"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Scalo Farini e San Cristoforo – I finalisti: Kengo Kuma

Dopo aver visto lo scorso anno il vincitore per il masterplan dello sviluppo dell’ex Scalo Farini e di quello di San CristoforoAgenti Climatici del team OMA e Laboratorio Permanente, vi mostriamo gli altri finalisti del concorso internazionale. Qui di seguito riportiamo il quarto dei quattro finalisti scartati con alcuni rendering e didascalie del progetto:

Kengo Kuma and Associates (Japan), MAB arquitectura (Italy), Laps arquitecture (France), Agence Ter (France), Franck Bouttè Consultants (France), VIA Ingegneria (Italy).
Qui trovate il PDF da visionare per ulteriori approfondimenti.

Ricordiamo che essendo un Masterplan (un disegno complessivo che sviluppa le linee guida per lo sviluppo di un’area territoriale), le architetture che si vedono nei rendering sono indicative e di sola suggestione.

Gli scali ferroviari Farini e San Cristoforo rappresentano l’occasione di rigenerare un esteso brano di città con un processo innovativo e con un approccio multidisciplinare che dia risposta alla sostenibilità globale dell’intervento lungo il processo di futura attuazione nel breve e lungo periodo. 

Questa occasione sollecita una riflessione sulla rigenerazione della città contemporanea sulle tracce del passato, sul grande tema della socialità urbana, sulla necessità di generare identità, restituendo urbanità e vita ai luoghi che ne sono stati privati dall’infrastruttura ferroviaria. Allo stesso tempo è una sfida per trovare soluzione innovative per generare valore attraverso la trasformazione urbana. 

L’intervento sugli scali è fondamentalmente la riconquista di un patrimonio da valorizzare. 

Una riconquista di vuoti urbani, ad oggi recintati e in via di progressivo degrado, in una prospettiva di sviluppo a scala metropolitana dove lo scalo Farini si inserisce nell’ asse di sviluppo verso nord-ovest tra Porta Nuova-Garibaldi e Bovisa, per proseguire verso Cascina Merlata e MIND; lo Scalo San Cristoforo collocato sull’asse sudovest – sudest che lo collega a Rogoredo lungo un tracciato infrastrutturale ed ambientale di grande importanza. 

Alla scala locale del quartiere la sfida è quella di ascoltare, interpretare e tradurre in soluzioni programmatiche le esigenze delle comunità che vivono i quartieri limitrofi e che partecipano della trasformazione in maniera attiva. 

Sulla base di queste premesse, e di tutte le istanze emerse abbiamo identificato diversi principi e azioni che sono stati la guida per il progetto dei masterplan: 

Creare un nuovo parco urbano denso di usi e spazi pubblici dinamici 

Instaurare un legame armonico fra Arte, Natura e Architettura 

Disegnare una viabilità essenziale ed efficiente 

Incentivare l’uso dei trasporti pubblici e della mobilità sostenibile 

Ricucire i bordi del tessuto urbano sui margini dell’intervento 

Rivitalizzare il patrimonio architettonico esistente 

Creare una permeabilità diffusa fisica e visuale 

Creare nuove connessioni pubbliche pedonali per il superamento del fascio dei binari 

Generare urbanità attraverso funzioni pubbliche diffuse 

Disegnare gli spazi pubblici come scenario del mix sociale e generazionale 

Innovare nelle scelte ambientali ed energetiche 

Promuovere la vocazione sistemica del verde 

Rispondere al processo partecipativo e ai bisogni locali espressi dalla cittadinanza

Il sito di San Cristoforo è in posizione strategica rispetto al sistema ecologico dell’area metropolitana di Milano. All’intersezione di diversi corridoi ecologici (sistema dei Navigli, Lambro meridionale, Parco Agricolo Sud), è lambito da due elementi lineari che caratterizzano il contesto, il canale Naviglio e la ferrovia in attività. 

La lettura del contesto dello scalo San Cristoforo fa emergere due sistemi di paesaggio differenti : l’ambito urbano, caratterizzato da una trama frammentata, in prevalenza residenziale e terziaria e l’ambito rurale, che si concretizza nella prossimità del Parco Agricolo Sud. Se oggi la la vicinanza e la ricchezza dei due paesaggi si concilia in un debole dialogo , l’intento progettuale è quello di ricucire i due contesti. 

Il progetto prevede un intervento a diverse scale con l’intenzione di ricucire dei macro sistemi verdi, di riavvicinare parti di città distinte e di rafforzare la presenza dell’elelmento acqua, oggi difficilmente fruibile con l’obiettivo di incrementare la biodiversità urbana. 

A grande scala si vuole dunque connettere il Parco Agricolo Sud alla fascia verde che passa dal Parco delle Cave, dal Boscoincittà , dal sito di Expo fino ad arrivare al Parco delle Groane e il Parco Nord: la rinaturalizzazione di San Cristoforo è un primo tassello volto in questa direzione, che apre molteplici scenari di sviluppo futuri. 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Scalo Farini e San Cristoforo – I finalisti: Kengo Kuma

  1. stefano

    qualcuno sa perchè nessuno dei progetti presentati prevede l’interramento integrale, o almeno parziale, dei binari ferroviari?

  2. Anonimo

    chi l’avrebbe mai detto che lo studio di kengo kuma, da capogruppo, potesse avallare una ciofeca iper-speculativa simile?

    1. Niccolò

      Si conferma che il vincitore (OMA) sia decisamente il peggiore. Solita paura a lanciarsi in altezza, con i soliti edifici anonimi orizzontali, che consumano soltanto suolo. Sala e Maran dovrebbero farsi un giro a Francoforte e vedere come si riqualificano le Aree dismesse.

  3. Anonimo

    Altri grattacielini e cemento per una città che ne ha già fin troppo. Ma è così difficile creare zone verdi e ben legate al contesto urbano? Una giunta seria si impegnerebbe nel donare più spazi alla cittadinanza e a trovare modi per unire seriamente aree cittadine separate da tempo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.