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Milano | Porta Nuova – Ciclabile Monte Santo: primi di dicembre 2019

Dopo 3 anni (i lavori partirono nel dicembre del 2016) finalmente il tratto di viale Monte Santo/Piazza Principessa Clotilde, a Porta Nuova, per le piste ciclabili Clotilde-Repubblica-Vittor Pisani, è in fase di riqualificazione.

Questo è il tratto di via che veniva utilizzato come parcheggio selvaggio tra gli alberi sino al 2016, appunto, ora è finalmente in fase di riqualificazione. Ancora non siamo riusciti a capire cosa sarà fatto, se un parcheggio “composto” o una passeggiata pedonale. Il progetto non era incluso nelle planimetrie divulgate nel 2017 dagli uffici tecnici del Comune.

Peccato che, come sempre, in piazza Clotilde rimarranno i vecchi binari inutilizzati e affogati nelle aiuole. Sicuramente sono un pericolo per i ciclisti e un disturbo inutile alla quiete della piazza.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Ciclabile Monte Santo: primi di dicembre 2019

  1. Anonimo

    In Amendola non è ancora finita la ciclabile. Bisogna rimediare il più presto possibile. La bici deve aver posto nella città del futuro.

      1. Anonimo

        piuttosto direi … osservanza del “codice del marciapiede”…

        E’ incredibile come in pochi anni i ciclisti sian passati dalla categoria più amata a quella più insopportabile.

  2. Anonimo

    Ma dove li vedete tutti sti ciclisti sui marciapiedi? Io sui marciapiedi si Milano vedo più che altro auto, moto e scooter parcheggiati ovunque.
    Se qualche ciclista ogni tanto va sul marciapiede è per sopravvivere.
    Se un ciclista urta un pedone (e non mi sembra che accada spesso) non succede praticamente nulla. Se un’auto o una moto mettono sotto un pedone il morto o il ferito grave è assicurato.

    1. Anonimo

      Con tutto l’affetto e con la massima comprensione per un po’ di salace vis polemica (che non fa mai male):

      Lo sei o ci fai? 🙂 🙂

    2. Anonimo

      Non vedo come un’auto o una moto parcheggiata possa mettere sotto un pedone. Invece se un ciclista urta un pedone sul marciapiede…ma si, cosa vuoi che sia @Anonimo delle 13:20, so’ ragazzi…

    3. Andrea

      Lascia perdere. Nel post si parla di un intervento per la ciclabilità che tratta 500 metri di strada e che in 3 anni non è ancora stato completato.

      E’ ovvio che la gente che risponde lamentandosi dei ciclisti sul marciapiede non ha neanche una minima capacità di stabilire delle priorità (o forse non ha proprio letto l’articolo).

      Sono convinto che se ci fosse un post che tratta delle vasche di laminazione del Seveso questi scriverebbero per lamentarsi della pozzanghera sotto casa.

      1. Anonimo

        Ma lascia perdere tu, Andrea, la mia era era una risposta al post dei anonimo 13:20, non all’ articolo (articolo) di Uf. Se poi per te” è ovvio che la gente che si lamenta dei ciclisti sul marciapiede non ha la minima capacità di stabilire delle priorità”, va be’, lascia perdere un’altra volta.

        1. Andrea

          Anche la mia era una risposta al post dell’anonimo 13:20.

          Volevo consigliargli di lasciar perdere tutti i commenti anti-ciclisti comparsi prima del suo dato che sono totalmente fuori luogo con l’articolo (questo è un blog e gli articoli possono essere tranquillamente chiamati “post” ma apprezzo la correzione in italiano).

    4. Anonimo

      Auto, moto, motorini, scooter e bici legate ai pali di traverso, sono una grossa scocciatura sui marciapiedi ma hanno il vantaggio di stare fermi.

      Le bici invece si muovono, spesso anche velocemente, te le trovi quando esci dal portone e giri l’angolo all’improvviso. Comunque la maggioranza dei ciclisti sono civili, anche sul marciapiede dove non dovrebbero proprio stare. Il problema sono gli isterici/isteriche che ti suonano il campanello dietro a 30 metri di distanza chiedendo strada (e anche quei poveracci delle consegne…ma finchè c’è gente che li sfrutta e li usa, c’è poco da farci)

    5. Anonimo

      Hai ragione @Anonimo 13:20. Anche quando i ciclisti passano col rosso (cioè sempre) ad avere la peggio in caso di incidente con un’auto son quasi sempre loro. Li invito caldamente a continuare così.

  3. Alberto Tadini

    La scorsa settimana ero a Basilea. Piste ciclabili? Una striscia gialla sulla strada e tutti la rispettavano!
    E, detto da ciclista, tutti quelli in bici erano con il casco (ho visto anche una signora chiarament”elegante” ma con il casco che NON è obbligatorio). Ma questa è un’altra storia!

    1. Andrea

      Oh finalmente qualche critica positiva!

      Riempiamo la città di strisce gialle sulle strade! Costano poco e sono comunque efficaci. Percorrere viale Stelvio con la corsia ciclabile è tutta un’altra vita rispetto per esempio a viale Jenner.

      1. Anonimo

        Concordo pienamente sulle strisce gialle per le bici.

        Poi quando ci sarà modo, tempo e soldi, si possono sempre trasformare un ciclabili “vere”.

        Se si fa per le piazze (tattiche) non vedo quale sia il problema a farlo per le ciclabili.

  4. Anonimo

    Va bene. Quindi i 10 morti che abbiamo ogni giorno nel Paese per incidenti stradali (almeno 3 di queste pedoni e ciclisti) chi li causa?
    I ciclisti sui marciapiedi o le auto e le moto che vanno troppo veloci, non si fermano ai rossi, sono guidate da scriteriati che parlano al cellulare?
    E comunque basta osservare una strada qualsiasi della città, quante moto e auto stanno sui marciapiedi, quanto spazio occupano, e quanto invece intralciano oggettivamente le bici?

  5. Anonimo

    Questo intervento non era compreso nelle planimetrie del progetto della pista ciclabile pubblicate nel 2017 da Urban File semplicemente perché fa parte di un altro progetto. che all’epoca non esisteva.

  6. Wf

    Con l’invasione delle biciclette fuori e dentro le piste ciclabili GIOCOFORZA i decisori pubblici (giunta e comune) dovranno porsi il problema di come le bici e gli altri mezzi possono convivere con le automobili.

    E quindi LIMITARE la pericolosità delle AUTOMOBILI.

    E ridisegnare la città per le NUOVE esigenze di una città dove le biciclette sono Aumentate…

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