"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Nuova mobilità per la città nella fase 2

Al tempo dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, come si muoverà il Comune di Milano per contenere il contagio per chi dovrà avere bisogno di mobilità?

Come si dovranno muovere i cittadini anche solo per raggiungere luoghi di lavoro?

Certamente non potremo più avere, almeno per parecchio tempo ancora, metropolitane e autobus affollati, ma il rischio sarà di trovarci strade intasate da autovetture per gli spostamenti. Quindi si dovrà distribuire meglio gli orari e le fasce di lavoro. Un nuovo metodo per vivere la città.

Il Comune dovrà provvedere al potenziamento per i mezzi in sharing, e soprattutto più due ruote, come più biciclette, più scooter elettrici e anche più monopattini.

Perciò, come avevamo già accennato qualche giorno fa, serviranno più piste ciclabili, ma in versione semplice e più veloci da realizzare.

Come ha scritto l’Assessore ai trasporti Marco Granelli sulla sua pagina Facebook: “La nostra metropolitana trasportava circa 1.400.000 persone ogni giorno. Per tenere la distanza di un metro, pur mettendo il massimo del servizio, come nel pieno della stagione invernale, questo numero dovrà scendere al 25-30%. Per raggiungere questo obiettivo possiamo lavorare per una forte collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese. E cioè con il lavoro a distanza, la diversificazione degli orari e dei tempi. Bisognerà diminuire il numero degli spostamenti e spalmare gli orari, diminuendo le ore di punta. ATM farà in modo che l’accesso alla metropolitana sia contingentato, informando quando si giungerà al livello di saturazione, e poi sulle carrozze e sui bus segnaleremo sul pavimento e sui sedili la distanza da tenere, e possibilmente anche nelle stazioni della metropolitana, alle fermate in strada. Noi (il Comune) e ATM faremo il massimo, chiediamo fin d’ora ai cittadini di seguire bene le regole e aiutarci.”

Ha proseguito sempre l’assessore: “L’altra grande azione è compiere un salto di qualità sull’utilizzo della bicicletta. Per questo stiamo mettendo in campo un’azione straordinaria di realizzazione di percorsi ciclabili e di zone 30.”

Il Comune sta predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in un tempo compatibile con l’emergenza. I primi chilometri saranno realizzati tra maggio e giugno 2020.

Tre sono le modalità alle quali ul Comune sta pensando. La prima è fare percorsi ciclabili e pedonalità che vede l’allargamento dei marciapiedi dove è necessario camminare meno fitti, nel minore tempo possibile, in sola segnaletica. Significa tracciare in strada, lungo le principali direttrici, percorsi ciclabili lungo i marciapiedi, tra il marciapiede e la sosta, e disegnare allargamenti dei marciapiedi laddove più stretti (magari eliminando anche qualsiasi tipologia di parcheggio selvaggio, aggiungeremmo noi.

La cosa è già stata provata in qualche esempio di urbanismo tattico, e pare funzionare.

Un primo esempio già progettato sarà l’asse tra piazza San Babila e Sesto Marelli lungo corso Venezia, corso Buenos Aires e viale Monza.

Una seconda modalità sarà utilizzare i controviali di grandi assi della nostra città facendoli diventare zone 30 e far circolare le biciclette insieme con gli altri mezzi, ma in migliori condizioni di sicurezza e a bassa velocità. L’esempio è l’asse che da piazzale Lagosta nel quartiere Isola porta fino al Parco Nord lungo viale Zara e viale Testi.

Una terza modalità è insieme fare percorsi ciclabili e mettere in sicurezza strade e incroci lungo alcuni assi. Un mix di segnaletica e struttura L’esempio è l’asse tra piazza Bande Nere e via Bisceglie lungo viale Legioni Romane, via Berna e via Zurigo, con ciclabile in segnaletica tra marciapiedi e sosta e messa in sicurezza degli incroci con allargamenti dei marciapiedi e sicurezza degli attraversamenti pedonali. L’idea è anche che questa compresenza di segnaletica e struttura limitata alle parti essenziali, può essere la modalità per i nostri quartieri: creare zone 30 in questo modo ad esempio al quartiere Forlanini o Corvetto o all’Isola.


E infine con questa emergenza si dovrà diminuire gli spostamenti; significa più consegne a domicilio di farmaci e alimentari, ma anche altro, più assistenza domiciliare e accompagnamenti. Per questo serve che in ogni strada ci siano posti di sosta per carico e scarico, oppure sosta breve. E questo il Comune sta lavorando per un piano speciale da creare posti di sosta breve in tutte le strade.

Per fare tutte queste cose il Comune ha bisogno di risorse, ma anche di modifiche di regole del codice della strada. Per questo, come ha proseguito Granelli: “anche insieme ai miei colleghi e colleghe di altre città e l’ANCI, stiamo interloquendo con il Governo per avere un fondo per investimenti come questi, maggiore duttilità sui lavori pubblici, regole più agili nel codice della strada. Le proposte le abbiamo fatte e speriamo ci siano risposte a breve. Ed infine sappiamo che queste cose nessuna istituzione potrà farle da sola. Abbiamo bisogno di tanti cittadini responsabili che cambino comportamenti e che ci aiutino a cambiare in tanti. Sono certo che le associazioni e le categorie che incontrerò nei prossimi giorni avranno idee e proposte per aiutare Milano. Noi metteremo sul tavolo queste cose, ascolteremo le proposte e speriamo insieme di dare un forte segnale, per vincere il virus e vivere tutti meglio.”

Come ha scritto anche la ormai nota attivista Greta Thunberg: “la città sta introducendo uno dei progetti più ambiziosi d’Europa per il dopo Covid-19″.

Speriamo tutto questa serva a riprendere alla grande e magari, con una migliore consapevolezza sulla natura che ci circonda, alla quale dovremmo dare più rispetto.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


53 thoughts on “Milano | Nuova mobilità per la città nella fase 2

  1. Adriano

    Mamma mia così con la fretta faranno altri scempi che peccato…ricordate l’inutile pista di forze armate con un marciapiede inutilizzato si è scelto di togliere una corsia e la sosta a una serie di condomini. Ora immagino cosa combineranno con la fretta di fare se l’esempio da seguire è quella merda di via Tortona desolata e senza un albero, solo perché non si vuole investire nei posteggi interrati che tra l’altro dovrebbero pagare Armani e poi Luxottica. Io consiglio a tutti di fare un giro in via pallavicino (quando si potrà) è quella la strada giusta là dove ci sono ampi marciapiedi e un traffico pedonale non congestionato da attività commerciali si deve fare la corsia pedini biciclette sul marciapiede meno costi e meno casino. Chi va piano in bici ne beneficerà subito chi va forte continuerà ad utilizzate la carreggiata e a posto così. Mamma mia ho molta paura delle scelte che faranno senza una strategia s lungo termine ma solo per rincorrere l’emergenza… ma forse se ci pensano meno gli verrà meglio speriamo..
    Qualcuno del comune che legge urbanfile vi prego seguite l’esempio di via pallavicino. Buona vita a tutti

  2. Anonimo

    Concetto giusto e anche azzeccatissimo come marketing per il Brand Milano. Complimenti.

    Devastante invece la scelta (di UF temo) delle foto della più sfortunata e malfatta pista ciclabile della città. Comunque fare meglio di quell’abominio non sarà difficile, forza Milano!

    1. Anonimo

      Si tratta di piste ciclabili. Quelle esitenti vanno modernizzate e collegate tra di loro e gli altri vanno costruiti in tempi brevi. Il governo dia una mano aggiornando il codice della strada su modello di paesi nordici.

  3. Anonimo

    Io ci spero davvero davvero tanto nella ciclabile Viale Monza, Buenos Aires e San Babila. La userei tutti i giorni invece che rischiare la vita tra le auto.
    So già però che è troppo bello per essere vero e che i ciclisti, nella classifica delle categorie di cittadini che vivono in questa città, sono di gran lunga gli ultimi della lista e i più bistrattati in assoluto. Quindi non se ne farà nulla. Solo gli automobilisti ci guadagneranno perché lo stop all’area C ci sarà. Magari gli abbasseranno anche tariffe dei parcheggi.
    Ciclisti da sempre e per sempre cittadini di serie Z. Mettiamoci il cuore in pace.

      1. Anonimo

        Risulta che gli anziani, i disabili (almeno alcuni, con bici elettriche), i pedoni e i bambini possono essere anche ciclisti.

      2. Ale

        Se tutti gli ‘altri’ utilizzano la bici, per queste categorie restano strade con meno traffico e più parcheggi.
        Anonimo delle 21.27, tu a che categoria appartieni?

  4. Wf

    I monopattini invaderanno tutto.

    Con o senza piste ciclabilie.

    Giustamente e finalmente.

    E le bici giustamente andranno nelle strade anche senza pista ciclabile.

    Sono mezzi anche loro a tutti gli effetti.

    D’altronde il traffico automobilistico sarà talmente bloccato che con la bici si passerà tra le auto incolonnate al semaforo molto facilmente.

    Senza girare un’ora per parcheggiare lautomobile.


    Quando tutta la città sarà bloccata dalle auto in coda il mezzo più comodo e veloce sarà la bicicletta.

    Con o senza pista ciclabile.

    E anche i monopattini…

    1. Si Tav

      Ina visione da Cina maoista o da Phnom Penh di Pol Pot. Non c’è che dire: un intervento, quello di WF, che contiene una filosofia che proietta Milano nel cuore del XXI secolo.
      Monopattini e biciclette…roba da matti

      1. Adriano

        Putroppo la loro visione del mondo è quella pensano che commercianti, industria,artigiani, insomma chi ci ha fatto crescere e reso fino ad oggi tra i paesi più sviluppati al mondo debbano sparire, comprano solo su amazon e pensano che andando tutti in bici il nostro pil si risollevi e non capiscono che noi abbiamo un indotto che grazie alle auto sorregge e ha fatto crescere il nostro paese.
        L’Olanda, esempio da non seguire, è uno staterello che non ha una produzione industriale ecco perchè può andare in bici solo nei centri urbani molto piccoli e poi se vai a vedere la loro rete autostradale è sviluppata all’inverosimile.
        Pensare che una città per proiettarsi al futuro deve usare solo un mezzo per giovani e basta è assurdo, gli anziani devono poter circolare con il mezzo che vogliono, e la rete deve permetterlo creando dei posteggi sotteranei.
        In tutti i paesi del mondo dove non c’è traffico ci sono posteggi sotteranei.
        I residenti devono poter circolare liberamente all’interno della loro città con tutti i mezzi possibili. Non ci deve essere un diktat che discrimina e basta.
        Ricordo che Londra una delle città più trafficate al mondo l’auto se la possono permettere solo i ricchi…è questo che vogliamo??? una società classista….? io no, voglio che tutti possano decidere e che le amministrazioni facciano di tutto perchè le scelte siano le migliori e non obbligate, il tempo è denaro e se il tempo che impiego è più della metà con l’auto che con gli altri mezzi il problema non è l’auto ma gli altri mezzi che si devono evolvere.
        Non posso con il 27 metterci 1 ora e mezza ad attraversare la città e con l’auto ci metto 30 minuti. Questo è il problema….mezzi veloci per aumentare il pil e la velocità negli spostamenti e non devono andare tutti in bici e basta questa è una visione limitata della società non aperta come pensate voi.
        Studiate la mobilità non dai giornali di parte ma da chi studia la mobilità.
        E non sono certo i tecnici comunali, granelli, e maran che hanno le risposte migliori purtroppo.

        Il mio piano è:
        1. ridefinire in maniera saggia le sedi stradali in base alla loro peculiarità zonale, e cioè:
        – zone turistiche: preferire mobilità dolce rafforzare mezzi pubblici, prevedere posteggi interrati appena fuori zone turistiche
        – zone a prevalenza commerciale: preferire i pedoni, prevedere posteggi interrati appena fuori dalla zona commerciale
        – zone misto commerciale pedonale: prevedere posteggi interrati e rafforzare mezzi pubblici
        – zone residenziale/ fieristica: posteggi interrati per residenti, ridefinizione sedi stradali e blocco traffico dei non residenti durante manifestazioni
        – zone solo residenziali: posteggi interrati per i residenti e libero spazio per i residenti
        – prevedere in tutti i lavori suddetti molto più verde di quello previsto fino ad ora…

        Insomma la città va progettata per il futuro e non fatta con scelte frettolose senza tenere conto del contesto delle singole zone…c’è tanto da fare…

        1. Ale

          In pratica proponi parcheggi interrati OVUNQUE. Un piano del genere fu già tentato in passato: 100 parcheggi di Alberti. Dopo 10 anni si è arrivati sì e no a 5! Il resto sono stati contenziosi con le ditte appaltanti e lotte con i comitati di quartiere. Un fallimento assoluto. Io sono favorevole ai parcheggi interrati, dove ci sono le piazze sono migliori e le auto nascoste…però la nostra burocrazia, i costi e i comitati di quartire rendono questo piano irrealizzabili se non com tempi biblici (con impatti devastanti per residenti e commercianti). E questo, indipendentemente da chi govrna.
          Più rralisti rafforzare i mezzi, aumentare le 2 ruote e seguire quanto fatto in Germania, Francia, Olanda….

          1. Anonimo

            Il piano di Albertini non è stato il successo che sperava, ma non è stato il disastro completo che la vulgata comune vuole accreditare.

            Ci sono tantissime zone residenziali col loro bel parcheggio sotterraneo per residenti, che aiuta tante persone ad avere un rapporto con l’auto meno difficile di chi vive in zone devastate dal parcheggio in strada senza alternative pratiche (pensa anche solo a chi lavora su turni o molto lontano da casa e agli orari di tanti dei garage che non fanno 24/7)

            Comunque parcheggi residenti e bici non sono conflittuali ma complementari: in tante zone togliere parcheggi residenti per realizzare le ciclabili è oggettivamente socialmente difficile e il parcheggio sotterraneo potrebbe aiutare.
            In più la lezione di 25 anni fa, ci aiuta a trovare meccanismi di concessione e autorizzazione che evitino le speculazioni e i fallimenti che hanno azzoppato alcuni dei parcheggi di allora.

            L’obiettivo deve essere meno auto in strada parcheggiate e più ciclabili, non lo sterminio etnico di chi ha un’auto (o un SUV, ma in tal caso se ne può parlare 😉 )

          2. Si Tav

            Anonimo delle 13.06, sono d’accordo con te.
            Mi fa piacere che il mondo sia popolato da persone intelligenti e non solo da socialisti obsoleti come WF, che ha la visione di uno squalo col sangue negli occhi

        2. Anonimo

          A me sembrano tutte cose sensate, i parcheggi interrati non sono un’idea superata ma anzi con rosee prospettive elettriche e funeste prospettive di ricarica in giro per milano mi sembra potranno avere sempre più attrattiva.
          Le scelte frettolose sono inevitabili, senza interventi invasivi se non già pianificati potrebbe essere l’ossatura sperimentale che ogni città dovrebbe avere

      2. Andrea

        Scusi, forse le conviene aggiornare i suoi riferimenti culturali. Mai stato ad Amsterdam, Berlino, Stoccolma, Parigi, Londra, ecc ecc ecc?

        1. Adriano

          Si Londra la città più trafficata d’europa se sei ricco puoi andare dove vuoi con l’auto,
          Berlino nei quartieri residenziali tutti hanno l’auto,
          Parigi piena di auto ovunque.
          Amsterdam non c’entra un cazzo con Milano.
          Stoccolma mai vista, ma sinceramente una città scandinava con una densità di popolazione inutile non la considero come esempio, in tutto il loro cazzo di paese ci sono meno persone che in lombardia ma che esempi sono….dai cazzo…

          Ricordo che il mio modello è posteggi interrati non BOX, i box sono un grosso errore perchè vanno a creare disparità e speculazioni.
          Il mio esempio è questo:
          https://blog.urbanfile.org/2015/10/28/progetti-la-dove-ci-sara-il-canale/

          Questo è quello che avrebbero dovuto fare sotto la darsena. in questo modo i residenti non si troverebbero nella situazione in cui si trovano, con persone che ad ogni ora del giorno buttano la macchina in mezzo alla carreggiata o dove è vietato e per lo più sono non residenti che vengono per la movida.
          Quindi se pensate di fare una città senza posteggi interrati non avete capito un cazzo…

          Andate a Montecarlo, posteggi interrati ovunque ad un costo bassissimo 2 euro per mezza giornata, non c’è un auto in giro tutto ordinato e non c’entra la cultura ma il fatto che se il posteggio interrato non costa un cazzo e ci sono dissuasori ovunque il problema si risolve..
          Tempi biblici è perchè la nostra burocrazia non è in grado di organizzare la città.
          Basta fare appalti chiari per i cittadini e non per i ricchi, tariffe agevolate e convenzionate per i residenti e commercianti della zona, e come per il posteggio di city life gli avventori hanno 2 ore gratis….

  5. Anonimo

    Adriano, con il 27 ci impieghi di più perché è rallentato dal traffico e dai semafori che servono per regolare il traffico automobilistico e non sono ottimizzati per il trasporto pubblico.
    Le auto non sono compatibili con le città, prendiamone atto. Sono il mezzo meno conveniente, più inquinante, più consumatore di risorse e spazio e costi che ci sia. In città bisogna privilegiare ovunque un uso diverso degli spazi, più ragionato e più utile a sviluppare ricchezza. E l’auto è un consumatore di ricchezza, un mostriciattolo d’acciaio mangiastipendio e salute propria e degli altri.

  6. Anonimo

    Le piste ciclabili di Milano vanno collegate tra di loro creando dei percorsi chiari e sicuri. Finiamo anche la ciclabile di Via Monte Rosa per favore e modernizziamo il BikeMI. È ora di darsi una mossa!

  7. Anonimo

    Abbiamo un codice della strada che impedisce a fare le ciclabili in modo semplice e veloce. Assurdo!! Va cambiato subito, al governo si diano da fare!

  8. Anonimo

    Se tutti prenderanno l’auto per spostarsi ci sarà da ridere. Si bloccherà tutto in tempo zero. Urge davvero dare la possibilità a quante più persone possibile di spostarsi in modo veloce, economico, non ingombrante e non inquinante. La soluzione è incentivare proprio l’uso della bici, del bikesharing, dei monopattini elettrici e anche fare più pedonalizzazioni per garantire spazio alle numerose persone in più che si sposteranno a piedi. Ripeto, usare l’auto sarà un delirio.

  9. Anonimo

    Leggo ora le proposte di chi chiede più posteggi interrati. Che ridere! E a chi li facciamo pagare? A botte di 40.000 euro a posto auto, più il costo dell’auto.. anni e anni di cantieri.. facciamo due conti, serve davvero a tutti quelli che ce l’hanno possedere un’auto per parcheggiarla o metterla sottoterra per il 95% del suo tempo? Bho forse io sono di parte perché non ho mai posseduto una macchina ma con tutti i soldi che ho risparmiato ho viaggiato, mi posso permettere una casa più grande, una vita migliore.. sono scelte ma aprite gli occhi, spesso non ha alcun senso avere una macchina da mantenere, se ci liberassimo di un 20-30% delle auto in città vivremmo tutti molto meglio e saremmo mediamente molto più ricchi. Che le auto portano solo costi, fateveli due conti se riuscite 🙂

    1. Anonimo

      Quando hai finito di sgignazzare, prova a vedere quanto costa il canone annuale in un parcheggio e quanto il mutuo di un box da 30K euro (che poi quando sei in pensione e la macchina non ti serve più rivendi e ci guadagni pure)
      Magari ti rendi conto che se esistessero più parcheggi (che farebbe scendere i prezzi), sarebbe più facile eliminare il parcheggio parassitario a bordo strada.

      Ma forse non ti interessa, l’importante è giocare al “duro e puro” da tastiera? 🙂

      1. Anonimo

        Non riuscirai mai a creare abbastanza parcheggi sotterranei per togliere le auto a bordo strada. Dovresti scavare mezza città per anni. Le auto sono troppe, va ridotto il loro numero, non vanno aumentati i parcheggi. Perché ci sono troppe auto non utilizzate, o usate pochissimo o facilmente sostituibili da un’altra combinazione d’uso di mezzi. Anche a Los Angeles, per eccellenza la città delle auto, in molte zone, orari o situazioni mancano i parcheggi, perché è fisicamente impossibile farci stare tutte le auto che ci sono.

        1. Anonimo

          Zona per zona, pragmaticamente, parcheggio e togliere auto dal bordo strada. Non devi farlo in tutta Milano ma ci sono specifiche aree dove ha senso e si può fare senza problemi (o costi) astronomici.

          Ridurre le auto in generale è un’altra faccia della medaglia e ci dobbiamo lavorare. Ma è un discorso diverso dallo spostare il parcheggio residenti dal bordo strada (a gratis) ai parcheggi (a pagamento), che peraltro è già un incentivo fortissimo a non avere la seconda o la terza auto o a scoraggiare l’uso delle aree residenziali come parcheggio di corrispondenza dei pendolari (secondo me il vero cancro di Milano in molte zone)

          1. Anonimo

            In molte zonee Milano viene usata come parcheggio gratiuito pendolari. 1 milione di auto in entrata al giorno è 3-4 volte sopra il sosteniblie. Bisogna togliere decine di migliaia di auto in ogni quartiere per renderli vivibili.

          2. Andrea

            Il parcheggio a bordo strada gratis è un residuo del Novecento. In quasi tutte le grandi città europee il parcheggio a bordo strada lo pagano anche i residenti. Non quanto i visitatori, ma lo pagano.

        1. Anonimo

          1.600 parcheggi quando nel servirebbero almeno 160.000 per cominciare a vedere meno auto in strada?
          E’ l’1%.
          Statisticamente è come dire che in pratica garage e box in vendita non ce ne sono.

          1. Wf

            Intsnto comorati uno di questi già pronti.

            Quando saranno finiti questi ne riparliamo.

            Intanto questi rimangono vuoti e invenduti e tu ne vuoi fare altri 158.400??

            La statistica di topolino…

            Non puoi avere il dolce se non finisci di mangiare la minestra… vuol dire che non hai fame.

          2. Adriano

            I posteggi interrati non i BOX, vuol dire tariffe agevolate e calmierate per i residenti.
            Massimo 80/100 euro al mese in relazione al numero di residenti e dei posteggi a disposizione.

  10. Anonimo

    Forse riusciamo anche a piantare qualche albero per dare un po di ombra! I deserti di catrame in alcune zone di Milano sono una calamite di calore e siccità in estate.

  11. Anonimo

    Il comune ha pubblicato il piano delle nuove ciclabili con dettagli di progetto su cui discutere. Sul tratto San Babila-sesto sembra ben fatto fino a Loreto, su Viale Monza il disastro. La pista ciclabile è proposta in centro strada. Ne parla anche il guru danese dell’urbanistica Mikael Coville-Andersen in questo video da guardare e far guardare a Granelli e Maran:
    https://youtu.be/8imUFrM5FaQ

  12. Anonimo

    35 Km di nuove ciclabili sono veramente pochi e non risolveranno il problema. In una città completamente pianeggiante che si attraversa in meno di 15 minuti le ciclabili dovrebbero in primis essere tutte collegate e poi molte ma molte di più. Visto che in 5 anni questa giunta ha fatto, nonostante i numerosi proclami in campagna elettorale, veramente nulla per ciclabili e piantumazioni, spero prenda la palla al balzo con questa emergenza e corra ai ripari rendenti Milano più vivibile e meno assediata dalle automobili. In sostanza deve essere più coraggiosa. O adesso o mai più !

    1. Giuseppe Vasta

      Scusate, ma le soluzioni non saranno né i parcheggi né le le piste ciclabili. Il problema vero saranno i centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno entravano in Milano per lavoro dall’hinterland con i mezzi pubblici (strapieni) e che adesso con il distanziamento non lo potranno fare più. Chi veniva a lavorare a Milano poniamo da Saronno, adesso come farà? In bici?

      1. mario1

        esatto, ma vallo a far capire a loro.
        Vai in un qualunque ufficio milanese e chiedi alla gente dove vive.
        La risposta:
        rari indigeni milanesi, poi la provincia di Milano, e del resto della Lombardia.
        Con molti che arrivano dal Piemonte (Novara, Alessandria, Casale, ma no nè raro ormai Torino)
        avremo tanti nuovi Coppi e Bartali

      2. _

        Concordo, ma nello sviluppare Milano come città ciclistica come reazione post Covid 19 c’è un fortissimo elemento di marketing, che è una cosa giusta perchè fa immagine.

        La realtà è che andrebbero anche risolti i problemi immediati, visto che la vita non è tutta marketing scintillante: Un problema sono i pendolari (ma qui non è propriamente solo responsabilità del Comune, come dice la parola “pendolari”).

        L’altro problema SERIO che andava risolto ADESSO è la regolarità di tram e autobus. Secondo me bisognava avere coraggio e con la scusa del Covid chiudere al traffico privato tutte le vie dove tram e autobus non hanno corsie preferenziali, così da aumentare velocità e frequenza e quindi fare in modo che siano meno carro bestiame del solito e quindi mantenere un minimo di distanziamento di sicurezza tra i passeggeri.

        Ci voleva coraggio, ma si poteva fare adesso e secondo me è una occasione persa. Amen… 🙂

    2. mario1

      mettiamo fuori legge le auto e trasformiamo tutte le strade in piste ciclabili.
      Ovviamente sono ironico….
      Siamo seri, le auto ci sono e non possiamo cancellarle in un giorno.
      Per iniziare, ci sono tante strade dove fare ANCHE piste ciclabili (= senza bisogno di togliere parcheggi), penso ad es. a viali in zone periferiche come ad es. in zona Baggio (tanto per citarne uno), dove spesso abbiamo marciapiedi e carreggiate larghi.
      Ci sono poi un sacco di corsie per i tram attualmente “sterrate”: asfaltatele per renderle subito utilizzabili anche dai ciclisti.
      Il lavoro più complesso e quello di trovare con SERIETA’ altre strade idonee,
      Ma per fare queste cose bisogna conoscere molto bene i flussi del traffico, le criticità dei parcheggi e capire dove agire, non fare propaganda.
      Ma appunto, è più di impatto proporre viale Monza…
      Ma poi la conoscete davvero Milano? Gran parte del traffico è dovuta ai pendolari, che dubito verranno in bici: anzi poiché i treni avranno posti limitati, verranno ancora più di prima in auto.
      Quindi servirebbero parcheggi di interscambio in periferia, poi da li in bici (se pensate che questa sia la soluzione) o dove possibile mezzi pubblici, verso il centro.
      Infine, ricordo a tutti gli idealisti, che l’industria dell’auto è una delle industrie più importanti per l’economia (in Italia ma ancora di più nella cara Germania che continuate a citare come esempio) , farla morire non mi sembra una mossa geniale in questo momento.
      Quanto ho scritto basta? Non lo so, ma è un punto di partenza.

  13. Adriano

    Caz wf ma forse sono vuoti perchè c’è qualcuno che ci specula???
    il problema è che se ci fossero posteggi interrati come dico io i box costerebbero la metà e la gente potrebbe permetterseli

    1. Wf

      Mi fa piacere Adriano che sei diventwto comunista e vuoi il garage collettivizzato pagato dallo stato.

      Almeno qualcosa di buono Cè…

      Quindi per te un affito di un garage a 80, 100 euro al mese va bene?
      Ottima idea.infatti la gente invece di comprarlo potrebbe spendere 100 euro al mese e affittarne uno.

      Approvo la tua proposta.
      Secondo me si trova a quelle cifre sul libero mercato anche.

      1. Anonimo

        Con 100 euro al mese e i tassi di adesso, un box da 30.000euro lo comperi.

        Certo, andrebbero prima costruiti.
        Come incentivo per le classi deboli, basterebbe una qual garanzia del comune per la banca, che non gli costerebbe tantissimo.

        Ma questo si chiama pragmatismo e non ideologia. Quindi non va bene 🙁

      2. Anonimo

        A Milano esistono più di 500.000 tra box e posti auto. Considerando che ci sia un ricambio fisiologico del 5% all’anno (morte, eredi, trasferimenti) il fatto che in questo momento ce ne siano …1.600 in vendita vuol solo dire che box liberi a Milano non ce ne sono e la domanda supera l’offerta (il che spiega i prezzi assurdi dei pochi che trovi in vendita)

  14. Adriano

    Quelli che dicono che non hanno l’auto vuol dire non hanno una famiglia con figli e genitori anziani a Milano e sicuramente non sono nati a milano….spero che sarete sempre la minoranza….altrimenti non c’è futuro per Milano

    1. Anonimo

      ????? Adriano chi generalizza pensando al proprio vissuto personale o alle poche città in cui è stato 2 giorni al massimo come turista o riferendosi ai propri 3 amici che ha dalla scuola media non ha capito molto di come funzionano statistiche e campioni.
      Non esiste solo il tuo vissuto di automobilista di mezza età nato e cresciuto a Milano.
      Non fai altro che sostenere i tuoi 3 pilastri fondamentali:
      – box auto per tutti, neonati compresi
      – auto indispensabile per legge se anche solo si ha un parente over 70
      – tassa di ingresso in Milano per chi viene dalle tangenziali

      1. Anonimo

        In realtà,
        – che servano più posti auto per residenti per togliere le auto dal bordo strada
        – che se hai genitori anziani o disabili l’auto la usi molto
        – che il traffico e il parcheggio dei pendolari sia uno dei più grossi problemi di Milano

        …queste cose non serve avere fatto l’Erasmus a Cuneo per capirle 😉

        1. Anonimo

          La vedo diversamente, l’autocentrismo non è la soluzione. Se città ricchissime hanno meno di 30 auto ogni 100 abitanti mentre noi ne abbiamo in media 60 o 70 ogni 100 abitanti forse possiamo smettere di pensare che servano solo posteggi o che per ogni cosa sia indispensabile l’auto o che il parcheggio sia il più grande dei problemi della città. Forse possiamo pensare a rendere migliori e più ricche le nostre città proprio abbassando il numero di auto e di parcheggi e di inquinamento e di morti ammazzati sulle strade… so che è difficile capirlo se si ha come unico riferimento il proprio vissuto di automobilista ma prendiamo come esempio i migliori esempi, non focalizziamoci su ciò che è sempre stato, non si va da nessuna parte

          1. Anonimo

            La teoria mainstream dice parola per parola quello che dici.

            Poi però lo devi mettere in pratica:
            Milano ha più auto procapite di altre capitali Europee ma anche meno parcheggi (loro li han fatti negli anni 60-70-80, noi no) e la combinazione delle due cose è disastrosa.

            Quindi devi agire sia sulla riduzione auto che sull’aumento parcheggi. Ovviamente finalizzati al togliere auto dagli spazi pubblici che potrebbero essere usati meglio.

            Non è un gioco a somma zero, ci possono guadagnare tutti.

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