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Milano | Ortica – Piazza San Gerolamo e gli ippocastani che seccano troppo spesso

All’Ortica si trova una piazza, piazza San Gerolamo, che non sembra tale, visto che si tratta perlopiù di in uno slargo dove la via Ferdinando Marescalchi prima di trasformarsi nel Cavalcavia Buccari si allarga formando al centro una grande aiuola divisa in due da un attraversamento pedonale.

Qualche anno fa il Comune pensò bene di creare, in una delle due aiuole, un’area cani. Nelle due grandi aiuole, rimaste a prato per lungo tempo, sempre qualche anno fa, palazzo Marino decise di piantarvi degli alberi di ippocastano per creare un po’ d’ombra e abbellire ulteriormente quest’angolo verde.

Come ci è stato sottolineato da alcuni residenti, gli alberi purtroppo, non sono mai durati. Infatti essendo all’interno dell’area cani, sono seccati ogni volta, e il Comune, per ben tre volte provvide a ripiantumarle, ma purtroppo sempre con lo stesso esito.

Questa volta ne è sopravvissuta solo una, chissà per quanto però. Con ogni probabilità la pipì dei cani brucia il colletto delle giovani piante, facendole seccare.

Nel frattempo l’aiuola si è diserbata diventando polverosa e torrida in estate. Così spesso la gente porta i cani a “pascolare” nella vicina aiuola ancora verde.

Sarebbe forse opportuno che le piante venissero protette meglio, o piuttosto, piantate al di fuori del recinto cani. Insomma, piccole cose che farebbero risparmiare denaro al Comune e creerebbero un po’ d’ombra nell’area cani.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Ortica – Piazza San Gerolamo e gli ippocastani che seccano troppo spesso

  1. To y1poli

    Sarebbe ora di abolire questa barbarie delle aree cani. Zone che dopo un po’ diventano, come descritto nell’articolo, brulle e puzzolenti. Come nel caso di piazzale Susa, messe tante aree cani in luoghi tali da spezzettare, con le loro recinzioni, cancelli e cancelletti, la piazza, rendendola invivibile, o come quella in piazzale Piola, che quando ci passi a fianco sembra di stare vicino ad una cloaca dagli odori che ne derivano e quindi rende inutilizzabile il percorso in mezzo alla grande rotonda-parco. Lasciamolo liberi sti cani e i proprietari si adoperino a raccogliere le loro deiezioni.

  2. Anonimo

    “e i proprietari si adoperino a raccogliere le loro deiezioni”: seh, come no!
    ma su che pianeta, o meglio, in che nazione vivi?
    dai, senza offesa, ma se lasci all’altrui civismo di risolvere il problema mi sa che metti l’asticella dei desideri un po’ troppo in alto 😉

    per i poveri alberelli la soluzione è apparentemente semplice: recintare anche quelli, finchè non saranno abbastanza sviluppati per cavarsela col la pipì di cane, ma spesso le soluzioni più semplici sono anche le più ostiche per l’ottusa burocrazia…

    1. To y1poli

      Continuo a pensare che le aree cani AKA Cagatoi canini pubblici, siano da evitare, soprattutto nelle zone con tante abitazioni. Non ho mai capito come fa la gente a sedersi nelle panchine interne a ‘sti posti e stare lì a bearsi di quei caratteristici effluvi mefistofelici. Come non ho mai capito com’è che nascono comitati per ogni inezia e nessuno dica mai niente per ste cose. Penso a Largo San Valentino, in mezzo alle case, un’area cani, la quale prima doveva essere una rotonda (forse), risultato: terreno distrutto, puzzo indicibile, piccolo pezzetto di verde riservato solo per i possessori di cani. Forse alla gente piace sia l’odore forte che un pezzo di terra brullo sotto casa.

  3. Wf

    Ma le aree cani non si fanno per recintare e isolare i cani.

    Si fanno per isolare e evitare i proprietari dei cani…

    😅😅😅🤣
    Scherzo…

  4. Akazio

    Le aree cani, e non solo, andrebbero date in concessione ai privati che le curerebbero molto meglio e tutti saremmo più felici e contenti.

    1. Anonimo

      Potremmo proporlo alla Monge o alla Purina, che poi per ripagarsi le spese di gestione potrebbero essere autorizzate a posizionare in ogni piazza interssata le pubblicità delle crocchette in formato 6×3.

  5. lisander

    l’istituzione delle aree cani è stato un grande segnale di civiltà e sensibilità nei confronti di quanti sono proprietari dei questi simpatici quattrozampe e dei molti milanesi zoofili. Come al solito il problema è la cronica mancanza di manutenzione da parte delle istituzioni preposte che dovrebbero perseguire una politica di cura e continuità di queste iniziative; come ben documentano le vostre foto quell’area è piuttosto sciatta e mal ridotta e la colpa non è certamente dei cani o dei loro padroni, bensi di chi dovrebbe occuparsene (settore parchi e giardini?) e invece non lo fa; poi ovviamente i padroni dei cani dovrebbero premurarsi di raccogliere le deiezioni dei loro simpatici amici, alfine di evitare spiacevoli effluvi

    1. Anonimo

      “l’istituzione delle aree cani è stato un grande segnale di civiltà e sensibilità nei confronti di quanti sono proprietari dei questi simpatici quattrozampe e dei molti milanesi zoofili. ”

      Secondo me invece è il contrario: è segnale di civiltà e sensibilità verso la maggioranza dei Milanesi che un cane non ce l’ha e non lo vuole tenere…
      Perlomeno così le deiezioni canine NON le raccolgono solo in quei recinti anzichè NON raccoglierle sui marciapiedi ed aiuole di tutta la città.
      Del resto basta vedere come son conciati i marciapiedi ed i pali e cestini e angoli di strada (bottiglietta d’acqua questa sconosciuta….), per rendersi conto che insieme a qualche proprietario di cani civile ce ne sono altri molto meno civili.

      1. lisander

        Milano è una città pet friendly, come tante città dell’emisfero occidentale evolute e quindi si è giustamente dotata di queste aree, poi certamente si è liberi di non avere cani, cosi come ci sono padroni incivili e villani, ma mi permetto di dire che le deiezioni sui marciapiedi a volte sono anche di origine umana (e che umanità ohibo’!)visto e considerato certa fauna ( a due zampe!) che si aggira per le strade; in ogni le cacche sono una parte esigua del degrado che ammorba la citta, vogliamo parlare di muri imbrattati, arredo urbano inesistente, immondizia varia, rifiuti indifferenziati abbandonati in sacchi vicino ai cestini e generale degrado urbano?

      2. Anonimo

        “insieme a qualche proprietario di cani civile ce ne sono altri molto meno civili”. Cosi come proprietari di auto, proprietari di scooter, proprietari di biciclette, proprietari o meglio genitori di bambini scassac..zi…allora, se vogliamo allargare il grande segnale di civiltà.

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