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Milano | Porta Vittoria – Via Piranesi 38: The Hug

Ancora un altro insediamento terziario dislocato lungo la via Piranesi a Porta Vittoria (Senavra) sarà trasformato in residenziale.

Promosso da Nexity, ecco The Hug (l’abbraccio) di via Piranesi 38.

Progettato dallo Studio Asti Architetti, The Hug si compone di 3 edifici che abbracciano un rigoglioso giardino interno. L’architettura segue la tendenza attuale: balconi protetti da frangisole verticali che riproducono il legno e un disegno apparentemente casuale per le aperture di balconi e finestre.

Qui di seguito l’edificio industriale ancora presente e che presto verrà demolito.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – Via Piranesi 38: The Hug

  1. Anonimo

    Ottimo riqualificare il costruito o demolire e ricostruire con qualita’ e funzioni e destinazioni + utili…aggiungere parcheggi bici

    1. Anonimo

      Giuro non ce la faccio più con tutti quegli pseudoanglicismi in uso in tutta Italia, e lo dico da olandese straniero vivendo a Milano. Smettetela di abusare la vostra bella lingua italiano…

  2. Anonimo

    The hug fa metropolitan…fa city…fa meno ridere di abbraccio…perche’ non lo capiscono….ma in Olanda fanno lo stesso….se non peggio…

    1. Anonimo

      Ad Amsterdam tutti gli expat/internazionali educati si affluiscono in città senza fregarsi nemmeno della cultura/lingua locale. Esattamente quello si dovrebbe evitare e non facendo come Olanda. Beh certo vi sento dire, “è solo un nome di qualche edilizia”, ma non solo, è anche un attitudine verso la superiorità della lingua/cultura inglese. Se Milano vuole ugualmente perdersi nell’internazionalità anglosassone, forza così! Saluti dallo stesso olandese

    2. Anonimo

      Ad Amsterdam tutti gli expat/internazionali educati si affluiscono in città senza fregarsi nemmeno della cultura/lingua locale. Esattamente quello si dovrebbe evitare e non facendo come Olanda. Beh certo vi sento dire, “è solo un nome di qualche edilizia”, ma non solo, è anche un attitudine verso la superiorità della lingua/cultura inglese. Se Milano vuole ugualmente perdersi nell’internazionalità anglosassone, forza così! Saluti dallo stesso olandese

      1. Anonimo

        Guardi le citta’ internazionali usano tutte la lingua inglese in molti contesti…in Olanda come in tutto il mondo si fa lo stesso….in tutto il mondo si usa molto anche la lingua italiana per dare il nome ad edifici, negozi, barche…o semplicemente per simulare un fake Made in Italy o italianita’… concordo che The Hug faccia ridere…torno a dire che la traduzione in italiano della stessa parola faccia ridere comunque….viva la lingua italiana…amata, cantata e studiata in tutto il mondo….

        1. Anonimo

          Non è vero che si fa così tutto il mondo… si fa così nei paesi ex coloniali o in quelli con una bassa autostima, come, ahimè, il nostro.

          In spagnolo per esempio si traduce tutto e nessuno si sognerebbe mai di chiamare un edificio tower, building, corner o ancora peggio

          1. Anonimo

            Si gli spagnoli sono abbastanza ridicoli per questo motivo…ci sono termini che sono anglizzati punto….

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