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Milano | Porta Volta – Feltrinelli, questa volta si parte per davvero

Dopo anni d’attesa, cavilli burocratici, ritrovamenti archeologici (rinvenute porzioni delle mura spagnole), a settembre partiranno finalmente i cantieri per ridisegnare il piccolo Boulevard lungo viale Francesco Crispi a Porta Volta.

Nei mesi passati erano state concluse le operazioni di bonifica dei terreni e di risanamento dei terreni, oltre ad essere arrivate le certificazioni di Arpa e Città Metropolitana.

Il progetto iniziale è stato modificato per mettere in evidenza le mura cinquentesche ritrovate durante le bonifiche e gli scavi.

Coima sgr, che a suo tempo aveva già realizzato la prima piramide di Feltrinelli, progettata da Herzog & de Meuron, ha già avviato la gara. I lavori partiranno a settembre e dureranno sei mesi, per concludersi quindi per la prossima pimavera.

Nel frattempo pare si stia rimettendo in marcia il progetto per la seconda “piramide” di Feltrinelli, quella lungo viale Montello. Più piccola e destinata anch’essa ad uffici. Pare ci siano già società interessate. La nuova piramidina è stata modificata per permettere la visione dei resti delle antiche mura.

A fermare gli entusiasmi, rimane un comitato che si è formato nei mesi scorsi, che vorrebbe rimanesse completamente a verde lo spazio retrostante di Porta Volta e quindi non venisse realizzato il secondo edifici Feltrinelli. L’appuntamneto comunque sarà per fine anno con le osservazioni al PGT, poi si ritenterà la strada per il bando.

Ricordiamo anche che gli oneri di urbanizzazione serviranno a riqualificare finalmente questo quartiere decisamente bisognoso.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


38 thoughts on “Milano | Porta Volta – Feltrinelli, questa volta si parte per davvero

    1. Anonimo

      Mi ricorda la storia del cosiddetto ‘Bosco di via Gioia’…. per trent’anni, quand’era uno sterrato con qualche pianta spontanea qua e là, usato come parcheggio dalla Regione che ci aveva piantato anche una tensostruttura, nessuno diceva beh…

      quando poi era stato annunciato il progetto di Palazzo Lombardia improvvisamente si erano scoperti tutti ambientalisti e via coi comitati per difendere il “”””verde””””…. verde che lì non c’era mai stato e di cui comunque si erano sempre disinteressati…

      è il riflesso condizionato dei NO TUTTO…. ogni volta che viene annunciato un cambiamento c’è sempre qualcuno che deve dire no per partito preso…

      1. Alberto Tadini

        una precisazione: il bosco di via melchiorre gioia non era uno sterrato ma era di fumagalli, quello dei fiori. c’erano tante piante di vario tipo, anche alte 8/10 metri.
        a parte questo, l’area era stata lasciata in eredità dalla proprietaria a non so che ospedale, a patto che non ci costruissero.
        ospedale = regione.
        quindi il celeste ha deciso di costruire lì, nonostante il “vincolo”

        1. Anonimo

          Ci sono passato davanti tutti i giorni per anni… sul lato che dà su via M. Gioia c’era un cancello di ferro affacciato su uno sterrato dove la regione parcheggiava le sue auto e in mezzo c’era una tensostruttura bianca tipo festa dell’Unità….

          Se c’era Fumagalli certo non occupava tutto lo spazio e comunque un vivaio privato è ben diverso da uno spazio verde pubblico.

  1. Anonimo

    Capisco la richiesta dei residenti, ma questo è un progetto organico e a mio parere il suo completamento offre molto maggiore valore in termini di miglioramento ambientale che non pochi mq di verde in più.

    Tra l’altro l’esperienza insegna che questi giardini piccoli e un po’ defilati tendono a diventare ritrovo di nullafacenti o peggio. Così invece il verde (che c’è comunque) sarà ‘presidiato’ dalla presenza della palazzina, senza contare che gli oneri di urbanizzazione permetteranno di sistemare il resto della zona, che attualmente versa in uno stato pietoso.

    1. GPB

      Concordo pienamente!
      Basta guardare in che stato verte il verde pubblico cittadino…
      Speriamo completino il progetto!!!

    2. Anonimo

      Basta vedere in che stato è l’altro “giardinetto” che c’è in zona (non ricordo il nome).
      A Milano serve verde, ma che sia vivibile e da tutti e in un contesto di decenza.
      A me la prosecuzione della piramide e la zona a verde intorno va benone.

    3. Andrea

      Ma i parchi sono belli proprio perché ci si può andare quando non si ha nulla da fare!

      I giardinetti di Lea Garofalo sono molto belli, mi è capitato alcune volte di fare la pausa pranzo ed è veramente rilassante.

      Personalmente trovo più piacevole ammirare la natura rispetto ad una vetrata gigante.

        1. Andrea

          Hai ragione, a Milano la vera natura la si può vededere solo in fotografia. Quello che si può provare a fare è tentare di simularla.

          Sono convinto che anche tu concorderai con me che i giardinetti di via Garofalo simulano meglio un ambiente naturale rispetto ad una striscia alberata davanti ad uno spiazzo cementato ed un enorme palazzo di vetro.

          1. Andrea

            @Anonimo 30 Agosto 2019 at 11:05

            Quelle foto sono state fatte durante i lavori di riqualificazione, prova a tornarci ora e dimmi se preferisci veramente lo spiazzo di cemento con le panchine al sole e cinque alberi messi in fila.

            E spero che nessuno pensi ceramente che per togliere le auto dai marciapiedi e sistemare dei muri rabberciati sia necessario sostituire uno spazio verde con un enorme catafalco di vetro.

          2. Anonimo

            A Milano i lavori di risistemazione vengono fatti solo se paga un privato con gli oneri di urbanizzazione (alti o bassi che siano)

            Mi sta bene? Probabilmente no. E’ giusto? Probabilmente no.

            Io però quello schifo non finito e un po’ sinistrato non lo voglio e non voglio nemmeno aspettare 30 anni prima che venga sistemato a dovere.

            Sono triste? Me ne farò una ragione…

      1. Anonimo

        Non penso che con ‘nullafacenti’ l’anonimo delle 12.14 intendesse gli impiegati in pausa pranzo……………………………………..

        1. Andrea

          E allora doveva esplicitare meglio cosa intende per “nullafacenti” perché in un qualsiasi parco tutti i frequentatori sono “nullafacenti”.

          Come si può giudicare negativamente una persona solo perché è seduta al parco a parlare con i propri amici? Veramente c’è chi vuole abolire i parchi e i giardini sostituendoli con fazzoletti verdi fra uno stradone e un palazzo per evitare che le persone si siedano sulle panchine?

  2. A

    Per quanto riguarda la seconda piramide Herzog e De Meuron, i 3 precedenti bandi del Comune sono andati deserti, altro che società interessate. Vorrei ricordare all’Autore dell’articolo che gli oneri di urbanizzazione per prestazioni pubbliche in Italia e in particolare in Lombardia rappresentano una quota irrisoria delle rendite sul costruito (3-5% contro il 30% della Germania). Il Comune di Milano ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale: servono aree verdi, pubbliche e con funzione aggregativa, non insostenibili palazzi di vetro.

    1. Pierre

      Per onestà intellettuale occorre aggiungere che i precedenti bandi sono stati fatti con il ricorso del benzinaio e successivamente con il giudizio pendente della Sovrintendenza a causa dei ritrovamente archeologici.
      Una volta risolto il primo e ottenuta l’approvazione della seconda, il Comune ha indetto il nuovo bando che finalmente non ha più vincoli.

      Ad esempio altri bandi come quello di UTC sono passati dall’essere praticamente snobbati a segnare un’asta record per le casse comunali.
      Verosimilmente sarà così anche per questo.

      Sull’entità degli oneri di urbanizzazione, non credo che il Comune abbia alcuna voce in capitolo.

      La sostenibilità del costruendo “palazzo di vetro” sarà allo stato dell’arte, così come lo è la gemella già costruita.

      Per risolvere l’emergenza climatica di Milano è assolutamente ridicolo impuntarsi su un’area di qualche migliaio di mq.
      Meglio sarebbe rendere solo per i mezzi pubblici l’asse Montello-Via Farini e lasciare l’attraversamento delle auto su Via Ceresio-Via Crispi.
      In questo modo si potrebbe riorganizzare il Piazzale degnamente, magari unendo pedonalmente Via Pasubio e Via Sarpi.

      1. A

        Il Comune di Milano (e la Regione Lombardia) volutamente ignorano l’art. 17 del DL 12.9.2014 n. 133, che introduce il contributo straordinario sul maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica in misura non inferiore al 50%. Gli interventi di compensazione per nuovi edifici sono ridicoli e sotto gli occhi di tutti.

        L’emergenza climatica e ambientale si combatte anche e soprattutto con interventi diffusi, capillari e di modesta portata, come la piantumazione di piccole aree, il ripristino del suolo degradato per favorire l’infiltrazione delle acque meteoriche, il progressivo taglio dei parcheggi. Tutto ciò serve ad abbassare la temperatura, a ripristinare l’INVARIANZA idraulica e idrologica, in una parola, ad avere RESILIENZA (il Comune ha istituito da poco la figura del Manager della resilienza…)

        Infine, il non-quartiere Baiamonti-Sarpi ha un disperato bisogno di un luogo interamente destinato a funzioni pubbliche, culturali e aggregative.

    2. Anonimo

      Caro A, il mercato immobiliare in città è migliorato molto negli ultimi anni, questa volta il bando potrebbe andare bene. La minima porzione di verde sacrificata consente una riconoscibilità urbanistica del quartiere notevole, non solo del manufatto di H&DM, ma soprattutto di un pezzo della storia di Milano. Non a caso si chiama Porta Tenaglia. Gli edifici moderni lineari – non la piramide di Cheope – consentono il riconoscimento del bastione delle mura spagnole, pure conservato e reso visibile. Anche la piantumazione lineare è prevista, in parte ove oggi non c’è verde. Uffici qualificati e spazi pubblici per studio o co-working in più: lei è andato con il suo pc a navigare nel manufatto esistente? Provi…Pare un bel progetto, perché opporsi?

    3. Anonimo

      Maran ha detto che questa volta vari soggetti si sono fatti avanti. E ha fatto l’esempio del Pirellino che dopo le prime aste andate deserte è stato venduto per oltre 130 milioni.

  3. Milanese

    È uno dei miei nuovi edifici preferiti a Milano, la nuova costruzione crea un bell’effetto: completa e da’ continuità al “gemello” crea del verde “curato” e permette con gli “oneri” di riqualificare altro; devono proprio avere quel pezzetto di verde i residenti?

  4. Andrea

    A Milano negli ultimi anni si sta costruendo un’enorme quantità di palazzi di prestigio ma i lavori per le ciclabili sono sempre fermi (vedi PIazza Baiamonti) e di parchi nuovi (quelli dove ti guardi in torno e ti sembra di essere al parco) non se ne fanno, dobbiamo accontentarci di qualche striscia di verde con due panchine rivolte verso il palazzo di turno.

    Concordo con chi dice che gli oneri di urbanizzazione sono troppo pochi… o forse vengono gestiti veramente male.

  5. Elius

    Strano trovare delle mura vicino a una porta…..non apprezzo l’architettura dei due palazzi ma una sistemazione della zona compreso l’asse che porta al cimitero è doverosa.

  6. Anonimo

    Non capisco le polemiche, il Giardino Lea Garofalo rimane… la piramide va al posto del benzinaio… quel benzinaio che gli stessi residenti adesso che reclamano il verde, prima volevano mantenere…………..

  7. S

    Costruiamo la seconda piramide e sistemiamo il giardino A fianco. La zona deve essere riqualificata. E’ In centro ma e’ Abbandonata

  8. Steve

    Premetto che il progetto mi è piaciuto subito e mi sono spesso trovato a difenderlo dalle molte critiche, per me totalmente infondate.
    L’edificio realizzato è bellissimo e ritengo abbia riqualificato via Pasubio e l’intera zona.
    Sono ora però alquanto perplesso riguardo la continuazione (che, ripeto, mi vedeva completamente favorevole anche per il secondo corpo).
    L’edificio sarà diverso da quello su viale Pasubio dal momento che sarà sviluppato prevalentemente in altezza, non sarà collegato agli altri edifici che danno su via Montello (il giardino esistente verrà mantenuto) e si perderà l’effetto delle quinte che circondano i caselli daziari.
    Via Montello è più stretta di viale Pasubio, un edificio della stessa altezza renderà l’angolo con via Paolo Sarpi più soffocante.
    A questo punto perchè non aumentare l’area verde estendendola in parte a piazzale Baiamonti, viale Pasubio e soprattutto coinvolgendo i bastioni da viale Crispi a piazzale Biancamano, una strada veramente degradata.

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