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Milano | Molinazzo-Bande Nere – Ciclabile in viale Legioni Romane: fine giugno 2020

Partiti da pochi giorni i lavori, ecco un primo aggiornamento, per la nuova ciclabile, che da piazzale dalle Bande Nere, percorrendo viale Legioni Romane, via Berna e via Zurigo giunge sino a Via Bisceglie a Sella Nuova e al nuovo quartiere di SeiMilano e il parco dei Fontanili.

Come si vede, in questo caso sono in corso anche modifiche strutturali per consentire la costruzione della ciclabile posta tra il marciapiede e i parcheggi che rimangono come in precedenza a lisca di pesce.

Naturalmente i parcheggi irregolari speriamo vengano eliminati, anche davanti a questi inutili cartelli di divieto (è inutile, se non si fanno multe salate e si impedisce con dissuasori, il parcheggio rimane).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


34 thoughts on “Milano | Molinazzo-Bande Nere – Ciclabile in viale Legioni Romane: fine giugno 2020

    1. Anonimo

      Prima o poi tutta la città avrà strisce blu e gialle.
      Non si capisce perché non dovrebbe essere lo stesso a bande nere.

    2. Anonimo

      La ciclabile va boicottata se è un percorso di guerra di tombini malmessi inframezzati da bitume posato male.

      Le righe gialle e blu invece non sarebbero male, visto che quella zona è un gigantesco parcheggio di corrispondenza (considerato che quello di Bisceglie è spesso pieno e poi non è sicuro)

    3. _

      Le ciclabili vanno bene.

      Quello di cui invece si farebbe a meno è di progetti che non si avverano mai (i raggi verdi) o di lavori fatti male, malpensati, rabberciati, mai finiti.

      Di ciclabili fatte in odio alle auto e non per amore dei ciclisti e dei cittadini.

  1. Alessandro

    Avanti così, con determinazione. La strada è quella giusta. Guardiamo cosa ha fatto Annie Hidalgo, la sindaca di Parigi che è appena stata rieletta.
    I parigini hanno apprezzato il suo lavoro sulla mobilità sostenibile e l’hanno confermata.
    Milano va trasformata, un po alla volta, ma va trasformata.
    Quello che stanno facendo in Bande Nere è un tassello che unito agli altri, migliorerà la nostra città. Grazie e avanti cosi

    1. Anonimo

      Vuoi veramente che qualche giornalista intellettualmente onesto vada a fare un paragone ben documentato tra cosa ha fatto Anne Hidalgo per la mobilità e i trasporti a Parigi dal 2014 ad oggi paragonato ai risultati di Pisapia/Sala a Milano dal 2011? 🙂

        1. Anonimo

          Ha detto: “La strada è quella giusta. Guardiamo cosa ha fatto Annie Hidalgo, la sindaca di Parigi che è appena stata rieletta.”

          Devo guardare, ma astenermi da fare paragoni? 🙂

          1. L.

            Beh sì, se vuoi fare paragoni falli, ma non è quello che ha scritto. Io ho interpretato il suo commento come dire “continuate così, per migliorare prendete come esempio quello che stanno facendo a Parigi”.

  2. Giordano

    Molto favorevole. Le ciclabili vanno fatte così, in sede protetta! Gli automobilisti italiani sono troppo irrispettosi e prepotenti perché siano sufficienti delle strisce dipinte sull’asfalto.

    1. Anonimo

      E per le elezioni del 2026, grande festa per il megaprogetto del prolungamento in Caterina da Forlì!

      (Non parliamo poi del pezzo dopo in via Sardegna, che nel Municipio dei ricconi i posti auto sono sacri e NON SI TOCCANO!)

      1. Aurora

        In realtà è proprio in centro che stanno pedonalizzando di più e che hanno creato più ciclabili e zone trenta. Finalmente portano le riqualificazione anche fuori dal centro. Se poi la priorità per lei è parcheggiare l’auto è un altro conto e sinceramente non merita nemmeno una discussione.

        1. Anonimo

          In realtà il centro è l’unico posto della città dove rifanno una strada, rimettono a nuovo uno slargo, lo fanno tutto bello e poi ci mettono il cartello di sosta residenti che lo tappezzano di auto.

          Sto parlando di via Circo, appena rifatta. Ci passi e mi dica se ha senso.

  3. Anonimo

    Fantastico. Le ciclabili possono dare una spinta forte verso una rigenerazione dello spazio pubblico. Per troppo tempo siamo rimasti fermi negli anni 50. I modelli sono Londra e Parigi. Dobbiamo recuperare standard europei il più presto possibile, non ci sono scuse.

    1. Anonimo

      Ma se i modelli sono Londra e Parigi, non potrei avere oltre alle ciclabili anche il Grand Paris Express che giri tutto attorno a Milano e la Elisabeth Line (Crossrail) come a Londra? (Che poi se Crossrail è esagerato, mi basta anche Metrolink come a Manchester…)

      E’ dieci anni che ormai si lavora su una Milano sostenibile, resiliente e aperta al futuro. Ma andiamo veramente troppo piano e siamo troppo sbilanciati sui progettini che costan poco.
      Non volerlo vedere e migliorare non aiuta nessuno.
      Nemmeno i semafori dei tram siamo ancora riusciti a mettere a posto!

      1. Anonimo

        No, ma infatti anche io credo che andiamo troppo piano. Però per mettere una marcia in più anche la regione si deve svegliare. Il sistema ferroviario lombardo non è adatto, troppo vecchio, troppo pochi investimenti. Anche la regione deve spingere per soluzioni più coraggiose (ferrovie suburbane, circle line, modernizzazione (Cadorna / Porta Garibaldi, Sesto San Giovanni, Monza), una soluzione per Porta Genova, prolungamenti metro non solo a Monza ma anche a Corsico, San Donato Milanese, Vimercate (bocciato dalla regione). Serve subito un progetto per la MM6. Io credo che con i fondi post Covi si devon realizzare infrastrutture per Milano. Dando lavoro ai cittadini e risolvendo i problemi di traffico e inquinamento che ha questa città.

      2. Anonimo

        Condivido il pensiero di Anonimo delle 19:31. La Circle Line deve essere più ambiziosa. Deve essere molto di più che solo un suburbano (S9) con qualche stazioncina in più.

  4. L.

    Grandi, ci vogliono più progetti così, per far capire che si può andare in bicicletta in sicurezza, così da portare più persone possibili verso questo mezzo.

  5. Anonimo

    All’anonimo delle 19:31, certo piacerebbe a tutti avere più linee di metro ma farle costa e non è vero che Milano è messa male. Londra e Parigi hanno 10-12 milioni di abitanti, Milano tra i 3 e i 4 (dipende da come consideri l’area metropolitana).
    Parigi ha 14 linee di metro con 4 nuove in costruzione. Milano ne ha 4, con 1 nuova in costruzione. C’è una proporzione abbastanza visibile tra linee e abitanti.
    Comunque ste ciclabili sono una manna dal cielo, anche solo qualche punto in percentuale in più di spostamenti verso le due ruote sarà un grande aiuto nel decongestionare la città. Anche qua serve la matematica: nello spazio di 1 auto ci stanno 10 bici, è incredibilmente più vantaggioso e efficiente far muovere bici anziché auto.

    1. Anonimo

      In realtà le nuove linee di Parigi sono esterne alla zona amministrata da Anne Hidalgo. Sono collegamenti trasversali tra le grandi periferie.
      Anche a Milano i collegamenti periferici trasversali sono quelli che generano traffico auto, ma malgrado questo insistiamo solo con collegamenti radiali forzatissimi (come la metro a Monza).

      Non per essere negativi sempre, ma noi a Milano sembra sempre che facciamo le battaglie di retroguardia 20 anni dopo.
      Sacrosanta la ciclabile in Legioni Romane quasi ai confini ma perchè il centro storico di Milano è ancora quasi del tutto privo di ciclabili e pieno zeppo di auto in sosta a bordo strada?

      Perchè dal Duomo ai Navigli nel 2020 è impossibile andarci in bici??

      Più che fare gli applausi a questo o quel sindaco estero, dobbiamo lavorare più velocemente e anche più con la testa secondo me.

      1. Aurora

        Dalla darsena basta prendere la ciclabile che collega a Cadorna, da lì quella intorno al castello sfornisco e immettersi in via dante. Sono d’accordo su tutto il suo commento ma avrei preso un altro esempio.

        1. Andrea

          C’è una ciclabile che va dalla Darsena a Cadorna? Intendi forse quella che va da Sant’Agostino a Cadorna?

          In ogni caso prova a disegnare sulla mappa il tracciato che suggerisci: Darsena – Cadorna – via Dante – Duomo, viene fuori un giro abbastanza assurdo per un mezzo che ha come qualità quello di essere leggero e quindi permettere spostamenti diretti e agevoli per le stradine del centro.

          In generale, a causa del pavè mal messo e della mancanza di percorsi a priorità ciclabile, è veramnente scomodo spostarsi in bici in centro.

          Bisognerebbe pedonalizzare le vie con ZTL estreme (pochi pass solo per i residenti e i taxi), una volta tolte le auto, sistemare il pavé di queste vie (materiale nato quando nelle strade giravano carri di legno e cavalli, non automobli di 2 tonnellate che si spostano a 50 km/h) e rimuovere dal centro città i cartelli che indicano la strada da prendere per raggiungere Pavia o Varese sostituendoli con cartelli che indicano ai ciclisti come raggiungere comodamente il Duomo, il Cenacolo, la Darsena ecc….

          1. Anonimo

            Per non parlare di Piazza Cadorna, che in bici è assolutamente improponibile.

            Perchè non si inizi dalle piazze superincasinate del centro a rendere la vita migliore ai ciclisti, non lo capirò mai.

        2. domanda

          Chiedo a chiunque usi la bici a Milano se quello che dice Aurora ha senso.

          La domanda è “come si va dai Navigli al Duomo” in bici, visto che in centro a Milano di ciclabili o percorsi praticabili in sicurezza con la bici non ne sono stati (ancora) previsti.

          Non è polemica. Ma se in Comune son tutti come Aurora, siamo fritti 🙂

          1. Anonimo

            Vero, andare dai Navigli al duomo non è semplice, se corso di porta ticinese puoi evitarlo passando dal parco delle basiliche non puoi evitare via Torino, salvo un pezzo, tagliando verso piazza sant’alessandro/missori.
            Il problema è via Torino: il pavé è messo male, i tassinari sono scatenati, per loro è il rettilineo di un circuito di formula 1, moto e scooter la fanno da padrone.
            Un’alternativa è proprio passare da via Carducci ma trovi:
            – lavori M4 e la pista sparisce
            – pista ciclabile di via Olona dissestata
            – tratto di viale Papiniano senza pista ciclabile e viale Papiniano è forse la strada cittadina dove le auto raggiungono le velocità più alte, tranquillamente 100 km/h se non di più in certe situazioni

          2. Anonimo

            Tra l’altro in via Carducci la ciclabile esiste ma solo in una direzione e via Carducci è veramente pericolosa.

            Idem in via Olona, ma almeno li puoi percorrerla contromano in relativa tranquillità.

            Via Dante poi è una zona pedonale e non una ciclabile, ma visto che i turisti sono spariti, si può percorrere senza troppi problemi di “traffico” in questo periodo.

  6. _

    Tra pavè, rotaie del tram, moto e scooter e strade piccole piene zeppe di auto parcheggiate (assurdo questo in quella zona), la zona all’interno dell’area C è un calvario in bici.

  7. Marco Ferrari

    Ciclabili così cervellotiche, così scomode e pericolose, così costose, solo a Milano riescono a progettarle. Strette, tutte curve, non facilmente intellegibili dagli utenti della strada. Ma perché dobbiamo cercare di inventare quando basta copiare le migliori pratiche in Europa?!

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