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Milano | Martesana – Una passeggiata lungo il canale, prima parte

Abbiamo raccolto un po’ di foto e di impressioni nei mesi scorsi, percorrendo il “sentiero” lungo il canale della Martesana.

In origine col termine Martesana si identificava una parte della Brianza orientale. Il contado comprendeva inizialmente, fra le altre, anche la Pieve di Gorgonzola e la Pieve di Cornegliano che in una buona parte vennero sottratte al contado della Martesana nella seconda metà del XIV secolo. A quanto pare il nome Martesana nasce nell’Alto Medioevo, tra il X e l’XI secolo, quando il Contado prese il nome dal castello che era il maggior presidio alla zona bonificata.

Quindi il Naviglio della Martesana prese il nome dal contado che attraversa. Il canale che si forma sull’Adda all’altezza di Concesa poco a valle di Trezzo sull’Adda, giunge in città da Est, all’altezza di Cascina Gobba e attraversando le zone di Crescenzago, di Ponte Nuovo, di Gorla, giunge a Cascina de’ Pomm dove purtroppo sprofonda sotto l’asfalto di via Melchiorre Gioia e si “perde” tra i mille canali sotterranei della metropoli. Un tempo l’acqua della Martesana alimentava il Naviglio di San Marco e circumnavigando la città creando un semi-cerchio, si immetteva nella Darsena per finire la sua corsa nel Ticino all’altezza di Pavia.

Il Comune ha approvato lo scorso anno, l’adesione all’associazione “Ecomuseo Martesana”.

L’associazione nasce nel maggio 2016 per promuovere il territorio attraversato dal naviglio Martesana nel tratto compreso tra Milano e Trezzo d’Adda e può contare sulla presenza di circa venti comuni, tra cui quelli rivieraschi, cinque istituti scolastici, alcune aziende, circa venti associazioni e molti cittadini.

Associazione che serve anche a valorizzare e sviluppare insieme agli altri soci attività di ricerca, sensibilizzazione e promozione del patrimonio materiale e immateriale che si raccoglie intorno all’acqua del naviglio Martesana, elemento che l’amministrazione comunale intende valorizzare a partire dal progetto di riapertura integrale dei Navigli.

Noi abbiamo iniziato il nostro percorso da Cascina de’ Pomm, dove il canale si immerge sotto l’asfalto della via Melchiorre Gioia per perdere le sue pulite acque nel Redefossi (il proseguimento del Fiume Seveso intombinato sotto la città ).

La Cassina de’ Pomm è una graziosa cascina a corte, tipica dell’area milanese, faceva parte di un articolato sistema di terreni destinato alla coltivazione di frutteti di mele (da cui deriva il nome della cascina, in milanese pomm) che fu voluto da Francesco Sforza nel XV secolo. Realizzata nel XV secolo contestualmente alla piantumazione dei frutteti di mele, venne ulteriormente ampliata nel XVI secolo con la costruzione dell’ala padronale e restaurata nel corso XVIII secolo con la trasformazione in albergo, è tra le più antiche cascine rimaste intatte della città.

Degno di nota è anche il piccolo ponte in ferro che scavalca il canale in corrispondenza della cascina e che venne realizzato all’inizio del XX secolo. Un tempo veniva chiamato, in dialetto milanese, el pont del pan fiss (it. “ponte del pane sicuro”) per via della presenza, nei suoi pressi, di una fabbrica di candele, ora non più esistente, che permetteva agli operai che vi lavoravano di avere un lavoro sicuro, da cui il nome del ponte. Sull’area dove un tempo sorgeva lo stabilimento ora c’è il parco pubblico Cassina de’ Pomm. Dell’antica fabbrica sono state conservate le mura di cinta, che delimitano ancora oggi i confini del parco.

Purtroppo il piazzale davanti alla bella cascina è sempre utilizzato come parcheggio, smontando quel poco di romanticismo che è rimasto in quest’angolo.

Poco oltre la curva del naviglio, troviamo una vera chicca, il Tranvai di via Zuretti 75. Un vecchio tram del 1928 trasformato in chiosco bar, qui troverete un po’ di storia.

L’area dei ponti ferroviari ha un suo fascino, anche se andrebbe sicuramente sistemata e mantenuta meglio. Questo è uno dei tratti del percorso del canale senza un vero accesso di qualsiasi genere. Infatti gli accessi sono da via Zuretti e Viale delle Rimembranze di Greco, per poi saltare un bel tratto sino a Turro attraverso via Tofane.

A Turro troviamo le vecchie case molto caratteristiche che si affacciano anche su via Rovigno.

Il salto a Gorla è breve e in questo tratto, il canale ci regala altre vedute molto caratteristiche. Villa Singer, il ponte in pietra la piazzetta col monumento alle vittime del 20 ottobre 1944, quando una bomba esplose nella scuola del quartiere, uccidendo 184 bambini.

Saltiamo oltre viale Monza, dove troviamo la Cascina Martesana, un vecchio cascinale lungo il canale rimasto in abbandono per lungo tempo, dal 2015 è diventata un luogo d’incontro per i cittadini, una risorsa per il quartiere Gorla e non solo, grazie a un giardino interno, uno spazio per grigliate, ping pong, amache e un bar per cene o aperitivi all’aperto.

Qui si trova il grande Parco della Martesana. Creato nel 1978 sebbene la relativa area fosse già prevista a verde nel piano regolatore generale del 1953, è attraversato dalla pista ciclabile che costeggia il naviglio della Martesana.

Dal 15 maggio 2006 il parco è intitolato ai martiri della libertà iracheni vittime del terrorismo.

Il parco, come dicevamo, ha una superficie molto vasta e dominano gli spazi aperti. La pianta di robinia fa da padrona, ma sono numerose anche altre specie, tra cui segnaliamo almeno quattro varietà di acero (americano, argentato, di monte e riccio), il carpino bianco, la farnia, la quercia rossa, l’olmo e il tiglio selvatico.

Sulla sponda opposta a via Stamira d’Ancona, nel 2010 sono terminati i lavori di restauro di quanto rimaneva della neogotica Villa Angelica della cui torretta esagonale è rimasto un solo piano. È stata anche la sede della Canottieri Gorla.

Al centro del parco si trova un moderno ampio anfiteatro con annesso un centro polifunzionale per attività socioculturali gestito da volontari, nei pressi un’ampia area giochi, mentre i quattro spazi riservati ai cani sono collocati ai bordi.

Qui di seguito il ponte ciclo-pedonale che si collega con via Liscate.

Proseguendo in direzione del ponte di via Ponte Nuovo, il parco si restringe e il percorso ritorna ad essere un alzaia, via Alfedo Baccarini. L’atmosfera rilassati quest’angolo di Milano è molto piacevole e particolare, sembra persino impossibile di trovarci a due passi da via Padova.

All’altezza della via Privata Jacopo Vittorelli si trova un terreno incolto ma per fortuna lasciato a verde. Qui ogni mercoledì si tiene un piccolo mercato settimanale. Negli altri giorni, lo spazio è occupato come parcheggio per camion e furgoni. Non sarebbe una buona cosa se venisse, in qualche modo, sistemato a verde, con la piantumazione di alberi?

Proseguiremo l’argomento Martesana con un altro articolo a seguire.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Martesana – Una passeggiata lungo il canale, prima parte

  1. Davide Mombelli

    Purtroppo lo spazio verde di via Vittorelli, quello recintato e affacciato su via Padova, sarà utilizzato per far posto ad un centro commerciale di due/tre piani! Così mi disse un agente immobiliare qualche mese fa. Io spero che non venga data la concessione edilizia ma che il prato possa essere sistemato con piante per rendere lo storico mercato di Crescenzago un po più gradevole. Di cemento in zona ce n’é a sufficienza. Piuttosto riutilizzino lo spazio dell’ex autolavaggio che oggi giace abbandonato in fianco alle nuove villette che affacciano al naviglio

  2. Antonio

    Ora al posto del Cafe Martesana a inizio Martesana, c’è una mitica birreria già presente anche in Via Paolo Sarpi: La Buttiga!

  3. Antonio Caruso

    Ora al posto del Cafe Martesana a inizio Martesana, c’è una mitica birreria già presente anche in Via Paolo Sarpi: La Buttiga!

  4. Anonimo

    Segnalo queste cose, nella speranza che qualcuno del comune ci legga:

    – la situazione della pista ciclabile è al limite: numerose radici stanno rendendo pericoloso muoversi in bici, ci sono avvallamenti e vere e proprie buche che andrebbero sistemate

    – nel pomeriggio e nel weekend la troppa gente rende impossibile andare in bicicletta, servirebbe allargare i tratti più stretti (in molti casi si può fare!) e magari delimitare lo spazio dei pedoni con segnaletica orizzontale

    – il tratto di via Idro e dopo via Idro è estremamente degradato: discariche abusive (mancavano da tempo, sono ricomparse), asfalto ammalorato, rattoppi pericolosi, attraversamenti stradali pericolosi per l’elevata velocità delle auto che MAI concedono uno straccio di precedenza

    La ciclabile della martesana come tutte le cose va mantenuta e manutenuta, fate qualcosa per la sicurezza di tutti. Grazie

    1. anonimo

      Faccio sommessamente notare che è vero anche il contrario, e cioè che molti ciclisti rendono impossibile passeggiare e correre in tranquillità, visto che sembrano ignorare l’uso dei freni e spesso e volentieri procedono a velocità folli. La ciclabile è ciclopedonale, e piaccia o no i pedoni hanno la precedenza!

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