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Milano | I lettori di Urbanfile e la mobilita’ sostenibile – I risultati del sondaggio e una nota sulla mobilità in epoca Covid19

Articolo di Francesca Guerci – Jr PM e divulgatrice ambientale con un focus particolare sui temi di mobilità sostenibile e rigenerazione urbana).

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Oggi presentiamo una sintesi sia dei risultati del sondaggio proposto ai lettori di Urbanfile in un nostro precedente articolo (QUI) sia del report di AMAT(AGENZIA MOBILITA’ AMBIENTE TERRITORIO) sulla situazione di mobilità in fase COVID dal titolo IMPATTO DELLA PANDEMIA COVID-19 SUL SISTEMA ​DELLA MOBILITÀ E DELL’AMBIENTE A MILANO (QUI).

Partendo dal report di AMAT, riportiamo i 3 grafici complessivi. Si notino in particolare la diminuzione costante (eccetto l’aumento nel weekend) dell’indice di congestione in arancione, per poi aumentare dal 3 maggio; l’uso del bike sharing in verde; l’uso dei monopattini in sharing in marrone (soprattutto 3° grafico).

Come era prevedibile, la qualità dell’aria è migliorata (analisi al 30 marzo 2020). Riprendendo i principali inquinanti indicati nel nostro precedente articolo (QUI), specifichiamo in tabella quanto segue:

Per quanto riguarda il sondaggio, specifichiamo che la sintesi rappresenta le SOLE scelte indicate dai rispondenti al sondaggio (prevalentemente lettori di Urbanfile) a prescindere dalla contingenza COVID. Il sondaggio è quindi da considerarsi puramente indicativo e non statistico. Ciononostante, ci dà interessanti spunti di riflessioneconfermando in molti casi quanto già indicato nel seguente studio Istat (QUI) e nel grafico riportato nei precedenti articoli (v. sotto).

Ripetiamo ancora una volta l’importanza di avere dagli Enti preposti report più frequenti e costanti circa la mobilità e le abitudini della cittadinanza. Sarebbero utili per ottenere un riscontro circa l’efficacia delle azioni svolte e circa l’evoluzione dei comportamenti dei cittadini. Oggi siamo in una situazione di scarsità di report annuali in materia.

Quando il lettore ha effettuato più scelte (perché usa per esempio più mezzi nella stessa giornata), abbiamo aggregato i dati secondo queste combinazioni:    

  1. MIX ECO (CON BICI) Mezzi pubblici; bici; a piedi; monopattino; auto elettrica/metano; scooter elettrico
  2. MIX ECO (NO BICI) Mezzi pubblici; a piedi; monopattino; auto elettrica/metano; scooter elettrico
  3. MIX ECO-NO ECO (CON BICI) Auto gasolio/benzina; moto/scooter tradizionali; mezzi pubblici; bici; a piedi; monopattino; auto elettrica/metano; scooter elettrico
  4. MIX ECO-NO ECO (NO BICI) Auto gasolio/benzina; moto/scooter tradizionali; mezzi pubblici; a piedi; monopattino; auto elettrica/metano; scooter elettrico
  5. MIX NO ECO Solo mezzi tradizionali (moto/scooter, auto gasolio/benzina)

Iniziamo con un breve identikit di chi usa la mobilità alternativa (mezzi pubblici; bici; a piedi; monopattino; auto elettrica/metano; scooter elettrico e MIX ECO con o senza bici): si tratta principalmente di una persona di genere femminile/maschile di età compresa tra 15-45 anni che abita a Milano e sceglie la mobilità alternativa in particolare per andare al lavoro/scuola e durante il weekend (fascia diurna). Come vedremo nei grafici di dettaglio, in queste finestre temporali, viene confermato il divario generazionale: più cala l’età più aumenta l’uso di mezzi alternativi in sostituzione di quelli tradizionali.

Il punto centrale è proprio la composizione anagrafica della nostra città. Come vediamo in tabella (fonte: http://sisi.comune.milano.it/), proprio la fascia d’età che compie in autonomia scelte di trasporto più sostenibili (15-45 anni) rappresenta solo il 37,23% della popolazione totale, mentre gli over 45 rappresentano il 50,16% della popolazione totale. La grande sfida è quindi convertire anche la popolazione over 45 all’uso del trasporto alternativo.

Per focalizzarci in particolare sulla bicicletta, abbiamo posto nel sondaggio alcune domande ai lettori.

Perché usi prevalentemente la bicicletta? La prima risposta è: veloce/comoda-economica-mi rilassa/diverte. Al secondo posto troviamo solo veloce/comoda. Al terzo veloce/comoda-mi rilassa/diverte.

Oltre a “nessuna risposta” (24%), le risposte più selezionate dai lettori alla domanda “perché non usi la bicicletta?” sono state (in ordine di frequenza): scomodità bici-preferenza mezzi pubblici; timore cadute-preferenza mezzi pubblici; scomodità bici-auto=sensazione di sicurezzatimore del furto bici-preferenza mezzi pubblici.

Non ci sono dubbi sulla risposta più frequente alla domanda “cosa ti spingerebbe a usare la bici?”: più piste ciclabili. È seguita da: “nessuna risposta”, più piste ciclabili-più rastrelliere, più piste ciclabili-più rastrelliere-meno auto parcheggiate.

Indichiamo ora una vista macro dei grafici ottenuti per poi scendere nei dettagli.

CHI VIVE A MILANO-SPOSTAMENTI MACRO

Possiamo notare che a Milano:

  1. Nei giorni lavorativi, mezzi pubblici, bici e MIX ECO (CON BICI) hanno forte impatto. È ancora piuttosto presente l’uso dell’auto privata.
  2. Nel weekend, rispetto ai giorni lavorativi, aumenta il peso di MIX ECO (CON BICI) e “a piedi”; aumenta di poco l’uso dell’auto; diminuisce l’uso dei mezzi.
  3. Nella fascia serale, rispetto ai giorni lavorativi, aumenta l’uso dell’auto; sono stazionari i mezzi pubblici; diminuisce l’uso di bici e MIX ECO (CON BICI).

CHI VIVE NELL’HINTERLAND-SPOSTAMENTI MACRO

Possiamo notare che nell’hinterland:

  1. Nei giorni lavorativi, rispetto a Milano, cambia decisamente la composizione: aumenta l’uso dei mezzi pubblici e, come previsto, l’uso di auto tradizionali; crolla l’uso della bici. E’, invece, simile l’uso del MIX ECO CON BICI.
  2. Nel weekend, rispetto ai giorni lavorativi, aumentano sia l’uso dell’auto tradizionale (aumenta molto di più rispetto a chi vive a Milano) sia quello della bici. Diminuisce l’uso dei mezzi pubblici.
  3. Nella fascia serale, come atteso, l’auto ricopre la quota più rilevante del trasporto. In seconda e terza posizione il MIX ECO-NO ECO (NO BICI) e i mezzi pubblici. Anche in questo caso, la quota dell’auto è maggiore rispetto a chi abita a Milano.

Per chi desiderasse visionare ulteriori dettagli dei grafici (raggruppati per età e genere), presentiamo il seguente paragrafo di approfondimento.

APPROFONDIMENTO – GRAFICI DI DETTAGLIO (PER ETA’ E GENERE)

1. In questo primo punto, ci concentriamo sui grafici per età, che rappresentano le variazioni delle scelte di mobilità in base all’età anagrafica dei rispondenti.

>45 ANNI MILANO

L’uso dei mezzi alternativi è presente, ma è elevato l’impatto sia dell’auto gasolio/benzina sia del MIX ECO-NO ECO (con o senza bici). L’uso dell’auto aumenta decisamente in fascia serale, così come quello dei mezzi. Nel weekend (fascia diurna) aumenta la quota di mobilità “a piedi” e cala quella della bicicletta.

>45 ANNI HINTERLAND

Per questa fascia di età, rispetto a Milano, l’uso dell’auto è più alto nell’hinterland in particolare nel weekend (fascia diurna). L’uso della bici è radicalmente inferiore, come previsto, in fascia settimanale. Resta il fatto che il mezzo che ricopre la quota più alta è l’auto tradizionale, eccezion fatta per il periodo settimanale, in cui l’auto è in seconda posizione dopo i mezzi pubblici.

36-45 ANNI MILANO

Rispetto agli over 45, cala estremamente l’uso dell’auto tradizionale in favore del MIX ECO (con bici), dei mezzi e della bicicletta. Anche in questo caso, nel weekend (fascia diurna) aumenta la quota di mobilità “a piedi”. Invece, resta alto l’uso dell’auto in fascia serale.

36-45 ANNI HINTERLAND

Rispetto alla fascia >45 anni hinterland, aumenta la quota di MIX ECO (CON BICI) nella settimana parallelamente all’uso dell’auto, mentre nel weekend l’uso esclusivo dell’auto è inferiore a favore di bici, MIX ECO (CON BICI) e di MIX ECO-NO ECO (CON BICI). L’uso dell’auto è inferiore anche in fascia serale in favore di MIX ECO-NO ECO (CON E SENZA BICI) e del MIX ECO (CON BICI).

Rispetto alla fascia di età 36-45 anni Milano, l’uso dell’auto è nettamente maggiore nell’hinterland, come prevedibile.

25-35 ANNI MILANO

Rispetto agli over 45, cala decisamente l’uso dell’auto (ancora di più rispetto alla fascia 36-45 anni) in favore di: mezzi pubblici, bici, MIX ECO (con e senza bici). Anche in questo caso, nel weekend (fascia diurna) aumenta la quota di mobilità “a piedi”. In fascia serale, aumenta l’uso dell’auto tradizionale, come sempre (ma decisamente meno rispetto agli over 45), così come l’uso dei mezzi.

25-35 ANNI HINTERLAND

Rispetto alla fascia >45 anni hinterland, soprattutto durante la settimana, scende l’uso dell’auto tradizionale in favore di MIX ECO-NO ECO (es: un tratto in auto per poi proseguire con i mezzi pubblici o altri mezzi alternativi) e di auto metano/elettrica; restano invece costanti i mezzi pubblici. Come sempre, in fascia serale, aumenta l’uso dell’auto tradizionale rispetto al weekend (fascia diurna) e alla settimana.

Rispetto alla fascia di età 25-35 anni Milano, tra i rispondenti che abitano nell’hinterland l’uso dell’auto tradizionale resta molto presente in tutti i periodi della settimana.

15-24 ANNI MILANO

In questo caso le scelte effettuate sono più ridotte anche perché le opzioni di trasporto per questa fascia di età sono più limitate (es: per chi non ha ancora preso la patente, la scelta moto/auto anche elettrica è esclusa). L’uso della bici e dei mezzi è preponderante a prescindere dal periodo settimanale. Come sempre, in fascia serale aumenta l’uso di mezzi non sostenibili o parzialmente sostenibili (MIX ECO-NO ECO) – potrebbe essere il caso di chi si fa accompagnare fino a un certo punto in auto (se non ha ancora la patente) per poi procedere a piedi/con monopattino/in bici.

15-24 ANNI HINTERLAND

Rispetto alla fascia >45 anni hinterland, scende radicalmente l’uso dell’auto (salvo nella solita fascia serale) in favore di MIX ECO (CON BICI), MIX ECO-NO ECO (CON E SENZA BICI) e moto/scooter tradizionali.

Rispetto alla fascia di età 15-45 anni Milano, tra i rispondenti che abitano nell’hinterland l’uso dell’auto tradizionale resta elevato in fascia serale e l’uso della bici è nettamente inferiore in ogni momento della settimana. Simile ai coetanei che vivono a Milano, invece, il MIX ECO (CON BICI).

2. In questo secondo punto, ci concentriamo sui grafici per genere.

GENERE FEMMINLE MILANO

Come prevedibile, vediamo un aumento della quota della modalità “a piedi” nel weekend (fascia diurna) e dell’auto in particolare nella fascia serale. Le nostre rispondenti al sondaggio usano spesso bici e mezzi pubblici, soprattutto durante la settimana e in fascia serale.

GENERE FEMMINLE HINTERLAND

Tra le nostre rispondenti al sondaggio che vivono nell’hinterland, vediamo la preferenza dei mezzi pubblici per spostarsi durante la settimana. In seconda posizione troviamo il MIX ECO-NO ECO (NO BICI). L’uso dell’auto tradizionale aumenta nel weekend, sia in fascia diurna sia in fascia serale: come potevamo aspettarci, questo aumento è più consistente tra coloro che abitano nell’hinterland rispetto a chi abita a Milano.

GENERE MASCHILE MILANO

Rispetto alle nostre rispondenti, i nostri rispondenti al sondaggio usano meno bici e mezzi durante la settimana, ma più MIX ECO (CON BICI). Il leggero decremento nell’uso dell’auto tradizionale durante la settimana viene “compensato” dall’uso di moto/scooter tradizionali. Nel weekend (fascia diurna) aumenta la quota di modalità “a piedi” e di MIX ECO (CON BICI), mentre l’uso dell’auto rimane costante. In fascia serale l’uso dell’auto aumenta più per i rispondenti che per le rispondenti al sondaggio. Non si può dire, in linea generale, che ci siano drastiche differenze di genere nelle scelte di mobilità tra coloro che hanno risposto al sondaggio.

GENERE MASCHILE HINTERLAND

Sia rispetto a chi abita a Milano (F o M) sia rispetto alle donne che abitano nell’hinterland, sembra che gli uomini che abitano nell’hinterland tendano a usare più di frequente l’auto tradizionale e meno i mezzi alternativi, a prescindere dal periodo della settimana. L’uso aumenta, come prevedibile, in fascia serale.




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39 thoughts on “Milano | I lettori di Urbanfile e la mobilita’ sostenibile – I risultati del sondaggio e una nota sulla mobilità in epoca Covid19

  1. Anonimo

    sondaggio non rappresentativo: lettori del blog e pool limitato di utenti
    utile sarebbe farne di + e strutturati a livello di amministrazione comunale (che forse teme le risposte dei milanesi, non tutti favorevoli a certe posizioni)

    1. Aurora

      Sono già stati fatti dei sondaggi del genere dal Comune e ci sono i referendum del 2011 che testimoniano come la maggior parte dei cittadini sia favorevoli a togliere più auto possibili dalla città.

      1. _

        Visto che lo citi…ecco i punti del referendum del 2011:

        a. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;
        b. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;
        c. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;
        d. la protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;
        e. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;
        f. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
        g. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;
        h. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);
        i. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici;
        j. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;
        k. incentivi a sostegno del trasporto pubblico”

        Son passati 9 anni e mezzo…. Cosa è stato veramente fatto sul serio?

    1. Anonimo

      E vero, da vecchio 46enne te lo confermo. 🙂

      Però i “giovani” hanno barato alla grande nel sondaggio: non hanno scritto “macchina dei genitori usati come autisti” come mezzo di spostamento preferito la sera e nei week end.

      1. L

        Non so che giovani frequenti ma da giovane 24enne posso dirti che la maggior parte dei giovani o ha la macchina propria o si sposta coi mezzi.

        1. Anonimo

          🙂
          Mi riferivo alla fascia 15-24, in particolare fino ai ventenni, che è la fascia che al momento angustia me e i miei colleghi genitori/autisti.

          A 24 concordo con te che è o dovrebbe essere diverso. Tra l’altro nelle “grandi capitali del Nord” che prendiamo tutti ad esempio è l’età in cui metti su famiglia: di certo non ti fai accompagnare in stazione, all’aeroporto, al concerto ecc ecc dai genitori automuniti 🙂

  2. Anonimo

    Non so se la dimensione del sondaggio lo consenta, ma in futuro sarebbe bello andare a vedere nel dettaglio quali sono i motivi per cui gli over 40 (ossia la maggioranza dei Milanesi) non ama usare la bici o lo ama meno.

    Da persona nel pieno della demografica i problemi sono 2: la mancanza di posti dove legarla (di traverso sul marciapiede ad un palo pieno di adesivi, francamente non ci riesco) e il pavè. Ma probabilmente il pavè (e le rotaie del tram) sono la vera barriera.

  3. Anonimo

    Il vero problema nel relativamente basso uso della bici sono le troppe auto.

    Bisogna scegliere: vogliamo o no una città più viva e meno inquinata? Se la vogliamo è necessario diminuire drasticamente i parcheggi, aumentare il costo di area c e rendere molte più strade completamente pedonali.

    Le auto in giro sono troppe e gli automobilisti, che sono la minoranza dei cittadini (primo grafico a torta a sinistra), hanno tutto lo spazio di praticamente tutte le strade. Ora che il traffico è ancora basso si sentono in potere di andare a velocità elevate e parcheggiare in doppia fila e non gliene frega niente di niente di pedoni e ciclisti, salvo non dormire più la notte se per caso ammazzano qualcuno.

    La situazione sulle strade è a mio parere ormai fuori controllo. Ma del resto come si fa a pensare che mezzi costruiti per andare anche a 200 km/h, con masse di 1 o 2 tonnellate, siano compatibili con una città?

    1. Adriano

      Se devi portare un pacco, se devi portare tuo figlio con il passeggino dall’altra parte della città con dei pacchi dalla nonna, se devi nel week end andare a fare un gita o al mare???come ci vai con i mezzi pubblici o con la bici? ma andate a vivere dove usano la bici e scoprirete che per fare le cose che ho detto usano tutti l’auto, l’unico mezzo comodo che ti permette di spostarti più di una persona alla volta portando dietro pacchi e valigie ecc..

      Lo spostamento lavoro casa è ovviamaente dove possibile da escludere l’auto sempre considerando il tempo come misura più imporante i mezzi alternativi all’auto devono essere più veloci e comodi, altrimenti non possono e non devono vincere.

      Io per ora ci metto meno con il monopattino elettrico casa lavoro e lo faccio così…invece mia moglie con i mezzi sarebbe impossibilitata perchè lavora fuiori citttà.
      Se qualcuno dice che nelle gite nei week end e nella vacanze di andare con i mezzi pubblcii vi informo che con una famiglia costano di più che la macchina..
      In sostanza continuate a limitarvi a guardare il vostro orticello,senza considerare i bisogni di chi la pensa diversamente da voi.

      Io ripeto a tutti i cicilisti di provare ad usare l’auto(elettrica) e a tutti gli automobilisti di usare la bici/monopattino solo così si può trovare un giusto compromesso.

      Io li uso entrambi e penso che sia il modo giusto di spostarsi, lo spostamento deve essere ottimizzato e gestito in base ai bisogni e le necessità di ognuno.
      Quindi viva la libertà di pensiero e di scelta.

    1. stefano

      ehm, il mio post ha perso il riferimento al messaggio corretto, che non è quello di adrianoalvolante, come potrebbe sembrare dall’ordinamento

  4. Francesca

    A chi ha scritto sopra “sondaggio non rappresentativo”: lo abbiamo scritto al 4° capoverso, caso mai non lo avesse notato.
    Pensiamo che il Comune o AMAT facciano pochi sondaggi non tanto per il “timore” del risultato, quanto per il tempo e il costo delle attività di sondaggio.
    L’autrice.

    1. _

      Non ho nulla contro questo sondaggio, che anzi trovo interessante e con risultati ben esposti.

      Però dire che Comune a AMAT non fanno sondaggi per il tempo ed il costo delle attività…non esiste.
      (una CATI o CAWI costa pochissimo e son sicuro che hanno legioni di stagisti freschi di laurea che saprebbero gestirle magistralmente)

    2. Giovanni

      ahahaha eh dai Francesca non te la prendere 🙂
      spendiamo qualche soldino in piú per disegnare assieme la Milano di domani… anche chiedendo cosa ne pensano delle piste ciclabili le mamme-suv e i nonni-motorizzati
      Scommetto che tra i lettori del blog ne troviamo tanti…
      ahahhaha

  5. Andrea

    Gli over 45 (ma in paticolare gli over 50-60) sono cresciuti negli anni 70-80, cioé quando in Italia l’auto era considerato un bene che chiunque non fosse uno straccione avrebbe dovuto possedere (come la lavatrice e il televisore).

    Oggi i giovani (solitamente in ristrettezze economiche fino a quando a 30 anni non trovano lavoro) stanno scoprendo che l’auto è solo un mezzo di trasporto, “comodo”, ma anche molto costoso, dunque non sempre (anzi in rare occazioni) è il mezzo più efficiente.

    1. Wf

      Una generazione che va a morire di 50enni artereosclerotici che solo in Italia vista l’età media vecchia della popolazione vuole ancora dare le carte.

      Come classe dirigente ha portato l’Italia dove siamo adesso. Nella m… e vuole ancora stare a dire come devono essere fatte le cose.

      Vista la situazione italiana attuale la cosiddetta “classe dirigente ” dovrebbe solo tacere…

      E invece vuole andare in diesel anche in tinello…

      Ricambio ci vuole.
      La vecchia guardia ha fallito.
      Sa trovare solo scuse e giustificazioni.

  6. Adriano

    Non dovete ragionare a compartimenti stagni, ma in base ai flussi all’interno della città, di tutti i residenti e non residenti.
    Se amministro la città e voglio tutelare i residenti cerco di ridurre le auto dei NON residenti e cerco di gestire al meglio quelle dei residenti.
    Se non riesco a ridurre quelle che entrano da fuori le sfrutto facendo pagare 0,50 centesimi ad ingresso (come hanno pagato gli utilizzatori di atm).
    E così costruisco senza pesare sui residenti della mia città.

    A quel punto i residenti fuori città possono insistere con le loro amminsitrazioni locali per trovare un miglior modo di raggiungere la città , anzi questo dovrebbero già farlo gli amministratori verificare tutti gli spostamenit all’interno del proprio paese per comprendere dove investire.

    Secondo me la visione totalitaria di tutti in bici e una minchiata pazzesca, perchè l’80% dei residenti fuori città usano solo l’auto per gli spostamenti.

    In città siamo privilegiati perchè abbiamo tutto molto vicino, ma non tutti però, io ho tutto sotto casa quindi vado sempre a piedi e ho la fortuna di lavorare in un luogo raggiungibile con il monopattino e con i mezzi, ma non tutti hanno questa fortuna e quindi io non voglio che loro debbano vivere male solo perchè così io sto tranquillo, allora vanno aiutati e se sono residenti in città vanno aiutati di più da questa amministrazione.

    Ripeto la soluzione è capire come si muovo i cittadini e la media degli spostamenti non deve superare 30 minitu all’interno della città.
    Se li supera allora conviene usare l’auto che riduce di molto il tempo.

    Io ho sempre pensato che se nei week end dovessi prendere i mezzi pubblici per andare da parenti e amici con pacchi pacchettini mi passerebbe la voglia di farlo perchè implicherebber il doppio del tempo se non il triplo per gli spostamenti e la scomodità di spostarsi come famiglia, è chiaro che se mi risponde un single studente e non nato a milano mi dice che con i mezzi si fa tutto, è ovvvio lui non ha le necessità che ha una famiglia.

    L’utilizzo dei mezzi dolci deve essere misurato con distanza e tempo e non per volontà dall’alto.
    Il tempo e la comodità è l’unica vera unità di misura da considerare il resto sono chiacchiere

    1. Matteo Belotti

      Per limitare gli ingressi dall’hinteland servono più mezzi efficenti e parcheggi di scambio comodi e ampi. Se devi entrare per forza in macchina ha senso farti pagare qualcosa ma non saprei cosa si potrebbe fare a tal proposito.
      Quando parli di muoversi con la famiglia o dei pacchi, sono casi eccezionali però, possono accadere 2 volte a settimana, non tutti i giorni. In questi casi è comprensibile l’uso dell’auto anche se i mezzi pubblici possono rimanere una buona alternativa se si rimane in città. L’importante è che chi va a scuola, universita, lavoro ecc… tutti i giorni, lo faccia in modo sostenibile. Io non vedo tante alternative se non investire in ciclabili e mezzi pubblici così da renderli il modo più veloce e efficace per spostarsi.

  7. Anonimo

    Stai semplicemente dicendo che il punto non è come convincere i milanesi ad usare la bici, ma come fare in modo che ogni diversa esigenza di mobilità sia soddisfatta nel modo più sostenibile possibile.

    In una paese di campanili e di bar sport, non è però facile impostare così la discussione, temo.

  8. Anonimo

    Adriano bla bla bla che noia, che discorsi vecchi.

    Nessuno ti vieta di usare l’auto, portare tutti i giorni pacchi, fare tutti i giorni traslochi, fare gite, portare persone anziane disabili su e giù per Milano tutto il giorno. È chiaro?

    Si parla di ridurre l’abuso di auto e quella miriade di spostamenti in auto facilmente trasformabili in altro. Ma se non capisci una cosa così semplice è proprio inutile perdere tempo a rispondere.

    1. Anonimo

      Bene, Voi non abitate nei paesi di campanili e non fate discorsi da bar sport, capite le cose cosi semplici ma non avete tempo per rispondere a

      “come fare in modo che ogni diversa esigenza di mobilità sia soddisfatta nel modo più sostenibile possibile”

      ” ridurre l’abuso di auto e quella miriade di spostamenti in auto facilmente trasformabili in altro”

      bla bla bla

      1. Anonimo

        Grandi sofismi da tastiera, ma alle domande interessanti non risponde mai nessuno.

        Perchè il tema della mobilità sostenibile raccoglie spesso solo gran banalità (pur se ben impacchettate)?

          1. Anonimo

            Io sono solo un inutile leone da tastiera.
            Che col suo stanco ed inutile ruggito di latta chiede a chi è giovane e su queste cose si impegna, di andare oltre il trito e ritrito.
            Senza offesa!

  9. Anonimo

    Togliere la sosta selvaggia. Subito. E i miracoli accadono il giorno dopo. Fa ancora troppo comodo di andare in giro in auto e di parcheggiarla in modo “comodo” gratis. Se togli le auto dai marciapiedi, dalle piazze, dalle seconde file e impedisci la sosta selvaggia con elementi fisici (dissuasori) … il giorno dopo la gente userà la testa.

  10. Anonimo

    Ecco cosa fa Parigi, quindi non una cittadina di provincia ma una città con cui Milano deve confrontarsi, visto che è un competitor in molti ambiti (moda in primis): https://annehidalgo2020.com/toutes-et-tous-a-velo/

    Non lo ha in programma per il 2040, lo sta facendo adesso, molto velocemente e con un orizzonte temporale di concluderlo al 2024.

    C’è una figura di un esempio di via prima/dopo, rue de Vaugirard, adesso non venite a dirmi che preferite com’è adesso e vi fa schifo come diventerà perchè non ci credo.

    Volendo le cose si possono fare, con grande beneficio per tutti, a partire dall’economia.

    1. Anonimo

      A Parigi la gentrificazione è iniziata ben prima che a Milano.

      Per fare progetti come quelli non devi più sfiancarti più di tanto a discutere con anziani, pensionati, 50enni sfigati, poveracci e bottegai come da noi.

      L’ho detto calcando un bel po’ la mano, ma il concetto è quello.

      Non continuate a pensare di paracadutare da noi le meraviglie “dell’estero”, evitando accuratamente di affrontare le specificità di Milano. Nel caso in questione convincere una quantità non marginale di Milanesi (a tratti la maggioranza) che si può fare e viene bene.
      (Non entriamo nel tema appalti pubblici “all’estero” e a Milano che sparare sulla Croce Rossa non è onorevole)

  11. Lorenzo

    MADONNA MA QUANTI BOOMER SFIGATI ANCORA ATTACCATI AL PASSATO E ALLE LORO MACCHININE CI SONO TRA I COMMENTI! Per fortuna che rappresentate il passato e che noi giovani abbiamo altre idee per la città.

  12. Giovanni

    Punti di vista come sempre interessanti, sarebbe bello fare altri sondaggi come nel 2011.
    Mi chiedo solamente, da cittadino che adora bikemi ma onestamente non puó fare a meno della macchina la sera o per uscire dalla cittá (per lavoro e svago):
    i mezzi come mai finiscono ancora così presto il turno? siamo a Milano nel 2020… i taxi? dove sono e quanto costano?
    perché il posteggio in dobbia fila é tollerato chiaramente dai vigili? credo ognuno di noi abbia esempi in testa…
    uscendo la sera ci sono zone della movida dove le macchine sono parcheggiate una sopra l’altra. In alcuni casi non ci sono molte alternative (2 di notte di un week end piovoso a novembre?) ma facciamo finta di non vedere, altrimenti i commercianti si lamentano…
    quando finisco le scuole il traffico cala drasticamente.. mamme-suv? nonni-motorizzati? culi-pesanti?

    Milano é fatta di gente con idee ed esigente diverse, non possiamo avere la presunzione di sapere cosa é giusto x gli altri o imporre il nostro modo di vedere i fenomeni. Credo che sensibilizzare e dare la scelta sia ideale, ma i veri cambiamenti si fanno modificando l’organizzazione sociale e del lavoro. Pensiamo cosa sarebbe una cittá dove lo smartworking fosse diffuso ampiamente almeno 2 giorni a settimana…
    Dei divorzi e piatti che volano in casa ne parliamo la prox volta.. sará un altro problema 😀

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