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Milano | San Siro – L’iconico Stadio Meazza

Onestamente devo dirlo, vergognandomene un po’, di esser stato nel corso della mia vita di cinquantenne all’interno dello Stadio Meazza di San Siro tre o quattro volte e non di più.

La prima volta mi ci portò mio padre a vedere un Milan Inter negli anni Settanta, partita della quale non ricordo nulla. San Siro era già un’icona, io ero un ragazzino che voleva solo vedere lo stadio, non mi interessava il calcio. Ricordo con stupore che ad ogni esultanza della folla accalcata sulle gradinate, quando questa si alzava producendo un forte boato, la struttura, in cemento armato, vibrava come fosse di gomma. Ricordo anche la lunga discesa all’uscita dell’impianto. Le lunghe rampe, che mi colpirono e stupirono. Questi sono gli unici ricordi che mi rimasero di quell’esperienza. Avrò avuto una decina d’anni.

Ci tornai altre due o tre volte, non ricordo bene, per manifestazioni atletiche dopo che venne ingrandito per i mondiali del 1990. Purtroppo non ci andai mai per godere uno dei tantissimi concerti che lo stadio ha ospitato.

Nonostante questa apparente indifferenza per questo monumento, ci sono affezionato. Una gigantesca tavola o madia, ma decisamente unico nel suo aspetto sgraziato, d’altronde si tratta di un esempio dell’architettura degli anni Ottanta e Novanta (periodo che non è tra i miei preferiti).

I due nuovi spettacolari progetti presentati dai due club di calcio, Milan e Inter, per sostituire il vecchio Meazza sono quelli di Populous e di Manica-CRM (rivisti anche a seguito di una prima richiesta della Sovrintendenza che chiedeva di salvare parte del vecchio stadio) mi piacciono, anche se di iconico c’è ben poco.

Tanto verde sul tetto di un centro commerciale (ma sono ancora il futuro i centri commerciali?), palazzi a torre (quelli di Manica CRM li preferisco) e due proposte di stadio che, onestamente, possiamo trovare simili un po’ ovunque nel mondo.

Devo ammettere che, se dovessi scegliere, il mio preferito sarebbe quello progettato da Populous, più particolare, anche se nella forma ricorda un po’ lo stadio nuovo di Bordeaux: un parallelepipedo il cui tetto è sorretto da moltissime colonnine… Non che sia brutto il progetto di Manica CRM, ma mi pare simile a molti altri stadi. D’altra parte, dare una forma iconica ad un edificio senza cadere nel kitsch non è facile.

Il vecchio Meazza nell’ultima versione, invece, pur nella sua brutalità è indubbiamente iconico, nella sua forma attuale con le rosse travi e le sue torri cilindriche a vite. Basta mostrare a qualcuno anche solo un pezzo di quella trave e subito è comprensibile che si tratta di San Siro.

Lo Stadio Giuseppe Meazza o Stadio di San Siro, nel corso del suo tempo è stato un accumulo di integrazioni per adeguarlo ai tempi, senza mai venire rifatto o spostato.

Il nucleo primitivo fu costruito nel 1926 dall’architetto della Stazione Centrale, Ulisse Stacchini e ancora si trova nel cuore dell’impianto.

Nel 1955 vi fu un ampliamento, curato dall’ingegnere Ferruccio Calzolari e dell’architetto Armando Ronca dove, senza demolire il vecchio stadio, venne realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastavano, e in parte coprivano, le vecchie tribune, portando la capienza totale a 100 000 spettatori.

Per la Coppa del Mondo FIFA del 1990, venne costruito un terzo anello e furono coperti tutti i posti a sedere. Il progetto, firmato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dall’ingegnere Leo Finzi, aveva previsto infatti sostegni autonomi, disposti attorno allo stadio esistente, su cui poter appoggiare il nuovo anello. Vennero così edificate undici torri cilindriche in cemento armato che davano accesso alle gradinate; quattro di queste, oltre a contenere vari locali di servizio, fungevano da sostegno alle travi reticolari di copertura. 

Nel 2009 San Siro fu giudicato dal quotidiano britannico The Times il secondo stadio più bello del mondo e, secondo un’analisi condotta da Camera di commercio e Università degli Studi di Milano nel 2014, il Meazza è uno dei simboli più identificativi della città dopo il Duomo e la Triennale.

Come abbiamo potuto vedere neanche un mese fa la Soprintendenza, chiamata a decidere se porre un vincolo di tutela al glorioso Stadio Meazza (per tutti la Scala del calcio italiano) ha deciso sorprendentemente di non vincolare in nessun modo l’edificio, ritenendolo già snaturato rispetto alla forma originaria.

Onestamente penso che per preservare la memoria della storia di una città non si dovrebbe fare come è sempre successo soprattutto negli USA, dove per far posto al “progresso” quello che era vecchio è sempre stato cancellato… inizialmente senza rimorsi ma poi con rammarico.

Così ad esempio si sono cancellati a New York la splendida Pennsylvania Station, costruita nel 1910 e demolita nel 1963, il Singer Building, costruito nel 1908 come sede della Singer Corporation e demolito nel 1968, ma anche l’Old City Hall di Detroit, realizzata nel 1871 e demolita nel 1961, la bellissima Marion County Courthouses ad Indianapolis, del 1876 e distrutta per sempre nel 1962, o persino il Toronto Board of Trade Building (Canada), del 1892 e demolito nel 1958. Insomma, edifici parte e simbolo delle città cancellati per sempre. Oggi forse, anche lì c’è un po’ più di rispetto per ciò che può essere “antico”, ma probabilmente un po’ in ritardo. Insomma, vogliamo ridurci come hanno fatto in molte altre città nel mondo?

Certo la richiesta delle due squadre è anche lecita: devono fare cassa, realizzare investimenti che garantiscano profitto e tenere in piedi il vecchio “scarpone” è solo una spesa, e nella società attuale un costo non indifferente.

Forse l’idea innovativa sarebbe stata quella, come al solito, di trovare una soluzione che salvasse “capra e cavoli”… vecchio stadio e nuove esigenze.

Forse demolire lo Stadio sarebbe come demolire la Scala o il Castello…voi cosa ne pensate?

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


45 thoughts on “Milano | San Siro – L’iconico Stadio Meazza

  1. giusva62

    Avendo i soldi la soluzione migliore sarebbe quella di Monaco: nuovo stadio in periferia e vecchio stadio tenuto come icona, con piccole differenze: l’Olympiastadion è una delle più belle costruzioni di architettura moderna inserito in un contesto unico, il Meazza è un accrocchio di stili in un quartiere bisognoso di rilancio, lo stadio di Monaco è dotato di pista d’atletica, il Meazza no, quindi non si può utlizzare per altre manifestazioni sportive, a Monaco la costruzione è pubblica, a Milano si punta sul privato.

    1. Anonimo

      Il nuovo stadio di Monaco insieme al nuovo Wembley sono stati due sciagure architettoniche mondiali, perchè hanno dato il via alla realizzazione ovunque di nuovi stadi anonimi esternamente e internamente, senza alcuna caretterizzazione architettonica.

    2. Giovanni

      È obsoleto,con le vie di fuga non adeguate ai tempi,acustica pessima,niente Wi-Fi,insomma va demolito e rifatto.gli americani non hanno storia e avrebbero fatto bene a non demolire il vecchio,ma a Milano dove ti giri la storia ti circonda.sarebbe solo un feticcio mantenerlo in piedi,e lo dice un tifoso che è stato abbonato x anni.saluti

        1. Lamberto

          Ma quale Sesto, in periferia li chiudono i centri commerciali. E comunque dopo l’esoterica proposta del comune di rifunzionalizzare il Meazza, e la risposta altrettanto ridicola di conservare un muro con due rampe vecchie e per giunta con aumento di volumetrie, direi che il bluff è smascherato. Se volessero andar via, lo avrebbero già fatto. A questo punto, basta perdere tempo ! Che il comune proponga una volumetria a metà tra le richieste e il pgt, con l’obbligo di ristrutturare il Meazza. Cosa che tecnicamente un azienda come populous, farebbe ad occhi chiusi.

  2. Stefano

    sono assolutamente d’accordo su tutto quello che e’ scritto nell’articolo. San Siro e’ iconico per Milano e sarebbe una perdita enorme per la citta’.
    I progetti del nuovo stadio sono comuni a tanti altri. E poi basta centri commerciali cementificazione e speculazione edilizia sul quartiere San Siro.

      1. Anonimo

        Con una riqualifcazione di San Siro senza abbatterlo si può avere lo stesso verde che c’è nei progetti del “nuovo”. Non è che riqualificarlo voglio dire avere l’obbligo di tenere il piazzale cementificato.

  3. Anonimo

    Concordo, presa di posizione coraggiosa. Ristrutturare può essere compatibile con il business, e anche consentire di ricavare spazi commerciali. Persino qualche palazzina o torretta sul piazzale può venir fuori. Lasciateci un’icona del 900.

    1. Anonimo

      Esatto, riqualificarlo è assolutamente possibile. Come del resto stanno facendo Real Madrid e Barcellona, non due società qualunque.

  4. Matteo Belotti

    È stupendo per storia e architettura.
    Ma non è uno stadio dagli standard moderni.
    Non si può tenere così com’è.
    E ristrutturarlo vorrebbe dire o fare un piccolo intervento e allora fra 10 anni saremo punto a capo oppure snaturarlo completamente, col rischio che non sia nè nuovo nè san siro.
    Quindi dedicare una parte del vecchio san siro ad altre attività, come si pensa di fare mi pare una buona soluzione.
    Solo, i progetti per il nuovo stadio non sono molto spettacolari.

    1. Anonimo

      Certo che si può fare, vai a vederti i progetti di Real Madrid e Barcellona. Semplicemente da noi non c’è la volontà di farlo perchè Inter e Milan vogliono fare una speculazione edilizia.

    2. Anonimo

      Sulla storia si può anche essere d’accordo, sull’architettura mi sembra che tu abbia un’idea un po’ discutibile dello stupendo.

  5. carlo calderan

    Hai perfettamente ragione e che la sovrintendenza ritenga lo stadio non meritevole di conservazione perchè le strutture degli anni 30 non sono riconoscibili, come ho letto sui giornali, la dice lunga della cosiderazione dell’architettura contemporanea in italia, quando è del tutto evidente che è il progetto Ronca a dover essere conservato!

  6. Pierluigi

    Lo stadio di San Siro, a mio parere, deve essere conservato e le ragioni sono molteplici e solide nelle proprie motivazioni. Il tema è talmente eclatante che potrebbe essere il caso di indire una consultazione diretta dei cittadini. Sarebbe la prima volta e potrebbe costituire un precedente “pericoloso” per l’Amministrazione, ma forse ne varrebbe la pena.

  7. Anonimo

    Si è vero, il progetto di Popolous è migliore e ha anche dei tratti iconici completamente assenti dall’altro progetto che sembra uno dei tanti stadi europei realizzati negli ultimi anni. Di Popolous molto belle anche le due curve imponenti all’interno (meno belli gli spazi vuoti tra i lati lunghi e corti, e l’anello piccolino sul lato lungo,oltre agli alberelli decorativi esterni che ne rovinano al potenziale iconocità). Diciamo che il progetto di Popolous ha più carattere, è da valutare di farlo un po’ più fuori terra, cioè meno interrato, più alto, anziché 35metri fuori terra, almeno 45 metri fuori terra. Per quanto riguarda San Siro, anziché fare solo un centro commerciale con qualche alberello anacronistico sul tetto, da valutare di mantenere intatto lo stadio attuale esternamente, terzo anello e travi comprese(che poi è quello che i turisti fotografano o si fanno i selfie) meno il lato verso l’ippodromo (quello senza terzo anello) da abbattere. Verrebbe fuori una struttura a ferro di cavallo, a quel punto all’interno si costruirebbero al posto delle tribune dei palazzi attaccati al vecchio San Siro, mantenendo alcuni spezzoni di curve, con sotto un centro commerciale a ferro di cavallo e una grande piazza. Si recupererebbero molto volumetrie all’interno di San Siro quindi non rendendo necessari i grattacieli. Insomma una struttura a coorte a ferro di cavallo con una grande piazza, palazzi e centro commerciale interno. Molto spettacolare.

  8. Marco

    Le squadre hanno espresso la volontà di avere un nuovo stadio. il Comune di Milano è in qualche modo obbligato ad adeguarsi a questa volontà, in quanto è consapevole che le squadre hanno l’alternativa di Sesto San Giovanni, ovvero le aree Falck, in cui potrebbero effettivamente ipotizzare la costruzione del nuovo stadio. Considerate che quest’aria è ben connessa ai trasporti metropolitani e anche alla autostrada A4 e rappresenta un’alternativa credibile al progetto cittadino. Non mantiamo a noi stessi: uno stadio un San Siro vuoto e inutilizzato, se non per qualche concerto e evento, cadrebbe in semi-abbandono in quanto rappresenterebbe una voce di costo molto importante su nel bilancio comunale e la stessa manutenzione risultrrebbe un costo molto grande per le casse pubbliche. Capisco i sentimentalismi e la sempre più radicata paura del progresso, ma in effetti è totalmente nell’interesse dell’amministrazione pubblica trovare un compromesso, che si è già cercato di fatto con la richiesta di mantenimento di parte delle strutture in essere. Vorrei ricordare che San Siro è uno dei Quartieri che meno sta beneficiando di questo periodo positivo per Milano: non vi sono presenti molti sviluppi, nuove costruzioni, o comunque più in generale progetti che attraggono gli investitori istituzionali e privati.

  9. Anonimo

    Assolutamente d’accordo, San Siro non va abbattuto ma riqualificato assieme alla zona circostante. Sia Barcellona che Real Madrid hanno deciso di riqualificare i loro rispettivi stadi, non vedo perchè non si possa fare lo stesso anche a Milano.

    Oltretutto lo stadio è attualmente al centro del piazzale quindi nella posizione migliore, entrambi i nuovi progetti lo sposterebbero troppo a ridosso delle case.

    Il progetto di Aceti mi sembra di gran lunga il migliore, un terzo anello vetrato dove collocare le strutture commerciali e ricreative: https://blog.urbanfile.org/2019/12/17/milano-san-siro-2-progetti-per-salvare-il-meazza/

  10. roberto

    quello che non ho mai tollerato è che per non abbattere lo schifoso ippodromo del trotto (che infatti oggi è abbandonato…) non si sia potuto completare il terzo anello. L’ho sempre trovato un lavoro monco, incompleto. Nonostante ciò è diventato comunque un’icona mondiale. Ma bisogna guardare avanti. Oggi san siro non è più al passo coi tempi, non è ristrutturabile. Quindi ben venga un nuovo stadio ed una riqualificazione completa dell’area insieme a quel del trotto comprata da Hines. Non credo abbia senso conservare un pezzo del meazza…per farci cosa ?? L’unica cosa che non sopporto è l’idea di avere uno stadio da 65 mila posti. Ma perchè ? Non ci si può regolare sulle ultime stagioni in cui entrambe le squadre hanno fatto schifo. Poi si dovrebbe pensare ad una nuova idea di stadio bello e confortevole in cui vadano anche le famiglie. A Monaco di Baviera fanno 80 mila spettatori ad ogni partita…..

  11. fabio

    San Siro meraviglioso. Mai visto uno stadio così bello. Il Bernabeu e l’ Old Trafford se la giocano ma per me resta senza rivali. In ogni caso, Milan e Inter spendono 1.000 miliardi………non aggiungerei altro.

  12. Anonimo

    Queste polemiche stucchevoli, e per di più inutili visto che la decisione ormai è presa (c’è l’OK della sovrintendenza), cominciano a stufare.

    A Milano abbiamo abbattuto chiese gotiche (S. Francesco) e portici quattrocenteschi (coperto dei Figini), potremo ben fare a meno di un mammut di cemento armato che non ha nessun, ma proprio NESSUN pregio né architettonico né artistico.

    La storia ce la godremo nel San Siro Museum che sicuramente faranno (e sicuramente chiameranno così, all’inglese).

    1. _

      Se il Comune ci da una mano, la storia ce la godremo pure con le rovine di un pezzo del vecchio San Siro.

      Che se fatto bene, potrebbe pure essere una grande trovata turistica: in quale altra città puoi andare a visitare i ruderi del vecchio e glorioso stadio? Sarebbe una attrazione unica…

  13. Anonimo

    visto che immagino Milano vorrà provare ad aggiudicarsi le olimpiadi 2032 mi viene da dire che san siro potrebbe essere usato come sede dei giochi demolendo il primo anello e costruendoci li la pista di atletica

    Quindi immaginando che per il 2022/3 sia pronto il progetto, 3 anni di costruzione del nuovo stadio vorrebbe dire che potrebbero coesistere per 6 anni.

  14. Stefano

    A mio parere andrebbe abbattuto perché è davvero obsoleto e non ristrutturabile.
    I due nuovi progetti non mi piacciono.
    Non hanno personalità.
    Sarebbe molto bella una soluzione come quella adottata a New York per lo Yankee Stadium nel Bronx.
    Quello nuovo è stato ricostruito con tutti i servizi moderni ma l’esterno è uguale allo stadium degli anni ’20.
    Si potrebbe costruire uno stadio moderno e confortevole con l’esterno simile al San Siro con i due anelli, pre-ristrutturazione per i mondiali 90, con le rampe in vista.
    Sarebbe un perfetto compromesso fra tradizione e modernità.

    1. Anonimo

      Vedo che vi hanno fatto bene il lavaggio del cervello, San Siro è assolutamente ristrutturabile, che non lo vogliano fare è un’altro paio di maniche.

  15. Anonimo

    Tra qualche anno nessuno rimpiangerà di aver abbattuto San Siro come nessuno oggi rimpiange di aver abbattuto la vecchia fiera per far spazio a City Life.
    Cambiare, ai nostalgici e a chi ha una certa età, fa sempre paura ma quasi sempre porta vantaggi o comunque avvicina a un modo di vivere più adatto ai tempi e sostenibile.
    Tra qualche anno al posto di quella spianata di asfalto e quel colosso di cemento ci sarà un quartiere vivo, verde, senza auto e con attività e lavoro tutto l’anno. È difficile credere che ci sia chi vuole mantenere la desolazione esistente perché è chiaro che nessuno buttera via soldi per ristrutturarlo e non si muoverà un mattone se non per un progetto completo.

  16. Max

    In una città come Milano in cui le strutture sportive sono da terzo mondo mi sembra assurdo dover abbattere San Siro per un nuovo stadio. San siro non è solo milan e inter ma anche la nazionale, rugby, atletica anche se la pista non ci sta. Quante cose si potrebbero organizzare oggi col Covid 19 all.aperto ma coperti? Ma hanno vinto i palazzinari e una amministrazione comunale miope

    1. Anonimo

      Paradossalmente, se San Siro avesse avuto la pista di atletica o lo spazio per un campo regolamentare da rugby, magari sarebbe rimasto accanto al nuovo, anche se in versione riveduta e ridotta.

  17. ...

    Anche io sono un pò triste all’idea di non vedere più tra qualche anno San Siro nella forma attuale. Concordo sul fatto che la forma dello stadio sia assolutamente iconica e molto apprezzata e conosciuta all’estero ( i miei amici e colleghi stranieri quando vengono in trasferta a Milano tendenzialmente vogliono visitarlo per dire..)
    Tuttavia, all’interno lo stadio lascia molto a desiderare e intere sezioni sono state chiuse negli anni perchè a rischio.. quindi credo che sia indispensabile concepire una struttura moderna, in linea con lo standing internazionale che una città come Milano mira a preservare.

  18. Massimo

    San Siro, non Meazza che è un nome posticcio, è semplicemente fantastico per chi lo frequenta, perché offre una visuale del campo senza eguali in Italia e nel mondo, per stadi di queste dimensioni.
    Le due società vogliono semplicemente fare una speculazione edilizia, cementando la zona con l’ennesimo centro commerciale, di cui Milano è hinterland sono già saturi

  19. Xabier

    Meglio ” La Cattedrale” perche è uno stadio originale, ecologico, moderno ma sobrio come Milano, elegante, con spalti verticali, con dettagli che ricordano il vecchio San Siro…. l’altro invece è il tipico stadio ovalato come tanti altri, una immitazione del JuveStadium, questo tipo di stadio era moderno 15 anni fa ma non oggi……… Media spettatori Inter e Milan negli ultimi 10-20 anni: 53.000… Quindi con uno stadio da almeno 65.000 siamo a posto.

    1. Geopolitica milanese

      Certo che chi ha “sentenziato” (gente non di Milano e che di Milano ha poco rispetto) che San Siro non ha alcuna valenza architettonica è evidente che l’ha detto in malafede, per tentare di creare una polemica per bloccare qualsiasi progetto. Chi l’ha detto non vuole nè che si realizzi il nuovo stadio, nè che si ristrutturi San Siro. Ma stiano pure tranquilli, i Milanesi faranno entrambi i progetti, il nuovo Stadio, e il mantenimento di una parte di San Siro come testimonianza di un grande opera archiettonica e storica. Alla fin fine il bene trionfa sempre.

  20. tatino pensabene

    il progetto Manica CRM mi sembra il piu’ onesto e in linea con i tempi che corrono. L’altro è sgraziato e oggettivamente claustrofibico. Nessuno dei due brilla per l’immagine di uno stadio monumentale – che poi non è cosi’ un peccato. Tanto vale puntare su chi invece riescirà a migliorare il quartiere con tanto verde, piu’ spazio pubblico e meno centri commerciai.

    1. Xabier

      Claustrofóbico? Meglio così!! Perché l’ idea sarebbe avere uno stadio con i tifosi vicini, con grande atmosfera, spalti verticali, una “bolgia “per intenderci.

    2. Anonimo

      Purtroppo il progetto Manica esternamente è insignificante come il nuovo wembley o l’allianza di monaco, dovrebbero aggiornarlo esternamente prima del ballottaggio, anche se con quella forma ovale è un pò difficile fare qualcosa di iconico. Tra l’altro esternamente ricorda vagamente lo sfortunato Palazzetto dello Sport che era crollato e che si trovava nella medesima posizione. Certamente il progetto Popoluos è più iconico anche perchè la struttura rettangolare ha reso possibile creare esternamente (e anche internamente) una struttura più significativa e con carattere.

  21. Anonimo

    completamente d’accordo con questo articolo! era anche stata fatta una petizione, ma se già la Sovrintendenza se ne lava le mani, la vedo nera! mi spiace. davvero.

  22. Lamberto

    Si è dato un importanza mediatica esagerata e strumentale al documento della sovrintendenza, che formalmente doveva e poteva solamente esprimersi sulla parte più vecchia di 70 anni, ovvero il primo anello. Rifare il primo anello sarebbe la prima e più importante cosa da fare in caso di ristrutturazione. Quindi anche per questa ipotesi sarebbe servita la stessa valutazione.

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