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Milano | Casoretto – Hidden Garden: al via la demolizione del vecchio caseggiato

Rieccoci con un altro progetto dal nome inglese… Hidden Garden, ovvero giardino nascosto. Per ora, più nascosto di tutto è senza alcun dubbio il progetto, partito quasi in sordina, nascosto all’interno dell’isolato di via Lippi 33 tra piazza Aspromonte e via Gran Sasso nel quartiere del Casoretto.

In via Lippi 33 all’interno dell’isolato composto per la maggior parte da case di varie altezze, dei primi decenni del Novecento, fra le quali molte in stile Art déco (ad eccezione di alcune su via Gran Sasso più recenti), sta per sorgere un nuovo complesso residenziale di pregio, Hidden Garden, sviluppato da Bluestone.

Il nuovo complesso prenderà posto di una palazzina articolata e ad uso misto, costruita in varie epoche (1915-20, 1950-60), composta da tre livelli e invisibile dalle strade limitrofe.

Il nuovo edificio dal nome evocativo (per chi sa l’inglese) sarà composto da una “torre” di 7 piani e da una “stecca” di 6, occupando quasi l’intero lotto. Per il momento sono stati pubblicati pochi “rendering” che mostrano solo l’ingresso e una porzione di terrazzi.

Capiamo il recupero di interni utilizzati un tempo con altre funzioni (logistiche o produzione) con nuove residenze, una tendenza oramai in uso da diversi anni, ma chiamare un nuovo complesso Garden-Giardino e poi occupare quasi l’intero lotto, ci sembra un po’ pretenzioso.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Casoretto – Hidden Garden: al via la demolizione del vecchio caseggiato

    1. Anonimo

      Hidden Garden vuol dire Giardino Nascosto.
      Il nome è estremamente azzeccato. Il “giardino” è talmente nascosto che non si vede! In realtà c’è un palazzone…

  1. Anonimo

    Ma perché? In effetti chiamare un complesso Giardino (come i Giardini d’Inverno) e poi è un condominio con tre alberi, fa abbastanza ridere

  2. Anonimo

    Giardino segreto, giardino nascosto? Ogni progetto sembra dover essere in inglese…fa international e fashion…poi chiedi qualcosa in inglese….ehm….fantastico hidden garden: la casa che non ti aspetti…come x l’altro progetto d’inverno…nel nome prevale garden…appunto giardino….il progetto probabilmente sara’ bello….

  3. Anonimo

    Il nuovo edificio pur bello e moderno sembra piazzato nel contesto in maniera abbastanza brutale e domina nel contesto…e’ un edificio che si puo’ inserire ovunque…le case che demoliscono con tetti a falde sono meglio inserite ed equilibrate forse potevano ispirare per la progettazione????…il giardino sara’ nascosto…non lo troveremo…tutto lo spazio e’ in gran parte edificato….come per altri progetti ci accontenteremo, speriamo, di liane, rampicanti e qualche vaso sui balconi….

  4. Ale

    Credo che il continuo uso di inglesismi sia per attirare anche investitori e compratori stranieri. L’abuso dela parola garden però la trovo fastidiosa, o ce lo metti il verde o mi stai prendendo in giro…

    1. Anonimo

      Si ti prendono in giro…vedi garden e foreste verticali…si chiama Fuffa Verde…o meglio scusa Fuffa Green…molto in voga…scusa molto fashion tra gli architetti….metti 4 cespugli e due rampicanti nei rendering e sei cool…tanto poi si pavimenta tutto…tanto poi si drena nel Seveso e Lambro…

  5. Joe

    Ottimo modo per aumentare la densità abitativa e automobilistica di Milano. Come al solito, si costruirà una condominio da 40 o 50 appartamenti costruendo anche una quarantina di box. Ma dato che molti hanno 2 auto in famiglia, ci saranno altre 40 o 50 auto che la sera cercheranno parcheggio (e non lo troveranno). Il risultato sarà il parcheggio selvaggio, come piace a quei deficienti che non vogliono garage per residenti.
    Questo senza contare che il palazzo toglierà aria, cielo e vista (già scarsa) agli altri.
    Ennesima genialata!

  6. Francesco De Collibus

    Contrario sempre, comunque e ovunque alla demolizione dei caseggiati di inizio secolo scorso, per la solita torre che distruggerà ogni sorta di prospettiva e panorama sull’isolato. Il problema qui non è certo il nome.

    1. Anonimo

      Urbanistica questa gran sconosciuta…chi autorizza tali progetti? Messo altrove sicuramente avrebbe fatto la sua figura…ma li….relazione contesto? Si riempie tutto…qualche m2 permeabile? Diritto a vedere un albero dalla propria finestra?

  7. Anonimo

    Non capisco in che punto sia l’accesso ai box, che considerata la zona a parcheggio zero, spero bene abbiano previsto.

  8. Isabella Capriglia

    Credo avrei preferito un progetto che si integrasse meglio col contesto circostante, dai pochi render visibili sembra la copia ci altre realizzazioni residenziali in costruzione in città.

  9. Anonimo

    Esiste anche il nuovo fatto con attenzione per il contesto esistente….questo edificio non dice proprio nulla di nuovo, anzi….non saper leggere ed interpretare il contesto e’ il peggio che un architetto possa fare…

    1. Wf

      Sbaglio o dai quadratini rossi sovrapposti alla preesistente cubatura dei vecchi edifici aumentano lo spazio costruito andando ad eliminare oni possibile cortile interno…?

      E lo chiamano hidden “garden”???

      Saranno contenti i vicini che potranno toccare con la mano allungando il braccio fuori dal balcone i nuovi inquilini…

      🤣🤣🤣🤣

      Dovevano chiamarlo “Ringhiera 2.0”

      Oppure “No space building”

      “One hand face-to-face neighbour ”

      🤣🤣🤣

      È ovvio che gli danno un nome inglese.
      È risaputo che Milano si trova in Inghilterra

  10. Gio

    Scandaloso costruire un palazzo del genere in mezzo ad altre palazzine. Ma chi autorizza delle cose del genere.. senza che nessuno protesti? Strano che non siano intervenuti quelli delle Belle Arti o di altri gruppi…

  11. Giulia

    Noi viviamo in una delle palazzine d’epoca adiacenti al nuovo complesso, tutte di altezza medio bassa – si va dai 2 ai 4 piani – e per me, come per i residenti del posto, già densamente abitato, è stato uno shock scoprire che la vecchia redazione di Rolling Stones e la casetta Liberty dalla facciata finemente istoriata sarebbero state demolite per fare spazio a un palazzone di oltre 45 unità abitative con torre di 7 piani annessa.
    La costruzione stride con il contesto d’epoca che caratterizza il quartiere, ma di per sé non sarebbe necessariamente un problema, se non fosse che ficcare in uno spazio ridotto una mole del genere – dalle foto aeree a corredo dell’articolo si capisce al volo che il progetto è stato concepito da un campione di Tetris – abbassa di colpo la qualità della vita dei numerosi residenti, togliendo aria, cielo, luce.
    Certo non si può dire che sia in linea con gli slogan che Maran ripete a ogni occasione, della serie “la Milano 2020 sarà a misura d’uomo, più verde, più inclusiva” (citazione dell’Assessore all’Urbanistica che ho preso da un’intervista alla Stampa di luglio), né che corrisponda all’evocativo nome “Hidden Garden”: come è evidente dalle foto, il palazzo, stretto tra le mura delle case che lo circondano, di giardino nascosto potrà averne ben poco, a parte le piantine del rendering.
    Tralascio il disagio che la Blue Stones sta infliggendo ai residenti, cercando di passare con mezzi pesanti sui sampietrini e le aiuole curate delle strette corti adiacenti, risalenti ai primi del ‘900, per raggiungere un’area di costruzione di difficile accesso, stretta com’è tra le numerose case, o ancora demolendo brutalmente, e senza protezioni, gli edifici che la occupano, a pochi metri dalle nostre finestre.
    I permessi concessi sembrano motivati da sole spinte economiche, ignorando sia scelte urbanistiche che siano in linea con quanto promosso, almeno a parole, dall’Amministrazione, sia la salute e la qualità della vita dei cittadini.
    Spero che almeno chi ha acquistato sulla carta a 5, 6 o 7.000,00 € e più al metro, sia alla fine di tutto felice del suo angolo di giardino, così ben nascosto.

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