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Milano | Duomo – Raddoppiare il Museo nell’Arengario?

Qualche giorno fa è stata annunciata l’idea di ingrandire il Museo del 900, cosa già in studio da diversi anni a dire il vero.

Il Museo del ‘900 si è arricchito in questi 10 anni di vita, di nuove donazioni d’arte che arrivano sino al periodo contemporaneo e che richiedono nuovi spazi. Come abbiamo detto il museo è uno dei fiori all’occhiello nel panorama artistico-culturale milanese e internazionale.

Già nell’imminente occasione del decimo compleanno del museo (dicembre 2020 con grande festa in piazza), si metterà mano ad alcuni allestimenti, mettendo in evidenza artisti sino ad oggi meno valorizzati e rendendo più agevole l’intera visita.

La trasformazione del secondo palazzo dell’Arengario (operazione complessa anche dal punto di vista finanziario), in nuova ala del Museo del Novecento, comporterebbe, comunque, lo spostamento in una nuova sede degli uffici del Municipio 1 e dell’Assessorato al Turismo e allo Sport di Milano. Uffici che richiedono comunque una centralità che andrebbe ancora cercata.

Naturalmente l’edificio andrebbe anche rivisto, per ospitare spazi espositivi adeguati, la cui trasformazione, per continuità stilistica, potrebbe ricadere nuovamente su Italo Rota che nei primi anni 2000, in team con Fabio Fornasari, Emanuele Auxilia, Paolo Montanari e Alessandro Pedretti, aveva trasformato e adattato il primo dei due edifici di piazza Duomo.

Gli edifici vennero progettati negli anni Trenta per completare la quinta meridionale di piazza del Duomo e fronteggiare la Galleria con un edificio monumentale. Furono costruiti nel il 1936 però completati solo nel 1956 su progetto degli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini e decorato in facciata con bassorilievi di Arturo Martini.

Oggi l’interno di quest’edificio è stato, nel corso del tempo, trasformato e adattato, cancellando buona parte delle finiture dell’epoca, anche se qualcosa è rimasto, come lo scalone.

Altra questione rimane da capire come sarà risolto il problema di unire le due strutture, per consentire la continuità di un itinerario espositivo. Qualcuno ha ipotizzato un ponte sospeso e noi per “scherzo” abbiamo provato a fare alcune proposte, giusto per vedere l’effetto che farebbe, ma onestamente preferimmo venga completamente scartata questa idea.

Con ogni probabilità l’unione dei due spazi espositivi, separati da via Marconi, sarà realizzata con passaggi sotterranei, meno costosi e sicuramente meno impattanti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Duomo – Raddoppiare il Museo nell’Arengario?

  1. Anonimo

    Bellissimo. Il ponte sospeso lo farei addirittura più in alto, sul tetto praticamente. si andrebbe al museo anche solo per godere della vista del Duomo.
    Poi però servirebbe pedonalizzare totalmente piazza Diaz e eliminare il vecchio parcheggio sotterraneo facendo qualcosa tipo Apple Store ma per eventi all’aperto, concerti e attività sponsorizzate (liberando piazza Duomo). Piazza Diaz è la cenerentole delle piazze del centro, uno spreco enorme di possibilità.

    1. Anonimo

      Ovviamente è solo un esercizio di stile. è impossibile che possa essere approvato un progetto del genere. In questo caso giustamente, sarebbe troppo impattante sull’architettura dell’Arengario e sul cannocchiale prospettico su terrazza Martini.

      Spero in un passaggio sotterraneo. Piuttosto io il passaggio sopraelevato l’avrei visto bene nell’orto di Brera.

  2. Anonimo

    Vero, anche io lo vedrei posto a definire il volume sullo spigolo più alto. Anche un arco di vetro stereometrico ispirato a quello grandioso del palazzo Buonarroti/Carpaccio/Giotto di Portaluppi sarebbe bellissimo, moderno per consentire la fuga dello sguardo verso la terrazza Martini, ma al tempo stesso coerente con l’estetica decò dell’Arengario e urbanisticamente speculare a quello della Galleria

  3. Anonimo

    La riflessione che hai proposto è più profonda di quanto possa sembrare di primo acchito, grazie! Probabilmente hai ragione tu ad usare il condizionale, forma dell’insicurezza ma anche della possibilità. Cari saluti

    1. Anonimo

      Hai proprio ragione @Anonimo 19:01, devi perdonare la mia superficialità’ nel non aver capito la profondità’ delle tue definizioni “estetica deco’”o “stile novecento“ riferite allArengario.Sicuramente hai ragione tu.

  4. ....

    spero in un passaggio sotterraneo come a Bruxelles tra il museo di Magritte e la pinacoteca..l’idea del ponte sospeso mi fa rabbrividire sinceramente

    1. Ale

      Perché no? Vedrei bene un ponte architettonicamente in linea con due edifici dell’arengario, che li trasformi in un arco che “dialoghi” con la Galleria di fronte.
      Sarebbe un bel modo per completare il lato sud di piazza duomo riecheggiando l’idea dell’arco e trionfale mai realizzato.

    1. Anonimo

      Appunto non vedo proprio il problema, basta usare le gambine e fare 20 metri. Che bisogno c’è di avere un’osceno ponte che rovina completamente l’estetica dell’arengario e rovina pure la prospettiva sul grattacielo della terrazza martini lo sanno solo loro …

      1. lisander

        mah, onestamente la terrazza Martini non mi sembra un edificio iconico e neanche l’Arengario lo è; una passerella costituisce un elemento di giunzione tra due edifici speculari dedicati alla stessa funzione che diversamente risulterebbero avulsi l’uno dall’altro, e non mi sembra stiamo parlando di chissà quali struggenti prospettive, gli edifici novecenteschi non hanno certo lo stesso charme di quelli sette/ottocenteschi…………

      2. Anonimo

        Caro amico, “ob scaenum” è qualcosa di fuori dalla scena, nascosto, vergognoso di esistere e mostrarsi, come ad esempio un tunnel, non una passerella di vetro, trasparente.
        Una soluzione moderna ed elegante, come quella proposta dall’Autore o di altro tipo, non solo avrebbe una funzione precisa, ossia realizzare un unitario edificio museale di rilevanti dimensioni dedicato al 900 in piazza, ma anche sdrammatizzerebbe l’austerità degli edifici e con essa un pezzetto della nostra storia senza rinnegarla e anzi incrementandone la fruibilità per mobilità disabili ecc ecc.
        Infine, in una piazza così riassuntiva dell’idea stessa della città, perché non inserire un pregevole elemento architettonico di questo inizio secolo, così importante e complessivamente positivo per Milano?
        In fondo era questo che piaceva dei neon pubblicitari del dopoguerra di fronte al Duomo e sulla torre Martini, un’idea forse ingenua con occhi al consumo, ma pur sempre di progresso e modernità. Li abbiamo tenuti per decenni senza stracciarci le vesti. Pensiamoci 😉 Cari saluti

  5. tatino pensabene

    Ormai questa storia della passerella tra i due edifici sarà il prossimo tormentone di UF! Ricorda quello altrettanto martellante della ricostruzione del Salone delle Cariatidi a Palazzo Reale. Entrambi bei deliri da aperitivo radical-lumbard!

  6. lisander

    una passerella trasparente e leggera sarebbe la soluzione ideale (oltrechè ovvia!), francamente non vedo impedimenti alla sua realizzazione, temo però che come sempre in Italia cio’ che è ovvio e sensato diventi oggetto di lunghi e stucchevoli dibattimenti tra amministratori, tecnici, sopraintendenza che allungano i tempi e alla fine optano per soluzioni discutibili.

  7. benny

    La butto lì: una piazza sotterranea tra i due palazzi,con lucernario piramidale tipo Louvre, che faccia da collegamento e con la possibilità di raggiungere i mezzanini della metro.

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