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Milano | Parco Nord: piantati 450 nuovi alberi grazie ai privati

Obbiettivo: avere tre milioni di alberi entro il 2030. Si tratta del progetto, “ForestaMi”, ideato dall’architetto Stefano Boeri e supportato dal Comune di Milano.

Ieri al Parco Nord son stati piantati 450 alberi forestali, come farnie, cerri, roveri e aceri, che andranno a incrementare il bosco del parco.
Impiegheranno circa un decennio per raggiungere le dimensioni degli altri, ma di sicuro è una buona partenza. ma già oggi, come dice lo sponsor dell’iniziativa, è un trionfo.

L’iniziativa è promossa da Triumph Group International, che lo scorso giugno ha organizzato a Milano il Congresso mondiale di Dermatologia e ha così voluto compensare le emissioni di C02 inevitabilmente generate dall’evento con questa azione di forestazione urbana. 

Questa non sarà l’unica iniziativa privata per incrementare il verde in città, infatti nelle prossime settimane saranno piantate 100 piante attorno all’Ospedale San Paolo, sponsorizzate dall’azienda di prodotti per bambini, Mellin.

Nel frattempo il progetto “ForestaMi” verrà ufficialmente presentato il 21 novembre in Triennale al “World Forum in Urban Forests”. Questa sarà anche l’occasione per illustrare sia i metodi che le tappe per raggiungere l’obbiettivo. L’intenzione è quella di raggiungere i 2milioni di alberi piantati entro le Olimpiadi Invernali del 2026 (oggi a Milano si contano circa mezzo milione di alberi), e arrivare a 3milioni nel 2030.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


17 thoughts on “Milano | Parco Nord: piantati 450 nuovi alberi grazie ai privati

  1. Anonimo

    Lodevoli le iniziative di Triumph group e Mellin.

    Vanno però create molte più zone verdi nel centro della città per abbattere le isole di calore, migliorare l’arredo urbano e filtrare le polveri sottili.

    Mi rendo conto che i costo sono di gran lunga più alti, ma speriamo che il piano che sarà presentato da Boeri tenga conto di quanto sopra.

    Milano e i milanesi ne hanno veramente bisogno.

  2. Anonimo

    Se questi sono alberi!
    Sono germogli di alberi che se tutto va bene tra 10 anni saranno alberi.Con questi proclami populist si prende in giro la gente e basta! Come sempre.
    Il comune e/o l ‘AREA METROPOLITANA di Milano dovrebbero organizzare una raccolta fondi in favore di questi sponsor affinché si possano integrare il loro budget risicati per fargli acquistare degli alberelli un po’ piu’ degni di questo nome! Le comiche!

      1. Anonimo

        date fiato alle trombe, senza la benché minima cognizione di causa..
        tutto quel che siete in grado di scrivere è un confortante “sanno tutti”, mentre non sapete nulla, perché non vi informate, non leggete.
        agronomi d’egitto.

        ps non è affatto vero che gli alberi debbano essere piantati quando hanno dieci anni, chiedete al primo vivaista prima di sparare boiate a vanvera.
        e – aggiungo – la resistenza alla siccità è più elevata in piante piccole che già sviluppate.
        più leggere, meno esternare.

  3. Anonimo

    Ma “signori agronomi” calmate i VOSTRI bollenti spiriti e siate piu’ civili nelle VOSTRE risposte. Non si voleva mettere in dubbio la tecnica di forestazione di un parco, (tra l’altro meglio partire dal seme a questo punto e sarà ancora meglio per il futuro albero, no?). Dico solo che su questo benedetto blog UF si sprecano gli osanna per la notizia dei famosi 3 MILIONI di alberi da piantare entro il 2030 nell’ area metropolitana. WOW, non ci posso credere !! Sono contento: è fantastico……notiziona!! SENZA dire che effettivamente si parla di piantine, che hanno quanto? sei mesi ? 12 mesi? le cui foglie si possono contare sulle dita di una mano massimo due. Ma soprattutto si tace sul fatto che queste pianticelle (futuri alberi) saranno inserite principalmente fuori l’area urbana di MILANO, vale a dire nei campi 8Parco sud ecc.) , o nei parchi esistenti e ben lontani da marciapiedi del centro. Quindi WOW mica tanto! La presa in giro di cui parlavo è tutta qui = Cattiva comunicazione e propaganda. E questo è inaccettabile. Piantare piantine in ogni luogo, non è la cattiva idea, ma dite pero’ le cose come stanno! Se proprio dovete dire qualcosa, sarebbe piu’ onesto parlare di creazione di parchi da una parte e di inserimento di verde urbano dall’altra. Perchè le strade alberate saranno pochissime, e tuttalpiù’ spunteranno piu’ alberi nelle rotonde. Allegria!

  4. Anonimo

    GREENWASHING : «Una forma di appropriazione indebita di virtù e di qualità ecosensibili per conquistare il favore dei consumatori o, peggio, per far dimenticare la propria cattiva reputazione di azienda le cui attività compromettono l’ambiente»

    Se questa è una buna definizione, non credo si tratti di greenwashing. Qui (in generale nel sistema mediatico italiano ) si fa semplicemente cattiva informazione. Per disonestà, per superficialità, e per mancanza di professionalità. In Italia per essere ben informati bisogna leggersi la stampa estera. La stessa informazione ma senza la foto era stata veicolata giorni fa dal Corriere della Sera (e forse Repubblica,ecc. ). UF ha fatto un semplice copia in colla, non letteralmente ma quasi. Il sistema funziona cosi : l’ufficio stampa del comune emana il comunicato, la stampa lo copia pari-pari, e i blog copiano i giornali. Siamo cosi’ storditi dalla quantità di informazione che riceviamo (o si è obbligati a trasmettere) che non si valuta piu’ la qualità di quello che si dice/legge.

    1. Wf

      Se tu ci e azienda pia tu pianti e di 10 cm per dire che hai fatto tutto quell che potevi per l’ambiente e inquinamento senza colpire al cuore il problema…

      È greenwashing.

      Se per evitare di spendere molti soldi risolvendo i problemi alla radice o in modo sostanziale, il che comporta maggiore spesa, maggiore impegno e maggiore disturbo…

      È greenwashing

      Se tu per far vedere che porti il verde a milano ti metti a piantare germogli alti 20cm praticamente fuori città in mezzo ai parchi già verdi, qui di li dove il verde non serve, evitando così di piantare veri alberi nelle zone centrali cementificate senza un albero, dove costerebbero di più e dove servono veramente

      È greenwashing

      Pianti laberi dove non servono per far vedere che sei bravo e buono e sei ecologico senza cambiare sostanzialmente nulla della qualità di vita della città

      Ma solo per far vedere che sei tanto ecologico in modo furbesco e paraculo

      È solo una pittura di verde che nasconde il marcio e il non voker veramente spendere e intervenire….

      Perché costa.. perché devi incidere sui comportamenti e abitudini consolidate..

      È solo una mano di vernice verde sopra i problemi.

      Piantare akberi li dove non servono per far pubblicare articoli della giunta verde…

      Greenwashing

      Servono alberi nel cemento del centro in via larga.

      Non certo al parco Nord…

      Greenwashing

  5. Sdd

    Anche io sono d’accordo. È fondamentale, anche se molto difficile, portare gli alberi nelle zone urbanizzate e onestamente non credo minimamente alla sparata dei 3 milioni di alberi a Milano.

    Però certo non fa male piantare altri alberi fuori dalla città. Mi sembra tutt’altro che inutile

  6. Joe

    Piantantdo 450 alberi alla settimana ci vorranno 130 anni per arrivare alla iperbolica cifra di 3 milioni, sparata dalla solita giunta di sinistra alla ricerca di consensi attraverso le parole più che con i fatti. E sono stato generoso, visto che il ritmo in cui si piantano alberi è molto più lento. Questo senza contare che nel 2149 molti alberi attualmente in vita saranno morti. E questo senza contare che – come dice UF – gli alberi di cui si parla sono stati piantati da privati, e non dalla giunta equosolidale amica delle “risorse africane” prima che dei propri cittadini italiani che hanno creato e resto grande e nobile questa città

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