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Milano | Città Studi – Cantiere Politecnico: fine settembre 2020

Questa volta vi portiamo a fare un giro per il campus del Politecnico di Milano Leonardo a Città Studi. Anzitutto vi facciamo entrare dall’ingresso principale, quello che affaccia direttamente su piazza Leonardo da Vinci, dove si trova la sede del Politecnico e dove sono ospitate le principali strutture di governo e di amministrazione dell’Ateneo. Come si vede, il campus è molto ben curato, soprattutto nella parte del giardino principale.

Passando da una discesa che ci porta sotto il livello stradale, si accede ad un tunnel pedonale che, passando sotto via Bonardi, si immette nel nuovo campus riqualificato secondo un progetto di Renzo Piano. Via cemento e automobili dalla piazzetta ipogea e al loro posto un vero e proprio bosco di 8.000 mq e 130 alberi, una vera e propria nuova piazza aperta anche alla città.

La riqualificazione del campus di architettura Bonardi è il frutto dell’idea progettuale donata dall’architetto RenzoPiano al nostro Politecnico.

La ricerca di più ampi spazi aperti, di una visuale a colpo d’occhio e la continuità del verde si evidenziano con un’opera di rammendo di quanto lo “sprawl” edilizio degli anni ’60 ha frammentato, diviso, interrotto.

I vecchi edifici lineari lasciano spazio a edifici terrazza che delimitano il bordo del campus trasformandosi in elementi connettivi urbani.

Il piazzale asfittico si trasforma in un bosco urbano, la permeabilità della nuova pavimentazione e le isole verdi si identificano come delle oasi urbane invadendo ogni organo edilizio.

Il nostro piccolo tour fotografico ci porta nella piazzetta ipogea del Patio di Architettura dell’edificio Viganò che affaccia su via Ampère.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Città Studi – Cantiere Politecnico: fine settembre 2020

  1. N

    bhe che dire bellissimo
    quando privati e architetti si incontrano con cognizione di causa…
    non servono progetti stratosferici, solo qualità e attenzione ai dettagli
    trovo che la piazzetta così riqualificata sia deliziosa e mi ricorda alcuni angoli del Giappone.

      1. Joe

        Traduzione in italiano:

        Sembra di ESSERE in Scandinavia.
        E invece siamo IN Corso Francia .

        A parte che fai un po’ di confusione con le strade e con le città, forse dovresti ripassare la grammatica italiana

  2. Matteo

    L’articolo riporta, correttamente, che l’idea progettuale è stata donata al Politecnico da Renzo Piano. Credo però debba essere indicato che il progetto finale è di Ottavio Di Blasi – Studio ODB. Gli schizzi donati (sono consultabili qui https://www.polimi.it/il-politecnico/progetti-di-ateneo/cantieri/nuovo-campus-architettura/) rappresentano appunto un’idea, una suggestione, che è stata sviluppata e trasformata nel progetto definito. Qui, tra l’altro, sono stati aggiunti due nuovi edifici del campus: uno quello posto tra il “Trifoglio” e la Facoltà di Architettura del Portaluppi, il secondo a lato della “Nave”. La qualità finale degli spazi, e degli edifici, dipende dal lavoro svolto dallo studio ODB. Penso sia quindi corretto riconoscergli i giusti meriti.

  3. Tatino pensabene

    Bello! Una lezione d’apprendere immediatamente: basta inserire alberi in quantità …e di diverse specie, e l’aspetto degli edifici intorno cambia RADICALMENTE.
    Le aiuole piantumate, ma che sono adiacenti alle facciate sembrano rivoluzione pura. Invece all’estero si fa da sempre. Portare le periferie al centro….si diceva tempo fa. Portatele qui….questo dovrebbe essere un modello da copiare per migliorarle davvero. Senza slogan o gesti effimeri che durano un week end. E’ poi cosi’ complicato? Bisogna essere rivoluzionari, questo si’. Milano purtroppo non sa piu’ cos’è la “rivoluzione….”.Ma forse sta cambiando qualcosa.

  4. Anonimo

    Sana normalita’ in questo progetto: alberi ben piantati, di buone dimensioni, varie specie…illuminazione ben studiata con corpi illuminanti decenti….architettura leggera ed elegante senza scadere nelle cose ripetitive…complomenti agli architetti vari….che seguano questi modelli e standard nei nuovi interventi….

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