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Milano | San Siro – Lo stadio nuovo non s’ha da fa’!

Ieri sera l’ad interista Alessandro Antonello e il presidente rossonero Paolo Scaroni, accompagnati dai rispettivi responsabili del piano per la nuova arena, si sono ritrovati al Municipio 7 per un confronto organizzato dal presidente di zona, Marco Bestetti, coi cittadini della zona di San Siro per discutere sul progetto presentato per il nuovo stadio.

Assemblea agguerrita, un centinaio di residenti seduti persino per terra, con tanto di cartelli come: “No cementificazione per ripianare i bilanci delle squadre”, “No allo stadio davanti alle case” e via di questo tono. Il rumoreggiare si è fatto più forte quando il presidente del Milan esordisce affermando: “Oggi, San Siro è una landa desolata”. Un coro di Buuuu si alza e da il via alla “battaglia”.

Da una parte ci sono i vertici di Inter e Milan che, si sono presentati con la volontà di dialogare e ascoltare tutte le proposte e le idee che potranno migliorare il progetto. Dall’altra i residenti di San Siro, schierati in maggioranza per un secco NO! Troppo cemento e interessi privati, a loro dire.

Ai cittadini la “Cattedrale” di Populous e i due “Anelli” di Manica e Cmr, immersi apparentemente nel verde, non convincono; e, soprattutto, non credono proprio che si tratti di una riqualificazione della zona. No al centro commerciale. No alle torri residenziali e per uffici.

Altro argomento è la posizione dello stadio: troppo vicino alle case del quartiere, sempre a parere dei cittadini intervenuti. Ma di spostarlo più al centro non se ne parla: sotto passa il tunnel stradale di via Patroclo – via San Giusto. Altra obiezione riguarda il centro commerciale, che porterebbe più traffico, quindi caos e inquinamento.

Qualcuno invoca il progetto scartato dello Studio Boeri, ma Alessandro Antonello è costretto a chiarire i motivi dell’esclusione: «La vicinanza all’area di sicurezza dell’attuale stadio, con ripercussioni sull’afflusso e deflusso dei tifosi durante i lavori sulla nuova arena e lo spostamento del tunnel Patroclo che lo renderebbe inutilizzabile ai mezzi di cantiere come invece avevamo immaginato per ridurre l’invasività».

Il Meazza andrebbe tutelato e salvato, è quindi l’obiezione finale dei cittadini, visto che persino i turisti si spingono fino a San Siro per fotografarlo.

Tra qualche giorno ci sarà un altro confronto in Consiglio Comunale, chiamato ad esprimersi sul masterplan. Su tutto giocherà anche il parere reso pubblico pochi giorni fa dalla Sovrintendenza, la quale ha ribadito: “Il valore dello stadio è soprattutto sportivo ed è legato al sentimento calcistico. Sull’architettura si possono fare valutazioni, ma non escludere la possibilità di trasformarlo. È una questione importante che riguarda tanti soggetti, in primis il Comune con cui lavoriamo per arrivare alla soluzione migliore”.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


54 thoughts on “Milano | San Siro – Lo stadio nuovo non s’ha da fa’!

  1. Anonimo

    Sarà stato anche un incontro coi cittadini, ma io nella foto non vedo rappresentata la città quanto piuttosto un segmento molto preciso, che tra l’altro fra circa 30 anni al massimo non sarà più tra noi (pur augurandogli una vita lunghissima, in Italia l’aspettativa di vita è poco oltre gli 80….)

  2. Luca

    Io abito a San Siro e sono assolutamente favorevole a una trasformazione dell’area. Così com’è ora è un’area anonima e priva di senso. Parlano di non cementificare ma il san siro attuale è solo cemento: stadio e parcheggi. Il giardinetto, voluto dai residenti al posto del vecchio palazzetto dello sport è ridicolo e tenuto sempre male.
    I residenti dovrebbero capire che aumenterebbe anche il valore immobiliare; adesso san siro non è un’area attrattiva e ha bisogno di una grossa riqualificazione. Non si può perdere un’occasione del genere!

    1. Anonimo

      esatto.

      purtroppo l’Italia è il paese dei no-tutto ideologici e a prescindere.

      Mi vengono in mente i residenti di Porta Volta che non vogliono la seconda piramide per metterci 30 mq in più di giardinetto, ma sono gli stessi che fino all’anno scorso raccoglievano le firme per non far sloggiare la pompa di benzina dalla stessa area.

      Cioè, un edificio iconico di Herzog e De Meuron, trasparente e leggero, che rivitalizzerà l’area (un’area, ricordiamolo, che era GIA’ edificata) non va bene, mentre un benzinaro puzzolente, antiestetico e pericoloso nello stesso punto andava bene?

    2. Mauro

      come te immagino ce ne siamo molti altri. Allora dovreste organizzarmi, far sentire la vostra voce. Far capire che esistete. Quando i Si al cambiamento hanno fatto questo, in Italia, i No agguerriti, ideologici hanno perso tutta l’eco che girava intorno ai loro slogan! Non ci vuole molto basta manifestarsi nelle occasioni giuste.

      1. Renato S.

        Che l’area circostante San Siro sia una penosa landa di cemento è un fatto. Frutto anche delle esigenze logistiche e di ordine pubblico legate allo stadio.

        Il che non toglie che i progetti di demolizione e ricostruzione siano la manifesta epifania di una volontà di speculare a basso impegno. Progetti giusto da sufficienza con prospettive economiche imbarazzanti: voglio vedere in quanti si precipiteranno ad affittare i locali in un centro commerciale (il milionesimo in zona) a rischio devastazione da parte degli hooligan di turno…

        Dire di no non è quindi il solito NIMBY. Non a caso anche Sala fatica a nascondere la perplessità.

        È incredibile pensare che, nella Milano 2020 città tra le capitali riconosciute del design e dell’architettura, non si sia in grado di partorire un progetto di rigenerazione di San Siro e dell’area circostante che non sia la semplice espressione della voglia di “fare cassa” delle proprietà straniere delle due squadre, desiderose di raddrizzare bilanci talmente in rosso da mettere a rischio la loro sopravvivenza.

        PS per la cronaca: non abito lì, non mi interesso di calcio, non ho proprietà in zona.

  3. Gibulca

    Sono d’accordo con Luca, anche se non abito vicinissimo a San Siro.
    Prima di tutto, si sono presentati solo quelli per il NO, mentre quelli per il SI’ sono rimasti a casa, visto che avevano già sentito e capito il progetto. Secondo: se sono preoccupati dal traffico, dovrebbero sapere che il nuovo stadio avrebbe circa 20mila posti in meno rispetto all’attuale. Terzo: colata di cemento? Non mi pare che oggi ci sia un parco stile Kensinton Gardens: c’è solo asfalto e cemento. Quarto: una riqualifica aumenterebbe il valore degli appartamenti già esistenti. Quinto: il centro commerciale fa così schifo? Vi fanno dei negozi sotto casa, con cinema, ristoranti e luoghi per il tempo libero. Non va bene? Quinto: se avete timore dell’arrivo di gente, andate a vivere oltre la tangenziale ovest, dove non c’è nessuno e si sta in pace. Sesto: vi fa proprio così schifo che qualcuno investa 1,2 miliardi di euro sotto caasa vostra? Avete visto la bellezza di City Life? O preferivate il nulla di prima?
    Meglio dare la parola a chi ha cervello, non ai vetero sinistri perennemente immobili.

  4. Alessandro

    Scaroni ha perfettamente ragione quando parla di San Siro come “landa desolata”. Chi dice NO non capisce l’opportunità pazzesca che sta perdendo. Riqualificare l’area magari sullo stile di quanto fatto a CityLife sarebbe fantastico. Si vada avanti col progetto!!!

  5. Lorenzo Lamas

    Alcune delle motivazioni dei contrari sono giustificate ma credo che dal progetto potrebbero derivare vantaggi importanti sia per i cittadini di Milano sia – e a maggior ragione – per i residenti del quartiere. E questo non solo per il nuovo stadio ma anche per la restante parte del progetto (compresi i tanto citati “grattacieli”).
    Una criticità che potrebbe invece creare più danni che vantaggi, i peracottari coinvolti a vario titolo, razza peggiore – forse – degli speculatori.

  6. Davide Mombelliuto

    San Siro ha bisogno di riqualificazione, ma non necessariamente abbattendo il Meazza. Tutta l’area è a vocazione sportiva ma tenuta male. Da riqualificare, trovandoci un altra funzione ci sarebbero lo stadio, il trotto e le scuderie. Aumentare il verde ed i servizi per il quartiere (negozi, servizi civici, magari una piscina). Il Meazza potrebbe essere trasformato in un museo del calcio, utilizzato per partite di beneficenza, giochi della gioventù, per inaugurazioni e premiazioni di altri eventi sportivi. È un simbolo che il turista viene a visitare, a fotografare, come si fa con gli stadi olimpici di Monaco e Berlino. È un’icona, come la torre della televisione di Berlino Est…non si può cancellare con un colpo di spugna, come tra l’altro han fatto col parlamento della DDR a Berlino.
    Vista l’area a trazione ippica, la si potrebbe trasformare nel quartiere di Leonardo, mettendo al centro il suo cavallo, avendo così un filo conduttore tra sport e tecnologia.
    Inoltre l’aspetto viabilistico non è da trascurare. Meglio realizzare il nuovo impianto fuori città, a Sesto per esempio, vicino alle tangenziali per avere rapido accesso alle vie di comunicazione extra urbane piuttosto che riversare veicoli sulla viabilità cittadina. Perché è vero che c’è la metro ma le tifoserie ospiti ed i club tifosi extra cittadini arrivano in bus e auto. Se vogliamo una città libera dalle auto, anche per questi eventi è meglio il divieto di accesso. Poi l’ennesimo centro commerciale non mi sembra proprio necessario…

    Ad esempio lo stadio Olimpico di Seoul, che non è in centro, è meta ancora oggi di visita e viene utilizzato per i tornei giovanili, le parate, i campioni universitari.

    Non è che il comune vuole a tutti i costi nuove costruzioni sull’area di San Siro per fare cassa con Imu, tasi e compagnia bella?

    1. Anonimo

      “Vista l’area a trazione ippica, la si potrebbe trasformare nel quartiere di Leonardo, mettendo al centro il suo cavallo”

      mi viene da piangere! 🙂

        1. Davide Mombelli

          Ma anche no! La mia età solo un’idea per trovare un filo conduttore e unire due aspetti che magari poco si legano tra loro. È solo un pensiero, un’idea…se non ti piace almeno commentala costruttivamente!
          Cordiali saluti

          1. Anonimo

            Se leggi UF da un po’ di tempo, saprai benissimo che il fatto di aver temporaneamente messo il cavallo di Leonardo all’ippodromo in quanto “equino” è stato oggetto di critiche (e frizzi e lazzi) per lungo tempo.

            Senza tornare sul tema tutte le volte, io personalmente credo che sarebbe molto meglio valorizzato altrove. E che in ogni caso inventarsi attorno all’ippodromo addirittura un “quartiere di Leonardo” (in una zona che con Leonardo non ci azzecca proprio niente) non sia l’idea del secolo.

            Se non son stato abbastanza costruttivo nella risposta…mi darò all’ippica 🙂

      1. Davide Mombelli

        Caro anonimo,
        Si é parlato molto di dare visibilità al cavallo leonardesco, ora relegato dietro ai cancelli del galoppo.
        Una riqualificazione dell’area improntata sulla centralità della figura di Leonardo, magari pensando di realizzare un museo permanente e anche interattivo (tipo Leonardo 3d) con volumetrie degne del genio fiorentino non mi sembra una proposta tanto assurda. Le funzioni ippiche possono rimanere, lo stadio può essere usato per altre attività e si può riprogettazione l’area per renderla un quartiere attraente sia per chi ci vive sia per chi viene da fuori. Di musei tecnologici costruiti in aree defilate delle città se ne trovano parecchi in giro per l’Europa. Almeno renderemmo un omaggio un po’ più consistente al maestro. Magari si riuscirebbe anche a suscitare qualche interesse in più per l’ippica, visto che ultimamente non gode più i fasti passati. Il mio è un pensiero, non faccio l’architetto, non progetto masterlan….però resta fermo il punto che il Meazza sta bene lì dove è

  7. Angelo-MI

    Lo facciano a Sesto nell’Ex-Falck, dove c’è tutto lo spazio disponibile, metropolitana, stazione FS e svincolo autostradale vicini.
    Il comune si tenga uno stadio inutile, abbandonato come il Flaminio, che diventerà ricettacolo di sbandati e San Siro rimanga una landa desolata.
    Così imparano i “nostalgici”.

  8. gt

    potrebbero costruire il nuovo stadio e liberare il vecchio del terzo orrendo anello, preservando il progetto di una certa validita` e assegnando funzioni diverse….

    Ad Amsterdam lo stadio olimpico del 1929 (bello! ed in mattoni) e`stato poi ampliato nel 1937 con aggiunte in calcestruzzo armato….e lo hanno rovinato….

    Fine anni 90 quando volevano radere al suolo tutto per fare nuove case…proteste….proteste….

    risultato? hanno capito il valore dello stadio olimpico del 1928 ed hanno abbattuto la parte orrenda in calcestruzzo…ora lo stadio del 1928 e` li bello e circondato da nuovi quartieri residenziali, parchi e piazze…..e ci hanno fatto nel 2016 i campionati europei di atletica…..

    A Milano: forse provare a ragionare su diversi scenari e strategie e`ancora possibile????

  9. Hy

    potrebbero costruire il nuovo stadio e liberare il vecchio del terzo orrendo anello, preservando il progetto di una certa validita` e assegnando funzioni diverse….

    Ad Amsterdam lo stadio olimpico del 1929 (bello! ed in mattoni) e`stato poi ampliato nel 1937 con aggiunte in calcestruzzo armato….e lo hanno rovinato….

    Fine anni 90 quando volevano radere al suolo tutto per fare nuove case…proteste….proteste….

    risultato? hanno capito il valore dello stadio olimpico del 1928 ed hanno abbattuto la parte orrenda in calcestruzzo…ora lo stadio del 1928 e` li bello e circondato da nuovi quartieri residenziali, parchi e piazze…..e ci hanno fatto nel 2016 i campionati europei di atletica…..

    A Milano: forse provare a ragionare su diversi scenari e strategie e`ancora possibile???

    1. Carlitos

      Scusa ma hai idea di cosa costa mantenere un stadio monstre come il meazza? Hai idea di cosa costa abbattere il terzo anello solo per riportarlo alla forma di un tempo? Lo sai che oggi lo stadio non costa nulla al pubblico perché tutti i costi sono a carico di Inter e Milan? Se questi se ne vanno manteniamo a suon di milioni un mostro del genere per fare qualche partita di beneficenza? E questi del partito del no sono gli stessi che non vogliono i concerti al meazza e adesso lo difendono a spada tratta? Auguriamoci davvero che la riqualificazione venga fatta perché se le squadre se vanno sono guai

      1. Anonimo

        Perché mai rimuovere il terzo anello e recuperare il vecchio stadio (che è strutturalmente indipendente dall’ampliamento), più piccolo, dovrebbe essere più costoso rispetto a eliminare tutto lo stadio per farne uno nuovo?
        Il punto è casomai capire se la struttura originaria di S. Siro (il primo anello degli anni ’30 oppure il secondo degli anni ’50) hanno la stesso valore architettonico del bellissimo Stadio Olimpico di Amsterdam che è stato ripristinato nello stato originario del 1928. Inoltre S. SIro non ha la pista di atletica, e quindi può servire solo per calcio e concerti.
        In ogni caso il restauro consente di limitare rifiuti e costi ambientali.
        Comunque, ad andarsene da Milano Inter e Milan hanno solo da perderci. Fuori Milano l’operazione immobiliare che propongono avrebbe ancora meno senso perché le grosse operazioni urbanistiche funzionano (in termini di vendita dei volumi costruiti e in tutti i sensi) solo in luoghi speciali come Porta Nuova. Luoghi che anche una grande città come Milano fa fatica a produrre e, soprattutto, non può riprodurre in serie.
        Quindi il potere contrattuale per controllare quello che succede nel proprio territorio il Comune volendo ce l’ha.

  10. Anonimo

    Questi cittadini sono pazzi, stanno dicendo di no a una riqualificazione stile porta nuova o city life per tenersi lo schifo di San Siro esattamente com’è adesso.
    Ma alla fine dal loro punto di vista hanno ragione, sono tutti attempati è piuttosto anziani, rischiano di sopportare solo i cantieri e di vedere la fine dei lavori quando già saranno più di là che di qua..

    1. Anonimo

      Già City life ha una qualità inferiore a Porta Nuova. A S. Siro una nuova operazione di urbanistica contrattata assomiglierebbe piuttosto ad Assago.
      Le qualità delle operazioni guidate dai privati è strettamente legata al prezzo al quale si pensa di poter vendere le volumetrie commerciali, direzionali e residenziali. Quest’ultimo è legato alle esternalità positive fornite da contesto urbano, come l’accessibilità, i servizi pubblici, la qualità urbana, paesistica e ambientale. Tutte cose che o già esistono o non si possono creare assieme ai nuovi volumi, se non in piccola parte e comunque a spese pubbliche.

  11. Anonimo

    Secondo me é il solito grosso problema di NIMBYsmo per cui certi cittadini sempre contrari dicono no a tutto, come nel caso della torre Milano. É innegabile che San Siro ora sia un’area brutta, piena di cemento. Lo stadio di San Siro ha sì un alto valore simbolico, ma oramai uno scarso valore architettonico e secondo me può essere sacrificato.

    Il progetto di riqualificazione ha comunque il pregio di:
    – ridurre il rumore perché lo stadio ha il piano campo inferiore alla quota campagna
    – risistemare l’assetto urbanistico dell’area risistemando anche gli orrendi parcheggi (interrandoli)
    – che fastidio danno le torri???

    No cemento!? A me sembra che ora ce ne sia di più… Considerando che l’area é una distesa di catrame

    1. Anonimo

      Il sottile strato di catrame dei gli attuali parcheggi (ci sono però anche molti alberi) si fa relativamente presto a toglierlo e a trasformarlo in qualcosa di meglio, come un parco se l’area è pubblica e inedificata come oggi.
      Invece milioni di metri cubi di centro commerciale e uffici stile Assago su aree divenute private sono qualcosa di totalmente irreversibile oltre che impossibili da non vedere da tutta la città una volta costruite e incombenti sulle villette e palazzine del quartiere esistente.
      Si fronte alla prospettiva di una trasformazione irreversibile è allora necessario avere una prospettiva molto di lungo termine non dico la stessa (quella della vita eterna) dei costruttori di cattedrali del medioevo, ma nemmeno quella degli bilanci in rosso delle società che attualmente posseggono Inter e Milan.

    2. Anonimo

      La sindrome di Nimby è anche alimentata dai cattivi progetti (come quello appena realizzato in zona del Palalido) e, poi, dai finti progetti, in realtà solo mendaci rendering che fanno sempre apparire tutto verde.
      Infine la sindrome di Nimby è alimentata dalle false informazioni che vengono messe in giro, per ignoranza o malafede, sui progetti, sia dai contrari (falsi argomenti contro il progetto ) sia dai favorevoli (falsi argomenti a favore del progetto).

  12. Ultrasorci

    Come se il calcio non avesse già troppa influenza nella vita di questa nazione, ora addirittura dobbiamo decidere riqualificazioni e possibilmente tenerci un gigantesco autosilos orripilante in un mare di cemento e parcheggi per non scomodare il “sentimento calcistico” di un gruppetto di persone che, diciamolo chiaramente, in media non sono proprio cittadini modello, civili e responsabili. Che schifo.

    E poi usano la scusa del “poco verde” o “troppi centri commerciali”. Voglio proprio vedere se decidessero di fare lo stadio a Sesto e demolire San Siro per fare un gigantesco parco cittadino e null’altro, a sentire i loro argomenti dovrebbero essere felicissimi. ma ho come il dubbio che troverebbero da ridire (“no a alberi con chioma troppo fitta, attirano i piccioni!). La verità é che vogliono tenersi San Siro per “questioni sentimentali” e lo status quo, e del verde non gliene frega nulla, perché l’unica cosa verde nell’attuale area di San Siro é l’erba del campo.

    1. Anonimo

      Direi che sei proprio fuori strada, guardando le foto dei presenti non mi sembra proprio una platea composta da amanti del calcio che vogliono tenersi San Siro per questioni sentimentali.

      1. Andrea

        No infatti, pare una platea di dinosauri che scenderebbero in piazza anche contro la costruzione di un chiosco di piadine chiamandolo ecomostro.

    2. Anonimo

      Statistiche alla mano a Milano, per essere alla pari con le migliori città del mondo, c’è bisogno soprattutto di verde di verde vero, non di quello dipinto nei rendering e nemmeno di quello aggrappato ai balconi e le facciate degli edifici.
      per cui propongo di pagare i debiti a Inter e Milan con una colletta dei cittadini milanesi (o magari una lotteria, o un’addizionale IMU una Tantum) e poi, con poca spesa, sistemare meglio le aree attorno allo stadio togliendo asfalto e mettendo verde.
      Quanto ai centri commerciali si fa fatica a piazzare gli spazi anche in quelli molto centrali e accessibili. E in ogni caso non ce ne uno che abbia davvero migliorato la qualità del posto dove è stato costruito. Tuttalpiù succede che le attività commerciali, centri commerciali, ma anche singoli negozi, chioschi, mercati rionali traggano vantaggio dalle peculiarità positive del luogo, mai il contrario.
      E questo vale non solo per i singoli luoghi della città, ma per le città nel loro complesso: le basi del successo della città sono le esternalità positive concentrate nella stessa dall’azione pubblica: dalle cattedrali che attirano i turisti ai canali che portano l’acqua, alle mura che garantiscono protezione.
      Ed è sempre stato così: prima si costruivano le cattedrali per attirare i pellegrini e i ponti per farli passare, le piazze per raccogliere molte persone e poi arrivavano i mercanti a comprare e a vendere di tutto esclusa, almeno fino ad epoca recente, la città stessa

  13. Andrea

    Anch’io sono favorevole al nuovo stadio, trovando San Siro oramai vetusto e superato. Basta che facciano solo quello però: c’è davvero bisogno di grattacieli e di un centro commerciale?
    Volete il nuovo stadio? Benissimo, fatevelo. Ma solo quello.

    1. Anonimo

      L’ideale sarebbero uffici e un’area a verde e locali e negozi (ormai per “commerciale” pressappoco si intende quello).

      Lo stadio invece a Sesto che è infrastrutturata molto meglio.

  14. Renato S.

    Per favore. Evitateci la manfrina del NIMBY. Intorno al rinnovo/riqualificazione del Meazza c’è in ballo un giro di soldi enorme che ha come unico scopo di sottrarre lo stadio al Comune (che oggi ci guadagna dalla gestione, pensa lo scandalo) e fare fare soldi a palate a due squadre che si sono indebitate fino ai capelli per comprare “fenomeni” per il loro circo.

    La zona è brutta e depressa? Forse non del tutto, visti i valori immobiliari di gran parte dei palazzi extralusso che affacciano sul piazzale. Vogliamo migliorare? Benissimo. Presentate un progetto decente e non due rendering con la solita trimurti: albergo-uffici-centro commerciale…

    1. Anonimo

      Al momento l’unica cosa certa di tutta la storia sono le case ultralusso che costruiranno sull’area del Trotter appena comprata, che sarà pure passata sottotraccia, ma non ha svegliato le ire dei soliti comitati. E li stiam parlando sul serio di cementificare un’area verde, non per finta come per l’area stadio che al momento lo è già.

      Quindi che per il progetto stadio ci sia un fortissimo elemento di Nimbysmo a prescindere, io personalmente non ho alcun dubbio.

    2. Andy77

      Diciamo che tu abbia ragione, ossia che l’affitto dello stadio faccia ricco il comune, cosa farà il comune quando il nuovo stadio sarà a Sesto? Quanto pagherà il comune? Cosa farà il comune per rendere viva quella zona che è già un mortorio? Poi la questione che ci sono turisti che vanno a fotografare lo stadio mi fa ridere….mi portino un documentario e censimento come prova.
      Wembley (non uno stadio qualsiasi) è stato raso al suolo e ricostruito con tutte le cose orrende che hai detto tu e non mi pare che sia così disdicevole.
      Si vuole più verde? Benissimo ma qui si sta facendo ostruzionismo puro.

    3. Andrea

      E come sarebbe un progetto decente? Sentiamo.
      La zona E’ brutta e depressa, e i ricconi che abitano attorno se ne stanno nei loro bunker circondati da muri altri quattro metri, dai quali entrano ed escono solo in auto.
      Lo spazio che circonda lo stadio fa schifo, chi dice il contrario semplicemente mente.

    4. Wf

      Il “comitato residenti” ha detto chiaramente che non vuole si fsccia il nuovo stadio vicino alle LORO case.

      Sono contrari solo perché é vicino alle loro case.
      Not in my backyard…


      Allora san siro diventerà come il palalido con i pusher e le ragazze schiave dentro… in abbandono

      E i soldoni a sesto.
      Rassicurante per il quartiere.

  15. enrico

    In queste occasioni provo davvero una gigantesca ammirazione per persone come Scaroni e Antonello. Fossi stato in loro dopo 30 secondi di “confronto” con ‘sta gente mi sarei alzato dicendo: “signori, qui noi abbiamo un progetto di riqualificazione dell’area che senz’altro non è perfetto e potrà anche essere leggermente modificato in considerazione delle osservazioni che perverranno dagli stakeholder, voi inclusi. Se vi piace l’dea bene, altrimenti arrivederci, non abbiamo difficoltà a trovare altre zone a cui 1,2 miliardi di investimento non facciano così schifo come a voi. Fateci sapere, tante buone cose.”

    1. Anonimo

      Un miliardo di investimento e quanti milioni di ritorno per i vostri bilanci, amici cari?

      Ma siete così convinti che i milanesi abbiano l’anello al naso?

      Andate pure a Sesto San Giovanni o Vimercate. Di certo i vostri tifosi non mancheranno di seguirvi, vista la valanga di quattrini che già vi regalano.
      E i vostri azionisti cinesi e americani saranno deliziati delle suite con vista stadio che metterete loro a disposizione. Forse un po’ meno quando scopriranno che gli avete fatto buttare più di un miliardo in una ex discarica di una ex fonderia…

      Quello che non avete capito è che le partite del Meazza ai milanesi non tifosi e agli abitanti del quartiere (e lo dico non abitandoci per mia fortuna), non portano un solo quattrino. E l’ultimo dei problemi per i proprietari dei palazzi con piscina di via Pinerolo – che nel weekend sono a Portofino o a Cran Montana– è quanti soldi può fare il Milan, o l’Inter, con un centro commerciale annesso allo stadio.

      1. Sdd

        Davvero pensi che la riqualificazione di un quartiere da più di un miliardo non porterebbe quattrini ai residenti? Ne porterebbe eccome e anche molto con tutto l’indotto (nuovi negozi, bar, locali e servizi hanno bisogno di personale) e banalmente alzando il valore del mercato immobiliare di zona.

        La verità è che se dipendesse dai comitati non si dovrebbe fare niente. L’Italia è un paese vecchio e la vecchiaia non vede di buon occhio il cambiamento.

        1. Anonimo

          Beh certo. Chi abita negli attici da due milioni di via Pinerolo prima di tutto vedrà rivalutato l’immobile, poi si catapulterà ad aprire un bar in zona. Oppure ad andare a lavorare come commesso nel centro commerciale.

          Con il dovuto rispetto. Ma qualcuno di voi ha mai avuto contatti col personale di quelle strutture? Ha un’idea degli stipendi? E ha un barlume delle distanze siderali da cui arrivano per lavorarci? Anche perché, onestamente, allo Zara di turno che aprisse a San Siro 2, del fatto che abiti di fronte interessa poco o zero. Zara vuole un commesso a) in gamba b) che costi poco. Chissenefrega se abita in cima alla valtellina. Problemi suoi.

      2. Andy77

        Mi sembra di sentire quelli che dopo aver comprato casa ai navigli si lamentano dei rumori molesti oppure quelli di Porta Volta che volevano tenersi il distributore Tamoil e poi non fare la Piramide Herzog De Meuron.
        Lo stadio era li prima di voi, i parcheggi giganteschi a raso già esistevano negli anni ’60……
        Siete semplicemente dei conservatori (eufemismo) a cui non interessa nient’altro che il vostro utile, altro che anello al naso.
        Ma il karma lavorerà molto bene quando lo stadio sarà da un’altra parte, piazza Selinunte si trasferirà in quella landa di catrame e prima che tutto venga messo a posto ci saranno solo i vostri nipoti.

  16. Maurizio

    Benvenga il nuovo stadio a Sesto San Giovanni. Ho partecipato al sondaggio per il nuovo stadio di Milano e personalmente credo che una soluzione possa essere quella di mantenere la vecchia struttura dandole, al termine della costruzione della “cattedrale” un nuovo ruolo.
    Per me non bisogna abbattere il vecchio stadio. Le infrastrutture collaterali, musei delle squadre, negozi, alberghi, ostello, ristoranti biglietteria, ristoranti ecc. dovranno essere collocate dentro il vecchio stadio ristrutturato senza altro intorno. Sono solo da demolire i “funghi” delle biglietterie e i cancelli e recinzioni.
    Si dovrà costruire il nuovo impianto riqualificando l’area dismessa della Falk e nel frattempo le partite resteranno a Milano. Così si eviterà anche il problema delle trasferte forzate a più di 100 chilometri perché fino alla realizzazione del nuovo si continuerà a giocare nel vecchio.

  17. Milanese

    (Sono d’accordo con Davide).

    Lo stadio di San Siro piace come attrazione ai turisti, è unico e storico, iconico!

    La zona si può riqualificare in altri modi, per esempio la zona del trotto è già stata ceduta, faranno dei buoni progetti che volenti o nolenti “tireranno su” pian piano il resto.

    Sesto è perfetta per il nuovo stadio. 2 linee di metro, tanto spazio per grattacieli e centri commerciali.. Così otteniamo 2 cose in un colpo solo: Stadio nuovo altrove, stadio vecchio salvaguardato e riutilizzato per varie altre cose: turismo, partite minori, eventi, concerti, rugby, ecc (e senza abbattimento del terzo anello, come ho letto da un commento, che senso avrebbe?).

    In un’era che si appresta a essere green abbattere per rifare è un capriccio, tenere entrambi (il nuovo a sesto e il vecchio lì dov’è) è una soluzione ottimale per tutti

    1. Anonimo

      L’abbattimento del terzo anello è pura fantascienza per via dei costi, già solo tenere “vivo” lo stadio cosi com’è senza Milan e Inter come inquilini risulterebbe parecchio oneroso per il Comune.

      Se i due club vanno a Sesto vuol dire che i residenti si terrano il quartiere cosi com’è dato che i soldi per riqualificare la zona il Comune non li ha di sicuro.

      1. Anonimo

        Con lo stadio a Sesto, i residenti faranno un bel parcheggio residenti king size sul piazzale e saranno felici e beati. Veramente.

  18. Sdd

    Ma infatti non c’è nessuna alternativa.
    Non è che se Milan e Inter non potranno realizzare i loro progetti arriverà qualcun altro a ristrutturare San Siro e a investire sul quartiere.

    Che il comune sia in grado di mantenere i costi di San Siro solo con i concerti è il rugby a me sembra pure fantascienza.

    Poi sul valore economico che ha un investimento da un miliardo di una città, non sto a dilungarmi, non ho voglia di confrontarmi con chi nega l’evidenza.

    Poi si può essere legittimamente anti capitalisti e fare arrivare quei soldi a Sesto. Basta essere intellettualmente onesti.

    Anche io faccio il tifo per Sesto. I residenti di San Siro meritano che resti tutto così com’è, ma senza Milan e Inter a pagare le bollette.

  19. Marco

    Solito modo all’italiana di affrontare il problema: se ne parla tanto, troppo, interverranno tutti i tribunali del TAR immaginabili e poi non se ne farà nulla. Ennesima occasione persa.

  20. Anonimo

    Statistiche alla mano a Milano, per essere alla pari con le migliori città del mondo, c’è bisogno soprattutto di verde di verde vero, non di quello dipinto nei rendering e nemmeno di quello aggrappato ai balconi e le facciate degli edifici.
    per cui propongo di pagare i debiti a Inter e Milan con una colletta dei cittadini milanesi (o magari una lotteria, o un’addizionale IMU una Tantum) e poi, con poca spesa, sistemare meglio le aree attorno allo stadio togliendo asfalto e mettendo verde.
    Quanto ai centri commerciali si fa fatica a piazzare gli spazi anche in quelli molto centrali e accessibili. E in ogni caso non ce ne uno che abbia davvero migliorato la qualità del posto dove è stato costruito. Tuttalpiù succede che le attività commerciali, centri commerciali, ma anche singoli negozi, chioschi, mercati rionali traggano vantaggio dalle peculiarità positive del luogo, mai il contrario.
    E questo vale non solo per i singoli luoghi della città, ma per le città nel loro complesso: le basi del successo della città sono le esternalità positive concentrate nella stessa dall’azione pubblica: dalle cattedrali che attirano i turisti ai canali che portano l’acqua, alle mura che garantiscono protezione.
    Ed è sempre stato così: prima si costruivano le cattedrali per attirare i pellegrini e i ponti per farli passare, le piazze per raccogliere molte persone e poi arrivavano i mercanti a comprare e a vendere di tutto esclusa, almeno fino ad epoca recente, la città stessa

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