffrono perché più sensibili a queste forme di inquinamento ambientale non vedranno mai riconosciuto il loro diritto al sonno.

  2. 100%Milanese

    Qualcuno gentile mi spiega per cortesia perché i precedenti moderni eleganti funzionali belli internazionali MENEGHINO non sono stati più acquistati? Il buon senso sarebbe stato che visto che erano già una cinquantina (sparsi sulle 3 linee) se ne comprassero altri per poterli avere tutti moderni e tutti uguali. Non capisco come sia possibile nell’anno 2019, con le mire che ha Milano, le Olimpiadi in vista, gli investitori e i sempre più numerosi turisti, nonostante il raddoppio dei prezzi dei biglietti, il bilancio sempre in attivo di ATM e i lauti proventi di area C.. ci siano su tutte e 3 le linee treni diversi uno dall’altro: alcuni (troppi) ancora separati vagoni 3 a 3, quelli vecchissimi non comunicanti (veramente vergognosi!), i pacchiani LEONARDO (vedasi forme e colori..orribili) e i bei MENEGHINO. Non ditemi che si è voluto prendere i Leonardo solo per mostrare un cambiamento di continuità della giunta (LEONARDO=Pisapia VS MENEGHINO=Moratti)..sarebbe veramente triste.

    1. Anonimo

      Se guardi bene, il Leonardo È il Meneghino. Hanno solo cambiato il frontale e ristilizzato un po’ gli interni.

    2. Paolo

      Ottima osservazione. Mai capito nemmeno io questa logica. Tra l’altro, ora ci si trova ad avere sulla linea 3 (Gialla) un mix di Meneghino (ovviamente fantastici ed efficienti) e quei cessi di “Meneghino vecchi”, chiamiamoli così…
      Sulle altre linee “pesanti” (la 1 e la 2) i treni “vecchi” (quelli con 3+3 carrozze) per lo meno sono dotati di aria condizionata/riscaldamento e ci si viaggia bene, invece i vecchi convogli sulla 3 sono un vero disastro: zero aria condizionata, finestrini aperti altrimenti non gira un filo d’aria e sono rumorosissimi rispetto ai più silenziosi treni nuovi

    3. Giulio

      Sarebbe stato impossibile produrre una nuova commessa di Meneghino uguali alla vecchia, la tecnologia avanza e i componenti sarebbero stati diversi, il costruttore Firema nel frattempo ha chiuso, insomma avremmo avuto un Frankenstein con l’aspetto dei vecchi Meneghino ma costruiti diveramente. Tanto valeva, quindi, comprare una nuova serie di convogli (anche in previsione di dismettere la maggior parte dei treni della prima fornitura, quindi a regime comunque Atm non si sarebbe trovata a far manutenzione a mille tipi di treno diverso).

  3. enrico

    Ho avuto lo stesso identico dubbio. Prendendo il metrò (linea 2) tutti i giorni, ho anche provato a capire se percepissi qualche differenza tra i diversi modelli di convoglio stando in attesa in banchina seduto sulle panche in marmo. Forse per suggestione, ma a me sembrato di trovare differenze tra Leonardo e gli altri (Meneghino e quelli più vecchi). non so come si definiscano tecnicamente, ma in lignuaggio terra-terra, mi sembra che le vibrazioni dei Leonardo fossero di gran lunga più intense e più “secche” o acute (meno sorde). Tra l’altro, secondo me si percepisce anche a bordo. E’ un po’ come la differenza di “smoothness” che c’è tra tram serie 4600-4700 (per me i migliori di sempre insieme ai putroppo scomprasi 4800) e quelle schifezze dei Sirio e Sirietto.

    1. Anonimo

      E’ vero, ma se fosse un problema di treni dovremmo avere il problema anche sulla linea 1 e 3.
      Il fatto che ci sia quasi solo sulla 2 fa pensare (forse) a un problema di movimento della falda freatica? A pensarci la 3 è immersa e la 1 è sopra. Quindi potrebbe spiegare perchè i problemi li vediamo sulla 2 che è un po’ sotto e un po’ no?
      La butto li….

      1. enrico

        No, scusa: 1) come dice l’articolo (e come si è ripetutamente letto sulla stampa locale), sulla Linea 1 infatti ci sono vibrazioni anomale, in particolare tra Cadorna e Pagano; 2) sulla Linea 3 non ci sono i Leonardo. L’unica cosa che accomuna lInea 1 e Linea 2 che a me vanga in mente sono proprio i Leonardo (I Meneghino ci sono anche sulla Linea 3), la cui entrata in servizio – come dice UrbanFile – coincide grossomodo con il comparire della vibrazioni anomale.

      2. Anonimo

        Il problema, sono le TBM che scavano i nuovi tunnel, non i treni. Le vibrazioni si sentono, molto forti, sprrattutto a notte inoltrata, quando i treni sono fermi.

  4. Anonimo

    Il problema deve essere risolto immediatamente. Qualunque sia la causa e il costo. In una città che si definisce metropoli europea e’ inaccettabile che interi palazzi e monumenti vibrino al passaggio della metropolitana.

    Robe dell’altro mondo… Vediamo se ATM e questa giunta prenderanno sul serio almeno questa tematica.

    1. Anonimo

      Ma come risolvere?

      Ma la storia di Federico del disagio di pochi e di quello di molti?

      Ponderazione, devi ponderare.

        1. Anonimo

          Eh banale…..

          Prima devi attendere l’esito dello studio del politecnico (che poi non si capisce se è effettivamente limitato al caso del castello oppure se riguarda tutti i vari palazzi in giro per milano che da qualche tempo subiscono le stesse vibrazioni con le conseguenti crepe e danni);

          Poi devi fare una consultazione popolare dato che il disagio ( a cosa si riferisce federico?) di alcuni (i proprietari degli immobili danneggiati?) Non dovrebbe creare disagio a molti.

          Infine devi fare la gara per assegnare l’appalto;

          Ah…. poi bisogna riparare…. bene.

        2. Sascha

          Sarebbe bello se fosse vero, ma l’argomento delle vibrazioni, sebbene ad un profano può sembrare banale, è un argomento di una complessità pazzesca.
          Alcune delle variabili in gioco sono:
          – Velocità e peso convogli
          – materiale del binario (lega di acciaio)
          – sistema di fissaggio delle traverse
          – materiale costruttivo della ruota
          – collegamento ruote (sono legate con un asse o sono indipendenti?)
          – geometria e tolleranza della ruota
          – sistema si sospensione ed ammortizzazione del carrello

          Bisogna capire se è un vibrazione ‘strutturale’ o indotta dall’usura precoce come il fenomeno della ‘marezzatura’, ossia l’usura anomala sulla superficie del binario, come tra Isola e Garibaldi.

          Ho ancora in mente le equazioni differenziali di secondo grado per il calcolo delle vibrazioni di un sistema ‘semplice’ come la lavatrice, figuriamoci per un cinematismo complicato come quello del carrello dello metropolitana con il binario.

          Niente di impossibile, ma… non dite che è banale, come se bastasse mettere un paio di feltrini qua è la.

          1. Renato S.

            Aggiungo a ciò che dice Sascha. Non è fantascienza legare il problema ai movimenti della falda. Ricordo a chi non lo sappia che le gallerie delle linee 1 e 2 sono di fatto delle U rovesciate di calcestruzzo armato: le traversine, tramite massicciata, appoggiano banalmente sul terreno. Quindi l’abbassarsi o alzarsi della falda, “asciugando” lo zoccolo su cui appoggia il fascio di binari, può effettivamente cambiare il fattore di trasmissione delle vibrazioni dal suolo.

            inoltre. Facile invocare soluzioni. Ma a parte fermare o rallentare la metro, interventi strutturali sono complicati e di efficacia tutta da dimostrare. Non credo infatti che le vibrazioni possano essere imputate a soluzioni meccaniche specifiche di una tipologia di convogli. A meno di non buttare a mare il parco treni e passare alle ruote gommate, come in parte fa ancora Parigi.

    2. Anonimo

      Niente sarà risolto senza un indagine della Magistratura, perché il Comune è l’unico ente delutato al controllo della MM. Peccato che sia anche il suo azionista di maggioranza. C’è un conflitto di interessi grande come un palazzo di 4 piani, esattamente come le TBM che scavando producono queste vibrazioni, non i treni. Bisogna denunciare!

    3. Anonimo

      Non dormo da almeno 2 anni per queste vibrazioni. Però la causa non sono i treni, ma le talpe TBM che scavano i nuovi tunnel. Infatti si sentono soprattutto durante la notte e neli weekend, quando lavorano più intensamente. È una vera tortura, la deprivazione di sonno e le vibrazioni continue sono anche causa di patologie a carico di vari organi interni (cuore, cervello prostata, circolazione sanguigna). La piena consapevolezza la si avrà purtroppo quando i lavori saranno terminati, anche perché continua ad essere insabbiato tutto da una coppia di funzioni controllore controllato, e cioè Comune e MM, che presenta evidenti conflitti di interesse. Vorrebbero leggi su questi argomenti (conflitto di interessi e vibrazioni) che ora sono totalmente inesistenti, altrimenti non si stabilirà mai il limite oltre il quale non sia consentito spingersi e coloro che soffrono perché più sensibili a queste forme di inquinamento ambientale non vedranno mai riconosciuto il loro diritto al sonno.

      1. Anonimo

        Ma abiti in una roulotte che si sposta costantemente seguendo il percorso delle talpe? Due anni di privazione del sonno causa vibrazioni sembra quantomeno leggermente esagerato per delle talpe che scavano 15 metri al giorno (dopo due mesi al massimo, sono a un km di distanza)… 🙂

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