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Milano | Macconago – La chiesetta in rovina sarà salvata

Una bella storia per il sud di Milano: la chiesetta di Macconago è salva e sarà ristrutturata. Questo è l’annuncio che l’Assessore Pierfrancesco Maran ha scritto su Facebook.

Scrive l’Assessore: “Nei giorni scorsi in molti si son mobilitati per salvare la chiesetta di Macconago di cui si temeva il crollo.
La chiesetta, sconsacrata, è di proprietà privata e dalle verifiche che abbiamo fatto non ha problemi strutturali ma evidentemente necessita di una ristrutturazione, di un recupero e di nuove funzioni.
In accordo con la Fondazione Del Vecchio, che ne è proprietaria e ringraziamo, abbiamo concordato che nell’ambito dei piani di Macconago la chiesetta prima verrà restaurata e poi ceduta al Comune, nel frattempo insieme al Municipio 5 e a cittadini interessati individueremo quale, nell’ambito dei servizi pubblici, potrà essere la sua funzione futura.”

Ricordiamo che si tratta di una chiesa rurale del XVII secolo in precarie condizioni, dedicata a San Carlo (o, secondo altre fonti a San Paolo), oramai sconsacrata e come abbiamo visto, in mano a privati. La chiesetta serviva la comunità rurale e il piccolo borgo di Macconago (che molti milanesi non sapranno neanche posizionare su una mappa). Facente parte del borgo, oltre a varie cascine, vi è ancora uno dei pochi castelli presenti nel comune di Milano. Qui l’articolo del 2015.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Macconago – La chiesetta in rovina sarà salvata

  1. Franco

    La chiesa NON è sconsacrata.
    Il tetto è sfondato e l’arco che regge la volta gravemente lesionato con pericolo immin ente di crollo. La chiesa restaurata DEVE rimanere chiesa!

  2. D. Derot

    Ah, dunque la proprietà sarebbe riconducibile all’uomo più ricco d’Italia.

    Speriamo venga trasformata in un bel ristorante.

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