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Milano | Fiera-Amendola – Ciclabile Monte Rosa-Buonarroti: maggio 2020

A proposito di Piste Ciclabili, tanto in voga in questi giorni di post Covid, e molto discusse dalle due fazioni (chi pro e chi contro), ecco la più discutibile fra tutte le ciclabili del momento, quella Monte Rosa – Buonarroti.

Iniziata nel 2017 e progettata almeno nel 2012/13, questa ciclabile ha incontrato non pochi problemi burocratici e soprattutto per un contenzioso con l’impresa che ha l’affidamento dei lavori.

Dopo tanto tempo di fermo, finalmente i lavori sembra siano ripresi. Mancava proprio il tratto di piazza Buonarroti e via Giotto, dove la ciclabile si connetterebbe con quella di via Pagano, via Pallavicino e via Cimarosa.

Anche il tratto in piazza Amendola è rimasto “sospeso”, dove i cordoli non sembra siano stati ancora raccordati al marciapiede preesistente.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Fiera-Amendola – Ciclabile Monte Rosa-Buonarroti: maggio 2020

  1. Anonimo

    Anche la parte da piazzale Lotto a piazzale Amendola va sistemata. Ormai l’asfalto è scassato e i cordoli sono rovinati (e pericolosi). Non va perso un secondo. Dobbiamo subito sistemare e finire l’intera tratta. Milano non può aspettare!

  2. Und Tschüß!

    Dai forza che ce la si fa… forse. Peccato che sull’altra tratta (storica per milano) se vedo qualcuno passare lo fa sulla carreggiata in strada.

    Ricordo che:
    1) in presenza di pista ciclabile il codice stradale prevede l’obbligo per i ciclisti l’obbligo di percorrerla.
    2) la tratta storica e altri tratti a proseguire verso conciliazione dimostrano che chi progetta le piste ciclabili non ne ha le capacità e probabilmente nemmeno va in bici.
    3) sempre la tratta storica ad eccezione del tratto di fronte al sole 24 ore è in una situazione penosa e questo è più che sufficiente a sottolineare il fatto che è inutile costruire piste ciclabili, per lo meno in questa modalità, anche perchè non sono praticamente deserte esculdendo 1) gente che ci cammina pur disponendo di oltre 4 metri di marciapiede 2) gente che corre 3) gente sul marciapiede e il cane che con il guinzaglio attraversa la pista 4) gente che la percorre con il carrello della spesa del vicino supermarket.
    Si facciano piuttosto cose che servono e che ne abbiamo bisogno da 20-30 anni (vedi asservimento semaforico.. serio!)

  3. Anonimo

    Mi sembra di capire dalle foto che c’è ancora qualche problemino col fiorista, possibile che in 8 anni non si sia riusciti a trovare un accordo?

    1. Anonimo

      Ha un sacco di spazio a destra e a sinistra. Si siede sulla ciclabile perchè “a me non ne … degli altri”. Storia solita a Milano. Come lo fanno quelli che parcheggiano tranqui sul marciapiede.

      1. Anonimo

        A me in quella foto fa’ piu’ ridere quel palo della corrente lasciato in mezzo alla pista ciclabile gia’ asfaltata, significa che una volta finita oltre al fiorista dovrai fare lo slalom anche a quello.

    2. Alessandro

      Buongiorno a tutti.
      Questa ciclabile è stata veramente sfigata.
      Tutti noi sappiamo benissimo tutte le vicissitudini che ha passato dato che urbanfile ci ha sempre ben informati.
      Presto, entro l’anno sarà finita.
      Bisognerebbe capire e sapere cosa succederà dopo, riguardo il suo proseguio.
      Gli operai con i quali ho parlato mi hanno detto che loro fanno il lavoro da Amendola a Buonarroti e non sanno niente dell’eventuale proseguio.
      Se magari urbanfile riuscisse ad indagare e scoprire qualcosa, sia riguardo appunto il proseguio che anche il restauro del pezzo tra Amendola e Lotto, risalente a quando io andavo alle medie. Di ciò gliene saremmo oltremodo grati.
      Grazie Urban

    1. Anonimo

      Non credo proprio! Ci servono tecnici, funzionari pubblici e anche avvocati.

      Che vuoi che combini un simpatico e bravissimo fricchettone straniero che fa i programmi televisivi una volta che finisce impantanato nella burocrazia, nelle leggi e negli appalti italiani?! Se lo mangiano in due bocconi…. 🙂

      1. Anonimo

        Chissà perché una persona con competenza che parla di un nuovo modo di concepire la città e propone di spostarsi di più in bici per vivere tutti meglio deve essere considerato un fricchettone.
        Chi si sposta in bici lo fa anche per lavoro e commissioni, non solo per fare movimento o divertirsi.
        Bisogna smettere di considerare la bici come un gioco e i ciclisti come degli alternativi. bisogna considerare la bici come un vero mezzo di trasporto, tra l’altro l’unico che ha inquinamento zero in città e occupa pochissimo spazio pubblico.
        Più gente si sposta in bici e meno caos c’è in strada, ci guadagnano anche gli automobilisti. Ogni bici che vedete in giro è coda in meno ai semafori e un parcheggio auto in più per la vostra auto, oltre, ma non credo importi agli automobilisti, inquinamento e rumore in meno.

    2. Anonimo

      E’ uno dei pochi esperti di ciclabilità abbastanza seri in circolazione ma non è un progettista di piste ciclabili. Tantomeno uno che possa districarsi nel complicato sistema degli appalti.

  4. Anonimo

    Un intervento che personalmente aspetto da tempo, frequentando molto la zona. Sono contento che finalmente si veda la fine.

    Una considerazione però: in tutta Europa le piste ciclabili si fanno con un asfalto ben tirato e liscio, colorato e riconoscibile, senza tombini di mezzo.

    Purtroppo solo da noi, per risparmiare e per poca cultura, si asfalta con materiale grezzo che prestissimo si deteriora e non viene mai più sistemato. Tutte le piste ciclabili più vecchie della città (Martesana e Melchiorre Gioia in primis) vanno sistemate perché tra tombini, buche, radici esposte e avvallamenti vari percorrerle sta diventando problematico.

    Invito UF a fare un servizio sulla situazione della ciclabile della Martesana, frequentatissima direi da migliaia di persone (è impressionante quanta gente la utilizzi) in queste settimane e ormai bisognosa di un allargamento ove possibile.

  5. Anonimo

    Un sogno: la pista continua fino a Piazza Piemonte mettendo ordine nel delirio di auto in doppia fila e spazzando via senza pietà il parcheggio selvaggio e si prolunghi anche solo in segnaletica (come Buenos Aires) lungo tutta via Washington.
    Via Washington è larghissima e relativamente poco trafficata, ci starebbe perfettamente una ciclabile ai lati, protetta dalla sosta delle auto.

    1. Wf

      Oggi nel post covid i ciclisti di milano hanno subito un boom incredibile.

      Erano il 6% e sono quadruplicati al 24%.

      I negozi di bicilette hanno fatto sold out.

      Non si riesce piu a trovare una bici in vendita nei negozi.

      Ce la febbre per la bicicletta.

      Nel tratto della pista ciclabile di corso Buenos Aires, sempre stato il tratto cittadino a maggiore flusso di biciclette, oggi il numero delle bici che passano è raddoppiato.


      Ottime notizie.
      Bisogna approfittarne per far cambiare del tutto le abitudini ai milanesi in modo stabile e duraturo.

      Il futuro è un po più rosa.
      Ottimismo

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