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Milano | Cultura: Il museo del ‘900 va al raddoppio?

In occasione del decimo compleanno del Museo del ‘900, il Comune di Milano sembra intenzionato al raddoppio degli spazi, utilizzando la seconda torre dell’Arengario.

L’idea di raddoppiare il Museo del ‘900 era nata già nel 2010 e in più riprese si pensò di ampliare il visitassimo museo utilizzando anche la seconda torre dell’Arengario, ad oggi sede (prestigiosissima) del Municipio 1 e dell’Assessorato al Turismo e allo Sport, che con la sua ampia vetrata su piazza Duomo, si candida ad essere uno dei posti migliori dove lavorare a Milano.

Oggi il Corriere riporta che il Comune di Milano sarebbe interessato a riproporre l’idea, allungando il percorso museale e inserendo opere sempre più contemporanee (in questi 10 anni sono continuate le acquisizioni e le donazioni) e la notizia non può essere che positiva dato che il Museo già adesso è un punto di riferimento nel circuito delle strutture mondiali dedicate al novecento (a Milano in effetti giochiamo “in casa”) e che con questa operazione rafforzerebbe la sua importanza. Già in occasione del decimo compleanno del museo (dicembre 2020), si metterà mano ad alcuni allestimenti, mettendo in evidenza alcuni artisti ad oggi meno valorizzati e rendendo più agevole l’intera visita.

Dal punto di vista architettonico, si pensa di affidare, per continuità stilistica, l’incarico ad Italo Rota che nei primi anni 2000, in team con Fabio Fornasari, Emanuele Auxilia, Paolo Montanari e Alessandro Pedretti, si occupò di dare nuova luce (nel vero senso della parola) al severo edificio progettato da 4 mostri sacri dell’architettura milanese: Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini. Ora resta da capire come penseranno di unire le due strutture, se utilizzando i sotterranei o se rispolverando la remota idea di una struttura sospesa (sentiamo già le polemiche all’orizzonte…) che unisca i due edifici.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


14 thoughts on “Milano | Cultura: Il museo del ‘900 va al raddoppio?

  1. Anonimo

    Che bella notizia!
    Le Olimpiadi non sono così lontane, ci si deve preparare per tempo per avere una città più attrattiva, bella e vivibile. Purtroppo si sente la mancanza di in museo d’arte contemporanea che sia un richiamo e un simbolo, peccato che per ragioni economiche sia saltato quello che si pensava di fare in City Life

  2. N

    ottimo l’ampliamento ma…
    no Italo Rota no!
    Il Museo del 900 pur ospitando alcune opere incredibili è progettato malissimo.
    Il sistema di scale mobili, quella scala centrale vetrata che cerca di scimmiottare il Guggenheim gli allestimenti nel mezzanini tra piani. le prese elettriche ancora in bella vista di plastica…la passerella….

    l’elenco di elementi e dettagli osceni di quel museo è infinito…

  3. Anonimo

    Bellissima iniziativa! Brera Modern non solo si fa attendere da 40 anni, ma ha un target in parte diverso, mirato ad esporre il grande collezionismo milanese del 900. Sarebbe fantastico un collegamento aereo di qualità, magari in vetro, tra le due torrette decò, speculare all’arco della galleria VMII.

  4. Anonimo

    Sulla passerella… Non è questione di fare polemica…

    È che un collegamento sospeso rovinerebbe il cannocchiale ottico verso la Torre Martini… ergo, no.

    1. Wf

      Si per vedere i pianeti… cannocchiale ottico.
      10 decimi.

      Cannocchiale prospettico è l’equivalente di “e ai bambini chi ci pensa!” Della moglie del prete dei Simpson..

      Un cannolicchio alla crema ci stava meglio

  5. giusva62

    Per ragioni estetiche credo che la passerella, anche super leggera e trasparente, sia improponibile. Un passaggio sotterraneo sarà più costoso ma credo sia la soluzione migliore

  6. _

    Oltre che al contenitore, bisogna pensare anche al “contenuto”

    Di opere della prima metà del 900 tra museo del 900, Brera, Museo Boschi di Stefano e pure la soffitta del Museo dell’800 ne abbiamo a camionate (e meno male che son sparpagliati dappertutto altrimenti sarebbero quasi indigeribili)

    Ma poi, scomparsi i collezionisti e complice l’assenza di un Museo pubblico di Arte Contemporanea, di pezzi significativi degli ultimi decenni ne abbiamo veramente pochi.
    Per non parlare del vuoto quasi totale del nuovo millennio, ma di questi ci chiederanno conto i nostri nipoti e comunque non c’entra col Museo del 900.

  7. tatino pensabene

    Non mi sembra neanche necessario unire i due percorsi.
    Sono due strutture relativamente piccole e adiacenti, per cui non vedo il danno a tenere le due strutture staccate e autonome. Sarebbe nello spirito di Milano che è città frammentaria e frammentata per definizione, come del ‘900 che é un secolo pieno di cesure brusche. No, la cosa piu’ saggia da tutti i puntini vista sarebbe evitare i collegamenti , sia interrati che con passerelle aeree. Ciascuna delle due soluzioni sarebbe perfetta non ho dubbi. Ma sarebbe di una banalità sconcertante, sarebbe l’ affronto alla particolarità di questo spazio che è un monumento già lui cosi’ com’è. Cioè doppio. Sarebbe un vero stimolo per gli allestimenti e giustamente per i CONTENUTI che dovrebbero rispecchiare Milano e il secolo di cui porta il nome. Speriamo che Rota o chi per lui non caschi nella solita banalità di chi non vede piu’ in là del proprio naso. Milano comunque aspetta sempre con impazienza una mega struttura culturale che porti in mostra la contemporaneità. Un polo multifunzionale. un ente culturale, un riferimento internazionale e un’icona urbana. Avete presente le Centre Pompidou tipo? Ma vabbè, questo è un altro discorso.

    1. _

      “Milano comunque aspetta sempre con impazienza una mega struttura culturale che porti in mostra la contemporaneità. Un polo multifunzionale. un ente culturale, un riferimento internazionale e un’icona urbana. Avete presente le Centre Pompidou tipo? Ma vabbè, questo è un altro discorso.”

      Si è un altro discorso.
      Il 900 è una storia gloriosa ma finita tempo. E’ contemporaneità come lo erano Waterloo o il Congresso di Vienna o la conquista del West ai tempi del Futurismo.
      A Milano serve un museo della contemporaneità. E un museo pubblico, non l’ennesima galleria o collezioncina privata.

      1. tatino pensabene

        Infatti, andrebbero evitati pasticci a pochi metri dalla facciata del Duomo, tutto qui. E per soddisfare quei NON-POCHI appetiti forti che aspettano architetture mirabolanti effetto pugno negli occhi, direi che è meglio aspettare il progetto che non c’è: il tanto atteso centro culturale della contemporaneità.
        Poi in questa città bisognerebbe fare lavorare i numeri uno, tipo i giapponesi che hanno fatto il nuovo campus della Bocconi…ultimo intervento architettonico in questa città, degno di una certa nota. Altrimenti meglio aspettare tempi nuovi.

  8. Elius

    Bene! Il museo attuale ha spazi molto stretti e un percorso complesso…meglio allargare. Una passerella sospesa sarebbe bella se fatta bene.

  9. Anonimo

    Un ponte levatoio? O una passerella che in qualche modo si può richiudere o ruotare quando il museo è chiuso? Non so, qualcosa che faccia parlare di se ma non sia troppo impattante.. secondo me si può studiare

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