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Milano | Porta Volta – Giardino Crispi-Feltrinelli: settembre 2020

Aggiornamento di metà settembre dal cantiere per il giardino di viale Crispi, in costruzione lungo il fianco del palazzo Feltrinelli, tra Porta Volta e Porta Garibaldi. 

I lavori sono ormai arrivati ad un ottimo livello. Le aiuole sono state definite, così come i muretti , e sono stati piantiti anche i nuovi alberi.

Ci sono comunque alcune cose che ci lasciano perplessi, come l’eccessiva superficie in cemento, attendiamo comunque la conclusione dei lavori per esprimerci a riguardo.

Qui di seguito i rendering di come dovrà apparire una volta ultimato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


29 thoughts on “Milano | Porta Volta – Giardino Crispi-Feltrinelli: settembre 2020

  1. Northeastern

    Sarà un dettaglio, ma non posso fare a meno di notarlo… come quasi sempre a Milano, anche nei progetti più interessanti l’arredo urbano è latitante o di bassissima qualità stilistica (vedi lampioni, panchine e cestini nelle foto).

    1. V.

      Ma a Milano non c’era un progetto per aumentare la PERMEABILITA’ del suolo?

      Qui vedo solo cemento…ci devono fare il Mercato settimanale come nel brutto progetto di Piazza Sant’Agostino???

  2. Anonimo

    Da entrambi i lati dell’edificio l’alberatura è assente o davvero poco rappresentata. L’impressione è che ci sia troppo cemento e poco verde. Si sarebbe potuto fare di più!

  3. Anonimo

    Da entrambi i lati dell’edificio l’alberatura è assente o davvero poco rappresentata. L’impressione è che ci sia troppo cemento e poco verde. Si sarebbe potuto fare di più!

  4. Anonimo

    I pali di uno strano progetto di illuminazione subito vicino ai nuovi alberi sono veramente strani…panchina e cestino very cheap….ammesso pure che quello sia lo standard Milano ….per questo progetto potevano fare meglio e destinare qc euro per arredo di qualita’….insomma…molto cemento…poco arredo, qualche albero…e’ sbagliato aspettarsi un livello di spazio pubblico migliore??

  5. Andrea

    Spero che la sistemazione finale consenta il collegamento ciclabile senza interruzioni e slalom fra piazza XXV Aprile e piazza Baiamonti – dalle immagini e dai rendering non si capisce….

  6. fabio

    La differenza tra il rendering e il risultato finale è evidente. Un intervento ben al di sotto della sufficienza. Occasione persa. Vedremo se si rifaranno con la continuazione sull’altro lato. Ma i miei dubbi sono tanti.

  7. Anonimo

    Il sistema di illuminazione sembra mal eseguito rispetto al rendering…in ogni caso i pali allineati con i nuovi alberi sono proprio brutti….arredo certamente non all’altezza del livello dell’edificio….troppo esile e di bassa qualita’…..visto il tanto cemento e line essenziali ci voleva arredo molto piu’ forte e robusto….

  8. Pierre

    Aggiungo alle perplessità nell’articolo e nei commenti la mancanza di un doppio cordolo ad evitare parcheggio selvaggio sul lato di Via Crispi.

    Sarebbe ridicolo trovare ancora il marciapiede del viale infestato dalle auto.

  9. Anonimo

    A Milano abbiamo un problema di arredo urbano. Solo in Porta Nuova e City Life si è riusciti a fare qualcosa di degno. Tutto il resto un abisso di assurdità e interventi di scarsa qualità. Per non parlare dell’arredo urbano degno del Timbuctù se non completamente assente. Dobbiamo fare meglio. Milano nella fase post-covid deve rimboccarsi le maniche e diventare una vera città europea. Altrimenti torna la depressione. Meglio che ci diamo da fare e anche subito.

  10. N

    uff…..sento un po’ di tristezza ultimamente nel commentare i progetti a Milano.
    Mi sembra che quella spinta progressista, quella voglia di eccellere sia gia finita.
    Forse ci siamo abituati troppo bene in passato in un momento di trasformazione che vedeva la città passare da 0 a 1000 in una manciata di anni, o forse semplicemente le committenze hanno iniziato a tagliare i budget degli investimenti perchè i futuri della città sono giustamente incerti.

    Ma non riesco comunque a capacitarmi in che punto del processo tra progettazione e realizzazione avvengano i casini, i tagli, gli evidenti errori.

    Questo è un progetto meraviglioso, promosso da una committenza illuminata (Feltrinelli) uno sponsor direi notevolemente danaroso (microsoft) e uno studio d’architettura di fama mondiale (top players)…. Com’è possibile oggi, con tutti i discrosi legati a clima e ambiente, con i progetti di forestazione urbana, con l’idea di rendere i terreni più permeabili, con l’idea di creare spazi urbani di qualità…. come hanno potuto realizzare questa enorme distesa di asfalto (bianco e molto bello certo) spennellato qua e là da qualche alberello?

    Lo spazio pubblico dietro Feltrinelli/microsoft era già notevolmente ampio ben prima di questo suo ampliamento.

    é nuovamente stato realizzato un progetto senza coraggio, proponendo alla città un “minimo indispensabile”
    Con questi errori lampanti – il doppio palo della luce sulla scalinata a fianco del porta d’ingresso della città… ma che problemi avete?

    Milano ti prego ritorna in te
    ti vogliamo troppo bene per vederti ridurti così…

  11. Andrea

    Mi spiace che Milano e i milanesi non conoscano più il concetto di parco o di giardino.

    Tutte queste nuove aiuole, realizzate dai privati nell’ultimo decennio in mezzo a lastroni di cemento e chiamate impropriamente “giardini” o addirittura “parchi”, non hanno nulla a che vedere con il verde di cui ha bisogno Milano.

    Giardini Indro Montanelli, Parco Sempione, Villa Litta, Parco Nicolò Savarino, Parco Trotter, Giardino della Villa Belgiojoso, Giardini della Guastalla, Parco Ravizza: questi sono un esempio dei luoghi che permettono ai milanesi, ogni tanto, di dimenticarsi di essere in città.

  12. lisander

    condivido in pieno i commenti negativi, in effetti al momento si ha l’impressione di una landa cementificata, con arredo urbano mediocre; certo, gli alberi cresceranno e fra dieci anni vedremo forse cio’ che prefigurano le immagini bucoliche dei rendering, pero’ l’impressione generale che si coglie è di freddezza e di un sito assai poco accogliente;personalmente lo stile dei due archietetti svizzeri non mi entusiasma, poichè anche l’edificio stesso al centro del progetto è un po’ anonimo;forse servirebbe una sistemazione complessiva molto piu’ ampia che comprenda la sistemazione del giardino Lea Garofalo (ad oggi poco piu’ di un orticello), la riqualificazione di Viale Crispi (una distesa di asfalto e uno squallidissimo parcheggio) ed infine Piazza Lega Lombarda che anch’essa è un non luogo,inquinato disarticolato con banchine invase da auto in sosta irregolare; in generale purtroppo si osserva nei progetti di riqualificazione grandi o piccoli che siano una forte tendenza al ribasso, una politica rinunciataria che certo non giova all’immagine della città.

  13. Maurizio

    Sono molto soddisfatto perché con questo intervento abbiamo decisamente toccato il fondo, peggio di così sarà impossibile fare, ognuno dei prossimi, al confronto, sarà meraviglioso. Notare la chicca, incredibile, della ringhiera nera da condominio (ovviamente l’ennesima versione differente, con buona pace dell’abaco recentemente approvato) attaccata al casello del bastione…

  14. Hubert

    Beh cogliamo il lato positivo, completato il progetto ci potranno atterrare anche dei DC9….
    Condivido la preoccupazione per i writers con tutti quei muretti candidi. Già che ci siamo apriamo dei chioschi che vendono bombolette spray.
    La soluzione (per me ovvia) è solo una e si chiama “ficus repens”.

  15. DDSS

    Ma io veramente non capisco!

    Ma come si fa a fare tutti commenti così? Ma un po’ di umiltà per capire, prima di dar fiato alle trombe?

    NON vedere il disegno di una piazza coperta dagli alberi
    NON SAPERE che si andava a costruire una piazza e non appunto una foresta
    NON vedere che è già ora frequentatissima di bambini, famiglie, ragazzi in scooter
    NON immaginare che il modello semmai è una piazza urbana modello
    Makba a Barcellona o una qualsiasi piazza urbana che crea aggregazione/ socilità
    NON aver pazienza che gli alberi crescano (ma che dovevano piantare per soddisfarvi, alberi di 30 anni?)

    Ma cosa pensavate, di avere il parco nord in un’area con 100 metri di lunghezza?

    Ma per favore

    È quasi un capolavoro. Sarà adottata da tantissimi. Detto da persona che ci passa ogni giorno

    1. Wf

      La cosa più bella è la notizia che ci dai che è già frequentatissima da mamme e bambini e le persone la stanno usando come si deve…

      Che poi alla fine è l’unica cosa che conta.

    2. Anonimo

      Il paragone con Makba a Barcellona è calzante ed impietoso.

      Loro hanno un Museo di Arte Contemporanea, noi una Fondazione che però strada facendo è diventata un palazzo di uffici in affitto con annesso piccolo baretto con quattro libri ed una sala di lettura al piano di sopra.

    3. Anonimo

      Quasi un capolavoro di cosa? Questo luogo per come si prospetta e’ il classico piazzale cementato…il cemento bianco che amano gli architetti …che poi definiscono pulito, minimal…bla bla bla….non contesto il materiale ma le proporzioni tra verde e cemento, permeabile ed impermeabile….arredo e illuminazione in uno spazio cosi’ asettico sarebbero dovuti essere di altissimo livello, invece roba super fragile e standard bassissimo….e’ un progetto mal calibrato…probabilmente gli architetti non hanno colpa visto che sono bravi…mancano i soldi per eseguire il tutto con qualita’…ma come e’ possibile? Dove sono i soldi????

      1. Andrea

        Chiedilo a fondazione Feltrinelli dove sono i soldi, doveva metterceli lei.

        Gli interventi a scomputo di oneri sono tutti così: pensati e realizzati da privati come cornice alle loro opere, senza la minima intenzione di creare qualcosa di funzionale al pubblico.

        In questo modo i costruttori hanno realizzato la parte pubblica con una minima spesa e il Comune è contento che non ha dovuto impegnarsi per incassare gli oneri edilizi e progettare qualcosa di utile e bello per i cittadini.

  16. Wf

    Però mettete sti ca#@o di dissuasori o tripli cordoli per evitare che le auto una volta finito tutto il lavoro vengano sopra a stuprare prati e marciapiede e banchine per i pedoni!

    I DISSUASORIIIIII CRIBBIOOOO!

  17. Simo S

    Spero soltanto che il sistema di illuminazione nella pizza venga cambiato ! Troppo vecchio come stile per una piazza “ moderna “ dai su comune !!!

  18. Anonimo

    Ma gli alberi? Alcuni di bassa qualità vivaistica, con chioma male impostata. Hanno messo le protezioni sul fusto per evitare scottature, benissimo. Però servono anche le protezioni al colletto, per evitare che le piante muoiano a causa dei tagli da decespugliatore, durante il taglio erba. È pieno in giro di alberi danneggiati dal decespugliatore, e pensare che basta un tubo di corrugato per prevenire questi danni che, se va bene, rallentano di molto la crescita; se va male, l’albero muore.
    I tornelli sono troppo piccoli: tra qualche anno ci saranno danni alla pavimentazione, soprattutto se dentro ci mettono dei platani. È proprio impossibile coinvolgere dei tecnici agronomi che conoscano le esigenze delle piante così da evitarne il conflitto con il costruito?

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