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Milano | Lorenteggio – Via Tolstoj: 270 famiglie sfrattate per nuove residenze di lusso

A Milano, da anni, sta andando molto forte il mercato immobiliare di lusso, tanto da portare la città meneghina dietro New York nella classifica mondiale. La crisi economica scoppiata in questi mesi come conseguenza della pandemia di covid ha intaccato larghi strati di cittadinanza, ma non i ceti di altissima fascia.

Questo trend edilizio è in corso da diverso tempo in più parti della città, specie nei quartieri top, come Porta Nuova, Maggiolina, Porta Magenta e Porta Venezia, ma anche a Cascina Merlata, Bicocca, Porta Romana e Solari.

Adesso pare tocchi anche quartieri della media borghesia, come sta succedendo al Lorenteggio, in Via Tolstoj, con il complesso residenziale ex SAI e oggi della società assicurativa Reale Mutua. Il progetto è di demolire l’esistente per poi sostituirlo con nuove costruzioni di pregio.

Si tratta di un gruppo di sei palazzi edificati sul finire degli anni Sessanta che corrispondono ai civici che vanno dal 64 al 70 di via Tolstoj, dove sorgeva l’antica Cascina San Protaso e dove presto si apriranno le fermate della M4 Tolstoj e Washington-Bolivar.

Di recente la società proprietaria ha deciso di non rinnovare il contratto d’affitto per gli oltre 270 appartamenti, che corrispondono ad altrettante famiglie che dovranno trovare una differente sistemazione, sconvolgendo le vite di persone che abitano quei palazzi da decenni. In termine di legge quel che vuol fare la proprietà è legittimo, demolire per poter costruire nuovi appartamenti prestigiosi.

Ma molti, come immaginabile, si lamentano che in città oramai si costruisca solo per benestanti senza più pensare alle fasce medie e a quelle più deboli, considerate meno redditizie da un punto di vista dell’investimento immobiliare; così facendo, in maniera indistinta e ovunque, si rischia di intaccare irreversibilmente il tessuto sociale milanese.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


40 thoughts on “Milano | Lorenteggio – Via Tolstoj: 270 famiglie sfrattate per nuove residenze di lusso

  1. manuel

    Il contratto quindi non verrà rinnovato alla scadenza?
    Se è così dovreste cambiare il termine “sfrattare” nel titolo.
    Anche voi contagiati dal click baiting?

    1. Lorenzo

      A me la decisione della società proprietaria sembra del tutto legittima.
      Probabilmente fossimo stati noi al loro posto avremmo fatto lo stesso.

      I conduttori potranno trovare alloggi altrettanto economici qualche kilometro piu fuori. Non credo sia un problema. Chi è in affitto, sa che non ha diritto di rimanere lì in eterno.

      A livello ambientale sono contento che vecchi alloggi energeticamente inefficienti verranno ricostruiti in classe A.

      1. wf

        homo homini lupus

        Tanto che ti frega non tocca a te sradicare una vita intera e spostarla solo “qualceh kimoletro più in là”…

        Sono tutti bravi con il c… degli altri.

        1. Valentina

          Ci sono anziani che vivono li da 50 anni e sono soli, come possono affrontare un trasloco,cercare una nuova abitazione quando hanno vissuto metà vita li?? Molti sono già in depressione. All’interno del complesso c’è un asilo nido e scuola dell’infanzia che ospita più di 70 bimbi dando lavoro a molta gente.. Persone che hanno speso molti soldi per ristrutturare il proprio appartamento in previsioni di contratti molto lunghi.. è arrivato un avviso, nella buca delle lettere, senza alcun rispetto per chi vivi da tanti anni, comunicando che il contratto non verrà più rinnovato, niente altro, nessun confronto, nessuna spiegazione… E chi il contratto scade a Dicembre? Non è così facile trovare casa a Milano, in quella zona a prezzi onesti! La gente non si tratta così, non siamo numeri ma persone che investono la propria vita anche nelle quattro mura di casa, ed essere in affitto non deve essere considerato un precariato perché molte persone non possono permettersi di comprare casa!

          1. Anonimo

            Quando si vive in affitto si sa che la casa non è propria e pertanto la possibilità che il contratto non venga rinnovato bisogna tenerlo in conto…
            Come giustamente evidenziava un altro lettore non si tratta di case popolari e la proprietà ha certamente tutto il diritto di prevedere un futuro diverso per le sue residenze.

          2. Wf

            Purtroppo per alcuni tuoi concittadini le persone vanno considerate esattamente come numeri.

            E si scordano che le assicurazioni godono di privilegi e vantaggi economici che lo stato, quindi gli stessi cittadini che sono in affitto dentro palazzi acquistati da queste stesse assicurazioni grazie al fatto di avere i privilegi di forma legale assicurativa, ha concesso loro.

            Non ha concesso vantaggi economici alle assicurazioni per mettere sulla strada 250 famiglie dal giorno alla notte senza avere una responsabilità sociale di impresa.

            Quindi i legalisti da 4 soldi dovrebbero riconsiderare il diritto privato che non ha illimitazioni ma può essere limitato dai principi superiori genrali al centro dei quali vi sono diritti costituzionali nella dignità del cittadino.

            Diritto fondamentale è il diritto alla casa.

            In soldoni se le assicurazioni si avvantaggiano di vantaggio fiscale ed economico e con questo causano un disagio economico e sociale alla comunità gli si tolgono i privilegi della loro forma giuridica.

            Forma giuridica che il singolo cittadino non può esercitare e deve subire una violenza di peso economico asimmetrico.

            La responsabilità sociale di impresa.
            E i danni al tessuto sociale e umano.

            Non si può fare profitto sulla pelle dei più deboli.
            Sfruttando lanforma giuridica dia assicurazioni che fornisce vantaggi e diritti maggiorati rispetto al cittadino che non ha gli stessi vantaggi e diritti contro una società assicurativa.

  2. Anonimo

    Ai tempi dei piani d’area di Albertini, l’autorizzazione in lotti grandi come questo era sempre subordinata ad una quota di edilizia agevolata e ad una di edilizia sovvenzionata. Proprio per preservare il tessuto sociale.

    Basterebbe ricominciare a farlo.

      1. Anonimo

        Infatti…mi sembrava strano. Siamo a Milano non nella New York dei tycoon dei film.
        Forse questa volta il tono dell’articolo non era azzeccatissimo 😉

      1. Anonimo

        “Di recente la società proprietaria ha deciso di non rinnovare il contratto d’affitto per gli oltre 270 appartamenti, che corrispondono ad altrettante famiglie che dovranno trovare una differente sistemazione”
        Dai, informati, leggi e ritenta.

        1. Anonimo

          E’ anche vero che non stiamo parlando di un casermone popolare a canone sociale per persone disagiate.

          Cioè è possibilissimo che il canone che paghi ad una Assicurazione dopo decenni sia lontanissimo dai livelli di mercato (io quando cercavo in affitto, di Assicurazioni che mi affittassero non ne ho mai trovate, pare sia un giro chiuso).

          Tolti gli anziani e le persone in difficoltà (che a Milano per strada non son mai rimaste e mai rimarranno), in questo caso ci può stare: non stanno demolendo la Stadera o Calvairate….

          Il problema è che rimanga un certo mix sociale, ma il Comune ha tutti gli strumenti nelle convenzioni edilizie per imporlo se vuole, con le quote di edilizia agevolata o sovvenzionata da inserire nel nuovo progetto.

  3. P. Gnolo

    “A Milano, da anni, sta andando molto forte il mercato immobiliare di lusso, tanto da portare la città meneghina dietro New York nella classifica mondiale”.

    Urbanfile è un sito serio e consultato non solo da semplici amatori come me ma anche da insider a vario titolo (politici, operatori immobiliari, ecc.) e secondo me evitare semplificazioni da giornalismo clickbait come la frase sopra riportata aiuterebbe a mantenere il profilo alto.

    Milano seconda al mondo per prezzi al metroquadro dietro NYC? Naturalmente no.

    Non sarebbe bastato scrivere qualcosa tipo “tanto che la città meneghina è tra le più care d’Europa”, sufficientemente generico da far capire il trend senza inventarsi impossibili medaglie d’Argento?

  4. Anonimo

    Le stesse residenze lusso che troviamo come pubblicità su UF?

    Appena scoperto tramite voi il nuovo complesso lusso “Princype” in sempione.

    E no Eh!!!

  5. dc

    sinceramente non mi sembra nulla di scorretto in ciò che viene fatto, non stanno sfrattando ma non rinnovando i contratti d’acquisto alla fine il proprietario con le sue cose ci potrà fare ciò che vuole no?
    Altrimenti non sarebbe più il proprietario e questo rischierebbe di far scappare molti investitori , alla fine il prezzo lo fa il mercato più case belle ci sono il loro prezzo si abbassa

  6. Ottobre Rosso

    Bene così, questa è la strada da seguire d’altronde Milano non può sottrarsi alla sfida globale per attirare le classi abbienti vero motore economico e culturale di città al livello della nostra Milano, come Londra, New York e Shanghai, e provare a rubar loro un po’ di quella magia che le rende così vibranti, cosmopolite e inclusive. Se il prezzo da pagare è che qualche piccolo borghese leghista e bassospendente si trasferisca nell’hinterland “too bad”, come dicono i miei amici di Los Angeles…

    1. Anonimo

      L importante è che ci credi tu…
      Ma i tuoi amici di Los Angeles ce l hanno mai messo piede nella tua città di merda?

    1. Anonimo

      direi piccola borghesia… comunque sei in piazza bolivar, …sostanzialmente a 50 metri da via washington… per intenderci io ho abitato sia in foppa 58..che fa angolo con via washington (ci sono degli attici bellissimi)… per un attico di 70 metri (con terrazzo) pagavo 2000 euro al mese, mi sono spostato 8 mesi fa, per esigenze di spazio proprio in tolstoi 70, adesso ho 95 mq e pago 1600 euro al mese…. non mi sembrano soluzioni popolari… poi magari per voi pagare 2500/3000 euro al mese di affitto per un bi/trilocale è normale…

    2. Anonimo

      Se è per questo a poche centinaia di metri, in via Donati o viale San Gimignano, abitano magistrati e CEO di aziende internazionali… non proprio piccola borghesia…

    1. Anonimo

      Non paragonerei le zone…
      Quel tratto di via Lorenteggio, in direzione via Soderini, ha già diverse residenze di pregio molto ben abitate dagli anni 70!

  7. Wf

    Lo stato se vuole prevale sempre sul privato.

    L’interesse generale prevale sempre sull’interesse particolare.

    Sono le basi di fondazione di tutti gli stati.
    Il loro esistere come tali.

    Sul fatto poi che le assicurazioni che proprio dallo stato godono di agevolazioni e favori rispetto al singolo cittadino possano fare carne di porco delle vite delle famiglie ho i miei dubbi in linea di principio sui valori su cui lo stato fonda se stesso.

    Non esiste un diritto illimitato e non confliggente con altri diritti di altri soggetti. Soprattutto se in condizioni di debolezza.

    Le Lo stato vuole può intervenire.
    Lo stato siamo noi.
    E noi decidiamo insieme cosa tutelare maggiormente.

    I deboli o i forti.
    Sono la base dei principi valoriali e giuridici di ogni società che vuole avere coesione sociale e benessere non per pochi e forti ma diffuso a tutti anche i piu deboli economicamente

    1. Anonimo

      Certo, è uno dei motivi per cui una volta c’erano le Assicurazioni che investivano in immobili in affitto, dove rimanevi in eterno e pagavi cifre molto umane.

      Mentre ormai da anni stanno dismettendo tutto, come in questo caso.
      Lo Stato “prevale” ma se è irragionevole, alla fine resta solo soletto col cerino in mano ad arrangiarsi: non è un caso se a Milano qualcuno ad investire ci viene e in altre città italiane no.

      1. wf

        Il problema è serio e ce lo dobbiamo porre…

        Visto che le ultime case popolari che ahnno costruito in italia risalgono alla Democrazia Cristiana e al piano Fanfani di 50 anni fa…

        Poi non si sono più costruite case popolari e abbiamo una marea di familgie in emerenza abitativa.

        E’ un tema politico statale generale.
        E ci vogliono risposte prima o poi.

    1. dammatra

      per esempio gli stessi che hanno pagato una barca di soldi per abitare in via ferruccio parri.

      case di lusso in una zona (per me) pessima

  8. Giacomo

    Sei in piazza bolivar, …sostanzialmente a 50 metri da via washington… per intenderci io ho abitato sia in foppa 58 (ci sono degli attici bellissimi)… per un attico di 70 metri (con terrazzo) pagavo 2000 euro al mese, mi sono spostato 8 mesi fa, per esigenze di spazio proprio in tolstoi 70, adesso ho 95 mq e pago 1600 euro al mese…. non mi sembrano soluzioni popolari… poi magari per voi pagare 3000 euro al mese di affitto è normale…

  9. Anonimo

    Io mi chiedo chi comprerà mai tutte queste residenze di lusso? La gente ricca esiste ma tendenzialmente è una minoranza rispetto alla popolazione. Non mi sembra lungimirante puntare solo sul lusso…

  10. Guido Ruzzier

    Abitiamo qui dal 1966. Ho 86 anni e un’invalidità del 75%, mia moglie ne ha 84 ed è invalida al 100%. Con le nostre pensioni ci paghiamo l’affitto, le spese e la sussistenza. Se qualche gentile lettore mi segnala un sistemazione simile, anche per il costo, qui vicino gliene sarò grato.

  11. CM

    al di là delle opinioni e delle ideologie, faccio notare i tempi con cui avviene: chi oggi è in affitto subisce i disagi dei cantieri M4, ma non potrà godere dei benefici che passeranno a chi subentrerà dopo i lavori….
    E viene anche da pensare che l’attivazione di questo progetto avvenga proprio per l’arrivo in zona di M4, ma attenzione, solo come potenziale valore aggiunto, perchè in realtà la maggior categoria di utenza del tpl è proprio quella che viene allontanata….

  12. Davide

    Premesso che gli edifici attuali sono di buona qualità (come spesso accade per quelli costruiti dalle assicurazioni negli anni 60-70) e mi dispiacerebbe che vengano demoliti, in quanto buon esempio di edilizia civile, qui si affronta un tema piuttosto complesso.

    Chi vive o ha vissuto fino ad oggi in una “casa delle assicurazioni” ha pagato canoni spesso AMPIAMENTE sotto il prezzo di mercato.

    L’accesso a questi contratti ultra favorevoli non è mai stato, a quanto pare, soggetto a qualche forma di selezione per concorso (sul genere: diamo le case a chi è povero o ha bisogno), ma bensì per mezzo di raccomandazioni o addirittura per contratti passati di padre in figlio.

    Ecco che quindi che appartamenti in una zona medio-borghese, dove si vende a 4K al m2,in edifici certamente signorili, per anni sono stati affittati a canoni di favore non a bisognosi, ma spesso a famiglie di classe media.

    Chi ha beneficiato di queste condizioni favorevoli ora di colpo si trova a dover aver a che fare con il mercato: è ovvio che in zona non troverà nulla di pari livello allo stesso prezzo.

    A parte situazioni limite (persone molto anziane), di cui dovrebbe farsi carico il Comune, purtroppo non vedo per quale motivo un privato (l’assicurazione) non dovrebbe rientrare in possesso degli immobili.

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