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Milano | Vetra – Perché le Colonne rimangono nella sciatteria?

Le Colonne di San Lorenzo, quante volte lo abbiamo scritto che sono lasciate nella più totale sciatteria? Migliaia di volte.

Situazione lasciata incompiuta oramai quasi ottant’anni fa e che, come in altri luoghi del centro storico di Milano, nessuna giunta pare sia riuscita a risolvere. Le Colonne di San Lorenzo; le Cinque Vie; Piazza San Sepolcro; via Cusani; il Bottnuto (Piazza Diaz); il Verziere; Piazza Fontana e Beccaria, sono tutte vittime di un insensato piano urbanistico che voleva sventrare la città creando grandi arterie di scorrimento per una città moderna con nuovi palazzi. A parte il Bottonuto e il Verziere, realizzati sacrificando l’antico tessuto, il resto degli interventi sono rimasti solo sulla carta (per fortuna). Ma che nessuno sia mai riuscito a recuperare e ricompattare il luogo, è veramente un peccato.

Come avevamo già visto, lo scellerato piano urbanistico attuato prima della Seconda Guerra Mondiale, prevedeva una piazza enorme e moderna che lasciasse al centro le antiche colonne romane e la Basilica di San Lorenzo. Le prime demolizioni poco prima dello scoppio del conflitto mondiale, e poi le distruzioni belliche hanno fatto la loro parte. Dopo la guerra non si completò il piano di allargamento e demolizione, lasciando la situazione come si presenta ancora oggi, dopo settant’anni e più, un buco urbano, un brutto palazzo moderno e parecchie pareti cieche sparse attorno alle vestigia romane.

In questi giorni si sta allestendo l’angolo per spazi pubblicitari, decisamente poco inerenti col luogo, no?

Ci chiediamo se in una città più attenta a queste situazioni, come potrebbero essere Londra, Parigi o Barcellona (per noi esempi virtuosi di buon arredo urbano), un luogo così importante per Storia e Cultura, se sarebbe lasciato nella totale sciatteria come succede a Milano.

Qui dovrebbe sorgere, secondo un recente piano urbanistico sbloccato dalla Giunta Moratti, ormai nove anni fa, un edificio residenziale che completi e ricuci la cortina edilizia storica di Corso di PortaTicinese, la sistemazione degli spazi a piazza esistenti e la realizzazione di un nuovo spazio pedonale interno all’isolato che metta in collegamento finalmente il Corso di Porta Ticinese e via Dei Fabbri, nel rispetto del vincolo paesistico. Dopo anni di modifiche richieste dalla Sovrintendenza, per inserirsi meglio nel contesto, con riduzione di volumetrie, il cantiere è pronto a partire.

Noi siamo per la totale ricostruzione della vecchia cortina edilizia, ma soprattutto vedere eliminato questo “buco” urbano a due passi dalle Colonne di San Lorenzo. Ci piacerebbe, ad esempio, venisse anche demolito il palazzo moderno di Via Edmondo de Amicis 4, e sostituto da una ricostruzione filologica di prima della guerra, cosa praticamente impossibile, ma visto che abbiamo sognato, sognamo.

I lavori, annunciati più volte, ogni anno pare pronti all’avvio, ma non si riesce mai a capire se si tratti di bonifiche, di rilievi archeologici o semplici scavi propedeutici. Qui si trovavano vecchi edifici residenziali di edilizia povera, probabilmente di impronta medievale e più volte rimaneggiata Sino alla demolizione degli anni Trenta.

Nel frattempo da oltre un mese è comparso un grosso schermo pubblicitario appeso sulla parete cieca del civico 32 (recentemente sopralzo e ricomposto a grosso modo come l’antico edificio, anche se in maniera dozzinale, secondo noi). Perché la comparsa di questo manufatto elettronico a lato delle antiche colonne? Schermo che fa compagnia ad un altro montato sul braccio destro delle palazzine della basilica e che servirebbe per raccogliere finanze per il restauro della Cappella di Sant’Aquilino (che perdoniamo per la sua presenza, se serve per finanziare l’intervento).

Colonne che vivono sempre circondate dai cavalletti lasciati per “fingere” di proteggere dalla movida serale (come se nessuno si sedesse ugualmente la sera nonostante le transenne spiegate) il monumento. Non sarebbe meglio mettere dei vigili che si facciano rispettare e meno oggetti aggiuntivi che intralciano solo la via, anche in caso di evaquazione?

Colonnine e catenelle per scongiurare il parcheggio abusivo, da lungo tempo spezzate o divelte.

Per giunta su tutto incombe anche la mega parete cieca della casa di via Pioppette 3. Ma non si può fare qualcosa? Un Murale, un trompe l’oeil?

Che dire poi della stupida usanza di lanciare le vecchie sneakers sui cavi dei tram o della luce. Il Comune non dovrebbe rimuovere lo scempio appena compare? Vi sembra adeguato per un luogo simile?

Pali, colonne, muri imbrattati in ogni modo, specie da adesivi, un vero scempio.

Aggiungiamo lo stato d’abbandono e di indecoroso della zona, dove sporcizia e tag sui muri, compresi quelli della Basilica, sono sempre presenti. Possibile che dove ci siano giovani non ci possa essere RISPETTO?

L’ordine e la pulizia dovrebbero partire dal Comune per diffondersi tra i cittadini.

Alla fine rimarrà a loro e ai loro figli questo patrimonio storico e culturale, o non gliene frega niente?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


33 thoughts on “Milano | Vetra – Perché le Colonne rimangono nella sciatteria?

  1. Adriano

    Ma adesso con i giovani come Greta il mondo cambierà….ahahaha…secondo me i giovani che sono andati a “manifestare” sono li stessi a cui non frega un cazzo e che fanno i danni che descrivete…

    1. Pier luigi caffese

      Arzuffi è pazzo da legare.Vuole abbattere il condominio di via de Amicis, e ricostruire in stile facilità piacentiniano su area archeologica delle terme euclidea con sentenza del Consiglio di Stato del 2013-2014 di non costruire rifondendo i danni al Mibact e Condomini
      VIA FABBRI CHE VUOL RIPRISTINARE E’CHIUSA OGGI ESISTONO 3 TRONCONI CHE DEVONO DIVENTARE PEDONALI E CONTROLLATI PER QUESTIONI DI ORDINE PUBBLICO E NON DEVE DIVENTARE LA STRADA DI ACCESSO AI BOX CHE SOTTINTENDE DI FAR COSTRUIRE IN ZONA PEDONALE.CI SONO DENUNCIA ED ESPOSTI PER FAR CHIUDERE VIA FABBRI DATO CHE È INTERDETTO ANCHE L’ACCESSO DA VIA DE AMICIS SU CORSIA RISERVATA.POI ARZUFFI ED IL COMUNE DIMENTICANO CHE SOTTO CI SONO I RESTI DELLE TERME ERCULEE CITATE DA AUSONIO E GRILLO ED ESISTE UNA SCALA DOCUMENTATA DI ACCESSO A GALLERIE TRA CHIESE.POI LA RICOSTRUZIONE DI ARZUFFI È FALSA PERCHÉ LE CASE ATTORNO ALLE COLONNE FURONO ABBATTUTE SINO AL 1930 PER FARE UNA PIAZZA E DOVE SI VUOLE COSTRUIRE DAVANTI VI ERA UN CARBONIO E A NORD 30 ALBERI VERDI DI CILIEGIO E ALICANTHUS POI TAGLIATI PER FARE UN MISEREVOLE PARCHEGGIO.NEL CONTEMPO IL MIBACT SOLLECITATO DA 500.000 ABITANTI DEL CENTRO MILANO VINSE LA CAUSA PER CUI È VIETATO COSTRUIRE COME DA SENTENZA CONSIGLIO STATO N.02666/2013 REG.PROVA. COLL.N.02338/2013 REG.RICERCA. FOSSI ARZUFFI MI VERGOGNEREI DI COSTRUIRE SU SITO ARCHEOLOGICO E DI NON RISPETTARE UNA SENTENZA INAPPELLABILE PER CUI LA CONVEZIONE DEL COMUNE È NULLA.

      1. Anonimo

        A parte che si chiama Arsuffi e non Arzuffi, non te l’hanno spiegato che scrivere tutto in maiuscolo EQUIVALE AD URLARE???

        Della serie Netiquette, questa sconosciuta.

      2. Anonimo

        ‘Vi era un carbonio’ ??

        Un atomo?? tutto solo soletto, come il sodio dell’acqua minerale??

        Forse aspettava un po’ di ossigeno e idrogeno per fare una bella molecola organica!

      3. Anonimo

        Anche il mitico albero di “alicanthus” ovviamente non esiste!

        Esiste l’Alianthus…che è la pianta infestante di origine cinese più terribile che abbiamo in Italia.
        E’ quella che devasta tutte le zone abbandonate, cresce spontaneamente alla velocità della luce, soffoca tutto (è una pianta pioniera) e crea disastri con radici e polloni.

  2. Romeo

    I residenti di Via dei Fabbri hanno costantemente provato, attraverso tutte le vie possibili, a segnalare l’estrema criticità della via – quasi uno slum – ai vari enti, assessori, sindaci, vicesindaci, presidenti di zona, presidenti di municipio, quotidiani… ma niente, sembrano essere tutti sordi. Grazie Urbanfile per provare ogni tanto ha cercare di portare attenzione anche a situazioni come questa. Prima o poi un vero buon politico – perche sono sicuro esista – si troverà su queste righe e deciderà di intervenire, a prescindere dal numero di voti che potrebbe portare o non portare questo tipo di intervento: lo farà per il bene della città.

    1. Anonimo

      E’ esattamente la stessa tesi che riportava ieri il Corriere, che non è certo un giornale di propaganda leghista:

      “…se non cambia la strategia complessiva non ne usciamo più. Ennesimo problema di Milano prettamente demandato alle forze dell’ordine, a lungo volutamente ignorato dalle istituzioni anche per non infastidire quel che resta dell’area antagonista cittadina…”

      https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_ottobre_06/ponti-militarizzati-cambi-turnonavigli-sistema-droga-ba0e8c08-e7f7-11e9-959d-8634d2ae544d.shtml

      1. Anonimo

        mah… mi piacerebbe sapere, a parte quei pochi che occupano, chi sono gli antagonisti che possono permettersi di vivere in centro, tanto più in una zona di recente gentrificazione come Ticinese/Navigli.

          1. Anonimo

            Già, peccato che leggendo l’articolo si evince che la frase che hai citato è l’opinione — riportata — di un anonimo poliziotto (definito, testuali parole, “vecchio sbirro”) e non la posizione dell’autore dell’articolo, né tantomeno della testata.

            Oltretutto si riferisce a via Gola, che ha poco o niente a che fare con le Colonne.

            Se dovete fare i tendenziosi, almeno fatelo bene.

          2. Anonimo

            Se pensiamo al costo al mq degli appartamenti, o al livello degli affitti, in centro, direi proprio di no.

            Di antagonisti che facciano i dirigenti nelle multinazionali a 250.000 euro l’anno io non ne conosco… e sono sicuro neanche tu.

          3. Anonimo

            Si, ho messo apposta il link ed anche i puntini prima e dopo la frase per far vedere che era un estratto e non completo.

            Ma se conosci bene le logiche dei giornali e dei giornalisti, mettere o non mettere una citazione, stigmatizzarla oppure no e come presenti la fonte (“vecchio sbirro” è volutamente un termine con cui si entra in empatia) dice molto di più di tante parole.

            Comunque liberissimo di non credere che la lettura della situazione presentata sia corretta. E che la radice della non-volontà politica di risolvere i problemi non sia quella, alle Colonne come altrove.

          4. Giacomo

            … E qualcosa mi dice che molti siano pargoli di “dirigenti nelle multinazionali a 250.000 euro”…

          5. Anonimo

            Cazzo @ Giacomo,mi rubi le parole di bocca, stavo scivendo più o meno la stessa cosa😠

      2. Andy77

        Al di là delle disquisizioni sulle convenienze politiche tu mi vuoi forse dire che Magistratura e Forze dell’Ordine, indipendenti o dipendenti dalla stato centrale, devono sottostare alla volontà di un sindaco?
        Dato che quella zona è così da prima della II Guerra Mondiale (ascoltati le canzoni sulla mala di Piazza della Vetra e dei Navigli) vuoi forse dire che anche Formentini, Albertini e Moratti avevano convenienza a tenere tutto così?
        Pensi che ad alimentare la domanda di stupefacenti siano solo gli antagonisti o anche insospettabili professionisti (ci sono casi di uso di cocaina pure in parlamento)?
        Capisco la frustrazione ma bisogna anche saper discernere anziché agitare la tempesta di merda ed indignazione. Semplicemente quella zona è un disastro e se c’è tanto spaccio è perché c’è anche molta domanda.
        Non ti ho sentito gridare allo scandalo negli anni 90 e primi anni 2000.
        Se poi ci si vuole focalizzare sullo stato fatiscente delle case ALER, concordo in pieno, ma bisognerebbe sapere che non è stato Pisapia, tanto meno Sala, a lasciare un miliardo di debiti che ha portato la Regione a minacciare di lasciare gli immobili a loro stessi.
        Il recupero di situazioni di questo tipo richiede decenni, prova a vedere Manchester o Liverpool per credere.

        1. Anonimo

          Le forse dell’ordine e i sindaci sono interconnessi.

          Per sgombrare le case servono i servizi sociali del Comune per mettere gli sgombrati. (in Italia non si lascia in strada nessuno). Per risolvere i problemi di degrado servono le ordinanze del Sindaco su locali o la vendita di bottiglie (e son solo degli esempi per nulla esaustivi) che poi van fatte rispettare.

          Per evitare che certe zone diventino dei deserti di locali notturni senza tessuto sociale, serve una pianificazione del territorio e l’aiuto ai negozi ed alle attività che evitino che ci sian solo bar e locali.

          Lo spaccio ed il degrado alle colonne non si combatte solo con la repressione di polizia (che peraltro è forse meglio impegnata a cercare di controllare il mercato della droga alla fonte e non solo ad inseguire il piccolo spacciatore tutte le notti). E si combatte anche con la sistemazione delle aree, l’arredo urbano e la puntuale denuncia o regolarizzazione delle occupazioni abusive degli stabili comunali (e qui purtroppo la lista delle situazioni grigie è lunga)

  3. Anonimo

    ci sono passato qualche sera fa, bisogna spingersi fino nelle periferie del centro america per osservare analoghe situazioni di abbandono e sciatteria!
    VIVA LA MILANO DELLE PROSSIME OLIMPIADI E UN GRAZIE A QUESTA COMPETENTE AMMINISTRAZIONE LOCALE!

  4. giò i man dal nichel

    Siamo alle solite .. quando si vuole mettere ordine a una situazione che Il Sito GIUSTAMENTE ricostruisce, arriva il solito esponente dei comitati che non vuole cambiare nulla. Risultato.. che il degrado odierno continua all’infinito.
    Poi c’è una sentenza che risarcisce i condomini? Quale danno hanno avuto i condomini? Siamo alle solite.. Denaro.. solo quello e voglia di bloccare ogni intervento.

          1. Giacomo

            Il bello è che fanno anche i compiaciuti come se ciò ne dimostrasse la superiorità antropologica.

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