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Milano | Molinazzo – Il “bosco” di Via Rembrandt

Spesso la città ci regala angoli inconsueti e persino piacevoli, quando meno ce lo si aspetta. Uno di questi angoli lo possiamo trovare in via Rembrandt.

Via Rembrandt unisce Piazzale Diego Velasquez con Piazza Melozzo da Forlì (vie dedicate ai pittori internazionali e nazionali che si estende da Porta Vercellina e mette assieme Michelangelo Buonarroti con Giotto, Antonello da Messina con il Parmigianino, ecc…).

Ancora nel primo decennio del Novecento, via Rembrandt era il terzo tratto della strada provinciale vercellese, un lungo tratto suddiviso poi nelle vie Parmigianino, Rubens, Rembrandt e Novara.

Da questa via si diramava una stradina che portava alla Cascina Molinazzo e alla chiesetta trecentesca (oggi unica superstite in via Molinazzo angolo Martinetti) di San Donato e Filippo detta appunto al Molinazzo, unico avanzo di un vasto convento ricco a terreni appartenuti ai Cappuccini Francescani che si erano sostituiti ai padri Antoniani già insediati anticamente in questo luogo.

Sul finire dell’Ottocento, con l’espansione della città, venne costruito il convento e chiesa di Santa Maria degli Angeli e San Francesco, oggi in piazza Velasquez.

Il primo tratto di via Rembrandt, oggi si presenta come una larga via con palazzi moderni. Sino agli anni Cinquanta del Novecento, la via si presentava urbanizzata solo in parte e solo sul lato settentrionale (lato pari), infatti ancora oggi presenta alcune palazzine di inizio Novecento.

Qui al civico 2 sul finire degli anni Ottanta vennero abbattute le vecchie case di ringhiera e costruito l’enorme condominio post-moderno dell’Orologio.

I primi palazzi come dicevamo, vennero edificati all’inizio del Novecento e quasi tutti sul lato pari. Invece il lato meridionale per molti anni rimase ancora agricolo e l’unica presenza era la cascina Molinazzo con chiesetta, all’altezza dell’incrocio con via Gino Zappa.

Ultimamente il vecchio autolavaggio all’angolo con Viale Aretusa, è stato demolito per far posto ad un supermarket.

L’ampia via (che potrebbe essere tutta alberata), presenta un primo alberello all’incrocio con Via Alfonso Capecelatro. Ma proprio di fronte, possiamo ammirare il “bosco” di Via Rembrandt.

I palazzi, costruiti su questo lato della strada, vennero realizzati a partire dagli anni Sessanta. Il nuovo piano regolatore precedeva una più ampia strada. Nel frattempo l’ampio marciapiede venne abbellito da una grandissima aiuola dove furono piantumati molti alberi.

Il “boschetto, abbastanza ricco, che si estende per circa 300 metri, è composto da diverse tipologie di piante che possiamo trovare abbondantemente diffuse in tutta la città.

Possiamo trovare 4 esemplari di acer negundo (acero americano), 4 di ailanthus altissima (ailanto o anche albero del paradiso), un esemplare di Betule pendula (betulla bianca), 5 Cedrus atlantica “Glauca” (cedro dell’Atlante), 18 Cedrus deodara (Cedro dell’Himalaya), 4 esemplari di Chamaecyparis lawsoniana (cipresso di Lawson), 3 Liquidambar styraciflua (storace americano), 2 Liriodendron tulipifera (albero dei tulipani o tulipier, italianizzato in tulipifero), 2 Picea pungens “Glauca” (peccio del Colorado o abete del Colorado) e per finire un piccolo Prunus cerasifera (amolo, detto anche mirabolano).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Molinazzo – Il “bosco” di Via Rembrandt

  1. Anonimo

    Evidentemente negli anni 60 gli amministratori dI allora in tema di verde erano più avanti di quelli di oggi. Gli amministratori di oggi in 5 anni, nonostante vari proclami sono stati capaci di produrre solamente rendering ( probabilmente fatti da qualche povero studente sfruttato di architettura) e totalmente incapaci di alberare un minimo il centro di questa città .

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